Bersek: dal Giappone all'Europa

di Andrea Ravanini

 

Berserk è un manga scritto e illustrato dall'abile mangaka giapponese Kentaro Miura. La prima edizione del manga viene rilasciata in Giappone il 25 agosto 1989 ed arriva in Italia nel 1996 grazie alla Panini Edizioni nella collana Planet Manga.

 

La trama dell’opera è incentrata sulle vicende che gravitano attorno a Gatsu, il guerriero nero maledetto, il quale vaga in un tetro universo medieval-dark alla esasperata ricerca di vendetta nei confronti dei Cinque della Mano di Dio. L’inesauribile carica di rancore di Gatsu nei confronti di questi mostri è alimentata principalmente dall’amore messo in grave pericolo che egli nutre per la sua amata Caska, e dalla perdita dei suoi amici e compagni d’armi, finendo tuttavia per trasformarsi in puro odio e portando il guerriero nero a tracciare un cammino fatto di molte ombre.

 

Sfogliando il manga ci si ritrova davanti ad un'opera fortemente permeata di riferimenti storico-artistici e letterari presi in prestito dalla cultura europea, con particolari reminiscenze del Cinquecento-Seicento italiano e del periodo Barocco. Partendo dal titolo, il termine berserk indica uno stato di rabbia feroce senza controllo. Questo termine deriva dalla denominazione data ad alcuni guerrieri scandinavi che durante i combattimenti erano in grado di raggiungere una sorta di trance chiamata Berserkgangr, uno stato di ira feroce grazie alla quale questi guerrieri riuscivano a non percepire il dolore delle ferite, stati d’animo peculiari a quelli di Gatsu, nel momento in cui verrà ad indossare, durante la sua avventura, l'armatura del Berserk.

 

Per quanto riguarda le fonti d'ispirazione alla base della realizzazione dei personaggi di Gatsu e Grifis, ritroviamo alcuni personaggi del panorama europeo dal XIV al XVI secolo. Le figure storiche di Götz Von Berlichingen e Pier Gerlofs Donia, infatti, furono importanti per l'autore nella costruzione di Gatsu [1]: il primo fu un cavaliere dal quale l'autore riprese il caratteristico braccio metallico con cui combatteva, mentre il secondo fu un brutale guerriero il quale era in grado di brandire uno spadone di grandi dimensioni, famoso per essere stato dapprima fuorilegge e, in seguito, eroe popolare. Donia, coevo di Berlichingen, visse in Olanda in un’area denominata Frisia dal XV al XVI secolo. Il 29 gennaio 1515 le truppe di lanzichenecchi, assoldate da Giorgio il Barbuto duca di Sassonia, misero a ferro e fuoco tutta la regione. Uno dei gruppi di mercenari, La Banda Nera, oltre a distruggere il villaggio e le proprietà di Pier Gerlofs Donia, fecero violenza e ne uccisero l'amata moglie Rintze. L’accaduto innescò nel cavaliere una rabbia da berserk grazie alla quale fu in grado di imbracciare un enorme zweihander (grosso spadone a due mani) con il quale si vendicò nei confronti dei carnefici della propria famiglia. Ebbe così inizio una lunga serie di scorrerie e carneficine volte a liberare la Frisia dalla presenza olandese, azioni che avvalsero Pier Gerlofs Donia della denominazione di Croce degli olandesi. Sono quindi lampanti le analogie tra la storia di Pier Gerlofs Donia e quella di Gatsu, il quale scaglierà la propria ira contro i colpevoli della strage presenti nella Compagnia dei Falchi e, in particolare, nei confronti dell'autore dello stupro di Caska.

 

Il personaggio di Grifis, invece, si rifa al condottiero britannico John Hawkwood vissuto nel XIV secolo [2]: entrambi uomini ambiziosi ma dalle umili origini, presero parte alla Guerra dei Cent'anni (menzionata anche nel manga) [3]. Hawkwood, dopo la Pace di Brétigny, fonderà una propria armata mercenaria chiamata Compagnia del Falchi Bianchi, omonima a quella capeggiata da Grifis presente in Berserk.

