INTERVISTA A ROBERTA RIZZO

Roberta Rizzo, in arte Moony Witcher, è scrittrice e giornalista per L'Espresso. È inoltre amministratrice della Sesta Luna Srl, società che svolge laboratori e corsi di scrittura creativa. Noi di Deckard le abbiamo posto alcune domande sulla sua saga più famosa: Nina e la bambina della sesta luna.

 

1. Lei è laureata in Filosofia: quali filosofi hanno maggiormente influenzato la stesura della saga di Nina e perché?

 

I filosofi che maggiormente amo e che sono fonte di continua ispirazione e riflessione anche nella stesura della trama di Nina sono: Heidegger, Kant, Nietzsche, Aristotele, Platone, Eraclito e Parmenide. In tutti, benché con le ovvie differenze di epoca e tesi e contro-tesi, trovo l'infinita potenzialità del pensiero dell'uomo. Leggere i testi di questi filosofi significa immergersi nella luce della nostra origine come esseri umani. Un'origine che deve destare sempre meraviglia e coscienza. Nina attraversa la sua avventura come se dovesse non solo compiere azioni ma capire l'importanza dei valori etici e morali, comprendere il limite e oltrepassarlo. Vivere nel kaos (nel senso greco del termine) e trarne bellezza.

 

2. Nina rappresenta, o si oppone, a qualche personaggio della storia in particolare? Karkon?

 

Nina rappresenta l'incanto della coscienza. Rappresenta l'inizio del sapere, della comprensione della vita, pur essendo solo una bambina. E' ovvio che si oppone a Karkon, il personaggio che incarna il Male. Il Buio. Il Nulla.

 

3. Ha letto qualche libro in particolare che l'abbia aiutata nel rappresentare al meglio e con fedeltà le peculiarità dell'alchimista?

 

Da molti anni leggo testi alchemici, sopratutto di alchimia mistica. Esistono tomi che risalgono al 1500 molto affascinanti. La mia è soltanto una ricerca e non una meta. Non sono certo un'alchimista, e tanto meno credo alla magia. I miei studi sono solo frutto di una passione verso i voli del pensiero e della riflessione sul valore della vita.

 

4. Il tema del "viaggio" è particolarmente importante nel mondo della letteratura, basti pensare a Coleridge, Shelley, Cook, Ariosto. Nina viaggia nello spazio e nel tempo. Quanto è importante per lei viaggiare? Cosa pensa che possa infondere nel viaggiatore intraprendere questa scelta? Quanto i viaggi hanno anche inciso nella sua persona?

 

Viaggiare è conoscere, è affrontare sfide. E' capire la propria capacità di adattamento e adeguarsi alle usanze di altre culture. Molti scrittori si avvalgono di trame che trattano viaggi, è normale. E' quasi fisiologico. Perché viaggiare significa esplorare la propria natura e confrontarla con quella di altre persone. Viaggio spesso, quando posso parto ed esploro. Amo moltissimo frequentare luoghi non molto conosciuti da percorsi turistici. E' davvero meraviglioso vivere in paesi e zone con climi diversi, colori diversi, volti diversi, sorrisi diversi. I viaggi nutrono la mia fantasia quanto i libri.

 

5. Il carattere titubante e spesso scettico degli amici di Nina potrebbe rappresentare i ragazzi dei giorni nostri? Ragazzi talvolta troppo legati alle tecnologie e al lato pratico della vita, piuttosto che all'immaginazione.

 

Esatto. Trovo deprimente che i ragazzi affidino la propria testa alla tecnologia. Il computer è una macchina straordinaria, così come il telefonino e il tablet. Ma se non si sa pensare, se non si sa immaginare la tecnologica diventa solo una possibilità per compiere mere azioni meccaniche che non aiutano a crescere. Senza alcuna scoperta della propria mente dovuta a una sana riflessione e conoscenza empirica non c'è futuro. Leggere, cercare, curiosare...sono ben più potenti di una qualsiasi applicazione tecnologica.

