50 Sfumature di Blu

50 sfumature di Blu.

 

La Street Art legale esiste.

 

La Street Art illegale esiste.

 

La Street Art illegale non è necessariamente un male.

 

La Street Art legale non è necessariamente bella.

 

Se faccio un gesto illegale per scuotere il trono, ma il sovrano mi frega e fa i soldi col mio gesto, mi rimane solo da inventarmi un gesto nuovo, sperando che sia efficace e al più presto.

 

La giungla è la giungla. La mostra è lo zoo. Questa è un po’ criptica, lo so.

 

Non tutta la Street Art ha una funzione estetica.

 

Non tutta l’arte è politica. Però, fare politica staccando un muro,

è un po’ un’opera d’arte.

 

Alcune forme di Street Art contengono anche un messaggio politico.

 

Alcune forme di Street Art contengono un messaggio politico solo perché sono illegali: quelle brutte ma intelligenti, per intenderci. Che, come è noto, non le ha mai volute nessuno.

 

Questa era al limite.

 

Il moralismo è parte integrante di alcune forme di muralismo.

 

L’unico motivo per affiancare moralismo e muralismo è l’effetto retorico del gioco di parole.

 

Strappare la Street Art illegale dal muro su cui nasce è per lo meno una forma di megalomania. Comportarsi come Napoleone è da megalomani, riconosciamolo.

 

Se di un’opera di Street Art non ti interessa il messaggio ma il copyright, paghi. O incassi.

 

Il medium è il messaggio. Il copyright è l’omaggio.

 

L’unico senso della proporzione tra messaggio e omaggio è l’effetto retorico del gioco di parole.

Una bella opera di Street Art riqualifica una zona depressa della città.

 

Non tutta la Street Art riqualifica i muri che la sostengono.

 

Non tutte le opere pubbliche di riqualificazione urbana riqualificano la città che le finanzia.

 

Prendi un luogo che andrebbe demolito. Su un muro c’è un’opera, che potenzialmente vale milioni, a proteggerlo. Uno si prende l’opera, un altro specula sul luogo — e ci guadagnano tutti.

 

Con tutti si intende sempre gli altri. Gli unici tutti in cui siamo compresi anche noi sono tutti quelli che si lamentano.

 

È da 23 frasi che parliamo di calcinacci colorati. Dovremmo trovarci un lavoro vero, altroché.

 

Se a rendere la Street Art politica è il messaggio, allora anche il grigio è arte.

 

Il grigio è solo una nuova forma artistica di Blu.

 

Il blu era una nuova forma artistica di Klein.

 

L’unico senso di questa relazione tra Blu e Klein è l’effetto retorico del gioco di parole.

 

Il problema sollevato non riguarda la conservazione delle opere, ma la loro indebita privatizzazione. Così si sente urlare.

 

Sono indubbiamente assolutistici i seguenti gesti: appropriarsi di un luogo per dipingerlo; strappare un dipinto da un muro; ricoprire il dipinto per cancellarlo.

 

Sono indubbiamente autoreferenziali i seguenti gesti: appropriarsi di un luogo per dipingerlo; strappare un dipinto da un muro; ricoprire il dipinto per cancellarlo.

 

Trasferire un’opera dal suolo pubblico ad un museo a pagamento non è

mettere l’opera a disposizione di tutti.

 

Se qualcuno avesse chiesto a Blu mentre dipingeva: “Ma sei sicuro che poi non te lo staccano e lo vendono?”, lui avrebbe risposto: «Ma figurati se uno viene qui, stacca il muro e se lo porta in un museo. Smettila di dire scemenze e passami il blu».

 

Portare l’arte alla gente e portare la gente all’arte sono due cose diverse.

 

E qui non conta solo l’effetto retorico del gioco di parole.

 

Ve lo assicuro. Leggete Arte come esperienza di Dewey.

Il gesto di Blu ha portato Bologna al centro del dibattito artistico internazionale — e ne guadagnano tutti.

 

Un sacco di gente ora parla d’arte. Anche gente che normalmente è impegnata

a fare soldi. Frecciatina.

 

Se dialogare è marketing e rifiutarsi di dialogare è marketing, allora tutto è soltanto marketing.

 

No, in realtà no. Il marketing è un saprofita: si attacca a tutto.

 

Allora, meglio: non tutto è marketing, ma il marketing è tutto. Il marketing costa e chi fa marketing va pagato.

 

Il mondo dell’arte ha le sue regole. Regola numero uno: l’artista è quello povero ma infelice; il mercante è quello ricco ma infelice. Classicismo.

 

Il mondo dell’arte ha le sue regole. Regola numero uno: l’artista diviene tale quando perde il diritto di decidere delle sue opere. Romanticismo.

 

Il mondo dell’arte ha le sue regole. Regola numero uno: il biglietto di ingresso costa 13 €. Finanzcapitalismo.

 

A quanto pare non è la mostra che si adegua all’arte,

ma l’arte che si adegua alla mostra. A picconate.

 

L’arte non è soltanto quella delle mostre.

 

Banksy&Co non è un cartone animato sui mostri. Neanche sulle mostre.

 

50 sfumature di Blu è un film sui giochi di parole.

 

Banksy&Co è Ratatouille: i bambini saranno invitati a comporre la loro personale visione del topo.

 

Banksy&Co è un nome brutto. Davvero brutto. Proponiamo 50 sfumature di Blu:

almeno fa sorridere.

 

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