Paulo Fernando Lévano

 

Paulo Fernando Lèvano è nato nel 1989 a Lima, Peru. Dal 2007 al 2010 fa un primo soggiorno a Bologna, ottenendo la laurea in Storia della Tecnica con una tesi sull'agricoltura delle civiltà andine prima della conquista spagnola (s. XVI), e i suoi impatti demografici nella regione. Tornato a Lima, svolge il ruolo di insegnante di scuola per un anno, ma il desiderio di continuare la sua formazione in storia e filosofia della scienza lo spinge a tornare a Bologna nel 2012. Non avendo interessi fissi, il Limeo si dedica ai più svariati temi: la vita di Antonio Raimondi, autodidatta reduce delle Cinque Giornate di Milano e nome pesante della scienza moderna in Perù; la storia militare e la figura di Carl von Clausewitz nel pensiero militare occidentale (sulla quale ha scritto un capitoletto uscito in "Schegge di Filosofia Moderna", deComporre Edizioni); la storia dell'ingegneria aerospazialen(collaborando anche con l'Aero-Club della propria nazione); l'antropologia storica delle popolazioni andine, etc. Lungi dal respingere la qualifica di dilettante, i contributi di Lévano per Deckard sono richieste di aiuto, affinché l'apprendistato non finisca mai. Paulo Fernando Lévano si è dedicato alla storia dell'aeronautica militare in collaborazione con l'Aero-Club del Perù. Assieme a Gianluca De Fazio, organizza i seminari di Ecosofia. Particolarmente affascinato da Carl von Clausewitz, da Ludwig Wittgenstein e da Enzo Melandri.

                                                                         

 

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paulofernando.levano@studio.unibo.it

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L'arte di nuotare

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I Reietti Della Città

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Graffiti. Arte e ordine pubblico

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Il violento mestiere di scrivere

Thomas Waterman Wood, 1866 (MET)
Thomas Waterman Wood, 1866 (MET)
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Écue-yamba-Ó

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Storia del videogioco

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Storia del folklore in Europa

Giuseppe Cocchiara

STORIA DEL FOKLORE IN EUROPA

Torino, Bollati Boringhieri, 2016

pp. 564, € 26,00

ISBN 9788833927404

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«Il passato non è morto. Il passato vive in noi e con noi» (Giuseppe Pitrè, 1913).

 

Questa edizione della Storia del foklore in Europa (ed. or. 1952) comprende la Prefazione che vi aggiunse nel 1971 Giuseppe Bonomo (1923-2006), allievo ed erede intellettuale dell’autore. Anche se risale a quarantacinque anni fa, lo scritto di Bonomo (Pitrè, la Sicilia e i siciliani, Sellerio, 1989) ha ancora tanto da dire al lettore italiano; in questa recensione, suggeriremo che aver conservato il format “nuova nuova-edizione degli anni Settanta”, molto vintage, è forse l’aspetto più entusiasmante del ritorno di questo volume sugli scaffali.

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BANKSY A NEW YORK

Ray Mock

BANKSY A NEW YORK

Milano, L’Ippocampo, 2015

senza paginazione, € 19,90

ISBN 9788867221714

 

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Dicembre, ancora un’altra volta. Bibliofili: avete già deciso come apparire perfettamente prevedibili ai vostri amici anche questo Natale, regalando loro dei bellissimi libri da esibire sui tavolini bassi da salotto? (*)

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CONGO INC.

In Koli Jean Bofane

CONGO INC. Il testamento di Bismarck

Roma, 66thand2nd, 2015

pp. 229, € 17,00

9788898970254

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«C’era gente che non sapeva guardare oltre la punta del proprio naso. Tra quelli suo nipote, Isookanga. Quel ragazzo non capiva un accidenti. La modernità, la modernità. Per caso si mangia, la modernità?» (“Vecchio zio Lomama”, p. 156).

 

Questo è il giudizio dell’anziano capo degli ekonda, gruppo etnico appartenente al popolo mongo (cfr. p. 10 n. 2), gli abitanti meridionali dell’Equatore congolese, riguardo al ventiseienne protagonista di questa storia, Isookanga Lolango Djokisa.

