IN ATTESA DEL RISVEGLIO DELLA FORZA – PUNTATA 2: LA SECONDA TRILOGIA

di Arianna Ricci

 

Continua a crescere l'entusiasmo ora che il 16 Dicembre è finalmente giunto: i negozi espongono vetrine costellate di decorazioni natalizie e stormtroopers, le pubblicità vogliono mettere in mostra la Forza del proprio prodotto e il Lato Oscuro della concorrenza, persino Facebook invita gli utenti a modificare automaticamente la propria immagine del profilo per mostrare che sono fans di Star Wars. E per chi, come noi, ha deciso di andare a vedere il nuovo film in uscita avendo avuto cura di rinfrescarsi la memoria o prepararsi per la prima volta guardando l'intera esalogia della famosa saga fantascientifica, i tre film conosciuti come la “nuova trilogia”, usciti rispettivamente nel 1999 (Star Wars I: La Minaccia Fantasma), nel 2002 (Star Wars II: L'Attacco dei Cloni) e nel 2005 (Star Wars III: La Vendetta dei Sith) pongono un problema: in quale ordine vanno visti i sei episodi? Infatti, questi ultimi tre sono i prequel di quelli usciti a partire dal 1977 e mostrano l'evoluzione degli eventi che hanno portato all'instaurazione dell'impero e alla nascita di uno dei cattivi dei film più famosi al mondo, Dart Fener.

 

Può sembrare una questione da poco, ma in realtà ne va della comprensione del contenuto dell'intera esalogia e digitando su Google: “Ordine film Star Wars” si possono vedere le accese discussioni dei fan, i quali si dividono fra chi ritene di dover seguire l'ordine d'uscita (IV, V, VI, I, II, III) e chi invece ritiene che sia necessario guardarli secondo l'ordine cronologico della trama (I, II, III, IV, V, VI). Entrambe le teorie presentano pro e contro: adottare la prima significa ripercorrere l'iter di coloro che hanno seguito la saga dalla sua nascita, ma chi vede Star Wars per la prima volta avrà quasi l'impressione di trovarsi di fronte a due saghe separate, data la profonda differenza delle due trilogie; contemporaneamente, la seconda segue la continuità della storia, ma anticipa le rivelazioni che vengono fatte nel quinto e nel sesto episodio, inoltre la trilogia nuova non ha una vera e propria trama, funge soltanto da background per la precedente.

 

Di recente, Rod Hilton, sul blog Absolutely no Machete Juggling ha formulato quello che è conosciuto come il Machete Order: IV, V, II, III, VI. Quest'ordine tratta i prequel come fossero flashback, in modo da mantenere la coerenza della trama aderente al primo protagonista, Luke Skywalker, pur presentando in modo efficace l'antefatto, ma senza fare anticipazioni. L'episodio I viene tagliato, non tanto perché risulta essere il meno amato della nuova trilogia, quanto perché considerato irrilevante ai fini della storia. Hilton spiega sul suo blog:

 

«Narrativamente, è proprio come un film che inizia con una grande apertura, poi torna indietro [...] per la maggior parte, fino a quando non si riaggancia al tempo presente e si conclude».

 

Uno degli aspetti che rende la seconda trilogia così diversa dalla prima è proprio la manifestazione dell'elemento base della saga, la Forza. Se nei film precedenti, poiché quasi nessuno è più in grado di usarla, essa viene quasi considerata il retaggio di un'antica superstizione, gli episodi I, II e III, invece, sono costellati di Jedi e Sith (i seguaci del Lato Oscuro) che sfoggiano acrobazie, spade laser, oggetti che vengono mossi con la forza del pensiero, fulmini e lampi di luce. Nei film precedenti i Jedi sono quasi estinti, in questi viene messo in scena il loro declino, ma questo dà la possibilità di esibirne la spettacolarità caratteristica delle pellicole di nuova generazione. Viene introdotto un elemento che dà alla Forza un aspetto un po' più scientifico, i cosiddetti “Midi- chlorian”. Il maestro Jedi Qui-Gon Jinn spiega che si tratta di forme di vita microbiche presenti all'interno delle cellule di ogni essere vivente. Non sono la Forza stessa, ma piuttosto un collegamento ad essa: permettono di percepirla e, a chi ne ha una maggiore concentrazione nel sangue, di manipolarla.

 

Nel sangue di Anakin, il protagonista della nuova trilogia, è presente la più alta concentrazione di Midi-chlorian mai vista, e ciò lo rende “il prescelto”, colui che diventerà il più forte dei maestri Jedi. Luke Skywalker non è consapevole di appartenere alla stirpe in grado di servirsi di questi poteri e deve guadagnarseli in una lotta contro sé stesso e le proprie debolezze. Anakin, invece, nasce già predestinato a portare la pace nella galassia, naturalmente dotato di quei poteri che devono soltanto essere sviluppati ed indirizzati. Crescere con questa responsabilità lo porta ad amplificare le sue paure tanto quanto la sua arroganza e la sua impulsività. Così, gli episodi I, II e III mostrano il suo graduale passaggio al Lato Oscuro. Eppure lo sviluppo della trama porta lo spettatore a non identificarlo come totalmente malvagio, al pari del signore dei Sith, Darth Sidious, poiché la motivazione che Anakin adduce per giustificare la sua sete di potere e conoscenza è la volontà di proteggere e salvare la donna che ama, Padme, ed il senso di colpa per non essere riuscito a fare altrettanto con sua madre. Anche nel momento in cui, una volta diventato un Sith a tutti gli effetti, compie gesti mostruosi, seminando morte e distruzione, è ancora convinto di agire nel modo migliore per riportare l'ordine in una galassia da troppo tempo in balia di effimeri giochi politici e complotti.

 

La linea temporale permette di ritrovare anche molti dei personaggi che hanno caratterizzato la trilogia precedente: C-3PO, R2-D2, Yoda, Obi-wan Kenobi, ma poiché la storia è ambientata nel passato, essi non sono ancora quelli che i fan hanno conosciuto nella prima trilogia. Obi-wan Kenobi, in particolare, appare nell'episodio I come padawan, allievo di Qui-gon Jinn. Egli non è preparato ad essere una guida e agli occhi dello spettatore sembra quasi l'opposto del saggio che istruirà Luke. Nella vecchia trilogia, Obi-wan sacrifica la sua vita per Luke ed anche dopo la morte rimane accanto a lui come la voce lontana di un angelo custode, mentre nell'episodio III si trova a discutere su quante volte Anakin gli abbia salvato la vita e, pur essendo suo maestro, alla fine dell'episodio Obi-wan confessa di aver sempre visto in Anakin un fratello, dunque un suo pari.

 

Ciò che maggiormente si evince dal confronto tra le due trilogie è il cambiamento di valori che è intercorso nella società che li ha prodotti: si tratta di due gruppi di film molto diversi fra loro, che hanno suscitato grandi discussioni fra gli appassionati. La nuova trilogia, forse non soltanto per necessità narrative, è la storia di un lento declino politico e sociale, tuttavia non tutto è perduto: le ultime parole di Padme riguardano la sua convinzione che in Anakin ci sia ancora qualcosa di buono nonostante tutto, e la nascita di Luke e Leila, gli eroi che riporteranno la pace e abbatteranno l'impero, segna la speranza che le generazioni future siano in grado di imparare dagli errori dei loro predecessori e porvi rimedio. Ogni saga fantascientifica che si ripetti ha in sé un messaggio implicito che infrange la barriera dello schermo cinematografico e investe il pubblico e, come si può vedere, Star Wars non fa eccezione.