 

L'opera letteraria che più ha condizionato Miura nello sviluppo di questa particolare trama dark-fantasy, però, è la Guin Saga scritta da Karou Kurimoto [4]. Si tratta della serie fantasy più lunga al mondo (130 volumi) nella quale il protagonista Guin è un esperto guerriero dal corpo umano e la testa di leopardo. Le sue vicende sono ricche, come in Berserk, di intrighi diplomatici, battaglie campali e forte presenza della magia [5].

 

Anche l’ambientazione dell’universo di Berserk è contrassegnata da rifacimenti del panorama generale europeo. Da un punto di vista architettonico le architetture mischiano elementi dell'Alto e Basso Medioevo [6] con richiami gotici, rinascimentali e barocchi [7]; vengono inoltre riportati molti edifici, o parti di essi, come il Palazzo Vecchio di Firenze o i colonnati bi-cromi della Moschea di Cordoba. Riferimenti all'Italia sono presenti anche nei nomi dei successivi compagni d’avventure di Gatsu: Farnese; Isidoro; Serpico [8].

 

 

Soffermandosi sullo stile grafico dei mostri, dell'Inferno e più in generale di tutte le creature che abitano il mondo di Berserk, Miura ha affermato durante alcune interviste [9] di aver apprezzato e di essersi ispirato ai lavori di Doré, Bosch, Escher, Bruegel e ai lavori degli illustratori statunitensi Frazetta e Morrison, grazie ai quali è riuscito a rendere in maniera unica la resa grafica delle sue tavole. Così afferma: «Apprezzo sia Bosch che Escher, di cui ho anche delle raccolte delle opere. Inoltre mi piacciono le acqueforti di Pieter "il giovane" Bruegel e Gustave Dore', mentre fra gli illustratori ammiro Frank Frazetta e Luis Morrison»[10].

 

 

L’intero sviluppo iconografico del manga oltre a fare riferimento al celebre illustratore ottocentesco Gustave Doré [11], cela alcuni rimandi ai lavori di Go Nagai, mangake e creatore di Devilman. Da Nagai riprende, oltre allo stile grafico, il dualismo presente nei due personaggi principali di Devilman (Akira e Ryo) il cui rapporto ricorda quello tra Gatsu e Grifis [12]. I lavori dei due mangaka condividono anche alcuni rimandi al Cristianesimo: le azioni di Grifis, infatti, ricalcano ideologicamente i passi dell'Apocalisse di San Giovanni [13] e il tema dello scontro tra luce e oscurità (Grifis contro l'Imperatore Ganishuka). Altro riferimento biblico è situato all'interno del personaggio stesso di Grifis, il quale rappresenta sia un falso profeta sia l'Anticristo [14] a cui gli esseri umani fanno affidamento in un periodo di crisi causato dall'epidemia di peste e da una situazione di profonda incertezza che caratterizza il regno – le Midlands – giunto alla fine della guerra. 

 

Il manga riesce a ricreare in maniera verosimile il clima di terrore e di claustrofobia nel quale le Midlands ricadono, paragonabile a quello in cui l'attività della Santa Inquisizione raggiunge l'apice: il popolo si trova flagellato dalla peste e vive in una sorta di schiavitù imposta dalla santa fede, capace di sottomettere la disperata popolazione del regno tramite una continua a caccia a eretici e streghe. In Berserk vengono inoltre riportate con una certa veridicità anche le reali tecniche e mezzi di tortura utilizzati dall'Inquisizione per redimere i peccatori: vergine di Norimberga; impalamento; squassamento; mastectomia; cremagliera; ruota e sedia delle streghe [15]

 

Tornando alle vicende di Gatsu, i suoi principali nemici sono rappresentati dai Cinque della Mano di Dio. Si tratta di entità ultraterrene, in passato umane, che hanno sacrificato tutto ciò a cui tenevano per saziare la loro sete di potere divenendo Signori delle Tenebre, tra le cui file si arruolerà lo stesso Grifis. Il design grafico di queste creature è speculare a quello dei Cenobiti presenti nel film cult Hellraiser (1987) di Clive Barker [16]

 

 

