Transazione Economica

di Giancarlo Cinini

 

PARTE PRIMA

Personalmente (la storia che segue è una confessione personale), c'è soltanto una cosa del momento Natale che, in quanto ex ancora studente, mi affligge anno per anno sempre più. È una transazione economica, un passaggio di denaro che mi dà da pensare parecchio. No, fate anche bene a pensarci ma la questione non è il consumismo, né il far regali comandati. È più sottile. La disegno perché la verità è che me ne vergogno, ma spero comunque di essere compreso.

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PARTE SECONDA.

Forse questa prima vignetta è un po' troppo cinica. Sembra ancora che me la prenda col fare regali. Dopotutto, mi piace fare regali ogni tanto. Tantomeno me la voglio prendere con il concetto di dono, se volete, e cioè che senso abbia fare un regalo sentito con soldi altrui proprio a quel altrui che i soldi ti ha dato. Mitologicamente è un uroboro, il serpente che si mangia la coda, oppure anche una canzone x di Branduardi, tipo Alla fiera dell'est, ma qui c'è un topolino comprato da me coi soldi di mio padre che alla fine mio padre al mercato non comprò ma comunque erano soldi suoi. E quindi? No, quello che volevo sottolineare con il disegnino di prima era proprio la questione della transazione economica dei 20 euro, da mio padre a mio padre. Metaforicamente, dunque la sicurezza della vecchia generazione da un lato; dall'altro, la disoccupazione giovanile, voucher e precariato, la mancanza di reddito, l'espatrio. Tutto sotto l'albero di Natale. Be', ad ogni modo, volevo chiarirmi e mi sono allora confrontato con un amico esperto di economia, che però ha minimizzato le mie domande.

 

PARTE TERZA.

La storia poteva finire qui. Penso di aver esaurito il punto, quello della questione economica. Ma il fantasma di Karl Marx del secondo disegno mi ha subito riportato ai fatti di un tragico Natale, 25 dicembre del 1999, quando mio padre mi svelò il segreto. Ho deciso così di fare una terza vignetta, più intimista: se devo confessare il Natale, tanto vale confessarne anche i  personalissimi traumi.

 

nota 1: Escluso Karl Marx, non c'è nessun tentativo di riprodurre le fattezze di personaggi realmente esistenti.