Penny Dreadful: un'opera vittoriana riportata sul piccolo schermo

di Francesca Gallesi

 

Penny bloods was the original name for the booklets that, in the 1860s, were renamed penny dreadfuls and told stories of adventure, initially of pirates and highwaymen, later concentrating on crime and detection”[1] 

 

Così la storica Judith Flanders descrive quelli che nell'epoca Vittoriana furono dei veri e propri casi letterari, i Penny Dreadfuls, racconti popolari caratterizzati da una spiccata violenza e crudezza con un interesse per il crimine e l'orrore: a questa descrizione si adatta perfettamente l'omonima serie Penny Dreadful, scritta dal pluripremiato sceneggiatore John Logan. Come l'autore stesso ha specificato in varie interviste, durante la scrittura si è accorto che quella che stava creando era una tipica storia da Penny Dreadful, incentrata su misteri ed eventi occulti e disturbanti con personaggi decadenti e alienati dalla società in cui vivevano [2]. 

 

Penny Dreadful ha luogo nella Londra del 1891, cuore pulsante dell'epoca vittoriana, un periodo unico per la compresenza nella società di elementi totalmente contrastanti: da un lato i numerosi progressi in campo scientifico, l'espansione commerciale e imperiale, una società per la quale le parole chiave erano moralità e utilità, dall'altro le dilaganti piaghe delle malattie, della prostituzione, della povertà endemica e dello sfruttamento dei lavoratori. Argomento centrale di tutte le tre stagioni della serie è la vita di Vanessa Ives, donna a sua volta piena di contraddizioni: appartenente all'alta società londinese ma allo stesso tempo profondamente turbata nella sua interiorità da una vera e propria presenza demoniaca che la spinge ad agire in modo diametralmente contrastante con le regole dell'epoca. Le peripezie della protagonista si intrecciano poi con le esistenze di quelli che sono i principali personaggi della letteratura fantastica e orrorifica vittoriana, accomunati da una forte sofferenza interiore e senso di inadeguatezza: il dottor Frankenstein, tormentato dalla sua creatura, il seducente Dorian Gray, maledetto attraverso la sua stessa immortalità, il conte Dracula e i suoi vampiri e infine il Dottor Jekyll, vero emblema della doppiezza vittoriana.

 

In questa società di opposti, dove ogni azione commessa pubblicamente doveva risultare accettabile e il concetto di decenza era ben definito, si diffonde il genere dei Penny Dreadfuls, periodici di otto o talvolta sedici pagine realizzati su carta di scarsa qualità e indirizzati, per il prezzo irrisorio di un penny, alla lettura da parte dello strato più povero della popolazione, che lentamente si stava alfabetizzando grazie alle varie riforme che in quegli anni si erano attuate nel campo dell'istruzione. L'essenza di questi giornaletti era simile a quella delle riviste pulp americane: i racconti, per la maggior parte scritti in malo modo e senza alcuna ambizione letteraria, trattavano nei primi tempi delle avventure e delle vite di banditi e pirati, per poi successivamente incentrarsi su crimini e indagini sempre più macabri e sanguinosi. Queste riviste tuttavia fecero da trampolino di lancio anche a scrittori che si sarebbero affermati, come il giornalista George Augustus Sala, protetto di Dickens, o Mary Elizabeth Braddon, poi autrice del bestseller Il segreto di Lady Audley. Lei stessa disse che trovava disturbante la quantità e l'orrore dei delitti e degli intrighi che le venivano richiesti dai suoi lettori [3]. Gli autori che come lei avevano iniziato con la scrittura dei Penny Dreadfuls avrebbero poi creato i cosiddetti romanzi sensazionali, precursori dei romanzi gialli, che all'epoca destarono non poco scalpore. 

 

La diffusione endemica di questo genere tra i più poveri andò a giustificare agli occhi della classe dominante la violenza e la criminalità diffuse soprattutto presso questo ceto: i giovani infatti, influenzati dai crimini e dai delitti descritti nei Penny Dreadfuls, andavano poi secondo questa logica a replicarli nella vita reale. Si sviluppò dunque una vera e propria condanna dei Penny Dreadfuls, pensando che la loro eliminazione avrebbe portato conseguentemente alla cessazione dei delitti. Questa posizione non era tuttavia condivisa da tutti, tant'è che uno dei più noti critici letterari e scrittori dell'epoca, G.K. Chesterton, compose tra gli altri un articolo dal titolo A defence of Penny Dreadfuls, nel quale si espone a favore dei popolari scritti. Secondo Chesterton infatti se si doveva giudicare la classe inferiore dai suoi gusti letterari lo stesso si doveva fare con quella superiore, che per tipo di letture e argomenti comunemente discussi risultava ancora più indecente della prima: “At the very instant that we curse the Penny Dreadful for encouraging thefts upon property, we canvass the proposition that all property is theft. At the very instant we accuse it (quite unjustly) of lubricity and indecency, we are cheerfully reading philosophies which glory in lubricity and indecency. At the very instant that we charge it with encouraging the young to destroy life, we are placidly discussing whether life is worth preserving.” [4]. Per Chesterton dunque i Penny Dreadfuls non vanno ritenuti più immorali degli scritti filosofici o dei romanzi colti e coloro che li accusano sono unicamente degli ipocriti.