 

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RESISTENZE IN CIRENAICA

“Resistenze in Cirenaica”

RESISTENZE IN CIRENAICA

Bologna, Senza Blackjack, 2016

pp. 110, € 10,00

[Licenza Creative Commons]

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Tra Ilio Barontini e Massenzio Masia, c’è Oreste Regnoli.

 

Nel Dizionario biografico dei giuristi italiani (Il Mulino, 2013), troviamo una voce dedicatagli, dove veniamo a sapere che Regnoli è «avvocato, docente di Diritto civile e deputato, [che] può essere annoverato tra gli artefici del codice civile del 1865», il primo dell’Italia unita, altrimenti ricordato come “Codice Pisanelli”; «inizia l’attività politica in favore dell’emancipazione femminile (...) auspica che la donna sia ammessa a testimoniare, che alla vedova venga riconosciuta una [quota di] legittima e che le figlie femmine godano degli stessi diritti successori dei maschi», è diverse volte consigliere comunale a Bologna, è autore di Della riforma del sistema ipotecario (1850) e di Sulla formazione di un codice civile italiano e sulle convenienze di alcune leggi transitorie (1859), partecipò alla redazione del Progetto di revisione del codice civile albertino (1860); le sue lezioni vennero raccolte dagli allievi, assieme ai temi di esame, in “sunti” (1866-1885) che precedono di più di un secolo le nostre care “dispense” da acquistare presso le copisterie di fiducia. Solo quest’ultimo fatto è già un fiore all’occhiello, per capire perché l’on. Agostino Bignardi (1921-1983) incluse Regnoli nel suo Vecchio foro bolognese (“Bollettino del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e procuratori di Bologna”, 1957), con gli avvocati più ricordati dalla memoria popolare di questa rossa e turrita città.

 

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STORIA DELLA SACRA CORONA UNITA

Andrea Apollonio

STORIA DELLA SACRA CORONA UNITA. Ascesa e declino di una mafia anomala

Soveria Manelli, Rubbettino, 2016

pp. 344, € 16,00

ISBN 9788849846409

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Giusto in tempo. Mentre l'inverno spazza via le sensazioni estive, a mo’ di consolazione per chi rimpiange ancora la fine delle seconde stagioni di Gomorra, la serie e di Narcos, vogliamo proporvi, cari amici lettori, questo gioiello, che percorre in senso inverso la Salerno-Reggio Calabria e arriva alle librerie delle afose metropoli settentrionali.

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CHI È DIO?

Jean Soler

CHI È DIO? Con una nota di Michel Onfray

Modena, Mucchi, 2016

pp. 110, € 13,00

ISBN 9788870006957

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«What if God was one of us? Just a slob like one of us? Just a stranger on the bus trying to make his way home?» (Joan Osborne, 1995)

 

La più recente apparizione in pubblico di Dio che risulti a questa Redazione risale al 30 aprile 2006, a Lexington, nel Kentucky. Lì, alla “Rupp Arena”, davanti a quattordicimila anime, Dio fece squadra con il legendario Shawn Michaels per lottare contro Vince e Shane McMahon in un incontro in modalità No holds barred (in cui fondamentalmente si può assalire l’avversario con oggetti contundenti); per avere una maggiore comprensione su quanto accaduto, bisogna risalire alla ventiduesima edizione di Wrestlemania, quando il mitico Michaels batté, sempre nella modalità No holds barred, il capo dei capi del wrestling, avverando il sogno di ogni impiegato che odia il proprio datore di lavoro. La vittoria di Michaels si verificò nonostante gli insistenti tentativi di Shane McMahon di interrompere la lotta e metterlo in difficoltà; eppure, anche dopo esseri stati puntati da tutte le telecamere mentre si cercava di sbilanciare a suo favore un incontro “uno contro uno”, Vince McMahon e compagnia denunciarono un “intervento divino” nell’incontro precedente, dichiarandolo “non valido” e creando l’opportunità di convocare Dio per l’occasione menzionata all’esordio di questa recensione.

