Capodanno playlist di

 

di Edoardo D'Elia

 

La playlist di Calcutta* è il segnale definitivo che la crisi è finita, ed è servita a poco. Non per i 5k, che forse sono anche pochi, ma perché allo scoccare della mezzanotte si sentirà per tutta la città Cacao Meravigliao**. Un capodanno tra Trump e Renzo Arbore per ricordarci che gli anni ’80 non sono mai finiti e mai finiranno. 

 

La crisi ci ha costretti a essere più virtuosi, in qualche strano modo (meno carne rossa, più cestini sotto al lavandino e bruttissime macchine elettriche), ma è successo soltanto perché giravano meno soldi. Montaigne diceva che Socrate diceva che una virtù non è una virtù se non è una scelta. (Togli tutte quelle negazioni che viene meglio). Una virtù è una virtù solo se è una scelta — volontaria, disinteressata, consapevole e magari anche un po’ controintuitiva. Se sperperi di meno perché non hai soldi, non sei virtuoso, ti stai solo nascondendo in attesa che tornino gli anni ’80.

 

Calcutta forse ha proprio colto lo spirito del tempo, o forse ha solo sorriso immaginandosi i bolognesi scesi in strada che, invece di piangere, baciare sconosciuti o accendere lanterne cinesi, si accodano in un infinito trenino cantando Cacaaaao Meravigliaaaaao. Chi lo sa. Ad ogni modo, 5k forse sono anche pochi. Perché non ripagano solo il gesto della selezione, ma anche la visibilità dell’artista e la risonanza della notizia. Io per 5€ la facevo meglio. Forse. Ma non mi conosce nessuno, non piaccio a mezza Italia e non ho niente a che fare con Liberato.

 

L’indignazione occidentale degli ultimi anni ha sempre l’aria di essere temporanea. Suona come una protesta nevrotica per l’attesa troppo lunga del proprio turno: “Dai che è tardi!” “È una vita che aspetto!” “C’è sempre fila quando arrivo io!”. Come se fossimo tutti indispettiti per non aver goduto dell’agio smisurato e incosciente con cui l’occidente si è rovinato nell’ultima parte del secolo scorso, ma anche certi, per una memoria inveterata e genealogica, che il lusso tornerà. E che, quindi, quell’infame poteva evitare di andarsene.

 

Trump è un segnale lampante. È esattamente uno che ha vissuto la crisi come se fosse uno di quei problemi da ignorare perché si risolvono da soli. Ed è diventato presidente, appunto, come se non fosse successo niente. Il riscaldamento globale? È un argomento buono per le mode radical chic tipiche dei periodi di crisi. L’assistenza sanitaria? Andava bene quando ne aveva bisogno anche la classe media. I problemi dei poveri stanno tornando problemi da poveri. E l’occidente torna ad avere file più scorrevoli. 

 

Resta da capire se Calcutta — o chiunque altro faccia l’artista oggi — sia vittima degli eventi come tutti noi, o sia abbastanza sensibile da riuscire a catturare lo spirito del tempo e imprigionarlo nella sua arte, così da salvare quelle virtù nate dalla crisi, ma che farebbero bene a rimanere anche quando la crisi non ci sarà più. Insomma, se scegliere Cacao Meravigliao è un po’ autoironia di chi la sceglie e un po’ parodia di chi l’ascolta, 5k sono pochi. 

 

Anche perché l’alternativa, per il Comune di Bologna, era fare come ha fatto l’anno scorso, cioè pagare pochissimo artisti emergenti e semisconosciuti per suonare dal vivo. Ma quella, purtroppo, ormai lo sappiamo, mica era virtù. Quasi sicuramente era solo mancanza di soldi. E se sperperi di meno perché non hai soldi, non sei virtuoso, ti stai solo nascondendo in attesa che tornino gli anni ’80.

 

Torneranno e noi non faremo tesoro di quello che abbiamo vissuto. Non l’abbiamo mai fatto. C’è una frase di Casanova, il miglior rappresentante di quelli che forse sono stati gli anni ’80 dello scorso millennio, che dice: “in vita mia non ho mai fatto altro che darmi da fare per ammalarmi quando ero in buona salute e per riacquistare la salute quando l’avevo perduta”. Questo facciamo. Sembra che l’equilibrio non sia per noi umani.

 

Buon 2018 a tutti.

 

 

* La notizia, nel caso in cui non abbiate internet, è che il Comune di Bologna ha pagato Calcutta 5000 euro per mettere insieme una playlist da trasmettere in filodiffusione (sic!) nelle vie del centro della città dalle 23:30 del 31 deicembre alle 00:30 dell’1 gennaio. 

 

** Se fate i conti: la playlist dura 66 minuti, Cacao Meravigliao è la decima canzone, quindi inizierà approssimativamente alle 23:58:38. E durerà 4 minuti e 28 secondi.