 

Ma per quale motivo avevano tanto successo questi romanzi dai contenuti violenti e terrificanti presso individui per i quali la moralità era alla base di ogni rapporto sociale? Secondo John Logan, creatore della serie presa in esame, è proprio la spiccata dualità del periodo a creare una frattura netta negli animi: a causa del binomio di progressi scientifici e al tempo stesso di decadenza si ha la sensazione di trovarsi al termine di un'epoca e si teme il futuro, così che regna sovrano un perpetuo stato di ansia.

 

Questo profondo terrore si riflette nella creazione di personaggi sovrannaturali e in quella che Logan definisce “culture of the monstrous” [5]. Come sottolinea Roger Luckhurst, professore di letteratura moderna alla University of London, “Because the advances in science were so rapid, the natural and the supernatural often became blurred in popular thinking, at least for a time. And no area of the literary culture of the Victorians was left untouched by this interplay of science and magic”[6]. A causa del rapido avanzamento in campo scientifico ciò che prima appariva impossibile era improvvisamente diventato realtà e questo, agli occhi del popolo, portò a una sovrapposizione tra naturale e innaturale che dava fondamento all'esistenza di mostri e spiriti. Non sorprenderà quindi trovare in questo periodo un grande successo dello spiritismo, che si riflette ovviamente nella letteratura e che è mostrato in Penny Dreadful fin dalla seconda puntata della prima stagione, dove si assiste a una tipica seduta spiritica presieduta da una medium durante un ballo: non era dunque solo la classe bassa e incolta a essere affascinata dal soprannaturale ma anche e soprattutto quella alta, che utilizzava queste performance come parte integrante dei propri eventi sociali.

 

I personaggi della serie, che siano originali o ripresi da quelli che sono ormai classici della letteratura, vanno quindi ad inserirsi perfettamente nel contesto sociale a loro contemporaneo e trasmettono vividamente anche a chi non conosce l'epoca le sue caratteristiche. Quello che ha voluto fare John Logan è restituire ai personaggi della letteratura gotica la loro iniziale capacità di spaventare, riportandoli al loro stato primigenio [7]. 

 

Il primo personaggio tradizionale che appare nello show è proprio il dottor Frankenstein, capostipite della lunga dinastia di romanzi del terrore ottocenteschi e protagonista per antonomasia della tradizione horror. Il taglio dato dallo sceneggiatore al dottore è estremamente vicino a quello del romanzo di Mary Shelley del 1818 e mostra quello che è un inventore spregiudicato il cui unico scopo nella vita è carpire il segreto del labile confine tra vita e morte, essendo ogni altro campo di studi un sapere fine a se stesso e perciò inutile [8]. Tutto il tormento di Victor viene esplicitato attraverso la figura della sua prima creatura, il cosiddetto “mostro”, che qui ritorna nella vita dello scienziato con il solo scopo di vendicarsi della sofferenza e del rifiuto a cui era stato sottoposto dal proprio creatore. L'originalità rispetto all'opera della Shelley sta forse proprio nell'approfondimento della figura della Creatura, che rimane centrale durante tutta la serie e va infine a dimostrare un'umanità e una profondità d'animo lungamente maggiori di quelle del proprio creatore.

 

La figura dell'esteta Dorian Grey va invece a distaccarsi maggiormente dal suo sé letterario in quanto Logan fa convergere l'attenzione non tanto sulla bellezza o sui peccati di Dorian, quanto sulla sofferenza che gli provoca il suo essere immutabile ed eterno, statico in un mondo che invece si muove a velocità impressionante [9]. Il giovane appare nell'intreccio del racconto già dal secondo episodio ed è probabilmente la figura che attraverso le tre stagioni mostra meglio quello che è il lato oscuro di questa epoca tanto complessa e affascinante, con tutti i suoi vizi e i suoi difetti. 

 

 

 

[1] Flanders Judith (2014), Penny dreadfuls, “British Library” (consultato il 20/12/2018) ( HYPERLINK "https://www.bl.uk/romantics-and-victorians/articles/penny-dreadfuls"https://www.bl.uk/romantics-and-victorians/articles/penny-dreadfuls)

[2] Inside Penny Dreadful (2014), “Youtube” (consultato il 21/12/2018) ( HYPERLINK "https://www.youtube.com/watch?v=wiKoAySh_eI&t=0s&index=2&list=PLb-g4Bopdv8XiPxZVkeku7yfmjj0Ovf7q"https://www.youtube.com/watch?v=wiKoAySh_eI&t=0s&index=2&list=PLb-g4Bopdv8XiPxZVkeku7yfmjj0Ovf7q), min 7:13

[3] Flanders Judith (2014).

[4Chesterton Gilbert Keith (1901), A defence of Penny Dreadfuls, in “The Defendor”, London, The Speaker (consultato il 20/12/2018) (https://en.wikisource.org/wiki/The_Defendant) 

[5] Inside Penny Dreadful (2014), min.2:40.

[6] Luckhurst Roger (2014), The Victorian supernatural, “British Library” (consultato il 22/12/2018) (https://www.bl.uk/romantics-and-victorians/articles/the-victorian-supernatural)

[7] Inside Penny Dreadful (2014), min.1:03.

[8] Inside Penny Dreadful (2014), min.1:03.

[9] Inside Penny Dreadful (2014), min.4:20.