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SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA

Andrea Cerroni e Zenia Simonella

SOCIOLOGIA DELLA SCIENZA. Capire la scienza per capire la società contemporanea

Roma, Carocci, 2014

pp. 134, € 12,00

ISBN 9788806215880

 

di Paulo Fernando Lévano

 

(*)

 

Avete un minuto di tempo nei vostri cuori per parlare degli aspetti sociali della conoscenza scientifica?

 

Il programma forte della sociologia della conoscenza scientifica fu inizialmente un’idea di David Bloor, che ne formulò i capisaldi teorici nelle pagine di Knowledge and social imagery (1976; trad. it. Cortina, 1994). Così, ebbe inizio la lunga stagione del costruttivismo che ha caratterizzato lo studio della dimensione sociale della conoscenza scientifica. Una costellazione di approcci si sono susseguiti nei quasi quarant’anni di programma forte, tutti indirizzati alla questione della “costruzione dei fatti scientifici”. Senza alcun timore di spararla grossa, affermiamo qui che l’origine di questa “fuga del pensiero verso le costruzioni sociali” può venire considerata un effetto della miseria (in senso popperiano) dell’epistemologia novecentesca d’ispirazione neopositivista e quiniana.

 

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MICHEL SERRES

Gaspare Polizzi e Mario Porro (a cura di)

MICHEL SERRES

Milano, Marcos y Marcos, 2015

pp. 434, € 25,00

ISBN 9788871686967

 

 di Paulo Fernando Lévano

 

«La filosofia è antropologia in quanto continuo ridimensionamento dell’antropomorfismo» (Enzo Melandri, La linea e il circolo, par. 87)

 

«Sono profondamente convinto che da quando il modello universitario è diventato così importante, la separazione tra le discipline ha assunto un valore filosofico, mentre non è nient’altro che un artefatto sociale» (volume recensito, p. 180).

 

In quell’annus horribilis dell’età contemporanea che fu il 1968, vennero pubblicati due libri di filosofia dalla portata epocale, quelli di cui uno normalmente, per spiegarsi la loro scarsa diffusione negli odierni corsi universitari, dice: “va bene, erano troppo avanti per il loro tempo”; uno in italiano e l’altro in francese. Stiamo parlando de La linea e il circolo di Enzo Melandri e de Il sistema di Leibniz e i suoi modelli matematici di Michel Serres, autore al quale è dedicato questo trentacinquesimo numero della collana Riga.

 

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ANTROPOLOGIA DELLA CULTURA MATERIALE

Fabio Dei e Pietro Meloni

ANTROPOLOGIA DELLA CULTURA MATERIALE

Roma, Carocci, 2015

pp. 115, € 12,00

ISBN 9788843076734

 

di Paulo Fernando Lévano

 

L’unico problema di questo utilissimo manuale che recensiamo per voi? Ci sembra opportuno suggerire che andrebbe rivolta più attenzione alle discipline archeologiche, in modo da scansare con successo riduttivi dualismi, quali “relativismo – assolutismo” oppure “omologazione globale – autoctonismo”; in tutta la trattazione, però, si dedica un paragrafo solo (p. 37) al ruolo giocato dall’archeologia nel definire il concetto stesso di “cultura materiale”, nello spazio degli ultimi cinque decenni. Non si tratta ordunque di pignoleria: «compito di un’antropologia che non voglia appiattirsi sul senso comune è comprendere il rapporto fra questi due aspetti che si implicano a vicenda, non valorizzare l’uno a discapito dell’altro o tracciare linee di demarcazione tra la “vera” e la “falsa” cultura» (p. 103).

 

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GIÙ LE MANI DA LACAN

QUARTA TRASMISSIONE: “L’amome e la filosofia del tossicomane”

 

[F. F.] A volte il desiderio “fa il giro più lungo”. Questa frase la ritrovo nella mia carriera personale; io mi sono avvicinato alla psicologia per mezzo di Freud, ero proprio curioso di indagare nel territorio ignoto dell’inconscio; all’università però sono stato sedotto dalle nuove branche della psicologia “scientifica”, che si progettavano una possibile misurazione dell’inconscio. Ho fatto la magistrale in psicologia cognitiva applicata, una cosa che è alle antipodi rispetto alla psicoanalisi; qualche tempo dopo, in una supervisione, Massimo Recalcati che mi ha fatto deragliare dai binari sui quali viaggiavo: solo dopo questo zig zag ho deciso di iscrivermi alla scuola lacaniana.

