FABRIZIO LI VIGNI

Fabrizio Li Vigni è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul Pensiero complesso di Edgar Morin. Ha conseguito un master in Pensiero contemporaneo all’Universidad de Barcelona, Spagna, con una tesi su Nichilismo e Postmodernità, concentrandosi su Gilles Lipovetsky e Gianni Vattimo. Attualmente sta scrivendo una tesi sulla storia delle scienze complesse in Francia dagli anni 1970 a oggi, nel contesto del master in Storia e sociologia delle scienze dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Francia.

 

Sito personale: http://fabriziolivigni.altervista.org/

 

TUTTI I CONTRIBUTI


LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Edgar Morin

LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Milano, Raffaello Cortina, 2013

pp. 241, € 16.00

ISBN 978-88-6030-629-6

 

di Fabrizio Li Vigni

 

Dopo aver ricevuto la medaglia della città di Parigi da parte del sindaco, Bertrand Delanoë, Edgar Morin ci regala uno splendido affresco biografico. Di due vite. Quella di Morin stesso e quella della Parigi che l’autore del “pensiero complesso” ha attraversato nella sua lunga esistenza. Le storie della città e dell’autore si mescolano inoltre alla Storia con la esse maiuscola, raccontata dal “di dentro”. Il libro è un continuo salire e scendere di scale, dall’universale all’intimistico, con immagini di repertorio che integrano l’appassionato racconto dell’autore. L’invasione tedesca, le deportazioni, la Resistenza sono raccontate attraverso gli occhi di un Morin coraggioso e fortunato, che per anni ha dovuto vivere sotto falsa identità, che ha visto amici scomparire e che ha contribuito in prima persona, per esempio, nella distribuzione delle carte d’alimentazione ai clandestini e agli illegali che non potevano riceverne [1].



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NON È UN MONDO PER VECCHI

Michel Serres

NON È UN MONDO PER VECCHI. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

Bollati Boringhieri, 2013

pp. 77,  8,00
ISBN
 9788833924069

di Fabrizio Li Vigni

 

L’ideologia di Internet come mezzo per la democrazia diretta – non solo politica, ma anche cognitiva, sociale ed economica –, che da qualche tempo alcuni soggetti politici europei d’avanguardia propugnano, chiama in gioco quelli che il filosofo francese, Michel Serres, ha affettuosamente soprannominato Pollicini, per la loro capacità a scrivere messaggi di testo con movimenti fulminei delle dita. In uno dei suoi ultimi libri, Petite Porchette[1] (Le Pommier, 2012 – pubblicato quest’anno in Italia da Bollati Boringhieri sotto il titolo di Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere), il pensatore analizza la forma mentis delle nuove generazioni. Pamphlet agevole e poetico, Petite Poucette porta avanti una tesi semplice ma importante: un nuovo modo di pensare e di gestire il sapere si fa strada e non precede le nuove tecnologie, ma è da esso indotto.

 
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Breve introduzione al METODO di Edgar Morin

di Fabrizio Li Vigni

 

Il metodo di Edgar Morin è composto di sei tomi, scritti e pubblicati nell’arco di un trentennio:

1)    La natura della natura: sulla fisica e la chimica, pubblicato in Francia con la Seuil nel 1977, in Italia con Raffaello Cortina nel 2001.

2)    La vita della vita: sulla biologia e l’ecologia, Seuil 1980, Raffaello Cortina 2004.

3)    La conoscenza della conoscenza: sull’antropologia della conoscenza, Seuil 1986, Raffaello Cortina 2007.

4)    Le idee: habitat, vita, organizzazione, usi e costumi: sull’ecologia della conoscenza, Seuil 1991, Raffaello Cortina 2008.

5)    L’identità umana: sull’antropo-sociologia, Seuil 2001, Raffaello Cortina 2002.

6)    Etica: sull’etica complessa, Seuil 2004, Raffaello Cortina 2005.

 

In questa sede ci occuperemo dei primi due tomi – i più originali, ispirati e lunghi –, poiché il “pensiero complesso” vi viene definito interamente e in rapporto a ciò che interessa il Morin maturo, ovvero le scienze naturali per le quali il sociologo divenuto filosofo propone un nuovo paradigma.

 

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EDGAR MORIN - Filosofo della complessità

di Fabrizio Li Vigni

 

Nato a Parigi l’8 luglio 1921, Edgar Morin appartiene a una famiglia di origini ebraiche sefardite. I genitori livornesi fuggirono dall’Italia in favore di Salonicco, città dell’Impero Ottomano, per poi installarsi a Parigi. È soprattutto nel suo splendido libro meticcio – un po’ saggio, un po’ autobiografia –, I miei demoni (Meltemi, 1999), che Morin ripercorre il suo cammino esistenziale e intellettuale a cominciare dall’infanzia. Già allora, dice, i suoi interessi erano vari e sfaccettati, tanto da auto-definirsi a posteriori un «onnivoro culturale». Dai romanzi della grande letteratura alla canzonetta popolare, dal cinema al teatro, dalla passione per aerei e motori alla politica, l’infanzia e l’adolescenza del francese contengono in nuce quella poliedricità di pensiero che caratterizzerà il Morin adulto.

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