Interviste



• Matteo Bortolotti: Il mistero della loggia perduta


• Erasmo Recami: Il caso Majorana


• Tommaso di Carpegna Falconieri: Medioevo Militante

 

• Danila Comastri Montanari: Pallida Mors

 

• Luca Martinelli: Sherlock Holmes e l'enigma del cadavere scomparso

 

Marcello Simoni: Il labirinto ai confini del mondo

 

• Maurizio Ferraris: Nuovo Realismo

 

Marco Ciardi: storia del mito di Atlantide + "La scienza di Harry Potter"

 


INTERVISTA A NICOLA GRANDI

INTERVISTA A NICOLA GRANDI

 

a cura di Giancarlo Cinini

 

Nicola Grandi è professore di linguistica generale all’Università di Bologna e ha curato il libro La grammatica e l’errore, una raccolta di saggi sulle regole, gli errori e le eccezioni nel linguaggio. A lui abbiamo chiesto di parlarci di errori, come sempre in cinque domande.

 

Buongiorno professore. Lei è un linguista quindi quante lingue sa?

 

Ne parlo una e neppure particolarmente bene. Però ne conosco qualcuna in più: so come funzionano, so che suoni usano, come costruiscono le parole o le frasi, ecc. Non sono mai stato molto portato per le lingue straniere, ho una pigrizia di fondo che mi rende difficile studiarle. Non sono neppure un gran viaggiatore, quindi viene meno una delle principali motivazioni allo studio delle lingue. Però sono sempre stato attratto dai meccanismi che stanno dietro al funzionamento delle lingue: di quelli mi occupo e quelli studio.

 

leggi di più

INTERVISTA A ANDREA MORO

INTERVISTA A ANDREA MORO

 

 a cura di Giancarlo Cinini

 

«Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un’altra parte, e non ti raccapezzi più»

L. Wittgenstein

 

Andrea Moro è professore di linguistica generale, direttore del NeTS, IUSS Center for Neurolinguistics and Theoretical Syntax e scrittore. Ha risposto alle nostre cinque domande sul linguaggio e noi lo ringraziamo per la grande disponibilità. Con le sue ricerche si è occupato di sintassi e cervello, con il suo libro, I confini di Babele, ci ha appassionato all’esplorazione di questi labirinti di strade.

 

Buongiorno professore. Lei è laureato in Lettere. I suoi studi recenti hanno coinvolto il lavoro di neurobiologi e tecniche come il neuroimaging. Che cosa c’è scritto sulla carta d’identità di Andrea Moro?

leggi di più

GIÙ LE MANI DA LACAN

QUARTA TRASMISSIONE: “L’amome e la filosofia del tossicomane”

 

[F. F.] A volte il desiderio “fa il giro più lungo”. Questa frase la ritrovo nella mia carriera personale; io mi sono avvicinato alla psicologia per mezzo di Freud, ero proprio curioso di indagare nel territorio ignoto dell’inconscio; all’università però sono stato sedotto dalle nuove branche della psicologia “scientifica”, che si progettavano una possibile misurazione dell’inconscio. Ho fatto la magistrale in psicologia cognitiva applicata, una cosa che è alle antipodi rispetto alla psicoanalisi; qualche tempo dopo, in una supervisione, Massimo Recalcati che mi ha fatto deragliare dai binari sui quali viaggiavo: solo dopo questo zig zag ho deciso di iscrivermi alla scuola lacaniana.

 

leggi di più

GIÙ LE MANI DA LACAN

TERZA TRASMISSIONE (featuring Jacques Lacan): “L’impero dell’Io”

 

[P. F.] Parliamo un po’ di ideologia. Spesso viene scartata subito, si considera “il tempo delle ideologie” come qualcosa di inservibile, di superato, specie fra i nostri coetanei. Se è sopravvissuta agli “eventi”, ogni ideologia guarda soltanto al passato. Il discorso mira a scartarla. “Ideologia” è il nuovo “religione e politica a tavola”.

 

[F. F.] Guarda: a me verrebbe da dire che già questa risposta “non ci sono più ideologie”  è già essa stessa imbevuta di ideologia. Dire che siamo nell’epoca post-ideologica, dai...

