#FUTURAinTour @Bologna: Samantha Cristoforetti

Samantha Cristoforetti, Terry Virts e Anton Shkaplerov all'Aula Magna Santa Lucia


di Arianna Ricci


Poco tempo fa, noi di DECKARD ci siamo occupati della missione di Samantha Cristoforetti prima che partisse verso l'International Space Station. Oggi, abbiamo deciso di seguire il suo ritorno. 8 Ottobre 2015, ore 18:00. L'Aula Magna Santa Lucia dell'Università di Bologna è gremita di gente in trepidante attesa. Si vedono giornalisti, fotografi, cameraman, esponenti dell'Aeronautica Militare Italiana, professori, ma soprattutto studenti, studenti e ancora studenti di tutte le età: dai bambini in età scolare agli universitari. Tutti giunti per un solo motivo: avere l'occasione di ascoltare le parole dell'equipaggio della missione spaziale ISS 42/43 Futura, che di recente ha intrapreso un tour lungo tutta l'Italia, durante il quale descriverà la propria esperienza.

l'Alula Magna di Santa Lucia (Bologna)  - [foto di Arianna]
l'Alula Magna di Santa Lucia (Bologna) - [foto di Arianna]

Nell'attesa, vengono proiettati video a tema: trailer di presentazione in Italiano ed in Inglese del lavoro dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della missione ISS 42/43. Intervengono il magnifico Rettore Prof. Ivano Dionigi e Massimo Bergami, Dean della Bologna Business School che ospita l'evento, Andrea Zanini, portavoce del presidente dell'ASI ed il Gen. Giovanni Fantuzzi dell'Aeronautica Militare. Ciò che emerge dai loro discorsi è che tutto ciò rappresenta un esempio di come basti credere nei propri sogni per trasformarli in realtà. Dopo tutto, lo spazio è sempre stato per l'umanità intera fonte di grande ispirazione, di sogni e curiosità che sono la scintilla vitale della ricerca scientifica. Il Tour è stato progettato per mostrare cosa ci sia dietro il lavoro degli astronauti e quanto l'investimento nell'ambito aerospaziale sia una risorsa fondamentale per il futuro. Al termine della presentazione, in fine, giungono loro: Samantha Cristoforetti, ingegnere, aviatrice e capitano dell'Aeronautica Militare Italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell'Agenzia Spaziale Europea e, attualmente, la donna e l'astronauta europeo che ha trascorso più tempo nello spazio in un singolo volo; Terry Virts, astronauta statunitense e Colonnello della United States Air Force, e Anton Nikolaevič Škaplerov, cosmonauta e colonnello dell'aeronautica militare russa. La sala è invasa dallo scrosciare degli applausi.

Anton Nikolaevič Škaplerov, Samantha Cristoforetti e Terry Virts - [foto di Arianna]
Anton Nikolaevič Škaplerov, Samantha Cristoforetti e Terry Virts - [foto di Arianna]

Samantha spiega che la loro avventura è iniziata nel momento del lancio, dopo anni di addestramento e porta il pubblico ad immaginare la scena: i tre astronauti, stretti in una piccola capsula in cima al razzo. Otto minuti in cui brucia il carburante e finalmente sono giunti in orbita, dove è cominciata la sensazione di fluttuare. Ogni giro dell'orbita terrestre richiede circa un'ora e mezza, a Samantha, Terry e Anton ne sono occorsi quattro per giungere a bordo della stazione spaziale. Da appassionata di fantascienza, Samantha definisce l'ISS “l'avamposto umano nello spazio” e non può fare a meno di notare come possa sembrare così surreale eppure così vero l'ambiente in cui si è trovata: l'unico posto in cui, almeno per adesso, c'è vita per l'astronauta nello spazio e possibilità di sopravvivenza, cioè rifornimento di aria, di cibo, di acqua, amici che lo attendono a bordo e lavoro da svolgere. Ma che tipo di lavoro? Sicuramente, un lavoro che, letteralmente, non pesa! Ed è proprio questa assenza di peso, la microgravità, il punto fondamentale di alcuni esperimenti scientifici che sono stati eseguiti, poiché questa particolare condizione fornisce la possibilità di studiare fenomeni che a terra non esistono o sono mascherati dalla gravità. Dall'università di Ferrara, ad esempio, è giunto un esperimento che studia il ritorno del sangue venoso dal cervello al cuore. Gli effetti della microgravità sul corpo umano a livello circolatorio sono stati al centro dell'attenzione per diverse ragioni. Ad esempio, in microgravità è sufficiente il lavoro del cuore per permettere al sangue di scendere e risalire attraverso il corpo, così agli astronauti sono stati fatti indossare “pantaloni speciali”, sviluppati dagli scienziati e chiusi ermeticamente. Essi sono serviti ad abbassare la pressione sanguigna delle gambe, in modo da permettere alle valvole all'interno del corpo di funzionare come accade sulla Terra, per preparare gli astronauti al ritorno.


