Che cos'è reale?

Giorgio Agamben

CHE COS’È REALE? La scomparsa di Majorana

Vicenza, Neri Pozza, 2016

pp.78, € 12,50

ISBN 97888545140

di Giusy Iorio

Il filosofo Giorgio Agamben parte dal caso della scomparsa di Ettore Majorana per riflettere sulla realtà e sul nostro modo di agire in essa. E mostra quanto le scelte che facciamo si muovano tra la sfera del probabile e quella del reale, ovvero tra le previsioni di ciò che potrebbe realizzarsi e la loro effettiva realizzazione.
 

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Schopenhauer diseducatore

Leonardo Ceppa

SCHOPENHAUER DISEDUCATORE. Sul rovesciamento del positivismo in superstizione

Casale Monferrato, Marietti, 1983

pp. 125 - ISBN 882118613X

 

di Pietro Balestra

 

Schopenhauer diseducatore sembra, di primo acchito, un titolo imparziale, che presenta l'argomento del saggio – la filosofia schopenhaueriana, appunto, e il suo valore (dis)educativo, il che può voler dire molte cose –, ma non i suoi intenti. È possibile, tuttavia, guardare a questo titolo sotto una luce completamente diversa, ricordando che, nel 1874, Friedrich Nietzsche aveva pubblicato il suo saggio intitolato Schopenhauer come educatore. Considerazioni inattuali, III. Se l'argomento del saggio di Ceppa è quello poc'anzi esposto, il suo scopo è, quindi, ribattere a Nietzsche. Ma, dal momento che «secondo Nietzsche, Schopenhauer “ha visto più lontano e più chiaramente di ogni altro uomo”» (p. 74), la critica a Nietzsche presuppone necessariamente anche quella a Schopenhauer. Il motivo per aprire una querelle contro due tra gli autori più letti e amati della filosofia dell'Ottocento è, altresì, esplicitato nel sottotitolo: rovesciare il positivismo in superstizione; denunciare, quindi, un modello ideologico – che l'autore ritiene essere fallace – e proporne un altro.

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il violento mestiere di scrivere

Rodolfo Walsh

IL VIOLENTO MESTIERE DI SCRIVERE

Roma, La Nuova Frontiera, 2016

pp. 214, € 12,50

ISBN 9788883733017

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Il violento mestiere di scrivere riguarda la picana e il telescrivente (altrimenti conosciuto come teletype). Per capire questo rapporto di inerenza fra scrittura, ingegneria elettronica delle telecomunicazioni e scosse elettriche, arriva per gli amici lettori questa raccolta di scritti giornalistici del mitico scrittore-guerrigliero argentino Rodolfo Walsh (1927-1977), curata da Alessandro Leogrande (La frontiera, 2015).

Nell’introduzione alla raccolta, Leogrande invita i lettori ad entrare nell’officina di Walsh (cfr. p. 14), un luogo dove giornalismo e letteratura si riconoscono in un connubio molto particolare, in cui il genere poliziesco* imprime un certo ritmo, una certa struttura di montaggio al rigore del dato di cronaca: un modo di implementare l’inchiesta giornalistica come descrizione letteraria di episodi particolari, che riguardano verità storiche ben precise, quali la feroce repressione dei movimenti sovversivi portata avanti dai governi militari delle cosiddette Revolución Libertadora (1955)** e Revolución Argentina (1966).

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Écue-yamba-Ó

Alejo Carpentier

ÉCUE-YAMBA-Ó

Torino, Lindau, 2015

pp. 230, € 21,00

ISBN 9788867083565

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Lindau colpisce ancora. Questa volta, mettendo in circolazione questa traduzione dell’opera prima del maestro Alejo Carpentier (1904-1980) corredata di una breve ma efficace introduzione della prof.ssa Vittoria Martinetto (autrice di un’ottima traduzione di Un certo Lucas, ma non quella che abbiamo recensito noi di recente).

Come spunto per il suo commento introduttivo, la prof.ssa Martinetto prende un testo imprescindibile per capire la totalità della produzione carpentiana: il prologo del maestro al suo romanzo El reino de este mundo (1949, trad. it. a cura di Angelo Morino, Einaudi, 1990), uno scritto che potrebbe venir visto come il manifesto artistico del geniale scrittore franco-cubano. «È universalmente noto, prima e dopo Carpentier, come le categorie del meraviglioso abbiano accompagnato la visione del Nuovo Continente sin dal momento della sua scoperta, fino a diventarne stigma di quell’esotismo – talvolta vigente fino ai giorni nostri – attraverso cui si è valutata la produzione letteraria continentale soprattutto a partire da un grande ammiratore di Carpentier, quale fu [Gabriel] García Márquez» (p. 8).

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storia del videogioco

Marco Accordi Rickards

STORIA DEL VIDEOGIOCO. Dagli anni Cinquanta a oggi

Roma, Carocci, 2014

pp. 167, € 13,00

ISBN 9788843074167

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Rispetto a War Games, questo libro è molto più ampio e generoso nella sua trattazione storica dei videogiochi. Non solo console: più spazio è concesso al PC gaming, dove altrettanta creatività straripava da quei fiumi di idee che siamo soliti immaginare quando cerchiamo di concepire il mestiere di Steve Jobs e, più in generale, dei game designers

Lo sguardo del professore Accordi Rickards (con una mano legata dietro la schiena) è più comprensivo di quello di Tomaso Walliser e Filippo Squassoni (tutti e due assieme) dal momento che parte da una definizione larga di videogioco, in grado di cogliere veramente ogni aspetto del tema, dalla produzione all’acquisto e personalizzazione del gioco: un videogioco è un’opera multimediale interattiva. «Il videogioco è anche tecnologia e innovazione, ma prima di tutto è un linguaggio espressivo, ideale per raccontare storie» (p. 122). Il videogioco come mezzo espressivo, e non come semplice market-driver dell’industria videoludica, è quanto occorre per iniziare a parlare seriamente di gamers. Avete voglia di farvi convincere a leggere questa Storia del videogioco? Allora, insert coin.

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STORIA DEL FOLKLORE IN EUROPA

Giuseppe Cocchiara

STORIA DEL FOKLORE IN EUROPA

Torino, Bollati Boringhieri, 2016

pp. 564, € 26,00

ISBN 9788833927404

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Il passato non è morto. Il passato vive in noi e con noi» (Giuseppe Pitrè, 1913).

 

Questa edizione della Storia del foklore in Europa (ed. or. 1952) comprende la Prefazione che vi aggiunse nel 1971 Giuseppe Bonomo (1923-2006), allievo ed erede intellettuale dell’autore. Anche se risale a quarantacinque anni fa, lo scritto di Bonomo (Pitrè, la Sicilia e i siciliani, Sellerio, 1989) ha ancora tanto da dire al lettore italiano; in questa recensione, suggeriremo che aver conservato il format “nuova nuova-edizione degli anni Settanta”, molto vintage, è forse l’aspetto più entusiasmante del ritorno di questo volume sugli scaffali.

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Homo Europaeus

Paolo Prodi

HOMO EUROPAEUS

Bologna, Il Mulino, 2015

pp. 238, € 22,00

ISBN 978-88-15-25872-4

 

 

di Andrea Germani

 

 Il 2016 è stato un anno piuttosto particolare: annus horribilis per musicofili e giovani dalle idee politiche un po’ confuse, annus mirabilis per musicofobi e giovani dalle idee politiche ancor più confuse. Sicuramente per noi di Deckard è stato un duro colpo venire a sapere della dipartita di un grande accademico, uomo illustre e brillante mente a servizio dell’ateneo bolognese; no, non deve essere necessariamente Umberto Eco. Il 16 dicembre ci lasciava Paolo Prodi: storico emiliano allievo di Delio Cantimori, studioso della modernità europea nonché fratello del più famoso (qualcuno preferisce dire “famigerato”) Romano. Data l’impossibilità di riassumere decenni di prolifica attività scientifica in così poco spazio ci limiteremo a raccontare qualcosa delle sue ricerche, partendo dall’ultimo volume pubblicato a suo nome dalla casa editrice il Mulino di cui è stato, fra le altre cose, uno dei fondatori. 

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BREVE STORIA DEI DIRITTI UMANI

Alessandra Facchi
BREVE STORIA DEI DIRITTI UMANI. Dai diritti dell'uomo ai diritti delle donne
Bologna, il Mulino, 2013
pp. 167, € 14,00
ISBN 9788815238887


di Pietro Balestra


Scopo del breve saggio di Facchi è delineare un concetto attuale, concreto e complesso come quello di diritti umani, ripercorrendone la storia, dalla teorizzazione (collocabile tra Cinquecento e Seicento), fino al dibattito contemporaneo sulla moltiplicazione e l'attuazione di tali diritti, pretesi da sempre più individui, a voce sempre più alta. Tale percorso definisce i diritti umani sia sul piano teorico che su quello pratico; perciò nel libro s'intrecciano tre discipline sorelle: Storia, Filosofia e Giurisprudenza.

 

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BANKSY A NEW YORK

Ray Mock

BANKSY A NEW YORK

Milano, L’Ippocampo, 2015

senza paginazione, € 19,90

ISBN 9788867221714

 

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Dicembre, ancora un’altra volta. Bibliofili: avete già deciso come apparire perfettamente prevedibili ai vostri amici anche questo Natale, regalando loro dei bellissimi libri da esibire sui tavolini bassi da salotto? (*)

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L'IMBECILLITÀ È UNA COSA SERIA

Maurizio Ferraris

L'IMBECILLITÀ È UNA COSA SERIA

Bologna: Il Mulino, 2016.

pp. 129, € 12

ISBN 9788815266361

 

di Stefano Scrima

 

«Perché mai l’uomo dovrebbe nascere libero? E come si spiega che alla nascita libera faccia sistematicamente seguito una esistenza incatenata? È chiaramente vero il contrario: l’uomo nasce schiavo, debole, insufficiente e dipendente, sottomesso e imperfetto: in una parola, nasce imbecille» (p. 32). Questa volta Maurizio Ferraris si addentra in quell’universo nero, l’imbecillità, per cui nessuno ha occhi, se non nel momento in cui diventa necessario insultare qualcuno che di solito ricambia allo stesso modo, con le stesse acritiche argomentazioni. L’imbecillità è un tabu della nostra società avanzata, e quindi sempre più intelligente, eppure a ben vedere rimane la sostanza di cui siamo fatti. Per questo, come recita il titolo, l’imbecillità è una cosa seria, e far finta che non sia poi così diffusa è proprio da imbecilli, quali siamo.

 

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CONGO INC.

In Koli Jean Bofane

CONGO INC. Il testamento di Bismarck

Roma, 66thand2nd, 2015

pp. 229, € 17,00

9788898970254

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«C’era gente che non sapeva guardare oltre la punta del proprio naso. Tra quelli suo nipote, Isookanga. Quel ragazzo non capiva un accidenti. La modernità, la modernità. Per caso si mangia, la modernità?» (“Vecchio zio Lomama”, p. 156).

 

Questo è il giudizio dell’anziano capo degli ekonda, gruppo etnico appartenente al popolo mongo (cfr. p. 10 n. 2), gli abitanti meridionali dell’Equatore congolese, riguardo al ventiseienne protagonista di questa storia, Isookanga Lolango Djokisa.

 

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RESISTENZE IN CIRENAICA

“Resistenze in Cirenaica”

RESISTENZE IN CIRENAICA

Bologna, Senza Blackjack, 2016

pp. 110, € 10,00

[Licenza Creative Commons]

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Tra Ilio Barontini e Massenzio Masia, c’è Oreste Regnoli.

 

Nel Dizionario biografico dei giuristi italiani (Il Mulino, 2013), troviamo una voce dedicatagli, dove veniamo a sapere che Regnoli è «avvocato, docente di Diritto civile e deputato, [che] può essere annoverato tra gli artefici del codice civile del 1865», il primo dell’Italia unita, altrimenti ricordato come “Codice Pisanelli”; «inizia l’attività politica in favore dell’emancipazione femminile (...) auspica che la donna sia ammessa a testimoniare, che alla vedova venga riconosciuta una [quota di] legittima e che le figlie femmine godano degli stessi diritti successori dei maschi», è diverse volte consigliere comunale a Bologna, è autore di Della riforma del sistema ipotecario (1850) e di Sulla formazione di un codice civile italiano e sulle convenienze di alcune leggi transitorie (1859), partecipò alla redazione del Progetto di revisione del codice civile albertino (1860); le sue lezioni vennero raccolte dagli allievi, assieme ai temi di esame, in “sunti” (1866-1885) che precedono di più di un secolo le nostre care “dispense” da acquistare presso le copisterie di fiducia. Solo quest’ultimo fatto è già un fiore all’occhiello, per capire perché l’on. Agostino Bignardi (1921-1983) incluse Regnoli nel suo Vecchio foro bolognese (“Bollettino del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e procuratori di Bologna”, 1957), con gli avvocati più ricordati dalla memoria popolare di questa rossa e turrita città.

 

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STORIA DELLA SACRA CORONA UNITA

Andrea Apollonio

STORIA DELLA SACRA CORONA UNITA. Ascesa e declino di una mafia anomala

Soveria Manelli, Rubbettino, 2016

pp. 344, € 16,00

ISBN 9788849846409

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Giusto in tempo. Mentre l'inverno spazza via le sensazioni estive, a mo’ di consolazione per chi rimpiange ancora la fine delle seconde stagioni di Gomorra, la serie e di Narcos, vogliamo proporvi, cari amici lettori, questo gioiello, che percorre in senso inverso la Salerno-Reggio Calabria e arriva alle librerie delle afose metropoli settentrionali.

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CHI È DIO?

Jean Soler

CHI È DIO? Con una nota di Michel Onfray

Modena, Mucchi, 2016

pp. 110, € 13,00

ISBN 9788870006957

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«What if God was one of us? Just a slob like one of us? Just a stranger on the bus trying to make his way home?» (Joan Osborne, 1995)

 

La più recente apparizione in pubblico di Dio che risulti a questa Redazione risale al 30 aprile 2006, a Lexington, nel Kentucky. Lì, alla “Rupp Arena”, davanti a quattordicimila anime, Dio fece squadra con il legendario Shawn Michaels per lottare contro Vince e Shane McMahon in un incontro in modalità No holds barred (in cui fondamentalmente si può assalire l’avversario con oggetti contundenti); per avere una maggiore comprensione su quanto accaduto, bisogna risalire alla ventiduesima edizione di Wrestlemania, quando il mitico Michaels batté, sempre nella modalità No holds barred, il capo dei capi del wrestling, avverando il sogno di ogni impiegato che odia il proprio datore di lavoro. La vittoria di Michaels si verificò nonostante gli insistenti tentativi di Shane McMahon di interrompere la lotta e metterlo in difficoltà; eppure, anche dopo esseri stati puntati da tutte le telecamere mentre si cercava di sbilanciare a suo favore un incontro “uno contro uno”, Vince McMahon e compagnia denunciarono un “intervento divino” nell’incontro precedente, dichiarandolo “non valido” e creando l’opportunità di convocare Dio per l’occasione menzionata all’esordio di questa recensione.

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L'ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE

Frederik Sjöberg

L’ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE 

Iperborea, 2016

ISBN 978-88-7091-542-6

 

di Giancarlo Cinini

 

Diceva un uomo – ne Il Racconto dell’Isola Sconosciuta di Saramago – che le isole, «anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca». Allora, tra le domande che ci si può fare sbarcando su un’isola, da turisti o esploratori, di certo c’è: quanto è grande l’isola? Misurare il perimetro dell’orizzonte sembra essere la prima azione dell’estraneo che tenta di delimitare l’entità dell’isola e di farsene l’immagine. La domanda sulla grandezza dell’isola è per l’estraneo sempre una domanda sulla comprensione dell’isola. Che le isole possano essere grandi quanto ettari ed ettari di terraferma è per un estraneo abbastanza stupefacente. Ma le isole possono crescere a dismisura: Atlantide, ad esempio, nella carta di Bory de Saint- Vincent è grande più dell’Europa Occidentale (*). Ce n’è invece una piccola al largo di Stoccolma, l’isola di Runmarö, che è l’isola sulla quale ha deciso di stabilirsi Frederik Sjöberg, scrittore ed entomologo. Il suo ultimo libro si intitola L’arte di collezionare mosche e gli ha meritato il premio IgNobel 2016 per la Letteratura «for his autobiographical work about the pleasures of collecting flies that are dead, and flies that are not yet dead». Il libro parla in effetti di mosche vive e morte, ma è anche un’interessante collezione di cose, dove si conservano e si sovrappongono l’autobiografia di un entomologo sedentario (lui), la biografia di un entomologo avventuroso (René Malaise), le storie di altri, la conversazione, la saggistica, il romanzo.