 

leggi di più

INTERVISTA A ROBERTA RIZZO

Roberta Rizzo, in arte Moony Witcher, è scrittrice e giornalista per L'Espresso. È inoltre amministratrice della Sesta Luna Srl, società che svolge laboratori e corsi di scrittura creativa. Noi di Deckard le abbiamo posto alcune domande sulla sua saga più famosa: Nina e la bambina della sesta luna.

 

1. Lei è laureata in Filosofia: quali filosofi hanno maggiormente influenzato la stesura della saga di Nina e perché?

 

I filosofi che maggiormente amo e che sono fonte di continua ispirazione e riflessione anche nella stesura della trama di Nina sono: Heidegger, Kant, Nietzsche, Aristotele, Platone, Eraclito e Parmenide. In tutti, benché con le ovvie differenze di epoca e tesi e contro-tesi, trovo l'infinita potenzialità del pensiero dell'uomo. Leggere i testi di questi filosofi significa immergersi nella luce della nostra origine come esseri umani. Un'origine che deve destare sempre meraviglia e coscienza. Nina attraversa la sua avventura come se dovesse non solo compiere azioni ma capire l'importanza dei valori etici e morali, comprendere il limite e oltrepassarlo. Vivere nel kaos (nel senso greco del termine) e trarne bellezza.

leggi di più

Intervista a LUISA CIFARELLI (mostra Enrico Fermi)

Intervista a

LUISA CIFARELLI 

Presidente della Società Italiana di Fisica (SIF) e direttore scientifico MOSTRA ENRICO FERMI

 

 

a cura di Matteo Ogliari e Elisa Baioni

 

1. In che modo raccontare la vita dei grandi protagonisti della scienza può avvicinare le nuove generazioni alla scienza stessa?

Sin da bambini siamo affascinati dai racconti. Non c'è dubbio che il racconto di una storia che inquadri una scoperta scientifica è infinitamente più interessante che non l'illustrazione della scoperta tout court. Un aneddoto, un particolare, una citazione, una testimonianza, una fotografia o un oggetto personale, sono tutti importanti tasselli di questo racconto e indispensabili strumenti per attrarre, catturare l'attenzione. Tra l'altro gli oggetti aiutano a ricordare perché fissano un dettaglio che riusciamo a percepire più vicino, concreto e soprattutto vero.

 

È dunque il racconto della vita dello scienziato, un racconto fedele, ragionato e talvolta critico, dovutamente inserito nel contesto storico da lui vissuto, che deve far da cornice all'illustrazione della sua opera. A noi il compito di sfruttare questa cornice nel modo più corretto e al tempo stesso più accattivante possibile nei confronti dei giovani, anzi dei giovanissimi.

leggi di più

GIÙ LE MANI DA LACAN

SECONDA TRASMISSIONE: “Tori nevrotici e i loro desideri”

 

[P. F.] Proposizioni suggestive, verrebbe quasi da dire (ma molto personalmente) che si tratti di una lettura psicologistica del Tractatus di Wittgenstein, certo non inteso come un “primo” Wittgenstein ma come un tutt’uno. Ma non mi dilungo, torniamo su Sokal; a proposito di queste analogie matematiche fra topologia e psicoanalisi, egli riprende l’immagine del toro come rappresentazione della “struttura del nevrotico”. Regia, per piacere:

 

leggi di più

GIÙ LE MANI DA LACAN

Giù le mani da Lacan (#giùlemanidalacan)

 

Parafrasando Rick Deckard, gli interventi del filosofo Diego Fusaro sono come ogni altra macchina: possono essere un vantaggio o un rischio. Se sono un vantaggio, non sono un problema nostro.

 

Questa volta, è un problema nostro. «La nostra è la società dell'evaporazione del padre, come diceva Lacan: il padre è simbolo dell’unione di Legge e Desiderio, è colui che pone limiti al desiderare illimitato. In assenza del padre, si spezza l’equilibrio tra Legge e Desiderio e sopravvive unicamente il secondo, nella forma estrema e illimitata del godimento individualizzato e senza interdizioni» (Il Fatto Quotidiano, 19-03-2016).

