White Knwoledge

 

 di Francesco Antonio Zaccarini

 

Terence David John Pratchett nasce il 28 aprile 1948 a Beaconsfield. A 10 anni comincia ad interessarsi di letteratura e si procura un lavoro nella biblioteca locale, la Beaconsfield Public Library, luogo che molti anni dopo indicherà quale fonte principale della sua educazione. Da subito predilige la fantascienza: legge avidamente Isaac Asimov e Arthur C. Clarke, spinto anche da una passione per l’astronomia[1]. 

A tredici anni, di rientro da una convention, scrive il suo primo racconto breve, che viene pubblicato sul giornale di istituto e gli frutta la prima macchina da scrivere. Nonostante i risultati scolastici gli consentissero l’accesso ad una grammar school, opta per un istituto tecnico, che però abbandona all’età di 17 anni per un impiego in un giornale locale.

 

Negli anni successivi continua a scrivere (perlopiù racconti a carattere fantascientifico), cambiando nel frattempo lavoro diverse volte. Il più rilevante fra i vari impieghi è quello di addetto stampa per la Central Electricity Generating Board (ora PowerGen) con responsabilità su tre centrali nucleari, principiato proprio l’anno seguente l’incidente di Three Mile Island (1979).

Raggiunge infine il successo nel 1983 con la prima opera ambientata nel Mondo-Disco: Il colore della magia. Dalla pubblicazione di questo libro la fama dell’autore non farà che accrescersi, così come il numero di copie vendute all’uscita di ogni nuovo titolo.

 

Difficile, se non impossibile, definire quali siano stati gli scrittori che più hanno influenzato Pratchett: lo stesso autore trovava diletto nel dare sempre risposte diverse all’immancabile quesito nelle riviste rilasciate, citando i nomi più disparati. I tratti caratteristici del suo lavoro sono ironia arguta, a volte vicina allo humour nonsense, ed allusioni e riferimenti a pop-culture e white knowledge, dove per 'white knowledge' è da intendersi l’insieme delle conoscenze acquisite da un soggetto involontariamente e senza difficoltà per il solo fatto di essere parte di una società nella quale vi è scambio di informazioni.

 

Questa sorta di “rumore bianco” ha per Pratchett un ruolo paragonabile al Cauldron of Story di J. R. R. Tolkien, fornendo elementi facilmente riconoscibili dai lettori sui quali costruire l’intreccio. Mancare i riferimenti tuttavia non preclude in Pratchett la possibilità di comprendere ciò che l’autore vuole comunicare. Nelle sue parole: «If I put a reference in a book I try to pick one that a generally well-read (well-viewed, well-listened) person has a sporting chance of picking up; I call this 'white knowledge', the sort of stuff that fills up your brain without you really knowing where it came from. Enough people would’ve read Leiber, say, to pick up a generalised reference to Fafhrd, etc., and even more people would have some knowledge of Tolkien -- but I wouldn’t rely on people having read a specific story»[2]. I continui rimandi non sono però solamente una bussola atta a fare sentire il lettore a suo agio. Estratte dal “rumore bianco” e poste al di fuori del loro normale contesto, le conoscenze particolari sono impiegate in analogie che le sottraggono ad una paludosa passività; passività dalla quale è strappato anche il lettore, addestrato dall’ammiccare intelligente e leggero di Pratchett.

 

Il titolo preso in esame, Lords and Ladies (Streghe di una notte di mezza estate nella traduzione italiana), viene pubblicato per la prima volta nel 1992 dalla Victor Gollancz Ltd, a cui segue l’anno successivo una nuova edizione curata dalla casa editrice Corgi (imprint della Transworld Publishers).

 

Quattordicesimo libro nella saga del Mondo-Disco, Lords and Ladies si ricollega alla immediata conclusione di Witches Abroad e rappresenta il terzo volume della mini-serie che vede come protagoniste le tre streghe introdotte in Wyrd Sisters quattro anni prima. Questa serie si caratterizza per lo stravolgimento sistematico di topoi letterari e la presenza di riferimenti sostanziali a testi classici in funzione parodistica, caratteristiche presenti in tutta l’opera dell’autore ma non spiccatamente e diffusamente come in questa sede. Quanto ai contenuti, Lords and Ladies condivide alcune tematiche portanti con il precedente titolo ambientato nel Mondo-disco, Small Gods: il potere delle credenze e la manipolabilità delle masse; il rapporto tra scienza, religione e superstizione. Questi due libri si situano in un momento cruciale nell’evoluzione letteraria dell’autore in una direzione che si potrebbe definire “subdolamente più impegnata”.