Uno degli elementi più interessanti, secondo Samantha, è stato lo spostamento di oggetti da dentro a fuori la stazione spaziale. In particolare, il lancio di satelliti, come i piccolissimi cubesat, sviluppati dalle università e dai loro studenti. E, a proposito di dentro e fuori dalla stazione, impossibile non parlare delle spacewalks, le “passeggiate spaziali”, che vengono descritte da Terry, nel corso delle quali ci si serve di maniglie speciali a cui è necessario aggrapparsi e sia l'astronauta sia gli oggetti che quest'ultimo ha con sé devono essere agganciati e legati con diversi cavi. Samantha aggiunge che l'unico modo che esiste sulla Terra per addestrarsi a questo tipo di esperienza è la simulazione all'interno delle piscine. Si tratta di sessioni molto pesanti, che durano ore ed ore.

Ciò che viene sottolineato nella descrizione di ogni esperienza è che a bordo dell'ISS è tutta una questione di lavoro di squadra. È necessario mantenere un clima positivo sia nel lavoro che durante i momenti di relax, poiché solo in un ambiente conviviale è possibile far trascorrere quasi sette mesi nello spazio. Infatti i tre astronauti raccontano di come a bordo abbiano festeggiato tutti i compleanni dei membri presenti e due Natali (quello cattolico e quello ortodosso). Anche il taglio dei capelli è un'esperienza notevole e Samantha racconta che se sulla Terra la sua parrucchiera impiega non più di venti minuti, in orbita Terry ed Anton ci hanno messo due ore e mezza per spuntare i suoi! Uno dei luoghi più importanti per la vita quotidiana a bordo è la propria stanza da letto, non più grande di una cabina telefonica (e i fans di Doctor Who non si lascino trasportare dalla fantasia: anche se è nello spazio, non è più grande dentro!). C'è la possibilità di dormire in un sacco a pelo fissato ad una parete o, come Samantha, di lasciarsi fluttuare nel sonno. Non mancano la palestra e l'esercizio fisico, almeno due ore al giorno, con macchine che permettono di sollevare pesi in assenza di gravità e di correre rimanendo agganciati al tapis roulant.


Per quanto riguarda uno dei principali mezzi di sostentamento, l'acqua, come accade anche sulla Terra, è continuamente riciclata e ricavata dall'aria o dall'urina. Al quinto mese di missione parte dell'acqua a bordo è stata utilizzata per alimentare una macchina per il caffè giunta dall'Italia, cosicché Samantha ha potuto essere la prima ad assaggiare un “espresso spaziale”. Solitamente, comunque, non è possibile consumare cibo fresco a bordo, a meno che non sia portato dai cargo, i quali possono avere sistemi automatici di attracco oppure, per lo più, vanno catturati con un braccio meccanico azionato manualmente dall'interno mentre orbitano attorno alla stazione.


Uno dei posti indubitabilmente più affascinanti per tutti gli astronauti a bordo è sicuramente la cupola, dalla quale sono state scattate la maggior parte delle foto che i follower di @AstroSamantha hanno potuto ammirare su Twitter e Facebook. L'astronauta racconta di come abbia passato notti di luna in cui la Terra era sopra la cupola, cosicché essa sembrava essere diventata il cielo e la stazione spaziale un vascello antico. E dopo una meravigliosa carrellata di immagini del pianeta scattate dallo spazio, fra le quali si possono ammirare le aurore, i tifoni, le miniere di litio, il rosso delle terre africane e l'azzurro degli oceani, Samantha conclude il suo intervento chiedendo ai giovani presenti di ricordarsi di essere proiettati verso il futuro, immaginando il mondo tra vent'anni, e di pensare a come poter contribuire a rendere questo pianeta un posto migliore.

Samantha Cristoforetti - [foto di Arianna Ricci]
Samantha Cristoforetti - [foto di Arianna Ricci]