 

Non sarebbe la prima volta che un filosofo contorce le conclusioni di un autore. Eppure, la presentazione del recente libro di Felice Cimatti (Il taglio, Quodlibet, 2015) a Bologna lo scorso 30 gennaio, la presentazione del recente libro di Chiara Gazzola (Fra diagnosi e peccato, Mimesis, 2015) il 9 febbraio e la pubblicazione del nuovo libro di Alex Pagliardini (Il sintomo di Lacan, Galaad, 2016), i bibliofili italiani hanno visto un cospicuo incremento delle pubblicazioni che trattano della psicoanalisi, della cura della mente e del rapporto che questi due aspetti intrattengono con il linguaggio. Tre temi che troviamo interessantissimi, qui sulla vostra piattaforma divulgativa preferita, dalla quale potete aspettarvi reazioni come questa che state leggendo, ogni volta che si vogliano contorcere le conclusioni e non i ragionamenti stessi degli autori (attività che troviamo molto più simpatica del semplice collage dei motti che piacciono di più).

 

Obiezioni non banali possono venire sollevate contro il pronostico fusariano di un’imminente abolizione della Festa del Papà: innanzitutto per Lacan il padre è assolutamente sganciato dal padre reale e dai diversi papi. Il padre è un significante. La funzione paterna può essere assolta da una madre, da un lavoro, da un oggetto e così via. Il godimento che il discorso del capitalista propone, non è il godimento assoluto di cui parla Fusaro, che tutt'al più potrebbe essere quello che Lacan chiama “godimento Uno”. Il godimento del discorso del capitalista è un godimento contabilizzato, godimento in rapporto alle merci che alimentano il circolo vizioso del consumo, una vera e propria difesa dal godimento Uno. Tra l'altro, la soluzione che Fusaro propone tra le righe sarebbe un ritorno alla "virtù mediana aristotelica", morale che Lacan osteggia profondamente considerandola al servizio del potere.

 

Questo e più abbiamo imparato, dopo aver parlato con Francesco Filippini di Pensare il rovescio, un gruppo di studio che ha organizzato quattro incontri in università per discutere di questa tematica con il pubblico, tenendo come punto di riferimento l’opera dello stesso Jacques Lacan (1901-1981). In attesa del prossimo incontro, vi offriamo la trascrizione di questa piacevole chiacchierata con uno degli organizzatori, buona lettura!

 

leggi di più

INTERVISTA A CARLO ROVELLI

 INTERVISTA A CARLO ROVELLI

 

a cura di Giancarlo Cinini

 

«Quando tutte le cose, le animate e le inanimate, stanno sussurrando misteriose rivelazioni, ma ciascuna dicendo la sua, e tutte discordanti, perciò non riusciamo a capire e patiamo quest'angoscia di essere sul punto di conoscerle e di non conoscerle.»

J. Saramago

 

Carlo Rovelli è fisico teorico, ricercatore di gravità quantistica e divulgatore scientifico. Il suo libro Sette brevi lezioni di fisica, è alla diciannovesima ristampa. Lo ringraziamo per la grande e tempestiva disponibilità. Cinque domande a un pensatore che sta affascinando tutto il mondo, cercando misteriose rivelazioni.

 

Non volevo rispondere, perché faccio troppe interviste. Ma poi ho visto le domande e sono troppo carine. Per cui rispondo. (Rovelli, 20.1)

 

Buongiorno professore. Bridgman scrisse La logica della fisica moderna e morì suicida; Boltzmann scrisse gli Scritti divulgativi e morì suicida. Le sue Sette brevi lezioni di fisica sono un ottimo libello divulgativo che affronta i temi cruciali della fisica di oggi. Si sente bene, professore?