Come il titolo della traduzione italiana lascia facilmente trasparire, il celeberrimo Sogno di una notte di mezza estate (1596) di William Shakespeare è il testo che Pratchett utilizza come traccia principale per Lords and Ladies. Svariati sono gli elementi di rimando all’opera shakespeariana. In primo luogo l’autore riprende la suddivisione della storia in un intreccio di quattro sottotrame: il matrimonio tra la strega Magrat e l’ex giullare Verence II, divenuto re di Lancre; il viaggio e le vicissitudini dei maghi dell’Università Invisibile per partecipare alla cerimonia; il ritorno degli elfi e i tentativi della strega Granny Weatherwax di fermarli; la preparazione di una rappresentazione teatrale per il giorno di festa ad opera degli artigiani del piccolo regno. È un ulteriore rimando l’opposizione tra regina e re degli elfi, sebbene entrambi vengano sfigurati in un’ottica malevola estranea sia all’opera shakespeariana, dove possono essere definiti al limite “meddlers”, sia all’immaginario comune del fantasy tradizionale, dove solitamente rappresentano elementi positivi (si pensi a Tolkien). I richiami sono tantissimi: i leoni nella commedia, i sonni improvvisi nei boschi, le malie, persino citazioni dirette (le parole del re degli elfi alla regina in chiusura). D’altra parte la trama generale è guidata in una direzione completamente diversa da una serie di innesti di varia natura.

 

La cronaca è in questo fonte di ispirazione per Pratchett. Verso la fine degli anni '80 in Gran Bretagna, e specialmente in Hampshire e Wiltshire, vi era stato un vero e proprio boom nel numero di avvistamenti di cerchi nel grano. Autoproclamantesi esperti in materia, che attribuivano “senza ombra di dubbio” il fenomeno a civiltà extraterrestri, erano riusciti a farsi strada fino alla televisione nazionale, convincendo anche una parte consistente della popolazione. Il caso si era protratto fino a quando, nel 1991, Doug Bower e Dave Chorley avevano rivelato di essere i reali autori della maggior parte dei presunti messaggi alieni.

 

In Lords and Ladies Pratchett si arma di una feroce e furiosa ironia nei confronti di coloro che avevano creduto alla beffa: i cerchi “alieni” si insinuano perfino nelle tazze di latte e cereali dei maghi dell’Università Invisibile. Al contempo Pratchett fa dei cerchi un elemento narrativo funzionale alla sua storia. Essi divengono la porta di passaggio tra diversi universi ed ergo vettore di infiltrazione degli elfi nel Mondo-Disco. In questo modo Pratchett inserisce anche un riferimento implicito alla teoria del multiverso, mutuata da Il giardino dei sentieri che si biforcano di Borges e rivista alla luce dell’intenso dibattito che aveva seguito la pubblicazione di On the Plurality of Worlds di David Lewis nel 1986. Proprio in Lords and Ladies Pratchett porta la sua prima esposizione semiseria di tale teoria[3], che dimostra una certa padronanza dell’idea, sebbene sfumata dal contorno comico. Moltissimi altri riferimenti al sapere filosofico e scientifico, anche molto precisi, sono disseminati da Pratchett all’interno del testo. Si consideri ad esempio la parodia dei quark, “particelle più piccole della materia”, nei resons, particelle più piccole della magia. I cinque sapori dei quark che erano stati scoperti sperimentalmente all’epoca dell’opera (up, down, sideways, charm, beauty) vengono trasfigurati nei cinque aromi dei resons (up, down, sideways, sex-appeal, peppermint) al fine di schernire la non troppo felice nomenclatura tecnica. Lo stesso termine adottato per definire le particelle-specchio del Mondo-Disco è coniato attraverso il dog-latin e significa letteralmente “cosini”.

 

Ancora, trovatisi a dover inventare su due piedi un nome per il Bibliotecario (un mago trasformatesi in orango in seguito ad un esperimento), la fantasia non riesce a spingere i membri della delegazione dell’Università Invisibile oltre a “Pongo”, troncatura del nome tassonomico degli oranghi del Borneo (ovvero Pongo pygmaeus)[4].

 

Riguardo alla sua conoscenza scientifica lo stesso Pratchett commenta: «I’ve no formal training but I’ve spent a lot of time around scientists of one sort of another, and I’m a great believer in osmotic knowledge»[5]. E le occasioni di contatto non sono certo mancate, soprattutto con l’accrescersi della fama dell’autore. Si pensi ad esempio alla serie Science of Discworld, scritta a più mani con Jack Cohen, biologo, e Ian Stewart, matematico, entrambi professori alla Warwick University al momento della stesura; serie nata appositamente per la divulgazione scientifica.

