Le Wunderkammern Di Mark Ryden

 Velvet Panel With Flowering Plants, 1912, MET

 

di Elisa Gozzi

 

Arte e scienza spesso vanno di pari passo e i letterati medievali, rinascimentali e barocchi erano appassionati di entrambe le discipline. Inizialmente lo studio di animali e piante coincideva col collezionismo di oggetti provenienti dal mondo naturale: conchiglie, ossa di animali, fiori essiccati, coralli, uova e pietre preziose. Oggetti non sempre classificati in modo scientifico e alcuni di questi senza nome destavano meraviglia e curiosità. Soltanto alla fine del XVI secolo venne dato un nome a queste bizzarre collezioni: “Wunderkammern”, letteralmente “Stanze delle meraviglie”.

 

Nonostante i progressi della scienza, oggi le Wunderkammern sono ancora oggetto di interesse, infatti ci sono collezionisti, antiquari e artisti alla ricerca di curiosità per le loro collezioni, alcuni di loro utilizzano questi oggetti per i loro quadri. Sto pensando ai surrealisti che inserivano nelle loro opere oggetti e personaggi di fantasia in contesti di realtà. Col Surrealismo vediamo come il fascino per il curioso e l’occulto sia giunto nell’età contemporanea e ancora oggi molti artisti ne subiscono le influenze. Per questo motivo mi sono concentrata sulle opere di Mark Ryden (Medford, Oregon, 1963), artista che realizza dipinti così pieni di oggetti e personaggi bizzarri che sembrano Wunderkammern. Ryden non può far parte del Surrealismo per motivi anagrafici, tuttavia viene collocato nel Pop Surrealismo o Lowbrow Art, movimento nato alla fine degli anni ’70 a Los Angeles.

 

Il Pop Surrealismo ci mostra opere che ricordano le atmosfere magiche dei surrealisti storici, ma la novità è data dall’accostamento alla cultura pop, infatti compaiono personaggi dei fumetti e del mondo dello spettacolo accanto a oggetti inusuali inseriti in un contesto di fiaba. Il collegamento tra le opere di Ryden e le Wunderkammern è nelle parole dello stesso artista appassionato di questa oggettistica:

 

«Beyond the great art museums of the world, some of my favorites include medical museums and museums of natural history. The Museo la Specola in Florence, Italy, with its rooms full of eighteenth-century wax anatomical figures, is breathtaking. ... In the same spirit as those earlier collectors filling their cabinets of curiosities, I feel compelled to collect quite a variety of things. I draw artistic inspiration from the treasures I find at the flea market. I like old toys, books, photographs, anatomical models, stuffed animals, skeletons, religious statues, and vintage paper ephemera. ... They evoke a feeling of mystery in me and I am powerfully driven toward them. It is an obsession. I collect, arrange, and display them. Pieces from my collection end up synthesized or juxtaposed in my paintings».[1]

 

I dipinti di Ryden stupiscono lo spettatore perchè è condotto in un mondo tra il sogno e la realtà, popolato da creature umane e fantastiche racchiuse in un’atmosfera infantile e inquietante. Questa sensazione è anche un elemento chiave del Surrealismo e del Dadaismo, cioè il concetto di spaesamento che consiste nello spostare un oggetto dal suo contesto naturale per caricarlo di significati diversi e renderlo più nuovo. Il Surrealismo unisce il sogno alla realtà e infatti nei dipinti di Ryden riconosciamo oggetti rimpiccioliti o ingranditi in luoghi e situazioni insolite: microrganismi diventano mazzi di fiori in mano a una fanciulla e un globo oculare posizionato sul palco di un teatro diventa la scenografia.

 

Nelle Wunderkammern troviamo questi oggetti chiamati Mirabilia che gli studiosi dividono in NaturaliaArtificiali. [2] Per Naturalia si intendono gli oggetti che provengono dal mondo naturale, animale o vegetale ed esposti senza modifiche, mentre Artificialia sono gli oggetti progettati e costruiti, come un astrolabio o una meridiana ma anche composizioni di oggetti naturali assemblati. Talvolta Naturalia ed Artificialia erano un’unica entità: è il caso delle uova su piedistallo e decorate con pietre preziose, oppure conchiglie voluminose intarsiate e laminate in oro usate come portagioie. Questi oggetti inizialmente non erano catalogati e con l’avvento della rivoluzione scientifica si comiciò a dare un nome ai vari tipi di piante e animali presenti nelle Wunderkammern, così le collezioni non servivano soltanto per meravigliare ma assumevano anche una vera e propria funzione didattica.

 

 

 

TAV. 1 Uomo mostruoso, Biblioteca Universitaria Bologna, Fondo Aldrovandi, Tavole di animali, vol. V.

 

Gli studi concordano sul fatto che le Wunderkammern anticipano i moderni musei, quindi è utile ricordare la figura di Ulisse Aldrovandi (Bologna 1522 – 1605), naturalista e professore che ha dedicato la sua vita alla classificazione della sua immensa collezione di Naturalia e Artificialia ancora visibile nel Museo di Palazzo Poggi a Bologna. Aldrovandi fu uno dei primi a capire il valore didattico delle immagini, infatti lui stesso creò illustrazioni di piante e animali utilizzate poi nelle sue pubblicazioni. La particolarità di Aldrovandi non fu solo lo studio di animali e piante, fu affascinato anche dalle creature mostruose che appartenevano al regno della fantasia.

 

TAV. 2 Mark Ryden, The ringmaster, olio su tela, 2001, Collezione privata.