 

leggi di più

INTERVISTA a Gianluca De Fazio

UN'INTERVISTA A GIANLUCA DE FAZIO PER RECENSIRE IL LIBRO

 

Rocco Ronchi
GILLES DELEUZE. Credere nel reale
Milano, Feltrinelli, 2015
pp. 144, € 14,00
ISBN 9788807227028

di Paulo Fernando Lévano

 

Babbo Natale passa in anticipo a Bologna quest’anno: Officine Filosofiche incontra l’autore del volume che segnaliamo, un’interessante panoramica sul pensiero del filosofo francese Gilles Deleuze, morto suicida ormai vent’anni fa. E che ghigno in faccia alla Fortuna che, in questo momento, ci fissa! Infatti, per chiarirci un po’ le idee è venuto proprio un membro del Gruppo di Ricerca di Officine, nonché assiduo frequentatore della Biblioteca di Filosofia di via Zamboni, 38 (similia nam similia conoscunt): il dottor Gianluca De Fazio. Riportiamo qui di seguito la conversazione con il nostro ospite, che gentilmente ha accettato di condividere con noi e con voi, lettori e (chissà) futuri uditori alla conferenza, qualche considerazione introduttiva intorno ai capisaldi del pensare deleuziano.

leggi di più

INTERVISTA A LORIANO MACCHIAVELLI

A cura di Arianna Ricci


"Scrivo solo perché

C'è una voce dentro di me

che non si quieta."

Sylvia Plath


Da più di quarant'anni la voce letteraria di Loriano Macchiavelli non si ferma e narra l'Italia nelle sue molte forme e nei suoi cambiamenti, a partire dal 1974 attraverso i romanzi che raccontano le celebri inchieste di Sarti Antonio, e con titoli riferiti ai sotterranei della storia italiana, come Strage (1990) e Funerale dopo Ustica (1989). Eccolo dunque a descrivere la sua esperienza di ricerca e scrittura, in un'intervista concessa di fronte ad un caffè macchiato, che Sarti Antonio non prenderebbe mai...

leggi di più

INTERVISTA A MASSIMO POLIDORO

a cura di Arianna Ricci


«La mia mente [...] si ribella alla stagnazione [...] Io bramo l'esaltazione mentale. Ecco perché ho scelto la mia particolare professione, o piuttosto l'ho creata, dato che sono l'unico al mondo.»

Sherlock Holmes

Arthur Conan Doyle, Il Segno dei Quattro, 1890

 

E la singolare professione di Massimo Polidoro è quella di “esploratore dell'insolito”, che spazia in molte diverse discipline, dalla scienza all'illusionismo, dall'insegnamento di Metodo Scientifico e Psicologia dell’Insolito presso l’Università di Milano-Bicocca alla fondazione del CICAP, e lo porta ai confini del mondo e della realtà, usando curiosità e razionalità combinate insieme. Dopo il successo del suo ultimo romanzo, Il Passato è una Bestia Feroce (la cui recensione trovate qui), eccolo ora a spiegare tutto ciò in un'intervista...

leggi di più

INTERVISTA A VALERIO VARESI

a cura di Arianna Ricci

 

"La detective story, come la creò Poe, è qualcosa di specializzato e intellettuale come un problema di scacchi, mentre la migliore fiction poliziesca Inglese si basa meno sulla bellezza del problema matematico e molto di più sull'elemento umano intangibile." - T.S. Eliot

La tradizione del giallo cambia, con l'ambiente (letterario, sì, ma anche sociale), con l'epoca, ma soprattutto con gli scrittori, che oggi si servono di questo genere in modi e con scopi totalmente diversi dal passato. A spiegare tutto ciò, a partire dalla sua stessa opera, Valerio Varesi, giornalista di La Repubblica, e autore di gialli, e non solo...

leggi di più

INTERVISTA A MATTEO BORTOLOTTI — IL MISTERO DELLA LOGGIA PERDUTA

a cura di Arianna Ricci


Un cappello da Sherlock Holmes e la sciarpa chilometrica indossata dal Quarto Dottore in Doctor Who: dopo un incontro letterario del Circolo del Giallo, avvenuto alla Biblioteca Sala Borsa, Matteo Bortolotti, l'autore (ed anche il personaggio protagonista!) di Il Mistero della Loggia Perduta, (la cui recensione trovate qui: http://www.rickdeckard.net/2015/02/21/il-mistero-della- loggia-perduta/) mi incontra davanti ad una birra al Celtic Pub di Bologna, in Via Caduti di Cefalonia, per un'intervista che è quasi una chiacchierata tra amici...