I Cenobiti, né angeli né demoni, risiedono in una zona di limbo tra razionale e irrazionale dalla quale possono essere evocati esclusivamente tramite l'utilizzo del Cubo di Le Merchant, l’equivalente del Bejielit in Berserk. Da essi Miura, oltre l’estetica, ne riprende anche l'incerta, quanto dubbia, morale. Ognuno dei Cinque della Mano di Dio (Void, Conrad, Urbik, Slan, Phemt), fa diretto riferimento ai Cenobiti [17]: Void nasce dalla fusione di caratteristiche fisiche dei Cenobiti Pinhead e Chatterer [18]; Conrad, il cui nome si riferisce al protagonista di “Io , l'immortale” di Roger Zelazny [19], ha come Ubik, il cui nome è ripreso dall'omonimo romanzo di Philip K. Dick [20], le caratteristiche fisiche del Cenobita Butterball; Slan è l'unica donna del gruppo e fa riferimento nel nome all'omonimo romanzo di Alfred Elton Van Vogt ispirandosi parallelamente ad Angelione [21], personaggio di La principessa del labirinto, sempre parte del ciclo di Hellraiser; Phemt è lo stesso Grifis il quale assume questo nome nel momento in cui entra a far parte della Mano di Dio e, tra le possibili fonti di ispirazione per l'estetica di questo personaggio, si può annoverare la somiglianza tra il suo casco e quello presente nel film Il fantasma del palcoscenico diretto da Brian De Palma del 1974 [22].

 

Ritroviamo nel manga alcune citazioni che Miura ha volutamente introdotto per arricchire i suo scenari: affreschi e opere di Munch, Escher e Bosch. Inoltre possiamo osservare come le statue citino artisti rinascimentali e barocchi, primo tra i quali Bernini [23]. Gli armamenti presenti nel corso dell’opera, infine, sono un richiamo esplicito a quelli in possesso all’esercito di Carlo V e a quelli dell’Impero Kusana [24].

 

 

 

 

 

 

[1] Campagnano Gabriele (2010), Pier Gerlofs Donia: la Croce degli Olandesi (e il vero Gatsu?), zweilawyer.com, (http://zweilawyer.com/2010/06/28/pier-gerlofs-donia-il-vero-gatsu/)

(consultato il 16/12/2018)

[2] Galdi Federico, Giasi Raffaele (2016), 17 cose che (forse) non sapevi su Berserk, Staynerd.com, (https://www.staynerd.com/17-cose-forse-non-sapevi-berserk/)

 (consultato il 05/12/2018)

[3]  Tondi Mirco (2013), La bontà di un'opera non sta (solo) nell'originalità: Berserk!, Fantasymagazine.it, (https://www.fantasymagazine.it/18859/la-bonta-di-un-opera-non-sta-solo-nell-originalita-berserk-44/3)

(consultato il 07/12/2018)

[4] Sakisaka Keiko (1996), traduzione Gianluca Bevere, Intervista Kentaro Miura, berserkrealm.altervista.org, (http://berserkrealm.altervista.org/autore_intervista_04_12_1996.php)

(consultato il 18/11/2018)

[5] Advent Child (2017), Le mille imprevedibili ispirazioni di Berserk, Giornalepop.it, (http://www.giornalepop.it/berserk-una-tazza-di-te-col-guerriero-nero/

(consultato il 16/11/2018)

[6] Tondi Mirco (2013).

[7] Advent Child (2017).

[8] Ibidem.

[9] Sakisaka Keiko (1996).

[10] Ibidem.

[11] Galdi Federico, Giasi Raffaele (2016).

[12] Advent Child (2017).

[13] Galdi Federico, Giasi Raffaele (2016).

[14] Ibidem.

[15] Tondi Mirco (2013).

[16] Galdi Federico, Giasi Raffaele (2016).

[17] Ibidem.

[18] Ibidem.

[19] Ibidem.

[20] Ibidem.

[21] Ibidem.

[22] Ibidem.

[23] Abbo (2010), Berserk: Rieplioghiamo, Leganerd.com,

(https://leganerd.com/2011/06/04/berserk-riepiloghiamo/)

(consultato il 16/11/2018).

[24] Tondi Mirco (2013).