 

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SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA

Andrea Cerroni e Zenia Simonella

SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA. Capire la scienza per capire la società contemporanea

Roma, Carocci, 2014

pp. 134, € 12,00

ISBN 9788806215880

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(*)

 

Avete un minuto di tempo nei vostri cuori per parlare degli aspetti sociali della conoscenza scientifica?

 

Il programma forte della sociologia della conoscenza scientifica fu inizialmente un’idea di David Bloor, che ne formulò i capisaldi teorici nelle pagine di Knowledge and social imagery (1976; trad. it. Cortina, 1994). Così, ebbe inizio la lunga stagione del costruttivismo che ha caratterizzato lo studio della dimensione sociale della conoscenza scientifica. Una costellazione di approcci si sono susseguiti nei quasi quarant’anni di programma forte, tutti indirizzati alla questione della “costruzione dei fatti scientifici”. Senza alcun timore di spararla grossa, affermiamo qui che l’origine di questa “fuga del pensiero verso le costruzioni sociali” può venire considerata un effetto della miseria (in senso popperiano) dell’epistemologia novecentesca d’ispirazione neopositivista e quiniana.

 

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LE STRANEZZE DEL CLIMA

Climate Central

LE STRANEZZE DEL CLIMA. Che cosa sta cambiando e perché Bologna: Zanichelli, 2015

pp. 176, € 12,90

ISBN 978808162908

 

di Elisa Baioni

 

Nel 2010, Thomas Friedman, premio Pulitzer e opinionista per il New York Times, lanciò un appello sulla sua rubrica. «Sebbene l’esistenza del cambiamento climatico sia confermata da una marea di ricerche [...] i cittadini sono sempre più perplessi. Che cosa sta accadendo davvero? A mio parere la comunità dei climatologi dovrebbe riunire i maggiori esperti [...] e stilare una semplice relazione di cinquanta pagine. Potrebbero intitolarla “Che cosa sappiamo sul clima”, riassumendovi lo stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico in un linguaggio comprensibile a un ragazzino [...]» (p.5). Le stranezze del clima. Che cosa sta cambiando e perché è la risposta. A redigerla è stato lo staff del Climate Central, un’organizzazione indipendente composta da scienziati e giornalisti che si occupano di divulgazione scientifica.

 

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LA GRAMMATICA E L'ERRORE

A cura di Nicola Grandi

LA GRAMMATICA E L’ERRORE

BUP, 2015

ISBN: 978-88-7395-982-3

 

di Giancarlo Cinini

 

Un altro articolo mi ha casualmente costretto a modificare l’inizio di questo articolo. La verità: non c’era un inizio e il mare magnum di Internet ha buttato a riva un messaggio interessante. Ora, il nuovo sistema operativo di Apple permette di aggiungere stickers alle conversazioni, qualcuno ha calcato la mano e così è uscita GrammarSnob. «Un set di sticker fatto apposta per rimediare gli strafalcioni altrui. La collezione di adesivi – destinata a un pubblico inglese, per ora – mette nelle condizioni di apporre correzioni a biro rossa sopra gli errori della persona con cui si sta chattando: se quel “your” doveva essere uno “you’re” della forma contratta del verbo essere, da oggi c’è la possibilità di intervenire in tempo reale».

 

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LA CABALA DI CASANOVA in L'OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

Bernhard Marr

LA CABALA DI CASANOVA in L’OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

San Donato (MI), Edizioni PiZeta, 2014

pp. 247, € 15,00 

ISBN 978887625653

 

Di Edoardo Bassetti

 

Ci eravamo lasciati con una panoramica di tutto quello che fu Giacomo Casanova, oltre che un donnaiolo ed un avventuriero. Vorremmo ora, invece, approfondire un preciso aspetto della sua persona, quello della cabala. Una cabala anch’essa declinata in una ben precisa chiave: in quella che è stata, cioè, - come abbiamo già visto – la vera e propria ossessione di Giacomo Casanova, il suo pensiero fisso: essere qualcuno, e distinguersi dalla massa.

 

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L'OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

L’OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

San Donato (MI), Edizioni PiZeta, 2014

pp. 247, € 15,00 

ISBN 978887625653

 

Di Edoardo Bassetti

 

C’è una premessa che dovrebbe essere sempre chiarita, prima di parlare di Giacomo Casanova. Una premessa quasi scontata, talmente scontata che spesso finisce per essere dimenticata. Una premessa così evidente da diventare sottile: Casanova, a differenza di un Don Giovanni o di altri libertini del nostro immaginario, è stato un uomo reale, storico, e non un personaggio di qualche commedia, film o romanzo. È questo un errore che è stato commesso anche da grandi uomini di lettere come Foscolo, che non poteva fare a meno di pensare a Casanova come ad un personaggio ideale; l’autore de le Ultime lettere di Jacopo Ortis è, però, solo uno dei più celebri di quel nutrito gruppo di critici che misero in dubbio la sua reale esistenza - poi dimostrata ampliamente. Da dove nasce questa sistematica e programmatica avversione nei suoi confronti, volta in qualche modo a sminuirne il valore letterario?

 

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MICHEL SERRES

Gaspare Polizzi e Mario Porro (a cura di)

MICHEL SERRES

Milano, Marcos y Marcos, 2015

pp. 434, € 25,00

ISBN 9788871686967

 

 di Paulo Fernando Lévano

 

«La filosofia è antropologia in quanto continuo ridimensionamento dell’antropomorfismo» (Enzo Melandri, La linea e il circolo, par. 87)

 

«Sono profondamente convinto che da quando il modello universitario è diventato così importante, la separazione tra le discipline ha assunto un valore filosofico, mentre non è nient’altro che un artefatto sociale» (volume recensito, p. 180).

 

In quell’annus horribilis dell’età contemporanea che fu il 1968, vennero pubblicati due libri di filosofia dalla portata epocale, quelli di cui uno normalmente, per spiegarsi la loro scarsa diffusione negli odierni corsi universitari, dice: “va bene, erano troppo avanti per il loro tempo”; uno in italiano e l’altro in francese. Stiamo parlando de La linea e il circolo di Enzo Melandri e de Il sistema di Leibniz e i suoi modelli matematici di Michel Serres, autore al quale è dedicato questo trentacinquesimo numero della collana Riga.

 

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ANTROPOLOGIA DELLA CULTURA MATERIALE

Fabio Dei e Pietro Meloni

ANTROPOLOGIA DELLA CULTURA MATERIALE

Roma, Carocci, 2015

pp. 115, € 12,00

ISBN 9788843076734

 

di Paulo Fernando Lévano

 

L’unico problema di questo utilissimo manuale che recensiamo per voi? Ci sembra opportuno suggerire che andrebbe rivolta più attenzione alle discipline archeologiche, in modo da scansare con successo riduttivi dualismi, quali “relativismo – assolutismo” oppure “omologazione globale – autoctonismo”; in tutta la trattazione, però, si dedica un paragrafo solo (p. 37) al ruolo giocato dall’archeologia nel definire il concetto stesso di “cultura materiale”, nello spazio degli ultimi cinque decenni. Non si tratta ordunque di pignoleria: «compito di un’antropologia che non voglia appiattirsi sul senso comune è comprendere il rapporto fra questi due aspetti che si implicano a vicenda, non valorizzare l’uno a discapito dell’altro o tracciare linee di demarcazione tra la “vera” e la “falsa” cultura» (p. 103).

 

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RAYUELA

Julio Cortázar

RAYUELA. Il gioco del mondo

Torino, Einaudi, 2015

pp. 648, € 17,00

ISBN 9788806228934

 

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Sono passati poco meno di cinquant’anni da quando uscì per i lettori italiani la traduzione di Rayuela di Flaviarossa Rossini (Einaudi, 1969); nonostante ciò, in teoria e in pratica è sempre possibile rendere ogni volta più interessante la lettura di un libro infinito, quale è Rayuela.

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MEMORIE SCRITTE DA LUI MEDESIMO

Giacomo Casanova

MEMORIE SCRITTE DA LUI MEDESIMO

Milano, Garzanti, 2015

pp. 352, € 12,00

ISBN 9788811810858

 

Di Edoardo Bassetti

 

«Ho sempre pensato che non v'è merito alcuno nel serbarsi fedele a una creatura cui si vuol bene».

 

Difficile trovare una massima che racchiuda meglio ciò che è stato Giacomo Casanova. Perché si fa presto a dire seduttore infallibile, donnaiolo infaticabile, ma egli riesce sempre ad essere, in realtà, qualcosa di più: alla continua ricerca non tanto del rapporto occasionale, quanto dell’occasione del rapporto. Può capitare che, appena concluso un appuntamento galante, Casanova non sia davvero soddisfatto fin quando la sua donna non gli dica “ti amo”, perché è innanzi tutto lui a volerle bene, anche se ciò non implica affatto che egli debba rimanerle fedele. Amore e fedeltà, due aspetti che appaiono - o che perlomeno fingiamo di credere - così inscindibili ai nostri occhi, sono senza imbarazzo considerati indipendenti dall’autore veneziano. La religione gioca la sua parte, non c’è dubbio, ma è prima ancora un aspetto che va contro il perbenismo della società borghese, e a tutte quelle convenzioni che restavano strette, troppo strette, ad un uomo come Giacomo Casanova.

 

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SOCRATE

Hannah Arendt

SOCRATE

Milano, Raffaello Cortina, 2015

pp.124, € 11,00

ISBN 978-88-6030-759-0

 

di Francesca De Simone

 

Pubblicata per la prima volta in Italia la traduzione della terza parte del corso universitario che Hannah Arendt tenne alla Notre Dame University nel 1954. Dopo aver discusso questioni di attualità nelle prime due parti, Arendt si rivolge alla grecità per mettere a tema uno dei punti nodali di tutto il suo pensiero, il legame tra pensiero e azione, collegandolo proprio alla figura di Socrate. L’edizione di Socrate è corredata da due saggi critici, a cura di Adriana Cavarero e Simona Forti, e da un’ottima introduzione di Ilaria Possenti, mai come in questo caso letture fondamentali per capire fino in fondo il discorso arendtiano. 

 

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CIANFRUSAGLIE DEL PASSATO

Anna Bikont e Joanna Szczȩsna

CIANFRUSAGLIE DEL PASSATO. La vita di Wisława Szymborska

Milano, Adelphi, 2015

pp. 455, € 28,00

ISBN: 9788845929557

 

Di Sara Quondamatteo

 

Che Cianfrusaglie del passato sia la biografia di Wisława Szymborska sembra essere ovvio: così lo definiscono in vari articoli, così lo considerano i lettori, così suona il sottotitolo del testo in polacco, “Biografia Wisławy Szymborskiej”. Eppure, proprio di fronte a tale comune certezza, quel “non so” tanto amato dalla nostra poetessa polacca pare agitarsi sin dalle prime pagine, insinuando sommessamente il dubbio che in realtà in questo libro si nasconda qualcosa di più prezioso e allo stesso tempo di più incompleto di un esauriente ritratto biografico. D’altronde, se si fosse trattato di una biografia convenzionale, le due giornaliste Anna Bikont e Joanna Szczȩsna si sarebbero macchiate di un errore imperdonabile agli occhi della Szymborska: esse avrebbero ricostruito, o meglio progettato la sua esistenza in una «nuova edizione, riveduta, / per gli idioti, ché ridano, / per i malinconici, ché piangano, / per i calvi, ché si pettinino, / per i sordi, ché gli parlino» (Progetto un mondo). E quale convinzione avrebbero lasciato al lettore? Quella di conoscere perfettamente questa incantevole poetessa e di poter parlare di lei con l’arroganza tipica di chi possiede quel «sapere da cui non scaturiscono nuove domande» (Wisława Szymborska, Vista con granello di sabbia, Adelphi, 2008).

 

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I CONFINI DI BABELE

Andrea Moro

I CONFINI DI BABELE

Bologna, Il Mulino, 2015

pp. 354, € 28,00

ISBN 9788815258014

 

 

di Giancarlo Cinini

 

Se scrivo o se dico «non c’è una sedia» nego che una sedia ci sia. Posso dire «non c’è una sedia in questo articolo», che non ha molto senso. Il punto è che la negazione non è un fatto percettivo: io vedo un tavolo e basta, immagino dovesse esserci una sedia, e dico o penso «non c’è una sedia». Avete mai percepito, l’avete mai vista o sentita la negazione di una sedia? Nel mondo esistono solo fatti, i fatti negativi esistono nel linguaggio. Sì nel linguaggio, ma dove di preciso? Per capirlo meglio bisogna spingersi tra I confini di Babele (seconda edizione, prefazione di Noam Chomsky) del linguista Andrea Moro. Babele è vasta e questo articolo parla di due questioni contenute nel libro ma anche un po’ nella vostra testa: la sintassi e il suono del pensiero. 

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SULLA GUERRA CIVILE

Norberto Bobbio e Claudio Pavone

SULLA GUERRA CIVILE. La Resistenza a due voci

Torino, Bollati Boringhieri, 2015

pp. 177, € 15,00

ISBN 9788833926117

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Niente è meglio per un altro 25 aprile andato, di ricordare quelle cose che possono ancora tenere uniti gli italiani nelle celebrazioni di una “storia nazionale”. Stiamo parlando, giustamente, di Giambattista Vico [*]: in particolare del suo De constantia iurisprudentis (testo del quale esiste una ristampa anastatica curata da Fabrizio Lomonaco, uscita per i tipi di Liguori, 2013).

 

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I SETTE INGREDIENTI DELLA SCIENZA

Edoardo Boncinelli

I SETTE INGREDIENTI DELLA SCIENZA.

Milano, Indiana Editore, 2015

pp. 107, €13,50

ISBN 9788897404477

 

di Paolo Comandini

 

Tutti parliamo di scienza. Tutti ne siamo circondati, ne sfruttiamo i progressi e alcuni di noi addirittura le dedicano la loro vita. Sembrerebbe una situazione ideale, se non fosse che anche la scienza, come tutti gli aspetti così rilevanti della nostra società, crea spesso fraintendimenti, scetticismi e controversie che a volte si trascinano addirittura fino alle aule dei tribunali e alle prime pagine dei giornali. Le cause di questi frequenti flussi di opinione sono diversi: da un lato la comunità scientifica per anni ha fatto molta fatica a comunicare col pubblico e a farsi percepire come una parte della società più che come un'entità esterna ed elitaria; dall'altro le istituzioni, la scuola in particolare, non si sono mosse in modo adeguato per diffondere la cultura e l'approccio scientifico fra i profani. In questo breve libro, il fisico e genetista Edoardo Boncinelli sembra aver ben in mente questi due problemi nel presentarci un'opera che si propone, in modo semplice ed accessibile, di spiegare quali siano le caratteristiche che distinguono la scienza da tutti gli altri metodi di conoscenza.