Sulla strada tracciata a partire da Dante Alighieri fino ad Ellery Queen, in Il Mistero della Loggia Perduta tu diventi protagonista del tuo stesso romanzo. Durante la scrittura, com'è stato il rapporto fra il Matteo-scrittore e il Matteo-personaggio?

Il rapporto fra l'autore e personaggi secondo me è sempre un trambusto, se poi il personaggio è una versione di te stesso, ancora di più.

leggi di più

INTERVISTA A ERASMO RECAMI — IL CASO MAJORANA

Intervista a Erasmo Recami — Il caso Majorana


a cura di Edoardo D’Elia


Pochi giorni fa, Ettore Majorana è tornato al centro dell’attenzione pubblica perché la procura di Roma, che aveva riaperto il caso della sua scomparsa (1938) in seguito ad alcune fotografie rinvenute negli scorsi anni, ha archiviato l’inchiesta sostenendo che Ettore era vivo in Venezuela tra il ’55 e il ’59, ed era conosciuto come “Sig. Bini”. Ne hanno parlato tutti i mezzi di informazione, radio, televisioni e quotidiani. Ma la la vicenda è spesso riportata in modo approssimativo e troppo facilmente  viene piegata a teorie cospirazioniste o inutilmente cervellotiche. Noi che siamo tanto affezionati alla vicenda Majorana da averci costruito intorno addirittura un cortometraggio (lavoro matto e disperatissimo che potrete vedere l’11 Marzo al Cinema ODEON di Bologna), abbiamo voluto fare il punto con Erasmo Recami, forse il massimo studioso di Ettore Majorana. 

 

leggi di più

INTERVISTA a Tommaso di Carpegna Falconieri

Intervista a Tommaso di Carpegna Falconieri


di Arianna Ricci


J. R. R. Tolkien, Marion Zimmer Bradley, Mary Stewart, Stephen Lawhead, Terry Brooks... A quale tradizione fanno riferimento? E quando si dice “Medioevo”, noi a cosa pensiamo? Lo ha spiegato il Prof. Tommaso di Carpegna Falconieri, docente di Storia Medievale presso l'università degli Studi di Urbino, quando il 27 Novembre 2014 ha tenuto una lezione dal titolo "Medioevo: termine comodo e ingannevole" presso il dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell'Università di Bologna, nell'ambito del corso di Storia della Scienza. Studioso della storia italiana con diverse metodologie, egli si occupa anche di indagare il tema delle testimonianze storiche, soprattutto in relazione ai falsi: a questo proposito, recentemente ha concentrato i suoi interessi sull’uso politico del medioevo nel mondo contemporaneo. Nell'occasione, il prof. Di Carpegna Falconieri ha accetato di rispondere ad alcune domande per Deckard...


1. Medioevo Militante. Perché ha dato questo titolo alla sua opera che parla dei falsi storici relativi al Medioevo?

leggi di più

INTERVISTA  a Vallori Rasini

INTERVISTA a Vallori Rasini, autrice del libro L’ECCENTRICO. Filosofia della natura e antropologia in Helmuth Plessner


a cura di Francesco A. Genco


L'uomo è stato a lungo lacerato nelle sue parti dagli studi che lo hanno riguardato. Egli è stato attore nelle vicende della terra, sistema mirabile di organi e tessuti, animale privilegiato, portatore di coscienza, origine di ogni discussione, giudizio e studio; e così è stato sovente studiato, giudicato e discusso. Le scienze della natura e le scienze della coscienza l'hanno smembrato e se lo sono spartito, la parte vinta l'hanno adeguata ai bisogni della disciplina. Ma l'Eccentrico tratta di Helmuth Plessner, e Plessner si è impegnato a parlare dell'uomo nella misura in cui esso è esattamente un uomo. 

Per capire meglio in che senso l’uomo è esattamente un uomo e per approfondire la conoscenza di questo filosofo della natura e antropologo, abbiamo fatto alcune domande all’autrice Vallori Rasini, che ringraziamo per la disponibilità e la cura con cui ha preparato le risposte.


