Edoardo D'Elia

 

Nato nel 1988. 

Professore a contratto all'Università di Bologna.

Tutor didattico presso la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Unibo dal 2015. 

Responsabile della comunicazione di StartUp Day Unibo dal 2018. Ideatore e responsabile dal 2017 di StartUp Day meets Humanities, programma dedicato agli studenti Unibo di area umanistica interessati a sviluppare progetti imprenditoriali. Collabora con l'associazione StartYouUp dal 2016. Ha fondato nel 2016 l'associazione culturale Facciamocela Raccontare, impegnata nella divulgazione scientifica e nella comunicazione crossmediale della cultura, per cui ha realizzato i cortometraggi (La scelta di Majorana e La Rincorsa) e il format La Merenda

Nel 2013 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Filosofiche presso l'Università di Bologna con una tesi in filosofia morale dal titolo La scoperta di sé. Georges Gusdorf e Michel de Montaigne. 

Ha svolto un tirocinio presso La Repubblica Bologna nel 2012.

Dal 2012 dirige Deckard, creato nel 2009 insieme al professor Marco Ciardi. 

 

PUBBLICAZIONI

  • E. A. D’Elia, Auto-bio-grafia: la scoperta della scoperta di sé, in Paolo Vincieri (a cura di), Sull'identità personale, Bologna: d.u.press, 2014, pp. 69-91 [capitolo di libro]
  • E. A. D’Elia,Taranto: mare monstrum et finis terrae, in CnS, XXXIV, n.2, 2012, pp. 43-44 [articolo]

CONTATTI

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Capodanno playlist di

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Nuovo Deckard

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È solo la fine del 2016

di Edoardo D'Elia

 

È solo la fine del mondo, l’ultimo film di Xavier Dolan, racconta di un giovane scrittore (Louis) che va a trovare la sua famiglia, dopo dodici anni di assenza, per annunciare la propria morte. Succede che (allarme spoiler! ma tanto avete già detto tutti che non vi è piaciuto) non ci riesce, perché c’è troppa confusione per prendere la parola. Loro non sanno qual è il problema, e a stento si chiedono il motivo della visita, ma sembrano certi che non potrà mai essere così serio. Il rancore a grappoli che tutti riservano a Louis, dopo che se ne è andato a emanciparsi nella grande città, lasciando gli altri a sopravvivere in provincia, era da mettere in conto. Insomma, il protagonista ha bisogno di sostegno, ma non ha l’aspetto di uno che ha bisogno di sostegno. Quindi, che si metta in fila.

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50 Sfumature di Blu

50 sfumature di Blu.

 

La Street Art legale esiste.

 

La Street Art illegale esiste.

 

La Street Art illegale non è necessariamente un male.

 

La Street Art legale non è necessariamente bella.

 

Se faccio un gesto illegale per scuotere il trono, ma il sovrano mi frega e fa i soldi col mio gesto, mi rimane solo da inventarmi un gesto nuovo, sperando che sia efficace e al più presto.

 

La giungla è la giungla. La mostra è lo zoo. Questa è un po’ criptica, lo so.

 

Non tutta la Street Art ha una funzione estetica.

 

Non tutta l’arte è politica. Però, fare politica staccando un muro,

è un po’ un’opera d’arte.

 

Alcune forme di Street Art contengono anche un messaggio politico.

 

Alcune forme di Street Art contengono un messaggio politico solo perché sono illegali: quelle brutte ma intelligenti, per intenderci. Che, come è noto, non le ha mai volute nessuno.

 

Questa era al limite.

 

Il moralismo è parte integrante di alcune forme di muralismo.

 

L’unico motivo per affiancare moralismo e muralismo è l’effetto retorico del gioco di parole.

 

Strappare la Street Art illegale dal muro su cui nasce è per lo meno una forma di megalomania. Comportarsi come Napoleone è da megalomani, riconosciamolo.

 

Se di un’opera di Street Art non ti interessa il messaggio ma il copyright, paghi. O incassi.

 

Il medium è il messaggio. Il copyright è l’omaggio.

 

L’unico senso della proporzione tra messaggio e omaggio è l’effetto retorico del gioco di parole.

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MasterChef e la filosofia. Una nota sul mondo reale, sperimentale.

 di Edoardo D'Elia

 

Chi guarda MasterChef non sa cucinare. O forse era: chi sa cucinare non guarda MasterChef. In ogni caso, cucinare e MasterChef non hanno nulla in comune. Vero mamma?

“Tu sei pazzo!”

