L'Ordine del Sole Nero

[Group of 42 Stereograph Views of Astronomy Related Scenes], Nautical Almanac Office, 1850-1910, MET

 

di Massimo Marani

 

Può un thriller sci-fi incrinare la consolidata teoria dell’evoluzionismo darvinista? James Rollins (Chicago, 1961) con il romanzo L’Ordine del Sole Nero - drasticamente trascurabile dal punto di vista letterario - indaga la possibilità di un universo che progredisce in conformità ad un “Disegno Intelligente”.

 

Lo stile didascalico di Rollins, che infarcisce di dissertazioni epistemologiche ed approfondimenti storiografici gli scontri a fuoco tra gli “scienziati con pistole” della Sigma Force e i Kattivi di turno, può essere spiegato approfondendone la biografia: per comprendere l’opera si conosca l’autore. Nato James Paul Czajkowski, ottiene una laurea di primo livello in Biologia Evolutiva e il suo percorso di studi lo porta ad esercitare come medico veterinario (1985); ma l’interesse per la Veterinaria si abbina da sempre a quello per la Storia: «In third grade, the teacher asked us to write about what we wanted to be when we grew up. […] I want to be a veterinarian; […] the next up, was archaeology» (Rubinstein 2014). Come si legge nella sua Biografia ufficiale, fonti d’ispirazione fantascientifica per i suoi romanzi sono le avventure di Doc Savage e i lavori di Jules Verne e di H.G. Wells. È inoltre appassionato viaggiatore, speleologo e scuba diver. Emerge il ritratto di un brillante uomo di scienza che coltiva una divorante passione per Storia, letteratura fantastica ed avventura: tutti elementi primari ne L’Ordine del Sole Nero.

 

Tre citazioni precedono la narrazione, suggerendone i cardini della struttura tematica:

  1.  «L’evoluzione è la spina dorsale della biologia e la biologia si trova dunque nella peculiare condizione di essere una scienza fondata su una teoria migliorata; perciò è una scienza o una fede?» (Charles Darwin): evoluzionismo.
  2.  «La scienza senza religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca» (Albert Einstein): rapporto Scienza-Religione.
  3. «Chi dice che io non sono sotto la speciale protezione di Dio?» (Adolf Hitler): misticismo nazista.

Le organizzazioni esoteriche naziste (come la Società Thule - per alcuni, peraltro, totalmente priva di componente misterica - ripetutamente citata nel romanzo) risultano inflazionate e disinvoltamente mistificate sia in ambito narrativo sia cinematografico - si pensi a Hellboy o a Full Metal Alchemist. Tuttavia i riferimenti di Rollins alle ossessioni di Himmler (la Camelot Nera di Wewelsburg in Germania, lo studio delle rune nordiche, etc.) sono molto precisi e basati su studi precedenti, in particolar modo - come indicato dall’autore in Verità o Finzione (Rollins 2007, pagg. 483-4) - sui testi La crociata di Himmler di Christopher Hale e Satana e la svastica di Peter Levenda. Il primo racconta la spedizione tibetana del 1938 volta a cercare origini della razza ariana, il secondo analizza ad ampio raggio l’occultismo che contaminò l’ideologia nazista, penetrando e infettando le menti dei gerarchi, e le pratiche ad esso connesse.

 

In Verità o Finzione Rollins indica anche le fonti primarie della sua ricerca storica e scientifica:

  1. da The Hunt for Zero Point, del giornalista e (para-)storico Nick Cook (che esplora la sperimentazione nazista volta ad ottenere un dispositivo antigravitazionale - un macchinario UFO a tutti gli effetti), L’Ordine del Sole Nero mutua gli studi teutonici sulla meccanica quantistica e la forsennata corsa delle forze alleate ad appropriarsi delle scoperte naziste in campo scientifico. Tra queste, la fantomatica Die Glocke, la Campana: una tecnologia quasi certamente esistita in epoca hitleriana (ma di cui ancora oggi non si conoscono gli obiettivi) che Rollins pone a controllo del processo evolutivo a livello quantico;
  2. da Quantum Evolution, del genetista Johnjoe McFadden, l’autore trae ispirazione per le considerazioni inerenti all’Evoluzione Quantica, vero cuore del romanzo. 

L’ipotesi avanzata da Rollins (condivisa da una sparuta minoranza di studiosi) è che si possano ammettere come coesistenti evoluzionismo e “Disegno Intelligente”, in una collaborazione atipica dei due principi che possa scolpire il reale, in un’ottica di progressivo miglioramento. Se la teoria di Darwin è universalmente accettata, da comprovare è la più intrigante “tendenza al progresso” - elemento della teoria di Lamarck: «Lamarck pensava che l’evoluzione seguisse un percorso stabilito, dovuto a una sorta di impulso interno insito negli organismi» (Ciardi 2013, pag. 76).