1. Plessner sembra avere la rara capacità di sintetizzare pensieri altamente complessi in frasi dirette e fortemente suggestive. Se dovesse sceglierne una, particolarmente rappresentativa della novità del suo pensiero, quale sceglierebbe?

leggi di più

INTERVISTA a Danila Comastri Montanari

di Arianna Ricci

Dopo la recensione del suo ultimo romanzo, Pallida Mors, ecco l'intervista a Danila Comastri Montanari, autrice del ciclo di diciassette romanzi gialli che vedono come protagonista Publio Aurelio Stazio, senatore e, suo malgrado, investigatore nell'antica Roma dell'impero di Claudio. Un ringraziamento è dovuto all'autrice, che ha gentilmente soddisfatto una serie di curiosità da lettori, rispondendo ad alcune domande...

1. Tu hai scritto Giallo antico - Come si scrive un poliziesco storico, un vero e proprio manuale che introduce al genere del giallo storico ed al suo mondo, ma tu personalmente come procedi nelle ricerche e nella costruzione dei tuoi romanzi?
I miei romanzi possono nascere da un luogo suggestivo, da un episodio capitato a me personalmente, da una vicenda di un libro o di un film rimastami in memoria, oppure semplicemente da un vagabondare dell'immaginazione in cui tutti questi elementi si mescolano. Poi, è ovvio, viene la documentazione, che attinge prima di tutto ai classici (chi altri potrebbe descrivere veristicamente il passato, se non chi nel passato ci viveva?) alla storia materiale, quella degli oggetti per intenderci e quindi all'archeologia, poi alla storia delle mentalità: altro infatti è il significato della parola "amore" in Catullo, altro in Dante, altro nell'Ortis, altro ancora in Delly o Barbara Cartland. Idem con altri concetti chiave quali "onore" "virtù" "morte" "gloria". Di tutto ciò devo tenere conto.

leggi di più

Intervista a Luca Martinelli

di Arianna Ricci

 

In quanto scrittore di apocrifi di Sherlock Holmes e direttore dello Strand Magazine italiano, organo principale dell'associazione Uno Studio in Holmes, chi meglio di Luca Martinelli avrebbe potuto soddisfare alcune domande sulla scienza dello scrivere del detective di Baker Street? Dopo la recensione del suo ultimo romanzo, Sherlock Holmes e l'enigma del cadavere scomparso, ecco l'intervista all'autore, a cui va un ringraziamento per la sua disponibilità.

leggi di più

INTERVISTA a Marcello Simoni

a cura di Arianna Ricci

 

Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in Lettere e bibliotecario, oggi si presenta sulle scene letterarie come giovane scrittore di grande successo. Vincitore del 60° Premio Bancarella, selezionato al Premio Fiesole 2012 e finalista al Premio Emilio Salgari 2012, ha esordito con il thriller storico Il mercante di libri maledetti, il quale ha superato le 500.000 copie. A questo è seguito La biblioteca perduta dell’alchimista, secondo capitolo della trilogia. Al di fuori di questa, L’isola dei monaci senza nome, nato come un eBook a puntate dal titolo Rex Deus, il breve romanzo I sotterranei della cattedrale, che ha venduto oltre 150.000 copie (recensione: http://www.rickdeckard.net/2013/05/08/i-sotterranei-della-cattedrale) ed il suo seguito, l'Enigma del violino, racconto contenuto nella raccolta Estate in Giallo, edita dalla Newton Compton.



leggi di più

Intervista a MAURIZIO FERRARIS sul NUOVO REALISMO

a cura di Stefano Scrima

 

Maurizio Ferraris è ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il LabOnt (Laboratorio di ontologia). È editorialista di “la Repubblica”, direttore della “Rivista di Estetica”, visiting professor in numerose università europee e americane e conduce con Mario De Caro il programma televisivo "Zettel. Filosofia in movimento", sul canale 146 del digitale terrestre. Il suo ultimo libro è il Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012, Premio Capalbio)

 

leggi di più