 

Quest’anno c’è un filosofo tra i concorrenti, Giovanni, che è il perfetto stereotipo del dottorando in filosofia: pochi capelli, occhiali brutti, un principio di logorrea e l’espressione di uno da cui vi aspettate sempre che conosca i retroscena di ogni conflitto internazionale, ma mai che vi porti delle ragazze a una festa. 

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COTTO

Micheal Pollan

COTTO

Milano, Adelphi, 2014

pp. 506, € 28.00

ISBN 9788845929144


di Edoardo D’Elia

ill. di Alessandro Spedicato


Dobbiamo aggiungere una nota alla ricetta per acquistare con giudizio un libro che ci attrae. E questo è a tutti gli effetti attraente: un libro Adelphi color senape di cinquecento pagine con una bellissima illustrazione rosso ciliegia in copertina; un titolo incisivo; un risvolto di copertina (sulla quarta c’è solo altra senape) in cui il Pollan ci legge nel pensiero: «Quanto più invadenti sono i virtuosismi di aspiranti cuochi, tanto meno sappiamo mettere in tavola qualcosa di decente»; e una grafica che amalgama il tutto titillandoci le papille del gusto letterario. Il prezzo è da ristorante di lusso, ma dopo una mezz’ora a marinare in giro per la libreria, pensando che non si può sempre vivere di edizioni economiche e vino della casa, è molto probabile che cederemo. Allora la nota da aggiungere è la seguente: cercare su Google Immagini il titolo originale (Cooked). Il risultato è una copertina bianca lucida con la foto pacchiana di una manciata di rigatoni che precipitano nell’acqua. Allora forse la marinatura va ripensata e l’acquisto mancherà di sapore.

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INTERVISTA A ERASMO RECAMI — IL CASO MAJORANA

Intervista a Erasmo Recami — Il caso Majorana


a cura di Edoardo D’Elia


Pochi giorni fa, Ettore Majorana è tornato al centro dell’attenzione pubblica perché la procura di Roma, che aveva riaperto il caso della sua scomparsa (1938) in seguito ad alcune fotografie rinvenute negli scorsi anni, ha archiviato l’inchiesta sostenendo che Ettore era vivo in Venezuela tra il ’55 e il ’59, ed era conosciuto come “Sig. Bini”. Ne hanno parlato tutti i mezzi di informazione, radio, televisioni e quotidiani. Ma la la vicenda è spesso riportata in modo approssimativo e troppo facilmente  viene piegata a teorie cospirazioniste o inutilmente cervellotiche. Noi che siamo tanto affezionati alla vicenda Majorana da averci costruito intorno addirittura un cortometraggio (lavoro matto e disperatissimo che potrete vedere l’11 Marzo al Cinema ODEON di Bologna), abbiamo voluto fare il punto con Erasmo Recami, forse il massimo studioso di Ettore Majorana. 

 

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L’ORDINE LIBERTARIO. Vita filosofica di Albert Camus

Michel Onfray
L’ORDINE LIBERTARIO. Vita filosofica di Albert Camus
Milano: Ponte alle Grazie, 2013
pp. 573, € 28.00
ISBN: 9788862207423

di Edoardo D’Elia

Una sessantina di libri fa, Michel Onfray aveva ventinove anni e si apprestava a spedire per posta il suo primo manoscritto (Il ventre dei filosofi) a tre case editrici: una non rispose, una rispose di no, Grasset rispose subito di sì. L’unico dubbio che aleggiava negli uffici parigini era che la biografia del nuovo autore potesse essere solo una copertura, che Onfray fosse lo pseudonimo di un intellettuale dai trascorsi più tipici. Si presentava così: figlio di un operaio agricolo e di una donna delle pulizie, dopo la morte prematura dei genitori, viene messo in orfanotrofio; a diciassette anni tenta di farsi assumere come autista di treno nella stazione di Argentan, il suo piccolo paese, ma senza successo; frequenta un’università di provincia, non l’Ècole Normale...; a ventott’anni viene colpito da un infarto che va contro ogni immaginabile statistica anagrafica; poi, all’improvviso, scrive un libro di filosofia così brillante. O nascondeva qualcun’altro o era davvero una sorpresa. Onfray prese allora il treno, da passeggero, e andò a Parigi a dimostrare la sua autenticità. L’editore si convinse e colse al volo l’occasione: “Bene, scriva allora un’introduzione autobiografica in cui racconta la sua vita atipica e si presenta al grande pubblico; poi si dimentichi tutto perché d’ora in poi la sua vita è qui a Parigi, tra i rumorosi giornalisti e le lettrici ammiccanti”. Onfray scrisse il capitolo autobiografico in quarantott’ore, però disse che sarebbe rimasto ad Argentan. Gli fu risposto che in quel modo non avrebbe mai fatto carriera.