 

Tra questi suoi disegni ci sono uomini mostruosi e animali antropormorfi e una di queste creature (TAV. 1) ricorda un dipinto di Ryden The ringmaster (TAV. 2). Entrambe le creature, anche se in contesti diversi, presentano una struttura antropomorfa, hanno infatti due braccia e due gambe, ma entrambi sono mostri perchè hanno lineamenti del viso sul petto. Aldrovandi ha aggiunto due ali e una testa di rapace, Ryden invece ha deciso di lasciare lo spettatore nel mistero posizionando un cappello a cilindro sulle spalle della creatura occultando ciò che può esserci sotto.

TAV. 3 Mark Ryden, The Parlour - Allegory of Magic, Quintessence, and Divine Mystery, 2012, Collezione privata.

 

Personaggi deformi li troviamo in un altro dipinto di Ryden, The Parlour – Allegory of

Magic, Quintessence, and Divine Mystery (TAV. 3), dove sullo sfondo a destra notiamo una

creatura di colore azzurro-verde talmente deforme che sembra in continua mutazione, infatti

le gambe di forme diverse sembrano composte da un fluido in movimento, come se la

creatura si componesse all’istante. Questa figura antropomorfa non è l’unica Mirabilia

presente nel quadro, sul palco ci sono altri elementi delle Wunderkammern come l’occhio su

un piedistallo, il dodecaedro e lo strano animale a metà tra un orso e un peluche. Si notano

solidi geometrici sul tappeto al centro, un neonato con la mano su un curioso orologio

decorato con simboli alchemici e una vetrinetta piena di Naturalia come coralli, conchiglie,

un uccello impagliato, un teschio e oggetti Artificialia come il pugnale, il telefono, la corona

e la moneta.

 

 TAV. 4 Mark Ryden, The creatrix, olio su tela, 2005, Collezione privata.

 

In questo contesto ricordiamo un altro quadro di Ryden: The creatrix (TAV. 4) che presenta

un’imponente figura femminile nei panni di Madre Natura che regna sul primordiale mondo

che ha creato attorno a lei. Questa regina tiene in una mano un curioso mazzo di fiori

formato da microrganismi e nell’altra un neonato. Balza immediatamente all’occhio l’abito

trasformato in una Wunderkammer subacquea, dove convivono microrganismi, un nautilus,

una trilobite, una medusa, vari tipi di coralli e un curioso Babbo Natale a quattro braccia che

tiene un dodecaedro decorato con simboli alchemici. Questa Wunderkammer vivente si

completa con altri oggetti curiosi, a destra un astronauta metà bambola e metà neonato e a

sinistra un alveare (Naturalia) trasformato in orologio (Artificialia).

 

 TAV. 5 Mark Ryden, Awakening the moon, olio su tela, 2010, Collezione privata.

 

Un’ultima opera di Ryden con chiari riferimenti alle Wunderkammer è Awakening the moon

(TAV. 5) che ci invita in un’atmosfera solenne e silenziosa, dove la protagonista, una

fanciulla dormiente dai tratti delicati e angelici, è sdraiata sulla base di un altare. Accanto a

lei quattro curiosi animali sembrano sorvegliarla, l’altare è decorato in modo solenne con

candelabri e fiori in vasi alchemici. Al centro un enorme dodecaedro con occhi su ogni lato,

a sinistra una mano su piedistallo che ricorda i musei di cere anatomiche o le reliquie e a

destra una strana bambola con corna di cervo. Questo è un tipico abbinamento dei

collezionisti di Wunderkammer, che manipolano materiali naturali e artificiali per creare

ibridi come il celebre falso storico dello scheletro di sirena conservato nel museo civico di Modena. Altra particolarità di Ryden è quella di unire elementi profani con atmosfere sacre, infatti le prime Wunderkammern erano allestite proprio nelle chiese, dove accanto alle reliquie si metteva anche oggettistica Naturalia. Un caso celebre in Italia è la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Mantova dove è visibile ancora oggi un coccodrillo imbalsamato appeso al soffitto della navata. 

 

Le Wunderkammern, il Surrealismo, Mark Ryden e il Pop Surrealismo ci confermano che la passione e l’interesse per questo mondo costituiscono una linea trasversale che attraversa l’arte e dal Cinquecento conduce all’arte contemporanea, dove è abbondante l’uso di oggettistica Naturalia e Artificialia.

 

[1] AA. VV. (2016), Mark Ryden Pinxit, Kln, Taschen, p. 6.

[2]Adalgisa Lugli (2006), Naturalia et mirabilia. Il collezionismo enciclopedico nelle Wunderkammern d’Europa, Milano, Mazzotta.

 

BIBLIOGRAFIA

  • AA. VV. (2016), Mark Ryden Pinxit, Kln, Taschen.
  • Haxhiraj Marinela (2016), Ulisse Aldrovandi il museografo, Bologna, Bononia University Press.
  • Lugli Adalgisa (1997), Le stanze delle meraviglie “wunderkammern”, Torino, Umberto Allemandi & Co.
  • Lugli Adalgisa (2006), Naturalia et mirabilia, il collezionismo enciclopedico nelle wunderkammern d'Europa, Milano, Mazzotta.
  • Mauriès Patrick (2002), Cabinets of curiosities, London, Thames & Hudson.
  • Mazzotta Gabriele (2004), Visioni del Fantastico e del Meraviglioso prima dei Surrealisti, Milano, Mazzotta.