 

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LE SCIMMIE

José Revueltas

LE SCIMMIE

Roma, Sur, 2015

pp. 61, € 7,00

ISBN 9788897505525

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Dopo un anno dall’uscita di Sottomissione di Michel Houellebecq, ce la sentiamo di aver fatto maturare a sufficienza una contro-proposta da offrirvi: un’opera di José Revueltas, scrittore messicano comunista che in questa sede chiameremo “Pepe Revueltas” per liberarvi dal martirio di dover pronunciare “José” ogni volta. Questa traduzione di Alessandra Riccio offre un’eccellente opportunità per prendere un respiro dall’ondata di rinnovato interesse per il cinema di Pier Paolo Pasolini che il MamBo ha stimolato con l’eccellente mostra Officina Pasolini, un evento frequentatissimo che non permetterà più a nessuno di dubitare che, proprio per il suo contesto storico, una grossa parte del fascino esercitato da Pasolini va avanti su tutte le generazioni dopo di lui venute e dopo di noi venture.

 

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DOVE VANNO A FINIRE I NOSTRI RIFIUTI?

M. Grosso, M.C. Montani

DOVE VANNO A FINIRE I NOSTRI RIFIUTI?

Bologna: Zanichelli, 2015

pp.142, € 11,50

ISBN 978880835548

 

di Elisa Baioni

 

Anche i rifiuti hanno una storia da raccontare e, al contrario di quanto si possa immaginare, è una storia affascinante. Soprattutto, è una storia che parla di noi: «I rifiuti sono gli escrementi della civiltà, hanno notato in molti. Come Freud aveva intuito che il nostro rapporto con le deiezioni è assai istruttivo nell’illuminare i meandri nascosti della nostra psiche, così il modo con cui produciamo e gestiamo i rifiuti, ma ancor più il modo con cui ce li rappresentiamo nel — o li rimuoviamo dal — nostro vissuto ha moltissimo da raccontare circa il nostro modello di società, i suoi tic e le sue ossessioni nascoste» (A. Massarutto, I rifiuti, p.7).

 

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IL DISEGNO AD INCHIOSTRO

 

Hjalmar Söderberg

IL DISEGNO A INCHIOSTRO. E altri racconti

Torino, Lindau, 2015

pp. 103, € 12,00

ISBN 9788867083626

 

di Paulo Fernando Lévano

 

A proposito dei personaggi che compaiono in questi racconti di Hjalmar Söderberg, la traduttrice del presente volume scrive: «questi uomini non comprendono le cause dello svolgersi delle vicende umane, scelgono a caso, o, meglio, è il caso che sceglie per loro. Non riconoscono l’assoluto, lo deridono e lo dissacrano, avvertendo il vertiginoso vuoto del nulla che incombe sull’esistenza umana, togliendole ogni senso» (p. 101).

 

Delle tre opere dello scrittore svedese uscite per i tipi di Lindau, abbiamo scelto Il disegno a inchiostro per restare ancora un po’ sul tema della prosa breve e dei racconti. Le letture fulminee (e talora fulminanti) incluse in questa raccolta ricompongono per il lettore delle bellissime immagini da cartolina della Stoccolma della fine del XIX secolo; non farebbe male allora, il lettore alle prime armi con Söderberg, ad iniziare la lettura di questo libro partendo dalla Nota inclusa da Maria Cristina Lombardi alla fine di questa edizione, che fornisce un ottimo aiuto per situare cronologicamente l’autore che recensiamo questa volta, esattamente a metà fra altri due grandi classici imprescindibili della letteratura svedese: August Strindberg (La sala rossa, trad. it. BUR, 1986) e Pär Lagerkvist (Il nano, trad. it. Iperborea, 1991). Insomma, c’è vita oltre Stieg Larsson.

 

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LA SITUAZIONE È GRAMMATICA

Andrea De Benedetti

LA SITUAZIONE È GRAMMATICA. Perché facciamo errori, perché è normale farli

Torino, Einaudi, 2015

pp. 134, € 12,00

ISBN 9788806215880

 

di Paulo Fernando Lévano

 

È arrivato nelle librerie di vostra preferenza questo simpatico libro di Andrea De Benedetti, dedicato agli errori grammaticali e ortografici più frequenti degli italiani vecchi e giovani, e scritto sotto forma di piccole digressioni in seconda persona; ci pare di capire che un tale espediente narrativo voglia stabilire fin dalle prime pagine un ambiente intimo con il lettore, immedesimarlo nel ruolo di uno studente di grammatica. Qualcosa di simile a quello che ha cercato di fare Michele Serra con i genitori di figli adolescenti nel suo romanzo Gli sdraiati (Feltrinelli, 2013), ma costruito sul tentativo di trasmettere un messaggio ben più rilevante: «non esiste un errore che sia tale per tutti e che lo sia una volta per tutte: esiste l’errore che è errore qui e oggi, ma che domani magari non lo sarà più; l’errore che è un errore se lo si scrive ma non se lo si dice; l’errore che è errore a Milano ma non a Palermo» (p. 128).

 

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LINGUA E LEGAME SOCIALE

Ilaria Tani

LINGUA E LEGAME SOCIALE. La nozione di comunità linguistica e le sue trasformazioni

Macerata, Quodlibet, 2015

pp. 138, € 16,00

ISBN 9788874627417

 

di Paulo Fernando Lévano

 

La semiotica glossematica di Hjelmslev parte da una concezione nuova del linguaggio come articolazione di una nostra facoltà di significare e capire significati, quindi pone in stretta relazione linguistica e semiotica sotto l’ambito più ampio della conoscenza. I confini disciplinari della linguistica, come aveva già notato Saussure, non sono rigidi e definiti ma vanno a confondersi con ciò che giace al di fuori di quegli stessi confini: c’è poco da stupirsi poiché il linguaggio è una cosa che implementiamo in tutte le cose che facciamo, e la via del metalinguaggio è l’unica via agibile verso una migliore comprensione dei problemi che il linguaggio solleva. 

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LA SCIENZA IN VETTA

Jacopo Pasotti

LA SCIENZA IN VETTA

Torino, Codice, 2015

pp. 196, € 16,00

ISBN 9788875785284

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Dopo il bellissimo libro di Victor Grauer corredato dal materiale audio curato da loro stessi, i ragazzi di Codice Edizioni propongono per questa stagione invernale La scienza in vetta di Jacopo Pasotti. Nel suo sito, l’autore racconta: «Il libro parla di fenomeni naturali, “chicche” scientifiche, miti da smontare e domande che gli amanti della montagna amerebbero sentirsi rispondere»; di fatto, le escursioni, le gite, le esplorazioni non sono temi nuovi per il divulgatore di contenuti scientifici (infatti, poco fa vi abbiamo parlato dei cartografi superman, e al prof. Ciardi queste storie piacciono molto), e troviamo interessante che un libro così ben fatto venga dedicato alla sensibilità di alcuni escursionisti curiosi di ascoltare ciò che la scienza moderna ha da dire sulle meraviglie che offre il paesaggio di montagna. 

 

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DIECI (POSSIBILI) RAGIONI DI TRISTEZZA DEL PENSIERO

George Steiner

DIECI (POSSIBILI) RAGIONI DI TRISTEZZA DEL PENSIERO

Milano, Garzanti, 2015

pp. 89, € 10,00

ISBN 9788811671022

 

di Federica Rossi

 

Allegria! 

(Mike Bongiorno)

 

Dopo tanto pensare petaloso, promuoviamo un ritorno ad una sana depressione con questo incoraggiante libro di George Steiner: Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero. L’autore, in un percorso da Schelling alla cosmologia attuale, cerca di definire per analogie la ‘melanconia profonda, indistruttibile’ che costituisce quel ‘rumore di fondo’, quella radiazione primitiva, che appesantisce i nostri animi fin dal Big Bang della nascita: «siamo stati creati, per così dire, “rattristati”» (p. 12).

 

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UN CERTO LUCAS

Julio Cortázar

UN CERTO LUCAS

Roma, SUR, 2014

pp. 202, € 15,00

ISBN 9788897505372

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«A volte mi sono divertito ad immaginare come andrebbe a finire un individuo con la fortuna (o meglio, la sfortuna) di avere un intelletto di gran lunga superiore a quello della propria razza. Certo, egli sarebbe consapevole della propria superiorità; nemmeno potrebbe (alla fine, è un uomo) risparmiarsi manifestare la propria superiorità. Così, egli si arrecherebbe inimicizie ovunque. Dato che le sue opinioni e speculazioni saranno molto differenti da quelle del resto degli esseri umani, è evidente che egli finirebbe per venire considerato come un matto. O condizione orribilmente dolorosa! Neanche all’inferno si potrebbe inventare una tortura più grave di quella di venire accusato di una debolezza enorme dietro l’evidenza di essere enormemente forte». (Edgar Allan Poe, 1849) [*]

 

Julio Cortázar (1914-1984) riportava questo brano, tratto da Marginalia LXXXIII, nella prefazione a un’edizione francese dei Racconti straordinari (Gallimard, 1973); la prefazione venne tradotta in francese da Laure Guille Bataillon (in suo onore, ogni anno le città di Nantes e Saint Nazaire premiano con diecimila euro la migliore traduzione al francese di un’opera letteraria scritta in un’altra lingua, anche il latino va bene); a questo punto della sua vita, Cortázar aveva a suo favore una brillante carriera letteraria oltre, sperimentando nei suoi racconti brevi con l’eredità, squisitamente europea, del romanzo; si è soliti riconoscere l’apice di questo sforzo in Rayuela (1963; trad. it. di Flaviarosa Rossini, 1969), un’opera che condensa l’intero universo creativo dello scrittore argentino nato in Belgio ed auto-esiliatosi in Francia.

 

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IL SILENZIO DEL LOTTATORE 

Rossella Milone

IL SILENZIO DEL LOTTATORE

Roma, Minimum Fax, 2015

pp.226, € 14,00

ISBN 8875216746

 

di Edoardo Bassetti

 

«Non lo sapevo cosa aveva nella testa, ma nelle mani e nel corpo aveva qualcosa che io riconoscevo come mio, qualcosa di mio che ora era suo» (p.161).

 

È questa la miglior chiave di lettura che Rossella Milone ci fornisce all’interno della sua opera, un periodo che illumina tutto il testo circostante: solo quando il suo silenzio si fa realmente assoluto, il lottatore riesce a cogliere il linguaggio del proprio corpo, il più vero e spontaneo mezzo di comunicazione. Solo quando il corpo è lasciato libero di esprimersi, veramente senza alcuna riserva razionale, riesce a raggiungere un livello di espressività superiore. Veicolo di questa corporeità materiale è una scrittura percettiva, sensoriale, che indaga affondo gli impulsi, le reazioni, e le inconsce tensioni dell’essere umano.

 

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RAGE AGAINST THE MACHINE 

Joel McIver

RAGE AGAINST THE MACHINE

Milano, Tsunami, 2015

pp. 285, € 21,50

ISBN 9788896131718

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Gli esperimenti mentali (Daniel Dennett direbbe: pompe a intuizione) costituiscono una delle strategie preferite dei filosofi. La caverna, la contingenza del palazzo nei confronti del cemento e del muratore, lo stato naturale, la scommessa su Dio, la morte di Dio, l’altro inizio, la vasca da bagno scivolosa, i test di gravidanza del signor John Jones, i cervelli in barattoli, la bomba nucleare sul treno: l’abitudine di immaginare situazioni e poi svilupparne le conseguenze seguendo ipotetici corsi di azione. Gli esperimenti mentali stanno alla letteratura filosofica come Alfred sta a Bruce Wayne, inutile negarlo. 

 

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CORREZIONE DI BOZZE IN ALTA PROVENZA

Julio Cortázar

CORREZIONE DI BOZZE IN ALTA PROVENZA

Roma, Sur, 2015

pp. 60, € 7,00

ISBN 9788897505624

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Cara Octavia,

 

innanzitutto ti ripropongo la stessa introduzione epistolare di sempre, gonfia di saluti per te e di entusiasmo per il servizio di posta elettronica che ci permette di tener su questa allegra conversazione a distanza. Ho sempre ritenuto che la distanza sia proprio quello che dà un certo ritmo alle nostre conversazioni, che invece mi sembra perdano tantissimo quando si svolgono tête a tête, quando permettiamo che il whisky apra quella botola attraverso la quale spuntano gli argomenti seri che ci obbligano a consegnare il telecomando e a ridurre il mondo a quello che il Tg ci offre nel dopocena, come sottofondo per l’amaro e la digestione delle ottime pizze fatte in casa che vegetarianamente farcisci per me.

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GLI "SCEMI DI GUERRA"

Maria Grazia Salonna

GLI “SCEMI DI GUERRA”. I militari ricoverati al manicomio di Ancona durante la Grande guerra.

ANCONA, Affinità Elettive Edizioni, 2015

pp. 226, € 18,00

ISBN: 978H88H7326H274H9

 

di Valentina Sordoni

 

Nel corso dell’intero 2015 che ci siamo lasciati alle spalle, numerose iniziative culturali, lungo tutto lo stivale, hanno ricordato il centenario della Grande Guerra: mostre, conferenze, saggi storici sono stati dedicati al primo conflitto mondiale spesso raccontandocelo da prospettive inconsuete, lontane dalle tradizionali impostazioni scolastiche. È il caso del volume firmato da Maria Grazia Salonna, Gli “scemi di guerra” I militari ricoverati al manicomio di Ancona durante la Grande Guerra, edito da Affinità Elettive, una piccola casa editrice indipendente di Ancona in grado di offrire pubblicazioni di alta qualità all’interno di un mercato editoriale scosso da forti venti di crisi.

 

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MANUALE DELLA FINE DEL MONDO

Glauco Maria Cantarella

MANUALE DELLA FINE DEL MONDO. Il travaglio dell’Europa medievale 

Torino, Einaudi, 2015

pp. 350, € 32

ISBN 9788806218270

 

di Matteo Ogliari

 

 

«Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi» (Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Feltrinelli, Milano 1960, p. 42)

 

 

Il libro di Canterella – fate attenzione! – non è un manuale. Affermazione senz’altro azzardata, soprattutto se riferita ad un libro nel cui titolo la parola “manuale” svetta prima fra tutte, facendo sorgere nel lettore le migliori aspettative su quella “fine del mondo” che in questo libro rappresenta non soltanto il tema principale ma un vero e proprio fil rouge che lega insieme eventi, personaggi e relazioni, così come la calce tiene insieme le tessere di un mosaico. Ed il libro di Cantarella è proprio questo, un mosaico finemente intarsiato, nel quale eleganza letteraria e abilità divulgativa ricamano ed incardinano tra loro i variopinti tasselli. L’insieme che ne deriva è un quadro dinamico e complesso dei cambiamenti epocali a cui la società dell’Europa medievale assistette e di cui fu, dolorosamente, protagonista. Cambiamenti forse non repentini, ma senza dubbio assai profondi.

 

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HUMANITAS MUNDI

Hannah Arendt 

HUMANITAS MUNDI. Scritti su Karl Jaspers 

Milano, Mimesis, 2015 

pp. 102, € 12,00  

ISBN 978-88-5752-949-3

 

di Francesca De Simone 

 

Quando si parla di Hannah Arendt e del suo maestro, spesso la prima cosa che viene in mente è qualche gossip tra la ragazza ebrea di Königsberg e il vecchio nazionalsocialista della Foresta Nera, Martin Heidegger. Qui invece è di Karl Jaspers che parliamo; un maestro (forse nel senso più tradizionale del termine) con cui Arendt si è confrontata tutta la vita: prima da allieva negli studi, poi quasi da figlia nell’amicizia, poi da pari nel pensiero. Un confronto che qui si esprime in tre scritti molto diversi tra loro non solo per le occasioni per i quali sono stati prodotti, ma anche per la panoramica molto ampia che forniscono sulla figura di Jaspers, sia pensatore che uomo.

 

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L’AUTOMOBILE, LA NOSTALGIA E L’INFINITO. Su Fernando Pessoa

Antonio Tabucchi

L’AUTOMOBILE, LA NOSTALGIA E L’INFINITO. Su Fernando Pessoa

Palermo, Sellerio, 2015

pp. 109, € 12,00

ISBN 9788838933219

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Vorremmo iniziare una nuova recensione dedicata alla poesia con uno slancio adeguato dell’animo, che magari ci allontani dal nostro Federico Moccia segreto e ci avvicini di più alla qualità della piuma del grande Antonio Tabucchi. Per farlo, sosteniamo di dover parlare di automobili; iniziamo da un’automobile alquanto famosa: la Mercedes Benz di Janis Joplin.


Oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz? / My friends all drive Porsches, I must make amends. / Worked hard all my lifetime, no help from my friends. / So Lord, won't you buy me a Mercedes Benz? (1970)

 

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IL MONDO SALVERÀ LA BELLEZZA?

Salvatore Settis

IL MONDO SALVERÀ LA BELLEZZA? Responsabilità, anima, cittadinanza

Milano, Ponte alle Grazie, 2015

pp. 55, € 8,00

ISBN 9788868332112

 

di Paulo Fernando Lévano

 

L’ultima volta che abbiamo incrociato Salvatore Settis, eravamo sulla Via Flaminia girando il nostro cinepanettone, poco più di un anno fa; ci ricordiamo ancora del suo discorso su Federico Zeri e lo sdegno che ogni cittadino deve provare nei confronti di chi depreda i beni culturali (che sono di tutti) per gonfiare le proprie tasche (discorso incluso nella raccolta di scritti intitolata Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto, Electa, 2005). Questa volta ce lo ritroviamo a Zelata di Bereguardo (PV) a tenere un’altra lezione, questa volta dietro iniziativa del Fondo Ambiente Italiano.

 

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MUSICA DAL PROFONDO

Victor Grauer

MUSICA DAL PROFONDO. Viaggio all’origine della storia e della cultura

Torino, Codice, 2015

pp. 265, € 18,90

ISBN 9788875785277

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Sei sempre fuori tempo, / così mi uccidi l’Africa / che avrà pure tanti problemi / ma di sicuro non quello del ritmo» (Elio e le Storie Tese, Parco Sempione)

 

Nel 1882, Ignatius Donnelly pubblicava un libro che il prof. Ciardi sicuramente conosce bene: Atlantis. The antediluvian world, opera che diede linfa vitale rinnovata all’interesse per il mito di Atlantide, l’isola dalla quale sarebbero uscite tutte le civiltà del mondo, tramite i sopravvissuti allo sprofondamento dell’isola nell’Oceano Atlantico. Anche se proviamo un po’ di imbarazzo dicendo cose che magari il prof. ha già detto diverse volte, vogliamo comunque parlare un po’ del successo della fantastoria di Donnelly per capire i motivi che spingono gli uomini di ogni epoca a organizzare spedizioni mentali verso le origini della specie umana.

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UN GIORNO TRISTE COSÌ FELICE

Lorenzo Iervolino

UN GIORNO TRISTE COSÌ FELICE. Socrates, viaggio nella vita di un rivoluzionario

Roma, 66thand2nd, 2014

pp. 343, € 17,00

ISBN 9788896538821

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(*)

 

«S. – Tutti, in questo paese, capiscono di futebol. Ma nessuno capisce niente di politica. Continuare a parlare solo di calcio porta la nostra gente a trascurare tutto il resto. Ed è esattamente il modo col quale si continuano a tenere i cittadini-calciatori nell’ignoranza, evitando che il loro mondo fuoriesca da quello del futebol.

G. – Come sarebbe a dire?

S. – Sarebbe a dire che l’ignoranza è una forma di oppressione! Il sistema calcio difende la mancanza di conoscenza e autonomia. Più ignoranti rimangono questi lavoratori, tanto più facile sarà controllarli. Soltanto una maggiore informazione può fermare questo ciclo. E ovviamente non mi riferisco solo a quel che avviene per i calciatori, ma per tutti gli strati di popolazione che in questo paese non hanno accesso alla partecipazione nelle decisioni.

G. – Ci stai dicendo che non dovremmo più scrivere di calcio?

S. – No. Dico che nessuno dovrebbe leggervi». (pp. 114-5)

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STORIA VERA E TERRIBILE TRA SICILIA E AMERICA

Enrico Deaglio

STORIA VERA E TERRIBILE TRA SICILIA E AMERICA

Palermo, Sellerio, 2015

pp. 218, € 14,00

ISBN 9788838933202

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«The last and final moment is yours, that agony is your triumph». (Joan Baez, Here’s to you, 1971)

 

«Il Negro non è l’essere umano al più basso gradino. La condizione del contadino di colore nelle parti più arretrate degli Stati Uniti d’America, anche là dove riceve la minima istruzione e ha i minori incoraggiamenti a migliorare, è incomparabilmente la migliore delle condizioni e delle opportunità offerte alla popolazione della Sicilia». (Booker Taliaferro Washington, cit. in p. 204)

 

(Vogliamo iniziare ammonendovi subito: sarà fatto, infatti, un uso abbondante di aggettivi che, essendo riferiti a esseri umani, potrebbero sorprendere per le loro connotazioni razziste: la redazione tiene a cuore chiarire che il politically correct ha le gambe lunghe e le braccia corte, come un T-rex, e quindi finisce per addentare quello che dovrebbe venire manipolato delicatamente con i polpastrelli. Denominazioni come “negro”, “dago”, “essere umano inferiore”, “siciliano mafioso” e “contadino ignorante” compariranno non soltanto in questa recensione o nella Storia vera e terribile, ma nella vita reale, per strada o in Tv, nei controlli polizieschi in stazione e nei commenti più innocenti dei vostri colleghi nella pausa pranzo; non vediamo dunque la necessità di nascondere l’uso di espressioni sfortunate per raccontare quegli intervalli tragici e veramente squallidi che caratterizzano le origini della modernità contemporanea in tutto il loro non-splendore).

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HOUELLEBECQ ECONOMISTA

Bernard Maris

HOUELLEBECQ ECONOMISTA

Milano, Bompiani, 2015

pp. 135, € 13,00

ISBN 9788845279577

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«An old man turned ninety-eight, he won the lottery, he died the next day» (Ironic, Alanis Morissette).

 

Potreste interpretare come “cattiveria” la mia fissazione con Michel Houellebecq, e comunque non sarebbe un’impressione molto lontana dall’effettivo stato di cose: ero già d’accordo con il professore Arturo Mazzarella, allorché recensivo Il male necessario, quando si affermava che la cifra caratteristica dei romanzi di Houellebecq è la rappresentazione dei personaggi come individui buffi e svogliati che dovrebbero rappresentare le cose che più caratterizzano il cittadino occidentale dell’ipertecnologica società dei consumi. Anche il fu Bernard Maris era della stessa opinione, ma questo per lui era una cosa buona, valida, verosimile: «gli acquirenti che si credono eterni, che vogliono ringiovanire consumando e annegano nella paccottiglia, sono il cuore dei romanzi di Houellebecq» (p. 129), scriveva in questo saggio, che usciva in francese quasi come un preludio a Sottomissione, e la cui traduzione postuma all’italiano esce per i tipi di Bompiani (a quanto pare, la gallina che depone le uova d’oro è stata trovata); consumatori devoti o fanboys, consumatori tecnici e consumatori “nuovi”, una facilità tassonomica che il lettore troverà sempre gradevole, qualora stia cercando delle soluzioni tascabili per capire il mondo che lo circonda. Sembrerebbe che in quelle vesti ci arriva lo Houellebecq di Maris, economista, professore universitario, patito di John Maynard Keynes, consigliere e conferenziere.

 

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VITE VIOLENTE

Giovanni Starace

VITE VIOLENTE. Psicoanalisi del crimine organizzato

Roma, Donzelli, 2014

pp. 182, € 18,00

ISBN 9788868431365

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Andando avanti in questa ricerca, mi sono sempre più reso conto che, per comprendere le caratteristiche intime di un processo psicologico individuale, sia necessario mettersi anche alla ricerca delle determinanti sociali che vengono assunte individualmente. Proprio perché in questi contesti, che hanno valenze traumatiche, la trasmigrazione di contenuti psichici dal sociale all’individuale è particolarmente intensa» (p. 13).

 

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TRATTATO D'ARMONIA

Arnold Schönberg

TRATTATO DI ARMONIA

Milano, Il Saggiatore, 2014

pp. 608, € 30,00

ISBN 9788842819868

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(Due citazioni un po’ lunghe per andare sull’onda giusta? Le prime due sono facoltative, ma ve le proproniamo lo stesso; la recensione di un libro ci porta – di norma, si direbbe – alla lettura di altri libri – almeno due, – per i più svariati motivi: per trovare spunti o espedienti narrativi, per familiarizzarci con temi nuovi o che non abbiamo approfondito in precedenza, per trovare espressioni che ci costringano al silenzio a favore della precisione, a volte per soddisfare la nostra curiosità. La terza invece serve a introdurre la recensione vera e propria, ottimo punto di inizio per colui che si sia già fermato un giorno a pensare al posto di Schönberg nella storia della musica colta occidentale. Shh! Il concerto sta per iniziare).

 

«Da quando venne screditata l’estetica dell’emozione e dell’ispirazione e l’immmaginazione dei compositori fu stimolata da operazioni piuttosto intellettuali, la pratica e la teoria – la composizione e la riflessione – sono diventate strettamente collegate» (C. Dahlhaus, Schoenberg and the new music, 1987).

 

«La doppia funzione del pensiero musicale sta nel fatto che da una parte esso rende formulabile l’idea di base e dall’altra fornisce anche la tecnica con la quale questa formulazione può essere praticata. Pertanto il pensiero musicale, sebbene consista di melodia, ritmo e armonia, non può essere solo l’uno o l’altro, ma tutti questi assieme. I suoi elementi sono presenti in parte sul piano orizzontale come suoni in successione, in parte su quello verticale come suoni simultanei. L’introduzione e l’impiego del concetto di pensiero musicale nel senso descritto manifesta a grandi linee l’alta pretesa di livello rivolta all’arte: esso rende possibile che la formulazione di un’opera d’arte, cioè di una creazione musicale, sia pienamente sensata» (R. Stephan, Il pensiero musicale in Schönberg; trad. it. di G. Fornari in Schönberg, a cura di G.Borio, 1999)

 

«Ho tolto agli allievi di composizione una cattiva estetica, ma in cambio ho dato loro un buon mestiere» (volume recensito, p. 15)

 

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ERNESTO DE MARTINO

Amalia Signorelli

ERNESTO DE MARTINO. Teoria antropologica e metodologia della ricerca

Roma, L’asino d’oro, 2015

pp. 137, € 18,00

ISBN 9788864432922

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Se vi trovate nelle terre afose del Salento, dove Giorgio Baglivi studiava gli effetti osservabili del tarantismo, se più specificamente vi trovate in mezzo alle piante di tabacco, agli oliveti e ai campi di grano, oppure se vi trovate in qualche giardino a manipolare fave o ceci, allora può darsi che siate esposti. Se inoltre la canicola rende il cielo sopra di voi una sorta di enorme copertone elettrico di colore blu, è probabile che sia troppo tardi: ormai spetta soltanto alla taranta balzare e aggredirvi oppure risparmiarvi.

 

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CON LE DONNE MONOLOGO SPESSO

Karl Kraus

CON LE DONNE MONOLOGO SPESSO

Roma, Elliot, Lit Edizioni Srl

pp. 124, € 12,00

ISBN 9788861928749

 

di Federica Rossi

 

«Mi sono proposto […] di parlare di uno dei miei idoli che fu un dio, e che ciò nonostante, dopo forse cinque anni di sovranità assoluta, venne rimosso e dopo un più lungo periodo fu abbattuto. È passato ormai molto tempo e posso in certa misura rendermene conto. Oggi so perché Karl Kraus mi giunse perfettamente a proposito, perché gli fui soggetto e perché infine assunsi verso di lui una posizione di difesa». Elias Canetti, Karl Kraus, scuola di resistenza in La coscienza delle parole.

 

 

Nella Vienna fin de siécle dei primi del Novecento, bomboniera di gusto imperiale, attenuato qua e là dalla sinuosità della Secession, tra i suoi café dall’aria liberale e mattiniera ed i suoi fremiti notturni, viziosi e libertini, proprio qui, dalla testata Die Fackel di un giovane Karl Kraus, urlano stralci di giornale degli abusi e delle perversioni della morale borghese. Recensire gli scritti di Kraus non è impresa facile: i suoi sono pezzi di satira pungente, resa tale da un abile ‘montaggio a spezzoni’ di frammenti del quotidiano e dei quotidiani viennesi, che non è semplice raccontare senza privarli del loro sapore a tratti amaro – più spesso acidulo. È una tecnica la sua, ancora talmente efficace e attuale da ricordare certe nostre trasmissioni televisive…

 

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DANTE

Ezra Pound

DANTE. Dalle carte Scheiwiller

Venezia, Marsilio, 2015

pp. 205, € 20,00

ISBN 9788831720847

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Corrado Bologna (Flatus vocis, 1992) e Lorenzo Fabiani curano questa raccolta di saggi del poeta statunitense Ezra Pound su Dante e sul primissimo periodo di poesia scritta in lingua italiana; così, torna ancora la gradevole opportunità di poter parlare di classici, in particolare del toscano immortale, ma soprattutto si fa strada il consiglio sempre utile di leggere, per quanto riguarda i classici letterari, quanto abbia da dire un altro classico nelle vesti di lettore, più vicino a noi lettori di questi tempi.

 

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MOBILITAZIONE TOTALE

Maurizio Ferraris

MOBILITAZIONE TOTALE

Bari, Laterza Editori, 2015

pp.109, euro 14,00

ISBN 9788858119662 

 

di Elisa Baioni

 

Avete mai notato il rapporto contrastato che una buona parte di noi ha con la tecnologia? A sentirci parlare, le nuove generazioni penseranno che soffriamo di una forma acuta di sdoppiamento di personalità! Siamo critici irriducibili della tecnologia, ma ce ne circondiamo in ogni luogo e per qualsiasi cosa, e l’idea di rinunciarvi spaventa tutti, anche i giudici più severi. Consideriamo la tecnologia una conseguenza inevitabile e, in un certo senso, irrinunciabile del progresso umano, ma non abbiamo ancora deciso quanto ciò sia positivo o negativo. Nelle nostre previsioni siamo apocalittici, sia che si imputi alla tecnologia il rischio di portare l’inferno in terra, sia che ci si raffiguri una sorta di paradiso ultra-tech. Mossi da questo sentimento confuso di curiosità, accettazione passiva e timore, facciamo di tutto non per imparare ad usarla coscienziosamente, ma per circoscriverne l’utilizzo. Quando, poi, non possiamo più farne a meno, non abbiamo alcuna forma di autocontrollo, e finiamo ad usarla con la stessa arrendevole spensieratezza con cui un fumatore accende una sigaretta. In effetti, ci comportiamo come fumatori incalliti che predicano moderazione e, per le generazioni future, non siamo molto più utili delle scritte d’avvertimento sui pacchetti di sigarette. Viviamo in questo stato di perenne contraddizione, tra critiche, diffidenza e uso compulsivo. Così, oggi che navigare è un’operazione quotidiana, assomigliamo più a naufraghi su una zattera che a buoni marinai. 