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STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Wolfgang Behringer

STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Torino, BollatiBoringhieri, 2013

pp.349, € 26.00

ISBN 978-88-339-2380-2

 

di Edoardo D’Elia

 

Elenco incompleto degli effetti positivi che può avere un inverno atipicamente caldo, come quello che stiamo vivendo, nella parte di mondo che occupiamo: minore utilizzo del riscaldamento domestico con conseguente abbassamento del consumo di energia e quindi minore inquinamento; vita sociale meno costipata, il progresso tecnologico è per buona parte lotta contro i disagi, se diminuiranno i disagi, passeremo meno tempo a lottare; meno traumi dovuti al ghiaccio, meno sistemi immunitari storditi e assideramenti notturni (sia umani che animali); con ogni probabilità, sensibile diminuzione della vendita degli psicotropi antidepressivi; diffusione, se il caldo persiste negli anni, di un’enorme quantità di specie animali nelle zone ora svantaggiate dal freddo perenne.

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IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Michel Onfray

IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Ponte alle Grazie, 2012

di Edoardo D’Elia

 

La vita mediterranea col suo corollario di esperienze culinarie condivise: condimenti oleosi, sughi saporosi e soffritti permalosi, che appena li ignori - quale oltraggio! - bruciano per vendetta. Osservare le donne di casa sempre sedute sulla punta della sedia - libere da ogni comodità che intralcerebbe lo sparecchiamento. Tritare l’aglio per “dare una mano”, come un apprendista assunto esclusivamente per le mansioni più ripetitive, per poi sentirselo nelle mani a un età in cui gli altri scartano merendine e magari neanche le mangiano. E la cantilena paternalistica che graffia i timpani di ogni bambino: “Ah, ingrato! Non ti va mai di fare la spesa, però poi vuoi mangiare!”. Questi frammenti di un’autobiografia alimentare, secondo Onfray, non sono inutili, perché «se non un mondo, ogni cucina rivela un corpo e al tempo stesso uno stile» (p.9). 

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IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Andrea Segrè, Luca Falasconi (a cura di)

IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Edizioni Ambiente, 2012

 

di Edoardo D'Elia

 

Il pianeta Terra è composto per la maggior parte di acqua, salata. L’acqua dolce, qualificabile come risorsa idrica utile ai bisogni dell’uomo, rappresenta lo 0,5% del totale. Al netto delle perdite che si hanno nel processo di estrazione, lavorazione e trasporto, solo lo 0,001% è effettivamente a disposizione del consumo umano. Inoltre, l’acqua non si crea - né in natura né tantomeno per mano dell’uomo -, ma è sempre la stessa, da sempre, che segue un ciclo chiuso di rigenerazione. Perciò, se le necessità di consumo aumentano, non si può “aumentare” l’acqua, si può solo tentare di ottimizzarne al meglio lo sfruttamento. L’acqua è più preziosa del petrolio, ma costa molto meno, quindi chi ce l’ha la spreca e chi non ce l’ha...c’è qualcuno che non ce l’ha?

 

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Non possiamo ancora dirci*

*RISPOSTA A "RIFLESSIONE SU NON SIAMO MAI STATI MODERNI DI BRUNO LATOUR"

 

di Edoardo D'Elia

 

«Dimenticare non è eliminare, è agire in una sospensione di giudizio, o possedere idee distorte dei movimenti: esistere senza Essere», disse il Soggetto.

«Dimenticarmi non è eliminarmi, è caratterizzarmi in una parzialità di giudizio, o possedere un’idea limitata delle interazioni: concedermi d’esistere, ma giammai d’Essere», replicò l’Ibrido.

