Mi sono laureato in Storia presso l’Università degli studi di Firenze, discutendo una tesi di ricerca intitolata “Il sole a boccettine”. L’arrivo dell’elettricità in Valdinievole. Attualmente laureando magistrale presso L'Alma Mater, sto portando avanti i miei interessi sul ruolo sociale della tecnologia con una tesi su L’elettrificazione di Nairobi tra epoca coloniale e decolonizzazione (1899-1978): la tecnologia come elemento ibrido. I miei interessi principali si concentrano da un lato sulla storia sociale della tecnologia, l'evoluzione culturale delle idee e della mentalità scientifica e sul complesso rapporto tra scienza e società in età contemporanea; dall'altro sull'universo digitale, i new media, le realtà aumentate ed il videoludico. A ciò si aggiunge una certa fascinazione per la microstoria e la storia locale della Valdinievole. Sono socio e collaboratore dell'Istituto Storico Lucchese – Sezione di Pescia-Montecarlo/Valdinievole. Sono inoltre socio fondatore dell’associazione culturale Il Caso S di Bologna.

 

Contatti: matteo.ogliari@studio.unibo.it 

 

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Le Ateniesi

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Intervista a LUISA CIFARELLI (mostra Enrico Fermi)

Intervista a

LUISA CIFARELLI 

Presidente della Società Italiana di Fisica (SIF) e direttore scientifico MOSTRA ENRICO FERMI

 

 

a cura di Matteo Ogliari e Elisa Baioni

 

1. In che modo raccontare la vita dei grandi protagonisti della scienza può avvicinare le nuove generazioni alla scienza stessa?

Sin da bambini siamo affascinati dai racconti. Non c'è dubbio che il racconto di una storia che inquadri una scoperta scientifica è infinitamente più interessante che non l'illustrazione della scoperta tout court. Un aneddoto, un particolare, una citazione, una testimonianza, una fotografia o un oggetto personale, sono tutti importanti tasselli di questo racconto e indispensabili strumenti per attrarre, catturare l'attenzione. Tra l'altro gli oggetti aiutano a ricordare perché fissano un dettaglio che riusciamo a percepire più vicino, concreto e soprattutto vero.

 

È dunque il racconto della vita dello scienziato, un racconto fedele, ragionato e talvolta critico, dovutamente inserito nel contesto storico da lui vissuto, che deve far da cornice all'illustrazione della sua opera. A noi il compito di sfruttare questa cornice nel modo più corretto e al tempo stesso più accattivante possibile nei confronti dei giovani, anzi dei giovanissimi.

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MANUALE DELLA FINE DEL MONDO

Glauco Maria Cantarella

MANUALE DELLA FINE DEL MONDO. Il travaglio dell’Europa medievale 

Torino, Einaudi, 2015

pp. 350, € 32

ISBN 9788806218270

 

di Matteo Ogliari

 

 

«Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi» (Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Feltrinelli, Milano 1960, p. 42)

 

 

Il libro di Canterella – fate attenzione! – non è un manuale. Affermazione senz’altro azzardata, soprattutto se riferita ad un libro nel cui titolo la parola “manuale” svetta prima fra tutte, facendo sorgere nel lettore le migliori aspettative su quella “fine del mondo” che in questo libro rappresenta non soltanto il tema principale ma un vero e proprio fil rouge che lega insieme eventi, personaggi e relazioni, così come la calce tiene insieme le tessere di un mosaico. Ed il libro di Cantarella è proprio questo, un mosaico finemente intarsiato, nel quale eleganza letteraria e abilità divulgativa ricamano ed incardinano tra loro i variopinti tasselli. L’insieme che ne deriva è un quadro dinamico e complesso dei cambiamenti epocali a cui la società dell’Europa medievale assistette e di cui fu, dolorosamente, protagonista. Cambiamenti forse non repentini, ma senza dubbio assai profondi.

 

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