 

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RAYUELA

Julio Cortázar

RAYUELA. Il gioco del mondo

Torino, Einaudi, 2015

pp. 648, € 17,00

ISBN 9788806228934

 

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Sono passati poco meno di cinquant’anni da quando uscì per i lettori italiani la traduzione di Rayuela di Flaviarossa Rossini (Einaudi, 1969); nonostante ciò, in teoria e in pratica è sempre possibile rendere ogni volta più interessante la lettura di un libro infinito, quale è Rayuela.

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GIÙ LE MANI DA LACAN

TERZA TRASMISSIONE (featuring Jacques Lacan): “L’impero dell’Io”

 

[P. F.] Parliamo un po’ di ideologia. Spesso viene scartata subito, si considera “il tempo delle ideologie” come qualcosa di inservibile, di superato, specie fra i nostri coetanei. Se è sopravvissuta agli “eventi”, ogni ideologia guarda soltanto al passato. Il discorso mira a scartarla. “Ideologia” è il nuovo “religione e politica a tavola”.

 

[F. F.] Guarda: a me verrebbe da dire che già questa risposta “non ci sono più ideologie”  è già essa stessa imbevuta di ideologia. Dire che siamo nell’epoca post-ideologica, dai...

 

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SULLA GUERRA CIVILE

Norberto Bobbio e Claudio Pavone

SULLA GUERRA CIVILE. La Resistenza a due voci

Torino, Bollati Boringhieri, 2015

pp. 177, € 15,00

ISBN 9788833926117

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Niente è meglio per un altro 25 aprile andato, di ricordare quelle cose che possono ancora tenere uniti gli italiani nelle celebrazioni di una “storia nazionale”. Stiamo parlando, giustamente, di Giambattista Vico [*]: in particolare del suo De constantia iurisprudentis (testo del quale esiste una ristampa anastatica curata da Fabrizio Lomonaco, uscita per i tipi di Liguori, 2013).

 

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GIÙ LE MANI DA LACAN

SECONDA TRASMISSIONE: “Tori nevrotici e i loro desideri”

 

[P. F.] Proposizioni suggestive, verrebbe quasi da dire (ma molto personalmente) che si tratti di una lettura psicologistica del Tractatus di Wittgenstein, certo non inteso come un “primo” Wittgenstein ma come un tutt’uno. Ma non mi dilungo, torniamo su Sokal; a proposito di queste analogie matematiche fra topologia e psicoanalisi, egli riprende l’immagine del toro come rappresentazione della “struttura del nevrotico”. Regia, per piacere:

 

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GIÙ LE MANI DA LACAN

Giù le mani da Lacan (#giùlemanidalacan)

 

Parafrasando Rick Deckard, gli interventi del filosofo Diego Fusaro sono come ogni altra macchina: possono essere un vantaggio o un rischio. Se sono un vantaggio, non sono un problema nostro.

 

Questa volta, è un problema nostro. «La nostra è la società dell'evaporazione del padre, come diceva Lacan: il padre è simbolo dell’unione di Legge e Desiderio, è colui che pone limiti al desiderare illimitato. In assenza del padre, si spezza l’equilibrio tra Legge e Desiderio e sopravvive unicamente il secondo, nella forma estrema e illimitata del godimento individualizzato e senza interdizioni» (Il Fatto Quotidiano, 19-03-2016).

 

Non sarebbe la prima volta che un filosofo contorce le conclusioni di un autore. Eppure, la presentazione del recente libro di Felice Cimatti (Il taglio, Quodlibet, 2015) a Bologna lo scorso 30 gennaio, la presentazione del recente libro di Chiara Gazzola (Fra diagnosi e peccato, Mimesis, 2015) il 9 febbraio e la pubblicazione del nuovo libro di Alex Pagliardini (Il sintomo di Lacan, Galaad, 2016), i bibliofili italiani hanno visto un cospicuo incremento delle pubblicazioni che trattano della psicoanalisi, della cura della mente e del rapporto che questi due aspetti intrattengono con il linguaggio. Tre temi che troviamo interessantissimi, qui sulla vostra piattaforma divulgativa preferita, dalla quale potete aspettarvi reazioni come questa che state leggendo, ogni volta che si vogliano contorcere le conclusioni e non i ragionamenti stessi degli autori (attività che troviamo molto più simpatica del semplice collage dei motti che piacciono di più).