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NON SIAMO MAI STATI MODERNI

Bruno Latour

NON SIAMO MAI STATI MODERNI

(1991, trad. it.: Elèuthera 2009)

 

di Edoardo D'Elia

 

«L’ipotesi di questo saggio - perché si tratta di una ipotesi e si tratta proprio di un saggio - è che la parola “moderno” definisce due gruppi di pratiche completamente diverse che, per conservare efficacia, devono restare distinte, mentre da qualche tempo non sono più tali. Il primo insieme crea, per “traduzione”, un miscuglio tra tipi di esseri affatto nuovi, ibridi di natura e di cultura. Il secondo per “depurazione”, produce due aree ontologiche completamente distinte: quella degli umani da un lato e quella dei nonumani dall’altro» (p.23). La critica moderna depura ciò che la traduzione ha creato: le reti. Le reti sono i collegamenti, le mediazioni tra le aree ontologiche che considerano tutto ciò che non è solo cultura o solo natura: gli ibridi. Queste due attività vanno insieme - senza traduzione non ci sarebbe nulla da depurare -, ma la modernità si ostina a considerarle separatamente.

 

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IL CORPO INCANTATO. Una genealogia faustiana

Michel Onfray

IL CORPO INCANTATO. Una genealogia faustiana.

Ponte alle Grazie, 2012

 

 

di Edoardo D'Elia


Michel Onfray è un filosofo edonista francese di successo: scrive molto e vende tanto; è fuori dal circuito accademico, ma le sue lezioni all’Universitè populaire (da lui fondata nel 2002) sono costantemente seguite da le più varie parsone; nonostante si definisca edonista, ateo e postanarchico, è popolare in Francia e in Italia; viene spesso criticato da giornalisti impegnati e da intellettuali di stazza, però dice di ricevere quotidianamente e-mail di ammiratori-discepoli che lo ringraziano perché lui ha davvero cambiato la loro vita, che hanno letto un suo libro per caso, poi subito un altro e poi tutti e ora sono più felici - l’amarezza delle critiche si diluisce nel conforto dell’ammirazione.

 

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EINSTEIN AVEVA RAGIONE. Mezzo secolo di impegno per la pace

Pietro Greco

EINSTEIN AVEVA RAGIONE. Mezzo secolo di impegno per la pace

ScienzaExpress, 2012

 

 

di Edoardo D’Elia

 

Per una delle perversità ironiche che spesso affliggono il corso delle cose, uno scrittore comincia la sua carriera nella completa indifferenza di pubblico, se è bravo e fortunato riesce ad affermarsi, ma poi trova la consacrazione finale in una nuova, sebbene diversa, indifferenza. L’aumento di lettori ha un picco limite oltre il quale, paradossalmente, il resto del mondo torna ad essere indifferente agli scritti: conoscerà il nome dell’autore e leggerà quello che si scrive su di lui, osannandone ciò che di lui si dice più di ciò che lui è. Questo, secondo Albert Camus, accade agli scrittori moderni; questo, in un certo modo, è toccato anche ad Albert Einstein.

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PRIMAVERA SILENZIOSA

Rachel Carson

PRIMAVERA SILENZIOSA

(1962; trad. it. Feltrinelli, 1963)

 

 

di Edoardo D'Elia


Si dice che oggi un bravo studente universitario conosce più fisica di quanta ne conosceva Newton alla fine della sua vita. Eppure Newton non ha perso la sua importanza. Lo stesso vale per Rachel Carson. Ci sono alcuni autori il cui valore trascende la data delle loro pubblicazioni, la cui innovazione supera agevolmente l’ardua sentenza dei posteri. Nonostante le nozioni siano superate e nonostante le deduzioni - da quelle nozioni - siano per forza imprecise se paragonate agli studi recenti, anche il lettore più vigile e aggiornato sulle nuove direzioni del sapere avverte il grande talento, dimentica la somma delle mere informazioni e assorbe il risultato d’insieme, raro e brillante. Questo accade rileggendo oggi, a distanza di cinquant’anni, Silent Spring (1962), il libro più famoso e importante della più influente divulgatrice scientifica americana.

 

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IL MARE INTORNO A NOI

Rachel Carson

IL MARE INTORNO A NOI

Orme Editori, Roma, 2011

 

di Edoardo D’Elia

 

Rendiamo omaggio a Rachel Carson, scomparsa nel 1964, e ancora oggi icona dei movimenti ambientalisti. Cinquant’anni fa, nel 1962 (non nel ’63, come invece si legge sul risvolto della quarta di copertina di questa edizione), Rachel Carson pubblicò il suo libro più famoso e influente, Silent Spring, nel quale si schierava contro l’uso, a quei tempi pervasivo, del DDT. Cogliamo dunque l’occasione per ricordare la grande divulgatrice di coscienza ecologica americana, iniziando con la recensione di un’opera precedente, Il mare intorno a noi, secondo libro della trilogia sul mare pubblicata tra il ’41 e il ’55, da cui è anche stato tratto un documentario che ha vinto il premio oscar nel 2010.