 

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LASCIARSI

Franco La Cecla

LASCIARSI. I rituali dell’abbandono nell’era dei social network

Milano, Eleuthèra, 2014

pp. 167, € 15,00

ISBN 9788896904688

 

di Paulo Fernando Lévano

 

It’s so easy to love, it’s so easy to hate: it takes guts to be gentle and kind” (I know it’s over, The Smiths)

 

Tú sabes cuánto se ha querido, has abrazado lo mismo que yo” (Estrechez de corazón, Los Prisioneros)

Eu possa me dizer do amor (que tive): que não seja imortal, posto que é chama mas que seja infinito enquanto dure” (Soneto da fidelidade, Vinicius de Morães)

Sei tu! Sei tu! Sei tu chi può darti di più!” (Per me lo so, CCCP)

 

“Se n’ me la vù dà, che t’ se puzza frac’cà” (stornello di Arsita, TE)    

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BREVE VITA DI PASOLINI

Nico Naldini

BREVE VITA DI PASOLINI

Parma, Guanda, 2015

pp. 150, € 13,00

ISBN 9788823511866

 

di Andrea Germani

 

Ha senso oggi scrivere qualcosa su Pasolini? Meglio, ha senso scrivere ancora su Pasolini? Mi viene spontanea una terza domanda che potrei fare a me stesso, in qualità di recensore di un libro su Pasolini; ha senso domandarsi, ancora, nell’incipit di uno scritto, se vale davvero la pena scrivere su un intellettuale di tale portata? Ne sono pieni i libri di apologie di sorta; a leggere prefazioni, premesse e varie note dell’autore sembra quasi che ognuno si senta di dover dire «Io ho dei motivi concreti per scrivere, ancora, su Pasolini», e di cosa si tratta di grazia? Interpretazioni originali? Analisi di campi della produzione pasoliniana poco battuti dalla critica precedente? Aspetti curiosi, scabrosi, fastidiosi dell’intellettuale italiano? Forse faremmo prima a liquidare la questione appellandoci alla “sacralità” che circonda Pasolini, all’immortale valore della sua produzione artistica e letteraria, oppure, dato che ultimamente va tanto di moda, alla sua attualità. Di un autore del genere non-si-può-non-parlare, verrà detto sempre troppo poco e sempre in maniera troppo poco approfondita, «Mi verrebbe da dire che Pier Paolo Pasolini è stato lo scrittore più importante degli ultimi sessant’anni. Ma so di non poterlo affermare in maniera così apodittica, perché, probabilmente, non è vero». (R. Carnero, Morire per le idee, Vita letteraria di Pier Paolo Pasolini, 2010, p. 7). Forse farei meglio a non interrogarmi oltre sulle vere ragioni – se ve ne sono – che sottendono la scelta di scrivere su Pasolini; se dovessi trovarne dovrei perdere tempo e inchiostro a giustificarle e se non dovessi scorgerne alcuna dovrei trovare qualcosa, qualsiasi cosa, da inserire all’inizio di questa recensione. Credo di aver appena risolto il mio problema con quest’ultima frase, il racconto può cominciare.

 

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IL MONTE BIANCO NON È IN ITALIA

Olivier Marchon

IL MONTE BIANCO NON È IN ITALIA. E altre bizzarrie della geografia

Firenze, Clichy, 2014

pp. 213, € 13,90

ISBN 9788867991433

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Andate a controllare il sito web di Olivier Marchon, se vi capita (e se sapete il francese come Edoardo). Oltre all’annuncio del suo ultimo libro, l’Atlas de la France incroyable (Autrement, 2014), c’è un intervento a proposito della pubblicazione di questo libro, dove Marchon scrive di essere lieto che il titolo in italiano abbia rispettato la logica di marketing concepita dall’inizio: in francese infatti, il libro è intitolato Le Mont Blanc n’est pas en France!, in riferimento alla storiella che dà il titolo all’intera raccolta, per un totale di trenta curiosità della storia della geografia politica, divise in racconti sulle enclaves, racconti sui territori simbolici, sui territori contesi, sui territori a statuto speciale, sui territori utopici... Che aspettate? Prendete l’atlante geografico (attualizzato, gentilmente) che preferite e via con le esplorazioni geografiche, teneri Indiana Jones da divano.

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ABBONDANZA, PER TUTTI

Nicola Costantino

ABBONDANZA, PER TUTTI. Contro la scienza triste della scarsità

Roma, Donzelli, 2014

pp. 137, € 17,50

ISBN 9788868430689

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(*)

 

«Ogni sistema che incoraggi, per via di incentivi straordinari, un investimento eccessivo del capitale della società in un particolare tipo di industria, oppure che scoraggi, per via di restrizioni straordinarie, l’investimento di capitale da un particolare tipo di industria nella quale sarebbe stato investito, tale sistema in realtà sovverte il grande proposito che vorrebbe portare avanti» (Adam Smith, La ricchezza delle nazioni, Libro IV, cap. 9)

 

Abbondanza, per tutti? Va bene. Abbondanza però, per quanti? A pagina 46, l’ingegner Costantino ipotizza una cifra, provvistagli dai calcoli della demografia: nove miliardi di terricoli. Sembra alquanto utopico, ma ce la possiamo fare, soprattutto se cavalchiamo la più recente ondata di ottimismo futurologico che parte dalla lettura di Abbondanza. Il futuro è migliore di quanto pensiate (Codice, 2014) di Peter Diamandis e Steven Kotler e arriva fino a questo libello che oggi presentiamo.

 

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SORELLA MORTE CORPORALE

Francesco Agnoli

SORELLA MORTE CORPORALE. La scienza e l’aldilà

Torino, Lindau, 2014

pp. 112, € 11,00

ISBN 9788867370382

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Ti si dà oltremisura per farti debitore: eppure, chi ha una sola cosa che non ti appartenga? Tu paghi i debiti senza dovere nulla, e li condoni senza perder nulla. E noi, mio Dio, mia vita, mia divina dolcezza, che cosa abbiamo detto? Che cosa può mai dire, chi parla di te? Eppure guai a chi di te non parla, perché parla ed è muto» (Agostino, Confessioni I)

 

Questo libello si propone di affrontare scientificamente il tema delle near-death experiencies (NDE) e le out-of-body experiences (OBE), affinchè riceva l’attenzione che merita, con la serietà del caso. In particolare, Agnoli ci mette in guardia contro chi voglia presentare il tema come se fosse esclusivo di quelle “visioni del mondo” annoverabili sotto la dicitura new age: «occorre una grande cautela nello scartare a priori ciò che non è scientificamente spiegabile come nel trarre conclusioni affrettate di segno contrario, sia, infine, perché non mancano coloro che, pur di vendere e destare scalpore, sono pronti a inventare le esperienze più stravaganti, magari prendendo come spunto anche racconti veri, reali o quantomeno sinceri» (p. 59).

 

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FELICE DI VOLARE

Amelia Earhart
FELICE DI VOLARE. Ricordi della mia vita in volo e di altre aviatrici Roma, Elliot, 2015
pp. 188, € 17,50
ISBN 9788861928282

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Il suo promotore (poi suo marito) giudicò che il suo aspetto e la sua personalità la potessero far diventare una sorta di Lindbergh al femminile» (R.G. Grant, Il volo. 100 anni di aviazione, 2003; p. 130)

 

Arianna Ricci ha tenuto per qualche tempo lo sguardo rivolto in alto, seguendo la vicenda di Samantha Cristoforetti, la prima italiana nello spazio; è cosa buona leggere quanto ha da dire, per non dover pensare alle scie chimiche ogni volta che si scruti il cielo. In questa sede, invece, vogliamo tenere i piedi per terra e guardare nelle profondità dell’Oceano Pacifico, scambiamo volentieri il dileguarsi della pressione atmosferica per l’incrementarsi della pressione idrostatica: andiamo alla ricerca di Amelia Earhart, scomparsa i primi del luglio 1937 cercando di compiere il giro del mondo in un Lockheed 10 Electra (d’ora in avanti, 10E) assieme a Fred Noonan, specialista in navigazione aerea con poco più di un lustro di esperienza volando per la scomparsa Pan Am.

 

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IL FANTASTICO LABORATORIO DEL DOTTOR WEIGL

Arthur Allen

IL FANTASTICO LABORATORIO DEL DOTTOR WEIGL. Come due scienziati trovarono un vaccino contro il tifo e sabotarono il Terzo Reich.

Torino, Bollati Boringhieri, 2015

pp.357, euro 25,00

ISBN 9788833926582

 

di Elisa Baioni

 

Grandi circa tre millimetri e di color grigio-marrone, i pidocchi sono insetti, artropodi. Vivono sull’uomo e si nutrono di sangue, pompato meccanicamente attraverso una minuscola proboscide esoscheletrica che li aggancia alla pelle dell’ospite. Malgrado l’aspetto li faccia apparire come creature grezze, sono molto esigenti in fatto di temperature: non meno di 36°C, non più di 38,9°C, o si cambia casa. La loro giornata tipica non è particolarmente movimentata: mangiano e defecano, per lo più contemporaneamente. Se, però, devono cercare un luogo confortevole ove deporre le uova, dette lendini, arrivano a compiere anche un metro e mezzo in un’ora. Si distinguiono due sottospecie principali: i pidocchi del capo, che trovano gradevole alloggiare e riprodursi tra i nostri peli, e quelli del corpo, che si acquartierano tra le pieghe degli indumenti, e mal sopportano il caldo eccessivo della testa. Le due varietà sono molto simili ma, per motivi ancora ignoti, i primi costituiscono esclusivamente un pruriginoso contrattempo, i secondi sono il veicolo di trasmissione di un organismo micidiale: la rickettsia prowazekii

 

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INTERVISTA a Gianluca De Fazio

UN'INTERVISTA A GIANLUCA DE FAZIO PER RECENSIRE IL LIBRO

 

Rocco Ronchi
GILLES DELEUZE. Credere nel reale
Milano, Feltrinelli, 2015
pp. 144, € 14,00
ISBN 9788807227028

di Paulo Fernando Lévano

 

Babbo Natale passa in anticipo a Bologna quest’anno: Officine Filosofiche incontra l’autore del volume che segnaliamo, un’interessante panoramica sul pensiero del filosofo francese Gilles Deleuze, morto suicida ormai vent’anni fa. E che ghigno in faccia alla Fortuna che, in questo momento, ci fissa! Infatti, per chiarirci un po’ le idee è venuto proprio un membro del Gruppo di Ricerca di Officine, nonché assiduo frequentatore della Biblioteca di Filosofia di via Zamboni, 38 (similia nam similia conoscunt): il dottor Gianluca De Fazio. Riportiamo qui di seguito la conversazione con il nostro ospite, che gentilmente ha accettato di condividere con noi e con voi, lettori e (chissà) futuri uditori alla conferenza, qualche considerazione introduttiva intorno ai capisaldi del pensare deleuziano.

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IL DECLINO DELL’ECONOMISTA

György Dalos

IL DECLINO DELL’ECONOMISTA

Rovereto, Keller, 2014

pp. 223, € 15,00

ISBN 9788889767610

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Sospese del tutto la frequentazione dei bar dove prendeva il caffè, cosa che non gli risultò troppo difficile dato che ne vedeva sempre meno in giro. Sparivano lasciando spazio a ristoranti e trattorie che erano di certo più redditizi. Il caffè lo poteva bere anche a casa, lo comprava a buon prezzo al mercatino di piazza Klauzál o all’emporio cinese. A casa lo preparava con la vecchia caffettiera Karaván dei suoi genitori. Quando fuori era abbastanza caldo, andava in cortile con una sedia, sorseggiava dalla tazza immaginando di essere seduto sulla terrazza del Caffè Gerbeaud» (p. 193).


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CRIMINI CONTRO L’OSPITALITÀ

Donatella Di Cesare

CRIMINI CONTRO L’OSPITALITÁ. Vita e violenza nei centri per gli stranieri

Genova, Il Melangolo, 2014

pp. n°, € 8,00

ISBN 9788870189513

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Ci sono battute che fanno ridere e battute che non fanno ridere; si tratta perciò di imporsi come scopo di vita quello di non venire mai ripresi o registrati mentre si fa una battuta che non fa ridere. Purtroppo, alla Bundeskanzlerin Angela Merkel (come, del resto, può capitare a qualsiasi politico nelle sue esibizioni in pubblico) non è andata bene recentemente, quando ha fatto addirittura piangere un’extra-comunitaria in età adolescenziale dopo averle rammentato l’impossibilità politica di dichiarare aperti i confini tedeschi per i richiedenti asilo politico e i profughi che scappano dalle loro nazioni punite dalla guerra. «Wir können ja nicht alle in Deutschland willkommen heißen, sondern unsere Aufgabe politisch heißt eben auch, in den anderen Ländern wieder gute Bedingungen zu schaffen. Und da hilft Deutschland auch»*. Il primo motivo per il quale la battuta non fa ridere è, naturalmente, che la lingua in uso è il tedesco. Come secondo motivo si può addurre che era troppo scontata: non sorprende più che ci siano un po’ di lacrime e temi impopolari in un happening politico-mediatico come quello in cui sono comparsi la Merkel e l’infelice ragazzina. Il terzo motivo è che normalmente le battute a sfondo politico quasi mai fanno ridere.    

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COSCIENTE-MENTE

Diego Napolitani

COSCIENTE-MENTE 

Milano, Guerini e associati, 2015 

pp. 238, € 23,50 

ISBN 9788862505545  

 

di Francesca De Simone

 

A due anni dalla morte di Diego Napolitani, viene pubblicato Cosciente-mente, a cura di Claudia Napolitani, Patrizia Mascolo e Maria Giovanna Campus: una raccolta di saggi e articoli, anche inediti, degli anni dal 1981 al 2000, dello psichiatra e psicoanalista fondatore della SGAI (Società Gruppoantroponalitica Italiana)

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DELLA TARANTOLA

Concetta Pennuto (a cura di)

DELLA TARANTOLA. Lo studio di un medico nel Salento del XVII secolo

Roma, Carocci, 2015

pp. 190, € 19,00

ISBN 9788843073443

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(*)

 

Arriva per i lettori la ristampa del De anatome, morsu et effectibus tarantulae, il trattato composto nell’ultimo decennio del Seicento dal medico Giorgio Baglivi, croata di nascita ma salentino di adozione. Della tarantola arriva nelle mani degli interessati di storia della medicina già accompagnato da ottime introduzioni e note, utilissime anche per chi non abbia tanta dimestichezza con la disciplina; recensire una ristampa così ben curata ci lascia nella posizione di dover rendere infinito lo stesso lavoro di ristampa, procedendo per estensione, portandovi le citazioni che mancano per avere una panoramica adeguata su questo periodo storico della pratica medica. Questo è anche il nostro lavoro e il nostro compromesso. 

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UNITÀ DI MISURA

Emanuele Lugli

UNITÀ DI MISURA. Breve storia del metro in Italia

Bologna: Il Mulino, 2014

pp. 197, € 18,00

ISBN 9788815252739



di Francesco O. Caccioni


Il metro e la sua introduzione soltanto raramente attirano l'attenzione degli studiosi, nonostante abbia rappresentato un cambiamento epocale nella storia dell'umanità. Emanuele Lugli – professore del dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di York – si interroga in questo saggio sul perché di tanto “snobismo” mostrato dagli esponenti dell’ambiente accademico; può darsi forse che sia dovuto ad un pregiudizio di origine romantica? Di fatto, le unità di misura furono malviste dallo stesso Goethe - che le riteneva semplici “tecnicismi da burocrati”, piccole cose di poco conto – e sbeffeggiate dagli scritti satirici di Dickens e Ruskin. Chi potrebbe contraddire questi mostri sacri dedicando tempo ed energie ad uno studio impegnativo, pieno di dettagli tecnici e apparentemente tanto privo di poesia?

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L’IMMAGINE INFRANTA

Vincenzo Vitiello

L’IMMAGINE INFRANTA. Linguaggio e mondo da Vico a Pollock

Milano, Bompiani, 2014

pp. 233, € 20,00

ISBN 9788845277542

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Immagina di aver improvvisamente chiesto a uno: “di’ le vocali A, E, I, O, U, in ordine di oscurità”. Se facessi ciò, io lo direi certamente in un tono differente da quello in cui direi: “disponi questi libri in ordine di oscurità”; cioè, lo direi in modo esitante, in un tono simile a quello di: “mi domando se tu mi comprendi”, forse sorridendo maliziosamente mentre lo dico. Ed è questo che descrive la mia sensazione» (Ludwig Wittgenstein, Il libro marrone II, 4).