 

Obiezioni non banali possono venire sollevate contro il pronostico fusariano di un’imminente abolizione della Festa del Papà: innanzitutto per Lacan il padre è assolutamente sganciato dal padre reale e dai diversi papi. Il padre è un significante. La funzione paterna può essere assolta da una madre, da un lavoro, da un oggetto e così via. Il godimento che il discorso del capitalista propone, non è il godimento assoluto di cui parla Fusaro, che tutt'al più potrebbe essere quello che Lacan chiama “godimento Uno”. Il godimento del discorso del capitalista è un godimento contabilizzato, godimento in rapporto alle merci che alimentano il circolo vizioso del consumo, una vera e propria difesa dal godimento Uno. Tra l'altro, la soluzione che Fusaro propone tra le righe sarebbe un ritorno alla "virtù mediana aristotelica", morale che Lacan osteggia profondamente considerandola al servizio del potere.

 

Questo e più abbiamo imparato, dopo aver parlato con Francesco Filippini di Pensare il rovescio, un gruppo di studio che ha organizzato quattro incontri in università per discutere di questa tematica con il pubblico, tenendo come punto di riferimento l’opera dello stesso Jacques Lacan (1901-1981). In attesa del prossimo incontro, vi offriamo la trascrizione di questa piacevole chiacchierata con uno degli organizzatori, buona lettura!

 

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LE SCIMMIE

José Revueltas

LE SCIMMIE

Roma, Sur, 2015

pp. 61, € 7,00

ISBN 9788897505525

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Dopo un anno dall’uscita di Sottomissione di Michel Houellebecq, ce la sentiamo di aver fatto maturare a sufficienza una contro-proposta da offrirvi: un’opera di José Revueltas, scrittore messicano comunista che in questa sede chiameremo “Pepe Revueltas” per liberarvi dal martirio di dover pronunciare “José” ogni volta. Questa traduzione di Alessandra Riccio offre un’eccellente opportunità per prendere un respiro dall’ondata di rinnovato interesse per il cinema di Pier Paolo Pasolini che il MamBo ha stimolato con l’eccellente mostra Officina Pasolini, un evento frequentatissimo che non permetterà più a nessuno di dubitare che, proprio per il suo contesto storico, una grossa parte del fascino esercitato da Pasolini va avanti su tutte le generazioni dopo di lui venute e dopo di noi venture.

 

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IL DISEGNO AD INCHIOSTRO

 

Hjalmar Söderberg

IL DISEGNO A INCHIOSTRO. E altri racconti

Torino, Lindau, 2015

pp. 103, € 12,00

ISBN 9788867083626

 

di Paulo Fernando Lévano

 

A proposito dei personaggi che compaiono in questi racconti di Hjalmar Söderberg, la traduttrice del presente volume scrive: «questi uomini non comprendono le cause dello svolgersi delle vicende umane, scelgono a caso, o, meglio, è il caso che sceglie per loro. Non riconoscono l’assoluto, lo deridono e lo dissacrano, avvertendo il vertiginoso vuoto del nulla che incombe sull’esistenza umana, togliendole ogni senso» (p. 101).

 

Delle tre opere dello scrittore svedese uscite per i tipi di Lindau, abbiamo scelto Il disegno a inchiostro per restare ancora un po’ sul tema della prosa breve e dei racconti. Le letture fulminee (e talora fulminanti) incluse in questa raccolta ricompongono per il lettore delle bellissime immagini da cartolina della Stoccolma della fine del XIX secolo; non farebbe male allora, il lettore alle prime armi con Söderberg, ad iniziare la lettura di questo libro partendo dalla Nota inclusa da Maria Cristina Lombardi alla fine di questa edizione, che fornisce un ottimo aiuto per situare cronologicamente l’autore che recensiamo questa volta, esattamente a metà fra altri due grandi classici imprescindibili della letteratura svedese: August Strindberg (La sala rossa, trad. it. BUR, 1986) e Pär Lagerkvist (Il nano, trad. it. Iperborea, 1991). Insomma, c’è vita oltre Stieg Larsson.