 

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ENERGIA PER L'ASTRONAVE TERRA

Armaroli, Balzani

ENERGIA PER L’ASTRONAVE TERRA

Zanichelli, Bologna, 2008

 


di Edoardo D’Elia

 

«In questi processi [di trasformazione dell’energia] l’energia dell’universo si conserva, in obbedienza al Primo Principio [della termodinamica], ma perde valore, per rispettare il Secondo. Chi è ancora convinto di poter costruire la macchina del moto perpetuo conosce forse il Primo, ma evidentemente ignora il Secondo Principio.» Così fin dalle prime pagine Armaroli e Balzani attirano l’attenzione sulla legge fisica più importante, quella che tutti dovrebbero conoscere e tenere presente prima di affrontare un qualsiasi discorso ecologico: il secondo principio della termodinamica. 

 

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COME SI ESCE DALLA SOCIETA' DEI CONSUMI

Serge Latouche

COME SI ESCE DALLA SOCIETÀ DEI CONSUMI

BollatiBoringhieri, Torino, 2011

 


di Edoardo D’Elia

 

Il nuovo libro di Latouche, filosofo francese in ascesa di popolarità, è una raccolta di contributi successivi alla pubblicazione del Breve trattato sulla decrescita serena che l’autore, nella prefazione, definisce un quadro impressionista. Scrive che la disposizione dei saggi, procedendo per piccoli tocchi, riesce a creare una composizione d’insieme, una tonalità comune, un ethos. Quasi. 

 

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COME CAMBIERA' TUTTO

John Brockman (a cura di)

COME CAMBIERÀ TUTTO

Il Saggiatore, Milano, 2010

 


di Edoardo D’Elia

 

Cosa succede se si prova a contattare le 100 menti più brillanti del mondo per radunarle in una stanza, chiuderle dentro e costringerle a porsi tra loro quelle domande che rivolgono a se stesse, nel tentativo di produrre una sintesi di tutto lo scibile? In 70 sbattono giù il telefono. O almeno così è successo a James Lee Byars, artista ormai scomparso, che nel 1971 ideò questo ambizioso progetto d’arte concettuale chiamato World Question Center.

 

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L'INVENZIONE DELL'ECONOMIA

Serge Latouche

L’INVENZIONE DELL’ECONOMIA

Bollati Boringhieri, Torino, 2010

 


di Edoardo D’Elia

 

L’invenzione dell’economiaè una raccolta di saggi pubblicata da Latouche nel 2005 e ripresa ora dalla casa editrice Bollati Boringhieri sull’onda della popolarità del Breve trattato sulla decrescita serena. I saggi, come scrive l’autore nella prefazione, sono contributi occasionali e parziali, alcuni scritti addirittura negli anni ottanta, al tentativo di una sintesi sistematica dell’insieme delle concomitanze storiche e scientifiche che hanno portato all’invenzione dell’economia.

 

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HO STUDIATO ECONOMIA E ME NE PENTO

Florence Noiville

HO STUDIATO ECONOMIA E ME NE PENTO

Bollati Boringhieri, 2010

di Edoardo D’Elia

 

 

 

Florence Noiville si è laureata all’inizio degli anni ottanta, età dell’oro dell’impero capitalistico d’occidente, in una delle maggiori business schools di Francia. Per qualche anno ha incassato i lauti stipendi che il suo curriculum prometteva, ma presto ha abbandonato la carriera nella finanza per trovare la sua ragione di vita nella cultura, diventando giornalista e critica letteraria per Le Monde.

 

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LA CITTA' DELLE NUVOLE

Carlo Vulpio

LA CITTA’ DELLE NUVOLE

Edizioni Ambiente, 2009                    

 

di Edoardo D’Elia    

 

Durante una delle sue vacanze tropicali, uno dei tanti figli di emigranti pugliesi, davanti all’ennesima delusione, giunse alla definitiva certezza che il mare più bello del mondo è il suo, quello del golfo di Taranto, la sua città d’origine. Chiamò i suoi genitori e chiese loro scusa. Glielo avevano sempre detto, ma li aveva sempre compatiti come nostalgici. Invece avevano ragione e lui non avrebbe mai più fatto una vacanza tropicale.