 

Rimanendo sulla questione di Pollock, il professore Vitiello scrive quanto segue (come di consueto, chiediamo scusa della lunghezza del brano, indichiamo comunque che siamo ben al di sotto del famigerato “quindici per cento”):

 

«L’opera era per lui “necessaria”. Ma di una necessità senza legge che non la ragione ma il corpo conosce. Il corpo nel suo emergere, prendendo figura, nel movimento della sua raffigurazione: il gesto assoluto. Ogni opera era una nascita. Una nuova nascita. Di qui il bisogno di avere grandi tele, perché non sapeva, non poteva sapere, quanto “spazio” avrebbe avuto bisogno di lavorare su materiale duro. La vita nasce lottando. Contro la vita stessa. Il sangue della vita infinita deve raggrumarsi, solidificarsi. La vita infinita deve morire nella vita finita. Il lungo processo di questa morte-nascita è ritmata dalla danza dell’artista intorno alla tela, con qualche passo furtivo all’interno» (p. 215, corsivi nel testo).

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AL SERVIZIO DEL REICH

Philip Ball

AL SERVIZIO DEL REICH. Come la fisica vendette l’anima a Hitler

Einaudi, 2015.

pp. 275, € 32,00
ISBN 9788806223045

 

di Elisa Baioni

 

«Svolgete un lavoro fondamentale, che porta avanti le frontiere della conoscenza, ma spesso lo fate senza riflettere molto sull’impatto del vostro lavoro sulla società. Continuano a essere diffuse massime come “la scienza è neutrale” o “la scienza non ha niente a che fare con la politica”. Sono resti di una mentalità da torre d’avorio, ma la torre d’avorio fu finalmente demolita dalla bomba di Hiroshima»

[J.Rotblat, Conferenza per il premio Nobel per la pace, 1995]

 

Una delle idee più diffuse e al tempo stesso più difficili da scardinare è quella della pretesa apoliticità della scienza, che vorrebbe che «Nella maggior parte degli studi scientifici le questioni di bene e male, di giusto o sbagliato svolg[a]no al più un ruolo secondario [...]. La vera responsabilità di uno scienziato, come tutti sappiamo, è nei confronti dell’integrità e del vigore della sua scienza» (Oppenheimer, p.266). Eppure sono molti gli scienziati che si sono soffermati sulle implicazioni politiche della loro disciplina, che hanno scelto sulla base della propria coscienza i progetti a cui partecipare e che hanno lavorato perché il loro contributo portasse un miglioramento della qualità della vita di tutti, senza che ciò implicasse una rinuncia sull’integrità e il vigore del sapere. In poche parole, non solo si può fare ottima scienza anche fuori dalla torre d’avorio, ma è proprio riconoscendo la natura politica della scienza, il suo essere perennemente immersa nell’agorà, che si può sperare di formare nuove generazioni di scienziati consapevoli del loro ruolo sociale, e di cittadini consci di ciò di cui la ricerca necessita per ottenere risultati di qualità. «La scienza e la società non possono essere né separate né unite del tutto. Solo l’apparente contraddizione delle due narrazioni le rende contemporaneamente vere [...] Nessun sapere è garantito se [...] non si chiudono con cura le porte per tutto il tempo necessario a pensare e a costruire delle esperienze pertinenti. [...] Ma nello stesso tempo [...] è impossibile limitarsi al laboratorio. Appena entrati [...] bisogna uscire di nuovo per convincere altri colleghi, interessare dei finanziatori e degli industriali, insegnare agli studenti, soddisfare la fame di sapere della gente. Ed eccoci di nuovo all’agora» (B.Latour, Cogitamus, p.143).

 

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TRA SAUSSURE E HJELMSLEV

Cosimo Caputo
TRA SAUSSURE E HJELMSLEV. Ricerche di semiotica glossematica Roma, Carocci, 2015
pp. 183, € 19,00
ISBN 9788843076406

 

di Paulo Fernando Lévano

 

L’intellettuale peruviano Marco Aurelio Denegri ha discusso, nella sua trasmissione televisiva La función de la palabra, di una questione fondamentale e dalla quale ci piacerebbe iniziare per recensire queste Ricerche di semiotica glossematica. Si tratta della seguente domanda: in quali situazioni diciamo le parolacce?

 

La risposta di Denegri è duplice. In primo luogo, diciamo le parolacce quando non possiamo parlare, ovvero quando non siamo in grado di esprimerci dopoché ci ritroviamo sopraffatti da un’emozione molto forte che ci impedisce di formulare in parole il senso compiuto di ciò che vogliamo esprimere. Ma a ben vedere, c’è anche un secondo caso in cui diciamo le parolacce, ovvero quando non vogliamo parlare e permettiamo volentieri all’emozione di sostituirsi alla nostra capacità di esprimere il senso compiuto delle cose. E tutta la casistica che sicuramente vi sarà venuta in mente, cari lettori, il professore Denegri la sintetizza in una considerazione profondissima: a veces, un “carajo” bien puesto vale pues por muchas palabras y por una exposición de ideas.

 

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L'AMBIENTE NEL MONDO ANTICO

Lukas Thommen

L'AMBIENTE NEL MONDO ANTICO.

Bologna, Il Mulino, 2014

pp. 184, € 15,00

ISBN 9788815252791

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«A che citare fatti che solo chi li ha visti potrà crederli veri, semplici privati che spostano monti e colmano i mari, quasi, si direbbe, a ludibrio della propria ricchezza, quasi volessero dilapidare oltraggiosamente quei beni che avrebbero potuto impiegare a fini onorati?» (De coniuratione Catilinae, XIII)

 

Questa citazione di Sallustio compare come riferimento bibliografico a p. 77 e a p. 132 del volume che stiamo recensendo. Come ricorderanno bene i classicisti, il De coniuratione è un'opera che, nel tentativo di fornire un documento storico del disordine istigato da Lucio Catilina (62 a.C.), rappresenta un resoconto allarmante di quanto critica sembrasse la situazione a quegli antichi romani che si ispiravano ancora ai valori fondamentali della vecchia res publica, proprio l'ordine che allora sembrava fare acqua da tutte le parti: la ricerca sfrenata del lusso era un sintomo della decadenza di quei tempi, e solo attraverso essa poteva venire pensata la deliberata modifica del paesaggio.

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MICROFISICA DELLA MEMORIA

Giuliana Benvenuti
MICROFISICA DELLA MEMORIA. Leonardo Sciascia e le forme del racconto
Bologna, Bononia University Press, 2013
pp. 266, € 25,00
ISBN 9788873958802

 

di Paulo Fernando Lèvano

 

«Oibò! Vergogna! Vergogna! Vogliam noi rubare il mestiere al boia? Assassinare un cristiano? Come volete che Dio ci dia del pane se facciamo di queste atrocità? Ci manderà de' fulmini e non del pane» (A. Manzoni, I promessi sposi, cap. XIII).

 

La letteratura può servirci come punto d'appoggio per resistere allo scientismo dei giorni d'oggi e allo stereotipo troppo facile che vuole la letteratura un territorio sotto il dominio esclusivo della fantasia scatenata. Conviene ricordare le parole di Maurice Blanchot, quando ci ricordava che la letteratura non è al di là del mondo, ma non è comunque il mondo: nulla nella fantasia sorride gratuitamente al proprio creatore, è sempre possibile trovare l'aggancio con la realtà. Soprattutto se parliamo del romanzo storico, proprio il genere a cui approderemo oggi, recensendo questa bellissima monografia di Giuliana Benvenuti, professoressa di letteratura italiana contemporanea all'Alma Mater Studiorum.

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LA MATEMATICA E LA REALTÁ

Giorgio Israel

LA MATEMATICA E LA REALTÀ. Capire il mondo con i numeri.

Roma, Carocci, 2015 

pp. 155, € 15,00 

ISBN 9788843077113 

 

di Federica Rossi

 

Cogliamo l’occasione di questa recensione per ricordare un importante matematico italiano, algebrista a La Sapienza di Roma, nonché storico della disciplina. Epistemologo e divulgatore, ricercatore e membro di commissioni e riviste scientifiche a non finire; acuto osservatore delle dinamiche e dei decreti legislativi soprattutto in materia d’istruzione sia come blogger, sia in quanto collaboratore di numerosi quotidiani e periodici. L’elenco dei suoi talenti e risultati potrebbe continuare ad libitum, poiché Giorgio Israel è stato indubbiamente un grande autore, studioso e pensatore, nonché cittadino attivissimo. La matematica e la realtà è l’ultima pubblicazione a suo nome del giugno di quest’anno: la nuova versione di un volume che nel 1986 usciva per la Collana “Libri di Base” di Tullio De Mauro, Editori Riuniti.

 

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LASCAUX

Georges Bataille

LASCAUX. La nascita dell’arte

Milano, Abscondita, 2014

pp. 142, € 19,00

ISBN 9788884164131

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Fra gli appassionati di storia della scienza, il nome “eoanthropus dawsoni” provocherebbe più di un sogghigno. “Certo!” – direbbero – “Una batosta che ogni disciplina deve subire per non sedersi sugli allori!”. Altri tempi, insomma, in cui si parlava di anelli mancanti e circolavano interpretazioni molto libere della teoria dell’evoluzione, tempi passati, posizioni superate, discussioni tagliate via dal presente dalle forbici del tempo che recidono volti e fanno la nebbia di sempre.

 

Eoanthropus dawsoni fu per qualche tempo la superficie luminosa dalla quale partiva la luce riflessa per farci prendere l’abbaglio, la pista falsa che avrebbe potuto confondere persino il più grande detective. Tutti infatti guardavano a eoanthropus dawsoni, detto anche homo piltdowniensis dagli inglesi più entusiasti, orgogliosi di aver trovato un antenato preistorico degli uomini moderni. Non è tutto: “l’uomo iniziò a uscire dall’animalità proprio in Inghilterra”, o almeno “in Inghilterra sono rimaste tracce fossili di questo fondamentale passaggio”, affermazioni queste due che erano rese lecite dalla scoperta del fossile: se uno osservava la “forma umana” della scatola cranica di e. dawsoni e la “forma scimmiesca” della mandibola. C’era, però, un grosso problema in questa interpretazione della storia della specie umana: homo piltdowniensis era una truffa e per peggiorare le cose, non avevano ancora inventato il CICAP nell’Inghilterra post-edoardiana.

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STORIA DELLA DERMATOLOGIA E DELLA VENEREOLOGIA IN ITALIA

Carlo Gelmetti (a cura di)

STORIA DELLA DERMATOLOGIA E DELLA VENEREOLOGIA IN ITALIA

Milano, Springer, 2015

pp. 380, € 45,99

ISBN 9788847057166

 

di Paulo Fernando Lèvano

 

Anche noi volevamo un pensiero superficiale che rendesse la pelle splendida ma dopo aver letto questa imponente monografia storica sulla dermatologia e venereologia, ce la sentiamo di approfondire un po’ di più la storia della disciplina (e di coloro che la praticavano) che ha come oggetto la cura del nostro aspetto fisico e delle conseguenze che sui nostri corpi ha l’appagamento dei piaceri sessuali.

 

La storia della dermosifilopatia in Italia è piena di personaggi interessanti che a distanza di ottanta anni sembrano confermare le parole del medico polacco Ludwik Fleck; partendo da una riflessione sulla storia della sifilide, Fleck fa delle considerazioni molto più ampie rispetto alla pratica della scienza in generale (e degli storici che se ne occupano). «Dopo l’esperienza di molti anni di lavoro nel reparto malattie veneree dell’ospedale di una grande città, mi sono convinto che nemmeno ad un moderno ricercatore – equipaggiato con una completa attrezzatura intellettuale e materiale – sarebbe mai possibile riuscire ad isolare, dalla totalità dei casi particolari di cui si occupa, tutti i molteplici aspetti e stadi successivi della malattia, a distinguerli dalle complicazioni e a ricollegarli in un’unità. Soltanto comunità di ricerca organizzate, in accordo con il sapere e che avessero la durata di diverse generazioni potrebbero raggiungere lo scopo, proprio per il fatto che lo sviluppo dei fenomeni patologici richiede decine di anni» (Genesi e sviluppo di un fatto scientifico, 1935).

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LA CURA DELLA MENTE

Karl Jaspers

LA CURA DELLA MENTE. Filosofia della psicopatologia

Roma, Castelvecchi, 2014

pp. 60, € 7,50

ISBN 9788868262150


di Paulo Fernando Lévano


«Per Jaspers, la psicoterapia è il tentativo di aiutare l’infermo per mezzo della comunicazione psichica, affinché questo possa esplorare in profondità il proprio mondo interiore. Questo processo permette al paziente di riottenere qualche grado di libertà, non in senso strumentale ma nella misura in cui gli si provvede con una prospettiva. Di conseguenza, lo psicoterapeuta ha le caratteristiche di un filosofo, e una buona psicoterapia è quella che appare come un processo di chiarificazione che risulti nell’individuo che diventa sé stesso. D’accordo con Jaspers, la migliore psicoterapia diventa sempre una comunicazione esistenziale fra compagni che condividono un destino» (Sabine Herpertz, Psychopathology and psychotherapy in Jaspers’ work and today’s perspectives on psychotherapy in psychiatry, 2014; p. 179).

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MEDIOEVO E RISORGIMENTO

Duccio Balestracci

MEDIOEVO E RISORGIMENTO. L'invenzione dell'identità italiana nell'Ottocento.

Bologna: Il Mulino, 2015

pp. 158, € 15,00

ISBN 9788815257406

 

di Andrea Germani

 

«Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani». Così (non) recitava Massimo d'Azeglio al momento della creazione della nazione italiana. La frase è stata (forse) coniata da Ferdinando Martini nel 1896; seppur siano passati trentacinque anni dallo storico atto fondativo del 1861 non si può dire abbia perso la sua validità, c'è ancora una nazione da costruire e delle radici comuni da (ri)scoprire per dare un senso di unità alla popolazione (o sarebbe meglio dire alle popolazioni?) che abita la penisola italica, ancorata tuttora alle tradizioni e ai costumi locali. Dopo secoli di dominazioni straniere, guerre civili, fratture e antiche rivalità che avevano profondamente diviso stati vicini e lontani, la neonata nazione doveva costruirsi una sua propria identità attingendo dal grande serbatoio delle vicissitudini italiche, susseguitesi lungo tutta l'età storica di riferimento per i “padri della nazione”: il Medioevo. L'Italia medievale, così come noi oggi la conosciamo, non l'hanno fatta i medievali, ma gli uomini di lettere del XIX secolo. Forse nemmeno loro, come afferma Duccio Balestracci – docente di Storia Medievale a Siena e autore del saggio Medioevo e Risorgimento (Il Mulino, 2015) – «L'Italia medievale, nell'Ottocento, non l'hanno inventata gli italiani. L'hanno inventata gli stranieri» (p. 23); quegli stranieri che «hanno smesso di cercare, in terra italiana, solo le vestigia della classicità» (p. 23) per spostare il proprio occhio su castelli, abbazie e fortificazioni. Lungi dal voler vedere nel Medioevo un periodo “buio” dell'umanità come voleva l'intellighenzia illuminista, un'epoca orrendamente macchiata dall'oscurantismo religioso e dalla schiavitù del primo feudalesimo, gli intellettuali romantici scorsero nel Medioevo italiano un periodo di grande vivacità culturale e sensazionali innovazioni. La riscoperta dei borghi, della libertas comunale, dell'aura mistica che circonda i luoghi più sacri dell'Europa cristiana, dalla francescana Assisi alla domenicana Bologna, delle tradizioni, dei campanilismi e delle rivalità territoriali che avvolgevano di mistero e di fascino le cittadelle dell'Italia centrale e settentrionale, terre di poeti, mercanti e patrioti.

