BLACK MASS

di Gregorio Zanacchi Nuti

 

Ore 11: passando davanti al red carpet, è impossibile non notare una folla di teste multicolori. Ciocche delle tinte più disparate si mescolano per una cinquantina di metri, confuse in una folla eterogenea. C'è chi gioca a carte, chi stringe cartelli rigorosamente homemade, chi si ripara dal sole con l'aiuto di ombrelli, persino i primi casi di pianto isterico. I segni sono chiari: oggi Johnny Depp sbarca al lido. Deckard, in mancanza di un rendez vous con il trasformista hollywoodiano, va a godersi la sua ultima performance in sala.

Io Gregorio, sono quello a destra.
Io Gregorio, sono quello a destra.

Black Mass, il terzo lungometraggio di Scott Cooper, si sviluppa intorno al trittico composto dall'agente FBI John Connolly e i fratelli Billy e James "Whitey" Bulger, rispettivamente interpretati da Benedict Cumberbatch e Johnny Depp. Il ritorno di Connolly a Boston, federale con un passato da ragazzo di strada, rischia di minacciare le attività illecite di James, pesce piccolo della mafia irlandese. L'agente propone al gangster un patto da cui tutti e due possano trarre beneficio: se Whitey accetterà di lavorare come informatore per l'FBI, l'ufficio sarà disposto a chiudere un occhio sui suoi traffici. Inizia così il pericoloso doppio gioco di Connolly, destinato a protrarsi sinchè, una decina di anni dopo, la ferocia priva di freni di James non metterà l'amico nei guai.


Il regista non nasconde la sua passione per i gangster movie, evidente nella ripresa di alcuni topoi smaccatamente scorsesiani: l'uso di brani rock squisitamente seventies, le scene corali nel bar preferito dalla gang e l'ampio respiro temporale della vicenda ci riportano a pietre miliari come Goodfellas. La performance di Depp cerca di allontanarsi dagli eccessi di molti ruoli del passato, in un tentativo incarnare un personaggio drammatico senza trasformarlo in maschera.


Più vicino al vampiro di Dark Shadows che al bislacco pirata disneyano, il camaleonte mira questa volta a vestire i panni di un minaccioso criminale dallo sguardo di ghiaccio, riuscendo nell'impresa per la maggior parte del film. Sorretta da un buon ritmo e una buona fotografia, capace di ottime composizioni, la pellicola si qualifica come un godibile gangster movie. 


Tiepidamente consigliato.