 

Da biologo specializzato in evoluzione, l’autore non può che ripercorrere le conclusioni cui la comunità scientifica è giunta dopo secoli di contrasti: nella trama, la dottoressa Lisa Cummings, medico e ricercatrice, cerca di controbattere alle insinuazioni di Anna Sporrenberg, scienziata senza scrupoli, la quale vuole persuaderla che lo stato attuale della vita non possa darsi - questo afferma l’odierna genetica - come semplice risultato di “mutazioni casuali” (preservate o eliminate, secondo l’antecedente teoria di Darwin, dalla “selezione naturale”). Prima si smentiscono errate interpretazioni di fenomeni chiave nella storia degli studi evolutivi (la mutazione cromatica della Biston Betularia del 1845 e l’Esplosione Cambriana, che non derivano né da mutazioni spontanee conservative, né dall’opera di un artefice), poi si analizzano due misteri:

  1. lo studio di John Cairns (1988) su una coltura di Escherichia Coli intollerante al lattosio, il cui 2% sarebbe geneticamente mutato per sopravvivere in assenza di una qualsiasi altra forma di cibo (cosa che dimostrerebbe la possibilità di “mutazioni adattive”);
  2. il calcolo della probabilità di formazione, dal brodo primordiale di amminoacidi, della prima proteina in grado di autoreplicarsi - una catena sequenziale di 32 unità - e pertanto atta a dare inizio ad un processo vitale: probabilità = 1/10^41 (quella di vincere al Superenalotto è 1/622614630).

Lisa ed Anna considerano poi le leggi della meccanica quantistica: ogni stato non “misurato” (ovvero privo d’interazioni esterne) è da intendersi come “potenziale” (plurivalenza non ancora espressa) finché non viene “condensato” attraverso una misurazione. Rollins, attraverso le parole di Anna, si riferisce all’Esperimento della Doppia Fenditura (Davisson e Germer, 1927 - e successive variazioni) per dimostrare come il fenomeno accada in contesto subatomico. Se è l’interazione a determinare lo stato, quale può essere la posizione di una particella, allora la particella sarà in ogni posizione possibile fino alla condensazione del suo stato. Dal momento che la primaria fonte di interazione è l’ambiente e che l’ambiente di un gene del DNA - il cui stato dipende dalla disposizione subatomica - è quella stessa cellula che contribuisce a costituire ogni organismo vivente, allora si può ipotizzare (ed è questo il punto focale della teoria in esame nel romanzo) che l’ambiente esterno, influendo sull’organismo e quindi sulle sue cellule, possa per transitività determinare la condensazione dello stato delle particelle subatomiche dei geni. Le stimolazioni ambientali provocherebbero le mutazioni (si spiegano così le “mutazioni adattive” e la “tendenza al progresso” cara all’ignaro Lamarck) preservate dalla selezione naturale teorizzata da Darwin. La Vita sarebbe nata contro ogni probabilità in quanto miglior strumento d’interazione per condensare gli stati potenziali: «la prima proteina […] era l’ordine che emergeva dal caos» (Rollins 2007, pag. 333).

 

La stessa opera dell’artefice non è eliminata dalla teoria: «"Non solo questo nuovo campo dell’evoluzione quantica rappresenta il sostegno più forte alla tesi del disegno intelligente, ma risponde anche alla domanda fondamentale: chi è l’artefice", "Sta scherzando… E chi sarebbe? Dio?", "Nein. […] Noi"» (Rollins 2007, pag. 249). Infine Rollins accenna, sempre basandosi su Quantum Evolution, all’Evoluzione della Coscienza: «AMMINOACIDI - PRIMA PROTEINA - PRIMA FORMA DI VITA - COSCIENZA» (Rollins 2007, pag.456).  La coscienza sarebbe un ulteriore step del meccanismo di condensazione, il miglior metodo d’interazione finora ottenuto dal processo evolutivo; allo stesso tempo, riporta l’ipotesi che il cervello si comporti come un “supercomputer quantistico”: «offrirebbe una terza opzione. Ancora zero o uno, ma anche […] zero e uno» (Rollins 2007, pag. 453). Potrebbe essere in grado, pertanto, di eseguire calcoli algoritmici multipli: la coscienza sarebbe ciò che sta tra materia cerebrale e mondo dei quanti, permettendone l’interazione.

 

L’ultima considerazione vede protagonista la preghiera come metodo di concentrazione ed efficientamento del supercomputer neuronale: la mente focalizzata sarebbe in grado di influire a livello quantistico sulla condensazione dello stato. Poiché però un simile fenomeno sarebbe rilevabile solo in una situazione anomala come quella della Campana, non sapremo mai se, come afferma Lisa, «la preghiera funziona»(Rollins 2007, pag. 454).

 

Bibliografia: 

  • Ciardi Marco (2013), Terra. Storia di un’idea, Bari, Editori Laterza;
  • Rollins James (2007), L'Ordine del Sole Nero (2006), Milano, Editrice Nord.

Sitografia:

  • About, in jamesclemens.com (consultato il 2/01/2017) (http://jamesclemens.com/about/)
  • About - James Rollins, in jamesrollins.com (consultato il 2/01/2017 (http://jamesrollins.com/about/#bio)
  • Foster Patricia L. (2000), Adaptive mutation: implications for evolution, in PMC, da NCBI (consultato il 1/01/2017) (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2929355/)
  • JamesRollins.pdf, in files.harpercollins.com (consultato il 2/01/2017) (http://files.harpercollins.com/HarperAcademic/JamesRollins.pdf)
  • Rubinstein Mark (2014), The Kill Switch: A Talk With James Rollins, in huffingtonpost.com (consultato il 1/01/2017) (http://www.huffingtonpost.com/mark-rubinstein/the-kill-switch-a-talk-wi_b_5314834.html)