 

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LA SITUAZIONE È GRAMMATICA

Andrea De Benedetti

LA SITUAZIONE È GRAMMATICA. Perché facciamo errori, perché è normale farli

Torino, Einaudi, 2015

pp. 134, € 12,00

ISBN 9788806215880

 

di Paulo Fernando Lévano

 

È arrivato nelle librerie di vostra preferenza questo simpatico libro di Andrea De Benedetti, dedicato agli errori grammaticali e ortografici più frequenti degli italiani vecchi e giovani, e scritto sotto forma di piccole digressioni in seconda persona; ci pare di capire che un tale espediente narrativo voglia stabilire fin dalle prime pagine un ambiente intimo con il lettore, immedesimarlo nel ruolo di uno studente di grammatica. Qualcosa di simile a quello che ha cercato di fare Michele Serra con i genitori di figli adolescenti nel suo romanzo Gli sdraiati (Feltrinelli, 2013), ma costruito sul tentativo di trasmettere un messaggio ben più rilevante: «non esiste un errore che sia tale per tutti e che lo sia una volta per tutte: esiste l’errore che è errore qui e oggi, ma che domani magari non lo sarà più; l’errore che è un errore se lo si scrive ma non se lo si dice; l’errore che è errore a Milano ma non a Palermo» (p. 128).

 

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LINGUA E LEGAME SOCIALE

Ilaria Tani

LINGUA E LEGAME SOCIALE. La nozione di comunità linguistica e le sue trasformazioni

Macerata, Quodlibet, 2015

pp. 138, € 16,00

ISBN 9788874627417

 

di Paulo Fernando Lévano

 

La semiotica glossematica di Hjelmslev parte da una concezione nuova del linguaggio come articolazione di una nostra facoltà di significare e capire significati, quindi pone in stretta relazione linguistica e semiotica sotto l’ambito più ampio della conoscenza. I confini disciplinari della linguistica, come aveva già notato Saussure, non sono rigidi e definiti ma vanno a confondersi con ciò che giace al di fuori di quegli stessi confini: c’è poco da stupirsi poiché il linguaggio è una cosa che implementiamo in tutte le cose che facciamo, e la via del metalinguaggio è l’unica via agibile verso una migliore comprensione dei problemi che il linguaggio solleva. 

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LA SCIENZA IN VETTA

Jacopo Pasotti

LA SCIENZA IN VETTA

Torino, Codice, 2015

pp. 196, € 16,00

ISBN 9788875785284

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Dopo il bellissimo libro di Victor Grauer corredato dal materiale audio curato da loro stessi, i ragazzi di Codice Edizioni propongono per questa stagione invernale La scienza in vetta di Jacopo Pasotti. Nel suo sito, l’autore racconta: «Il libro parla di fenomeni naturali, “chicche” scientifiche, miti da smontare e domande che gli amanti della montagna amerebbero sentirsi rispondere»; di fatto, le escursioni, le gite, le esplorazioni non sono temi nuovi per il divulgatore di contenuti scientifici (infatti, poco fa vi abbiamo parlato dei cartografi superman, e al prof. Ciardi queste storie piacciono molto), e troviamo interessante che un libro così ben fatto venga dedicato alla sensibilità di alcuni escursionisti curiosi di ascoltare ciò che la scienza moderna ha da dire sulle meraviglie che offre il paesaggio di montagna. 