La facciata comica cela una cura meticolosa nei riferimenti: la descrizione dell’etiquette di rango e classe sociale nella falconeria parafrasa un estratto dal Book of Saint Albans, attribuito, secondo l’edizione del 1486, alla priora benedettina Juliana Berners. Il paragrafo era già stato ripreso fedelmente da T. H. White in The Once and Future King (1958), dal quale era passato nella white knowledge dello stesso Pratchett.

 

In questa sede non vi è spazio per elencare tutte le citazioni (spazianti dalla musica rock alle ballate popolari passando per prodotti dell’industria conserviera, la ribellione di Budicca del 61 d.C. e l’esperimento mentale del gatto di Schrödinger); vorrei però concludere facendo notare che le ultime battute pronunciate verso il termine dell’opera da Ponder Stibbons, giovane mago della sezione di Magia ad Alta Energia dell’Università Invisibile, affascinato dalle “pietre che amano il ferro” come il giovane Albert Einstein, altro non sono che una parafrasi delle famose parole che si tramanda Newton abbia detto prima della sua morte.

 

Sono proprio streghe e maghi, a tutti gli effetti scienziati del Mondo-Disco, a fermare la regina degli elfi; una regina che nelle battute iniziali del libro non si esprime diversamente da una lestofante trafficante dell’occulto alla disperata ricerca di adepti da ingannare e truffare “promettendo molto, dando nulla, prendendosi tutto”, la quale trae il suo evanescente potere dall’ignoranza e dalla superstizione.

 

Da una parte le parole di Tata Ogg, una delle tre streghe protagoniste, rivolte al re degli elfi, assunto ad allegoria della religione, portano quest’ultimo ad agire contro la consorte:

«Per cui adesso vieni fuori e rimetti le cose a posto. Altrimenti senti cosa farò io. Porterò la gente a scavare nell’Uomo Lungo con delle vanghe di ferro, e loro diranno ma sì, è solo un vecchio tumulo, e preti e maghi in pensione senza niente di meglio da fare scriveranno dei libri noiosi sulle tradizioni funerarie, e quello sarà un altro chiodo di ferro sul coperchio della tua bara. E mi dispiacerà un po’ perché sai che ho sempre avuto un debole per te. Ma ho dei nipoti, sai, e loro non si nascondono sotto le scale per paura dei tuoni, non mettono fuori il latte per gli elfi e non scappano a casa per paura della notte; e prima di tornare a quei tempi bui io ti inchioderò»[6].

Dall’altra Granny Weatherwax, non disposta ad inchinarsi né di fronte al re di Lancre né di fronte alla Regina degli elfi, mostra come il potere di quest’ultima, entrata nel mondo per mezzo della rappresentazione teatrale degli artigiani e della quale ha assunto le caratteristiche, sia in realtà un’illusione, rendendo la sua sconfitta inevitabile.

 

Ed è proprio intrappolando “la Regina degli elfi” nelle sue parodie che Pratchett, armato della sua intelligente ironia, si affianca alla scienza per allontanare e rendere ridicoli superstizione ed occulto. 

 

[1] Passione che, stando alle parole di Pratchett, si sarebbe trasformata in carriera, se non fosse stato per una mancanza di attitudine nei confronti della matematica. La costruzione di un piccolo osservatorio astronomico adiacente al suo cottage, una volta raggiunto il successo, mostra però come tale interesse non si sia mai spento.

[2] In “L-Space Web” (consultato il 4/1/2016) (http://www.lspace.org/books/apf/words-from-the-master.html).

[3] Cfr. Pratchett, Terry, Streghe di una notte di mezza estate, trad. di Daniele Valentina, Salani, 2012 p. 102 e ss.

[4] Al riguardo vale la pena fare notare che Pratchett ha finanziato la protezione di questi animali attraverso donazioni cospicue alla Orangutan Foundation UK ed ha anche compiuto nel 1995 un viaggio nel Borneo per osservare questi animali nel loro habitat.

[5] In “L-Space Web” (consultato il 6/1/2016) (http://www.lspace.org/books/apf/words-from-the-master.html).

[6] Pratchett, Terry, Streghe di una notte di mezza estate, trad. di Daniele Valentina, Salani, 2012 p. 273. 

 

Terry Pratchett

Lords and Ladies