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DI OMBRE E COSE SALDE

Enrico Tatasciore

DI OMBRE E COSE SALDE. Studio su Montale

Sesto San Giovanni, Mimesis, 2015

pp. 236, € 18,00

ISBN 9788857528403

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Ancora poeti su Deckard? Abbiamo tanto da dire sulla divulgazione di contenuti scientifici, è vero. Diamo la caccia ogni tanto a qualche bufala che, impavida, si aggira in mezzo ai titoli più interessante che offre la movida editoriale italiana; pensiamo persino ai più piccoli! Chiamatelo pure “istinto paterno/materno” ma ultimamente ci sembra di capire che è forse a scuola che la comunicazione dei saperi e dei suoi contenuti si sia un po’ inceppata. Per quanto riguarda le materie scientifiche, ci sembra che le acqua siano già state agitate dal prof. Ciardi; noi oggi invece ci soffermeremo sulla figura di un uomo di lettere, il poeta ligure Eugenio Montale. Cogliamo al volo l’occasione della pubblicazione di questo bellissimo Studio su Montale per mettere in evidenza, con lo spirito di Davide confrontandosi con Golia, alcuni aspetti dei metodi tradizionali dell’insegnamento della poesia (e in generale della letteratura) nella scuola italiana, insegnamento che poggia tutto il suo peso su monumentali manuali scolastici di letteratura, veri e propri dinosauri dei programmi delle superiori.

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I NUMERI CI SOMIGLIANO

Alex Bellos

I NUMERI CI SOMIGLIANO. Come i numeri riflettono la vita e la vita i numeri

Torino, Einaudi, 2014

pp. 372, € 19,50

ISBN 9788806220853

 

di Federica Rossi

 

Che rapporto avete con la matematica? E coi numeri? Quali emozioni provate nel vedere e pensare ad 1, 2, π o e, un numero pari o uno dispari, immaginario o complesso? Qual è il vostro numero preferito? Sebbene di primo acchito vi possano sembrare domande sterili o quantomeno stravaganti, provate a raccontare le vostre risposte ad Alex Bellos – l’autore de I numeri ci somigliano – e vedrete. Bellos probabilmente inserirà le vostre risposte nelle sue statistiche di preferenza, aggiornando le sue heat-maps della classifica dei numeri preferiti; potrà inoltre insegnarvi a sfruttare queste ultime per vincere con alte probabilità ad innumerevoli giochi di prestigio.

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LETTURE DELL'INFORME

Andrea D’Ammando, Matteo Spadoni

LETTURE DELL'INFORME. Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman

Roma: Lithos, 2014

pp. 386, € 19,50

ISBN 9788897414704

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Tu sei talmente brutto che sembri un capolavoro d'arte moderna!» (il Sergente Maggiore Hartman a Palla di Lardo; Full Metal Jacket, Stanley Kubrick, 1987)

 

Nel numero XVIII-2 di Discipline Filosofiche, dedicato alle Antropologie dell’immagine (a cura di Giovanni Matteucci) abbiamo trovato un articolo di Alessia Ruco, dedicato al tema dell’immagine nell’antropologia filosofica di Helmuth Plessner, l’ultimo autore cui si dedicò il nostro Francesco Genco prima di partire per l’Austria. Vi riportiamo un brano per iniziare a recensire questo interessantissimo volume, Letture dell’informe, un studio doppio dedicato a due storici dell’arte, forse i più suggestivi della seconda metà del secolo scorso: la statunitense Rosalind Krauss e il francese Georges Didi-Huberman, ma anche per fare un saluto a distanza a Francesco. «L’immagine pittorica è per Plessner strutturalmente legata all’atto dell’occhio del vedere qualcosa. Ciò che può essere messo in discussione proprio del vedere pittorico è il modo in cui si vede questo “qualcosa”, la possibilità dell’occhio di deformare gli schemi dell’evidenza geometrica cogliendo le peculiari qualità pittoriche dell’esperienza visiva direttamente connesse non al mero dato della sensazione ma alla mobilità operativa dell’esperienza nelle sue molteplici possibilità di realizzazione» (Il profilo antropologico dell’immagine in Plessner, p. 79). Le cose che guardiamo dunque sono già deformate dal nostro medesimo guardarle, dove sono andate le forme che cogliamo guardando?

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IL CINEMA AMERICANO CONTEMPORANEO

Giaime Alonge, Giulia Carluccio

IL CINEMA AMERICANO CONTEMPORANEO

Roma-Bari: Laterza, 2015

pp. 228, € 22,00

ISBN 9788858114759

 

di Gregorio Zanacchi Nuti

 

Sul valore e le condizioni di possibilità di una “storia della contemporaneità” si è a lungo discusso. Lo studioso, nel tentativo di appropriarsi di ciò che gli sta di fronte, deve aguzzare lo sguardo e lottare contro la presbiopia congenita all’uomo, ostacolo che ha vanificato più di una ricerca. Fare storia del presente tende così a tradursi in una serie di tentativi infruttuosi o ridicoli, con un autore confuso tra contorni sfocati e previsioni imprecise come chi, in possesso di una manciata di pixel, volesse indovinare il soggetto di uno scatto digitale. Talvolta però è possibile, aiutandosi con la traccia del recente passato, orientarsi in questa multiformità confusa e ricavarne, se non un quadro preciso, almeno un’idea dei percorsi possibili. Senza la pretesa di voler tracciare una volta per tutte una topografia insindacabile, l’autore si avvicina all’ignoto e registra i percorsi battuti, nel tentativo di individuare nuove vie d’accesso ad un territorio inesplorato. L’opera di Alonge e Carluccio ci consegna uno stradario del cinema americano a cavallo del ventunesimo secolo, sospeso tra le ultime grandi highways e nuove strade ancora in costruzione, pronte per essere percorse da future trattazioni. 

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CONTAGIOSO

Jonah Berger

CONTAGIOSO. Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono.

Milano: Sperling & Kupfer, 2014

pp. 256, € 19,00

ISBN 978882005512

 

di Andrea Germani

 

L'esperienza su questo mondo mi ha insegnato che gli americani apprezzano i self-help books, meglio, li adorano, forse anche più del bacon e di Oprah Winfrey. Il libro che sto per presentarvi non serve precipuamente a curarsi dal mal d’amore, credere più in se stessi o far crescere le begonie più belle di tutto l’isolato, ma può offrirvi qualcosa di molto meglio di tutto ciò. Il libro in questione è Contagioso. Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono; presumo non ci sia bisogno di spiegarvi di cosa tratta il volume. L’autore è Jonah Berger, economista e Professore associato di marketing alla Wharton School presso l’Università della Pennsylvania. L’obiettivo del libro è mostrare al lettore i meccanismi che sottendono l’improvvisa diffusione di prodotti, video di YouTube, mode, tendenze giovanili, nomi di donna e quant’altro.

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ADOLF LOOS

Claire Beck

ADOLF LOOS. Un ritratto privato

Roma: Castelvecchi, 2014

pp. 127, € 16.50

ISBN 9788868261023

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Un architetto su Deckard? Forse dobbiamo rompere qualche regola non scritta del nostro lavoro e scoprire subito le carte. Ecco, ammettiamo che, ora come ora, stiamo espandendo i nostri orizzonti tematici: abbiamo avuto un periodo in cui discutevamo di Serge Latouche e capitalismo finanziario (e ne riparleremo) e di recente ci siamo dedicati a cibo e cinema (il duo vincente della divulgazione). Ma per questo simpatico libello uscito nella collana “Ritratti” di Castelvecchi, sentiamo di compiere comunque il gesto (molto hip-hop) di proclamare che in fondo siamo gli stessi ragazzini di prima, con dei temi che rinunciamo a lasciarci indietro, con uno stile che vogliamo continuare a portarci dietro; dopo tutto, restiamo dei filosofi a cui piace parlare di scienza e società contemporanea.

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STORIA DELL'IDEA D'EUROPA

Federico Chabod

STORIA DELL'IDEA DI EUROPA

Bari: Laterza, 2015

pp. 171, € 9,50

ISBN 9788842046707

 

di Francesca De Simone

 

Quest’opera di Chabod non è solo un manuale di storia, si configura bensì come riflessione particolarissima che taglia trasversalmente la storia europea partendo dalla domanda: “Quando e perché gli europei cominciano ad avere coscienza di sé in quanto europei?” L’argomento riprende il nucleo di un corso universitario che Chabod tenne, per la prima volta, alla Facoltà di Lettere di Milano nel 1943-44 e il testo è la copia di dispense di un corso successivo, più ampio, del 1958-59. L’opera costituisce certo una preziosa e chiara ricostruzione degli snodi centrali della nostra storia, anche se forse paga un po’, con alcune ripetizioni, il fatto di essere ripresa da lezioni universitarie. La storia d’Europa qui trattata va dalle Guerre persiane alla prima metà dell’Ottocento e l’autore riesce, in poche pagine, a sottolineare i momenti di svolta, nel passaggio da un periodo all’altro, e a mostrare come si siano poi articolati in modo da formare la coscienza europea nel suo insieme. Chabod procede, da un punto di vista metodologico, all’integrazione di due canoni: «il canone della contrapposizione» e quello della «storia integrale». Il primo mette in rilievo che la ricostruzione dei caratteri dell’Europa, fatta da storici europei, procede attraverso la contrapposizione con, e la differenza da, chi europeo non è; il secondo canone, che fa del testo un’opera completa e sfaccettata, diversa da un semplice manuale di storia, è proprio la scelta di non individuare un solo ambito della storia europea da trattare, bensì di affrontare l’analisi di tutti i caratteri centrali nella formazione di una civiltà: la vita spirituale, le considerazioni politiche, i rapporti tra politica ed economia, la produzione culturale. Chabod riesce spesso ad integrare i vari ambiti, ma la scelta delle fonti, quasi sempre testi di grandi intellettuali come Machiavelli, Montaigne, Montesquieu, Voltaire, tradisce forse una propensione alla ricerca delle tracce culturali a discapito di considerazioni di natura politica, nel senso più tradizionale del termine.

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IL MALE NECESSARIO

Arturo Mazzarella

IL MALE NECESSARIO. Etica ed estetica nella scena contemporanea.

Milano: Bollati Boringhieri, 2014

pp. 158, € 14,00

ISBN 9788833923840

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Nel 1927, lo scrittore polacco Aleksander Wat pubblicava la raccolta di racconti intitolata Lucifero disoccupato (la traduzione italiana è uscita nel 1994 per i tipi di Salerno Editrice); il racconto che dà il titolo al libro narra la vicenda di uno sfortunato Lucifero, in giro per l'Europa cercandosi un mestiere: quelli che lui sapeva fare non stupiscono più l'uomo della contemporaneità. I redattori della rivista anti-religiosa gli dicono che non possono accettare uno che crede nell'esistenza di Dio; i congregati ad una seduta spiritica lo accusano di non far vedere nulla che possa venire rilevato dai loro misuratori di “metaplasma”; l'inventore-ingegnere gli ricorda che può solo far volare le streghe sulle scope, mentre nel 1927 i transatlantici solcavano l'Atlantico con centinaia di persone a bordo; il presidente dell'ordine dei medici gli fa notare che la possessione demoniaca non conta nemmeno più come malattia; l'imprenditore petrolifero gli rimprovera il voler creare ex nihilo nuovi pozzi, per via della sua ignoranza in termini di deprezzamento della materia prima; l'agente di borsa gli spiega che nella borsa l'unica forza divina ammissibile è quella della moneta; gli sportivi gli dicono che le sue di forze divine, per giunta, sono completamente anti-sportive; i poeti lo ostracizzano come una vecchia fiaba a cui nessuno crede più; lo storico, per metterla in termini vichiani, gli dice che la storia profana studiata in ogni suo dettaglio è molto più importante della storia sacra, che porta solo alla confusione; il giornalista lo scoraggia, dicendogli che comunque la storia profana è molto più piena di miracoli che non le vicende delle sacre scritture; il ministro della difesa gli risponde che il suo signoraggio delle guerre non serviva più, allora che la pace era diventata molto più conveniente delle aggressioni militari; il metafisico, nel rendersi conto di avere davanti a sé un essere al di fuori del mondo, non ci mette molto a spararsi un colpo di rivoltella; il direttore del circo dice che con il cinema e la radio non si poteva competere e che i suoi affari sarebbero da lì a poco terminati; il vescovo non accetta il suo pentimento perché ciò porterebbe ad un'eresia.

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UOMINI E MACCHINE

Lorenzo Pinna

UOMINI E MACCHINE. La sfida dell’automazione.

Torino: Bollati Boringhieri, 2014.

pp. 173, € 15,00

ISBN 9788833924304

 

di Elisa Baioni

 

«L’automazione, cioè la capacità di costruire macchine e congegni sempre più intelligenti, efficienti, precisi, e in grado di compiere operazioni complesse senza alcun aiuto umano, finirà per eliminare un numero via via più grande di posti di lavoro un tempo destinati all’uomo? […] In termini brevi e brutali: i robot, o gli algoritmi, sostituiranno l’uomo? E con quali conseguenze economiche, sociali e addirittura psicologiche? Questo è il tema del libro» (p.15).

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MODERNITÀ LIQUIDA

Zygmunt Bauman

MODERNITÀ LIQUIDA

Roma-Bari, Laterza, 2011

pp. 272, € 16.00

ISBN 9788842097358

 

di Gregorio Zanacchi Nuti

 

Le decadi di fine secolo sono sempre permeate da un’atmosfera particolare. Con l’avvicinarsi del Capodanno paure e speranze si accumulano, e i tentativi di sbirciare oltre la soglia di un’epoca che va concludendosi si moltiplicano febbrilmente. Se sul finire dell’Ottocento l’uomo guardava alla meccanica come nuovo orizzonte di possibilità, prefigurandosi un futuro in cui gli avrebbe garantito il dominio dei cieli, negli anni Novanta gli sguardi di veggenti dilettanti e profeti della mass culture si rivolgevano alla rapida evoluzione delle comunicazioni, che aveva da poco dato alla luce il Net. Nel nuovo millennio sembravano essere destinate a compiersi le profezie della letteratura cyberpunk, l’ascesa di una tecnologia ubiqua, libera dagli apparati ingombranti in cui aveva sonnecchiato per tutta la modernità. Grazie all’incredibile velocità di sviluppo del digitale, il futuro non era mai sembrato così vicino. Il mondo si raccolse intorno al 2000 trattenendo il fiato, per poi rendersi conto che il domani non era poi così diverso da ieri. Il Millennium Bug era una bufala, l’ennesimo incubo di fin de siecle sconfessato, e anche chi si sarebbe divertito a veder bruciare il mondo tira un respiro di sollievo (senza sapere che il botto arriverà sì, soltanto con un anno di ritardo). Ed è in questo 2000, che per molti ebbe il sapore di una brutta sorpresa, che Modernità Liquida viene dato alle stampe.

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SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA

Carlo Rovelli

SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA

Milano: Adelphi, 2014

pp. 88, € 10.00

ISBN 9788845929250

 

di Giancarlo Cinini

 

L’universo fisico si fermò. Le armi convergevano su Hladìk, ma gli uomini che stavano per ucciderlo erano immobili. Il braccio del sergente fissava per l’eternità un gesto incompiuto. Su una piastrella del cortile un’ape gettava un’ombra fissa. Il vento era cessato, come in un quadro. (Jorge Luis Borges, Il miracolo segreto)

 

Una scatola piena di luce è disegnata sulla lavagna di Niels Bohr. Osservi la polvere di gesso che è rimasta sulla superficie, guarda bene: sono miriadi di galassie in un rettangolino di cielo notturno. Oggi è il 5 ottobre 1906 e all'Hotel Ples di Duino, Impero Austriaco, un fisico che si chiama Boltzmann si impicca. Sulla stessa spiaggia di Duino si sta bene a guardare le onde del mare, quasi fossero lo spazio che si curva. Allora ti accendi una sigaretta. Intanto, Albert Einstein è in pianura padana e si gira i pollici mentre il padre installa centrali elettriche. Spero di aver catturato la tua attenzione o quantomeno la tua perplessità. Di certo, il libro di cui parliamo e a cui ognuna di quelle brevi storie si lega, è uno di quelli che l’attenzione la sanno catturare. Da febbraio infatti

non molla il podio dei libri più venduti in Italia. Il nome è parlante: Sette brevi lezioni di fisica, una carrellata di inquadrature che si aprono su alcuni temi cruciali della fisica contemporanea. Conta 85 pagine svelte e lo trovi all'elegante indirizzo Piccola Biblioteca Adelphi 666. L’autore Carlo Rovelli è fisico, uno dei padri della gravità quantistica (adesso prendila per buona, oppure scendi al terzo paragrafo). Scrive per chi «la scienza moderna non la conosce o la conosce poco» (p.11). Io e te siamo quasi sicuramente tra quelli, val la pena dunque ascoltare. « Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi » diceva Galileo. Aggiungo: alle volte quando la chiarezza è tanta, diventa luminosa. E talvolta si ha l’impressione di essere illuminati dalla disarmante semplicità con cui alcuni dei concetti più ardui (e anche contesi) sono mostrati.

