Start Wars è il nuovo Natale

Kylo Renne: l'immagine è dal web (@C0DE_44 on Twitter), il nome no.

 

di Elisa Baioni

 

Che la terza saga di Star Wars sia (per lo più) un’operazione commerciale è un fatto risaputo. Che tragga linfa, in modo così esplicito, da quel bambino d’emozioni che è sempre presente in noi la rende ancora più subdola.

 

Certo è che, da dentro il suo castello, Topolino maligno trama bene come sedurre nuove anime. Quale momento migliore per fare uscire un blockbuster da miliardi di dollari, capace di attrarre a sé giovani e anziani, se non durante la celebrazione simbolo della famiglia? È così che, da qualche anno a questa parte, alla magia di Natale si è aggiunta quella di Star Wars, e ne siamo tutti felici. Abbiamo ceduto al lato oscuro del consumismo senza rimpianti: almeno ci fa spendere per qualcosa che ci emoziona. Persino quelli rimasti delusi dal VII episodio si ritroveranno in sala a lamentarsi...

 

Topolino: «MA BASTA! Possibile che non possiate godere di niente senza farci sopra un’analisi socioeconomica?»

 

Tranquillo, sono solo i sensi di colpa. Anche noi abbiamo palpitato sul divano quando nel 2015 è uscito il primo trailer; anche noi avremmo voluto essere al Soldier Field Chicago per il secondo; e non ho dubbi sul fatto che ci troverete in prima fila anche con il terzo. Il fatto è che non ci siamo fatti trascinare dalla nostra passione; l’abbiamo inseguita. Che i ricavati di Star Wars bastino per laccare d’oro le sale del castello della Disney, infatti, importa solo alla Disney, non al resto del mondo. È un altro il volano della nostra fantasia, e cioè il desiderio di tornare bambini, di lasciarsi sedurre da quell’eccitazione fin troppo spesso assopita dal quotidiano, di continuare a volare in quella galassia lontana lontana. Il cinema, come i libri, rappresenta molti mondi, molte vite, tramite cui decentrarci dalla nostra storia e da cui lasciarsi ispirare. È un’epifania. Per questo non ci dispiace affatto se all'attesa della neve, delle decorazioni, delle canzoni o dei regali,[1] si è aggiunta anche quella per Star Wars,[2] sceso giusto giusto dalle stelle per coloro a cui era scemato un poco l’entusiasmo da lucette.

 

Che tutto questo faccia parte di un sistema gigantesco di interessi risponde perfettamente alla seconda parabola degli Jedi:[3] assieme alla luce c’è sempre il lato oscuro. Ce lo ricorderemo tutti un secondo dopo che avremo visto il film, specialmente se non ci sarà piaciuto.

 

[1] Insomma tutto ciò che amiamo e disprezziamo del Natale.

[2] Ad ogni Star Wars è connesso un iperlink diverso.

[3] Non esiste nessuna seconda parabola degli Jedi. Ce la siamo inventata. Non ci siamo inventati la religione, però.