 

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UN CERTO LUCAS

Julio Cortázar

UN CERTO LUCAS

Roma, SUR, 2014

pp. 202, € 15,00

ISBN 9788897505372

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«A volte mi sono divertito ad immaginare come andrebbe a finire un individuo con la fortuna (o meglio, la sfortuna) di avere un intelletto di gran lunga superiore a quello della propria razza. Certo, egli sarebbe consapevole della propria superiorità; nemmeno potrebbe (alla fine, è un uomo) risparmiarsi manifestare la propria superiorità. Così, egli si arrecherebbe inimicizie ovunque. Dato che le sue opinioni e speculazioni saranno molto differenti da quelle del resto degli esseri umani, è evidente che egli finirebbe per venire considerato come un matto. O condizione orribilmente dolorosa! Neanche all’inferno si potrebbe inventare una tortura più grave di quella di venire accusato di una debolezza enorme dietro l’evidenza di essere enormemente forte». (Edgar Allan Poe, 1849) [*]

 

Julio Cortázar (1914-1984) riportava questo brano, tratto da Marginalia LXXXIII, nella prefazione a un’edizione francese dei Racconti straordinari (Gallimard, 1973); la prefazione venne tradotta in francese da Laure Guille Bataillon (in suo onore, ogni anno le città di Nantes e Saint Nazaire premiano con diecimila euro la migliore traduzione al francese di un’opera letteraria scritta in un’altra lingua, anche il latino va bene); a questo punto della sua vita, Cortázar aveva a suo favore una brillante carriera letteraria oltre, sperimentando nei suoi racconti brevi con l’eredità, squisitamente europea, del romanzo; si è soliti riconoscere l’apice di questo sforzo in Rayuela (1963; trad. it. di Flaviarosa Rossini, 1969), un’opera che condensa l’intero universo creativo dello scrittore argentino nato in Belgio ed auto-esiliatosi in Francia.

 

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RAGE AGAINST THE MACHINE 

Joel McIver

RAGE AGAINST THE MACHINE

Milano, Tsunami, 2015

pp. 285, € 21,50

ISBN 9788896131718

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Gli esperimenti mentali (Daniel Dennett direbbe: pompe a intuizione) costituiscono una delle strategie preferite dei filosofi. La caverna, la contingenza del palazzo nei confronti del cemento e del muratore, lo stato naturale, la scommessa su Dio, la morte di Dio, l’altro inizio, la vasca da bagno scivolosa, i test di gravidanza del signor John Jones, i cervelli in barattoli, la bomba nucleare sul treno: l’abitudine di immaginare situazioni e poi svilupparne le conseguenze seguendo ipotetici corsi di azione. Gli esperimenti mentali stanno alla letteratura filosofica come Alfred sta a Bruce Wayne, inutile negarlo. 

 

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CORREZIONE DI BOZZE IN ALTA PROVENZA

Julio Cortázar

CORREZIONE DI BOZZE IN ALTA PROVENZA

Roma, Sur, 2015

pp. 60, € 7,00

ISBN 9788897505624

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Cara Octavia,

 

innanzitutto ti ripropongo la stessa introduzione epistolare di sempre, gonfia di saluti per te e di entusiasmo per il servizio di posta elettronica che ci permette di tener su questa allegra conversazione a distanza. Ho sempre ritenuto che la distanza sia proprio quello che dà un certo ritmo alle nostre conversazioni, che invece mi sembra perdano tantissimo quando si svolgono tête a tête, quando permettiamo che il whisky apra quella botola attraverso la quale spuntano gli argomenti seri che ci obbligano a consegnare il telecomando e a ridurre il mondo a quello che il Tg ci offre nel dopocena, come sottofondo per l’amaro e la digestione delle ottime pizze fatte in casa che vegetarianamente farcisci per me.

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L’AUTOMOBILE, LA NOSTALGIA E L’INFINITO. Su Fernando Pessoa

Antonio Tabucchi

L’AUTOMOBILE, LA NOSTALGIA E L’INFINITO. Su Fernando Pessoa

Palermo, Sellerio, 2015

pp. 109, € 12,00

ISBN 9788838933219

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Vorremmo iniziare una nuova recensione dedicata alla poesia con uno slancio adeguato dell’animo, che magari ci allontani dal nostro Federico Moccia segreto e ci avvicini di più alla qualità della piuma del grande Antonio Tabucchi. Per farlo, sosteniamo di dover parlare di automobili; iniziamo da un’automobile alquanto famosa: la Mercedes Benz di Janis Joplin.


Oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz? / My friends all drive Porsches, I must make amends. / Worked hard all my lifetime, no help from my friends. / So Lord, won't you buy me a Mercedes Benz? (1970)

 

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