 

6. Il marchese LSL bandisce l'alchimia, minacciando di incarcerare chiunque la pratichi. Potrebbe questo essere un sottile riferimento al periodo dei roghi e dei tribunali cattolici? Potrebbe essere una sorta di scappatoia da quella che fu la scelta di Galileo (abiurare il proprio lavoro, per non affrontare la morte)?

 

Diciamo che i personaggi negativi, come LSL, usano solo sotterfugi per mascherare le proprie attenzioni. Uso spesso la malignità per far affiorare il suo contrario. Non scomoderei Galileo ma sicuramente la Chiesa, nei secoli, ha compiuto veri e propri massacri per difendere l'indifendibile.

 

7. Xorax e l'Universo di Alchimidia: la sua concezione di Universo potrebbe accostarsi alla teoria della materia aristotelica?

 

Sì. Esatto. Sono molto aristotelica nella visione dell'universo.

 

8. Nina compie gli anni il suo stesso giorno: si sente un po' come lei? Si sarebbe comportata diversamente dinanzi ad un destino come il suo?

 

Nina, in realtà, racconta in modo fantastico, la mia infanzia. Nina è la bambina che volevo essere ma non ero. Nina è la potenza della vita contro l'incubo della morte...del fallimento. Nonostante tutto penso che, diventando adulta, ho usato l'intelligenza per perseguire le mie convinzioni. Dopo molti dolorosi ostacoli ritengo di saper affrontare ogni catastrofe. D'altra parte la vita è fatta di periodi neri e periodi radiosi. Basta cercare l'equilibrio per stare a galla e tentare di provare felicità. La semplicità spesso si accompagna alla vera bellezza: il cielo, le montagne, il mare ne sono un esempio. La ricchezza è racchiusa in una pietra. In una conchiglia...non nel conto in banca. Penso di essere riuscita a trovare la mia strada. Ma non penso al successo, quello mi interessa poco, ciò che conta è vivere facendo quello che amo: scrivere.

 

9. "Il tempo serve, ma non esiste": di recente ho letto Lo strano caso del cane ucciso a Mezzanotte di Mark Haddon, anche lei, come Christopher, il protagonista, pensa che il tempo sia una convenzione sociale?

 

Sì. Il tempo lo decide l'uomo...non l'universo. La natura segue cicli propri che hanno un tempo...ma non corrisponde alla concezione che noi abbiamo dei minuti e delle ore, dei giorni, e degli anni. Il tempo è una convenzione sociale che ci aiuta a darci regole.

 

10. Cosa ne pensa della pseudoscienza divulgata ai giorni nostri? Quali sono le tematiche che la scioccano di più?

 

Non sopporto i fanatici di teorie aliene, di sette non ben definite e con assiomi assurdi. Sono invece affascinata dalle reali scoperte astrofisiche. C'è ancora molto da sapere dove siamo, e perché siamo qui.

 

11. Crede nei tarocchi? E negli extra-terrestri come i genitori di Nina?

 

No. Assolutamente no. Credo che ognuno abbia un'energia e che la utilizzi anche inconsapevolmente ma è assolutamente una cosa che rientra nelle qualità naturali. Non c'è nulla di soprannaturale.

 

12. C'è una allegoria, un viaggio interiore nascosti dietro la missione di Nina?

 

Direi che Nina porta alla coscienza del vivere. La luce è il risveglio, la bellezza, la trasparenza. E' la vittoria del pensiero sulla copertura delle finte religioni e finte morali.

 

13. Atlantide: ha seguito quelli che sono i miti utopici di Platone e Bacone?

 

Soprattutto di Platone, ovviamente Gorgia.

 

14. La scelta del triangolo delle Bermuda come portale verso Atlantide è dettato dalle presunte sparizioni?

 

Sì...ho usato questa stranezza per dare corpo ad una possibile risposta. Soprattutto mi piaceva l'idea di mettere insieme rondini e balene che dal fondo dell'oceano e dal cielo portano verso una strada che termina nell'infinito mondo alchemico che in realtà è quello spazio in attesa di essere visto.