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UOMINI CHE AMANO LE PIANTE

Stefano Mancuso

UOMINI CHE AMANO LE PIANTE. Storie di scienziati del mondo vegetale.

Firenze: Giunti Editore, 2014. 

pp.139, € 14,00
ISBN 9788809790698

 

di Elisa Baioni

 

È una dote tanto rara quanto importante quella di vedere le cose che ci circondano, coglierne i dettagli e le stravaganze, essere curiosi anche di ciò che – apparentemente – ci sembra privo di interesse. Prendete per esempio una pianta, una di quelle che a fatica cresce tra le crepe dell’asfalto o che coltiviamo sui terrazzi per un po’ di colore: per quanto ci piaccia averle come sfondo nelle nostre città, spesso ne ignoriamo la specie, il metabolismo, i frutti, gli odori, e raramente ci soffermiamo per più di qualche secondo sulle trame geometriche e i colori delle foglie e delle cortecce. In poche parole, le includiamo costantemente nel nostro mondo, ma raramente proviamo a comprendere il loro. Invece, «Si sollevi il velo dell’apparente immobilità e insensibilità delle piante, e sotto esso si ravviserà [...] una serie di fenomeni curiosissimi, i quali rivaleggiano per numero, per varietà, per genio e per efficacia con quelli presentati dagli esseri del regno animale» (Federico Delpino citato a p.75).

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LA GUERRA DELL'ARIA

Eric Lehmann

LA GUERRA DELL’ARIA. Giulio Douhet, stratega impolitico

Bologna, Il Mulino, 2013

pp. 226, € 20,00

ISBN 9788815247278

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. di Alessandro Spedicato

 

Noi, ragazzi dell’89, siamo ormai abituati: le guerre serie sono quelle che si combattono nell’aria. Abbiamo visto in TV bombardieri sorvolare l’Iraq, il Kosovo, l’Afghanistan, ancora una volta l’Iraq; abbiamo anche visto due Boeing 767, gli aerei di passeggeri più sicuri finora costruiti, schiantarsi contro le Torri Gemelle; siamo stati testimoni del successo che il ruolo di “Maverick” in Top Gun di Tony Scott (1986) portò a Tom Cruise; abbiamo visto Charlie Sheen deturpare il personaggio di Tom Cruise in Hot shots! di Jim Abrahams (1991), che aveva già ambientato il suo indimenticabile L’aereo più pazzo del mondo (1980) su un Boeing 707; abbiamo sognato il Mediterraneo di Marco Pagot in Porco Rosso (1992) di Hayao Miyazaki. Insomma, la guerra dell’aria è una tranche de vie per noi, e a noi è toccato esserne testimoni. Ma è una realtà che comunque ha impiegato del tempo a maturare. Sono passati infattnovantatré anni dall'inizio formale di questa vertiginosa crescita della presenza dell’arma aerea nelle nostre vite. Andando all'origine di questa forma, troviamo il personaggio a cui Eric Lehmann ha dedicato questa preziosissima monografia, La guerra dell'aria.

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E SI SALVÓ ANCHE LA MADRE

Paolo Mazzarello

E SI SALVÒ ANCHE LA MADRE

Torino, Bollati Boringhieri, 2015

 pp. 195, € 16,00

ISBN 9788833926094

 

di Andrea Albini

 

Alzi la mano chi non ha avuto motivo di lamentarsi della medicina attuale, tanto ipertecnologica negli strumenti di diagnosi e cura quanto impersonale dal punto di vista dei rapporti umani. Ma prima di formulare giudizi troppo severi, consideriamo cos'era la scienza medica e la chirurgia poco meno di un secolo e mezzo fa: l’alta natalità era contrastata da un indice di mortalità altrettanto elevato, la vita media era piuttosto bassa, la tubercolosi sembrava un male endemico e incurabile e  chi si trovava ad essere ricoverato in un reparto ospedaliero correva un serio pericolo di vita anche per un intervento di appendicite. La scoperta degli antibiotici sarebbe venuta solo da lì a mezzo secolo e nel frattempo le infezioni mietevano vittime negli ospedali, dove i medici erano testimoni di tragedie che sembravano inevitabili, perché mancavano le conoscenze scientifiche adeguate sulle patologie e le cause biologiche ad esse sottostanti.

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IL CINEMA DEL TERZO MILLENNIO

Franco Marineo

IL CINEMA DEL TERZO MILLENNIO. Immaginari, tecnologie,narrazioni

Torino, Einaudi, 2014

304, €26 ,00

ISBN 9788806213763

 

di Gregorio Zanacchi Nuti

 

Una fotografia, se interrogata, può rispondere in molti modi. Sguardi, facce e gesti rivelano all'occhio attento una topografia di affetti, più eloquente di mille parole. Non apparirà così fuori luogo una similitudine tra la fotografia e la mappa, entrambi tentativi di rappresentare una serie di coordinate (spaziali o  emozionali poco importa) e affidarle a chi si appresta ad un viaggio, per orientarsi e ricordare. Risulterà allora naturale se, per capire cosa è diventato il cinema al suo ingresso nel terzo millennio, ci affidiamo ad una fotografia di famiglia. Lo scatto in questione è recente, quasi sicuramente un selfie, e vede in posa davanti all'otturatore la famiglia dei media al completo. Al centro c'è Nonno Cinema, a fianco la figlia Televisione. La metà bassa se la contendono i nipotini: Web, iperattivo, e Videogioco, che nessuno prende mai sul serio; a lato la zia Radio, materna, sullo sfondo lo zio Sorveglianza, voyeur di mezz'età di cui tutti puntualmente si dimenticano. Ed è subito chiaro che, anche se un po' curvo, è Nonno Cinema ad avere il controllo della situazione: è un anziano al passo con i tempi, capace di adottare le innovazioni dei giovani senza rendersi ridicolo. Per poter inquadrare al meglio la sua silhouette, come si propone il libro di Franco Marineo, è necessario osservare quello che il cinema ha imparato dai suoi familiari negli ultimi anni, a partire da quel fedifrago di Videogioco.      

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CERCATORI DI MERAVIGLIA

Amedeo Balbi,

CERCATORI DI MERAVIGLIA. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo.

Milano, Rizzoli, aprile 2014

pp. 252, € 15,30

ISBN: 9788817072717

 

di Valentina Sordoni

 

 

Provare a citarli, o quantomeno a ricordarli tutti sarebbe impossibile. Sto pensando ai nomi dei grandi protagonisti della storia della scienza, i più noti e i meno conosciuti, ma altrettanto rilevanti nel panorama storico-scientifico: Galileo Galilei, Isaac Newton, Alessandro Volta, Ernest Rutherford, James Clerk Maxwell, per dirne alcuni. Nomi che abbiamo incontrato nei nostri libri di scuola, che abbiamo imparato a scrivere tra una vocale sbagliata e una consonante di troppo, perché, diciamolo, i termini stranieri sono sempre un po’ antipatici e di contributi stranieri fuori dall'orizzonte italiano - ancora prima che l’Italia si costituisse come entità geografica e politica indipendente - ve ne sono parecchi! Nomi che restavano immobili nelle pagine consumate; nomi che abbiamo associato a una breve formula, nel migliore dei casi, o a incomprensibili costruzioni logaritmiche, trigonometriche, da perdere il respiro.

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CASTORIADIS

Serge Latouche

CASTORIADIS. L'autonomia radicale

Milano, Jaka Book, 2014

pp. 85, € 9,00

ISBN 9788816412705

 

di Andrea Baldazzini


 

Quando l’effetto della provocazione svanisce, quando il vociare si fa coro ordinato, ecco allora spuntare la filosofia. Dopo un primo momento di grande stupore, provocato dall’annuncio della teoria della decrescita, il suo portavoce, Serge Latouche, ha iniziato ad adoperarsi per mostrare come questa idea non solo non sia una semplice “utopia concreta”, ma abbia alle sue spalle numerosi precursori, capaci di fornirle una base teorica in grado di reggere gli urti delle innumerevoli critiche scagliatele contro (la maggior parte dettate da un’incomprensione di fondo che vede nella decrescita un semplice desiderio di povertà, frugalità, rinuncia e francescanesimo). Grazie ad una collaborazione con la casa editrice Jaka Book, Latouche sta proponendo una serie di libretti dedicati a coloro che lui ritiene essere stati dei fautori della decrescita ante litteram e alcuni nomi possono persino stupire, come per esempio Pier Paolo Pasolini o Enrico Berlinguer. Risulta così però più chiaro il perchè Latouche abbia voluto dedicare un volume anche a Cornelius Castoriadis, per vari aspetti l’autore che forse ha più legami con la prospettiva della decrescita. Cerchiamo di sottolinearne qualcuno; ma prima due parole sul personaggio, figura alquanto sconosciuta in Italia.

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I GRANDI PROBLEMI DELLA MATEMATICA

Ian Stewart

I GRANDI PROBLEMI DELLA MATEMATICA. Meraviglie e misteri

Torino, Einaudi, 2014

pp. 321,€ 30,00

ISBN 9788806216559

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. di Alessandro Spedicato


(*)

 

Se il nome “Barenaked Ladies” non vi dice nulla, allora vi manca un collegamento; vi do una mano. I Barenaked Ladies sono gli autori della simpatica canzone che apre ogni episodio della sitcom statunitense The Big Bang Theory, e quella sì che dovrebbe risultare familiare: quattro giovani ricercatori che condividono un appartamento a Pasadena, che svolgono i propri lavori al Caltech (lo stesso dove Feynman tenne le sue famose lezioni sulla gravitazione universale, che avevo già avuto modo di menzionare), e le cui vite da cervelloni impenitenti vengono sconvolte dall’arrivo nel palazzo di “Penny”, interpretata da Kaley Cuoco.

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COTTO

Micheal Pollan

COTTO

Milano, Adelphi, 2014

pp. 506, € 28.00

ISBN 9788845929144


di Edoardo D’Elia

ill. di Alessandro Spedicato


Dobbiamo aggiungere una nota alla ricetta per acquistare con giudizio un libro che ci attrae. E questo è a tutti gli effetti attraente: un libro Adelphi color senape di cinquecento pagine con una bellissima illustrazione rosso ciliegia in copertina; un titolo incisivo; un risvolto di copertina (sulla quarta c’è solo altra senape) in cui il Pollan ci legge nel pensiero: «Quanto più invadenti sono i virtuosismi di aspiranti cuochi, tanto meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente»; e una grafica che amalgama il tutto titillandoci le papille del gusto letterario. Il prezzo è da ristorante di lusso, ma dopo una mezz’ora a marinare in giro per la libreria, pensando che non si può sempre vivere di edizioni economiche e vino della casa, è molto probabile che cederemo. Allora la nota da aggiungere è la seguente: cercare su Google Immagini il titolo originale (Cooked). Il risultato è una copertina bianca lucida con la foto pacchiana di una manciata di rigatoni che precipitano nell’acqua. Allora forse la marinatura va ripensata e l’acquisto mancherà di sapore.

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INTERVISTA A ERASMO RECAMI — IL CASO MAJORANA

Intervista a Erasmo Recami — Il caso Majorana


a cura di Edoardo D’Elia


Pochi giorni fa, Ettore Majorana è tornato al centro dell’attenzione pubblica perché la procura di Roma, che aveva riaperto il caso della sua scomparsa (1938) in seguito ad alcune fotografie rinvenute negli scorsi anni, ha archiviato l’inchiesta sostenendo che Ettore era vivo in Venezuela tra il ’55 e il ’59, ed era conosciuto come “Sig. Bini”. Ne hanno parlato tutti i mezzi di informazione, radio, televisioni e quotidiani. Ma la la vicenda è spesso riportata in modo approssimativo e troppo facilmente  viene piegata a teorie cospirazioniste o inutilmente cervellotiche. Noi che siamo tanto affezionati alla vicenda Majorana da averci costruito intorno addirittura un cortometraggio (lavoro matto e disperatissimo che potrete vedere l’11 Marzo al Cinema ODEON di Bologna), abbiamo voluto fare il punto con Erasmo Recami, forse il massimo studioso di Ettore Majorana. 

 

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COMPUTER E CERVELLO

John Von Neumann

COMPUTER E CERVELLO

Milano, Il Saggiatore, 2014

pp. 140, € 14.00 

ISBN 9788842819660 


di Giancarlo Cinini

ill. di Alessandro Spedicato


«Is this testing whether I'm a Replicant or a lesbian, Mr. Deckard?» 

(Blade Runner, 1982)


Marzo 1956, John Von Neumann è seduto su una sedia a rotelle. Le sue condizioni peggiorano, non potrà viaggiare da Washington a New Heaven, tra un mese sarà ricoverato, resterà in ospedale per undici mesi, gli porteranno il manoscritto incompiuto, tenterà di continuarlo, finché l’otto febbraio del 1957 morirà. Ma nel frattempo è seduto su una sedia a rotelle e pensa a questo manoscritto. L’università di Yale l’ha invitato a tenere le prestigiose Lezioni Silliman per la sessione primaverile. L’argomento scelto: Computer e Cervello. Von Neumann ci lavora pressappoco dall’autunno dell’anno precedente, mentre un tumore gli consuma le ossa. Ma è da parecchio tempo – racconta la moglie Klara – che si interessa a questa sfida. Il suo modo di procedere somiglia infatti a quello di un’intensa e silenziosa meditazione sulle cose, durante la quale la mente, pienamente assorta, indaga la questione e architetta il problema. Soltanto in un secondo momento e con precisa spontaneità arriva, quasi per illuminazione, al lavoro trascritto. «Qualunque fosse il problema – descrive lo storico della scienza Steve Heims (John Von Neumann and Norbert Wiener: From Mathematics to the Technologies of Life and Death, 1980, p. 126) – lo scienziato cominciava raccogliendo e organizzando nella sua mente la moltitudine di elementi necessari, così comprendendo nel profondo le loro relazioni strutturali, prima di scrivere o persino di parlarne». Ed è proprio così che assistiamo al dispiegarsi delle idee in questo manoscritto, incompleto ma giunto alla terza edizione, forse per il suo carattere profetico. 

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NIETZSCHE E LA COSTRUZIONE DEL SUPERUOMO

Michel Onfray

NIETZSCHE E LA COSTRUZIONE DEL SUPERUOMO

Milano: Ponte alle grazie, 2014

pp. 320, € 26.00

isbn 978 88 6220 741 6


di Stefano Scrima


«In questo secolo della morte di Dio, e in un certo senso della morte dell’Uomo, due crimini compiuti il primo nel 1841, con L’essenza del cristianesimo di Feuerbach, il secondo nel 1859, con L’origine delle specie, all’individuo, che deve dunque costruire a partire dal reale e non più da finzioni, favole o miti ebraico-cristiani, non resta granché» (p.9). Il campo è libero, l’individuo può sognare grandi cose senza dover rendere conto a nessuno, nasce così l’idea (o forse la necessità) del superuomo, prospettiva di sé che si inquadra in una morale umana che può fare a meno della trascendenza e dell’ideale ascetico.

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L'UOMO VUOLE SEMPRE IL SUO BENE, MA NON SEMPRE LO VEDE; QUALCHE LIBRO GLI INDICA DOVE GUARDARE.