 

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BREVE TRATTATO SULLA DECRESCITA SERENA

Serge Latouche

BREVE TRATTATO SULLA DECRESCITA SERENA

Bollati Boringhieri, Torino, 2009

 

di Edoardo D’Elia

 

Come diceva Seneca, il problema non è tanto il possesso dei beni quanto il sentimento di attaccamento ad essi. Analogamente, secondo Latouche, per risolvere la situazione ecologico-economica del mondo non serve liberarsi completamente delle strutture che l’economia ha fatto sue, del sistema finanziario, di tutti i capitalisti e delle borse; ma si tratta di “decolonizzare l’immaginario”, ovvero di pensare una società in cui la fede non sia più la Crescita con la C maiuscola. 

 

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TEMPESTE

James Hansen

TEMPESTE

Edizioni Ambiente, 2010


di Edoardo D’Elia

 

This is the book ladies and gentlements: Storms of my grandchildren. The truth about the coming climate catastrophe and our last chance to save humanity. This could also have been titled: We’re screwed.

[David Letterman]

 

Il titolo originale, Le tempeste dei miei nipoti. La verità sull’imminente catastrofe climatica e la nostra ultima possibilità di salvare l’umanità, è il miglior riassunto del libro.

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AUTORITRATTO DELL'IMMONDIZIA

Lorenzo Pinna

AUTORITRATTO DELL'IMMONDIZIA

Come la civiltà è stata condizionata dai riufiuti

BollatiBoringhieri, Torino, 2011

 

di Edoardo D'Elia

 

Del passato si parla con nostalgica ammirazione per tutti quei capolavori strutturali e culturali che si vedono nei musei, si leggono sui libri e si visitano nei siti archeologici. Della modernità si parla con vigile scetticismo per le direzioni rischiose che sta prendendo, per la sua indifferenza nei confronti dell’uomo che rischia di decretarne il fallimento; e sorge il rammarico di aver dimenticato il valore della vita distratti dal miraggio della ricchezza materiale che il capitalismo prometteva. In tempi di crisi si gioca a invertire i piani convincendosi di essere disposti a barattare quel ‘poco’ che rimane (mero progresso tecnico-scientifico) con ciò che si sta perdendo (serenità, reciprocità, agio). Il passo successivo del ragionamento è il luogo comune: ‘si stava meglio’ (molta: umanità, reciprocità, generosità), ‘quando si stava peggio’ (poca: salute, comunicazione, istruzione). Lorenzo Pinna interrompe il gioco e ci riporta alla realtà (storica), per mostrare come la modernità sia una soluzione e come i problemi spesso nascano dal tradirla. Pinna si concentra su un fattore della vita quotidiana tanto presente e fondamentale, quanto dato per scontato quasi al punto di dimenticarlo: i rifiuti. Ci racconta come, e quanto profondamente, la civiltà è stata condizionata dai rifiuti attraverso un’indagine storica che tocca le principali tappe del percorso di quella che chiama ‘la città pestilenziale’.

 

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FINANZCAPITALISMO

Luciano Gallino

FINANZCAPITALISMO La civiltà del denaro in crisi

Einaudi, Torino, 2011

 

 

di Edoardo D’Elia

 

«Il finanzcapitalismo è una mega-macchina che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni allo scopo di massimizzare e accumulare, sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia dal maggior numero possibile di esseri umani [usati come componenti o servo-unità], sia dagli ecosistemi». Ha raggiunto un grado di complessità strutturale, estensione geografica e penetrazione in tutti i sotto-sistemi sociali e in tutti gli strati della società, della natura e della persona, senza precedenti nella storia, tale da asservire completamente la civiltà-mondo e da lasciare davvero poca speranza che possa essere in qualche modo incivilito.

 

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PER UN'ABBONDANZA FRUGALE

Serge Latouche

PER UN’ABBONDANZA FRUGALE

BollatiBoringhieri, Torino, 2012

di Edoardo D’Elia

 

Quando la disillusione punisce, la filosofia torna di moda; e i filosofi di moda, tradizionalmente, sono francesi. Ecco forse perché, negli ultimi anni di smarrimento culturale, i libri rossi (aggettivo cromatico più che politico) di Latouche hanno un successo, e un prezzo di copertina, così consistenti.

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Nicola Ludwig, Gianbruno Guerrerio

LA SCIENZA NEL PALLONE

Zanichelli, Bologna, 2012

 

di Edoardo D’Elia

 

Più che di scienza applicata al gioco del calcio, questo libro tratta della scienza del gioco del calcio. Non si discute della necessità o meno di inserire qualche sistema tecnologico per impedire gli errori umani arbitrali, ma si estrapolano un po’ di formule fisiche dai calci, dai gesti atletici e dalle regole di gioco. [CONTINUA]