SOLO SIGARI QUANDO È FESTA

Alessio Romano

Solo sigari quando è festa

Milano, Bompiani, 2015

pp. 208, € 17.00

ISBN: 9788845279041


di Arianna Ricci


«E sono davvero io l'unico corpo non in movimento di tutta questa stanza che sembra scossa da un'orchestra demoniaca.»


Questa l'originale ambientazione del thriller di Alessio Romano, giovane autore pescarese che ha debuttato con Paradise for all (Fazi, 2005): L'Aquila dell'Aprile 2009. La città sconvolta e tremante diventa lo specchio della mente del protagonista, che si trova invischiato in un concitato gioco di terrore ed astuzia. 


«Google è operativo. Youtube è inutilizzabile [...] Clicco “Mi piace”, ma non ci riesco. Eh, già, con Netscape ho Java Script azzoppato.» (pp. 20 – 21)


Il romanzo si apre mostrando le due facce dei social network: la grande condivisione e l'immediatezza della comunicazione nel momento nel bisogno, ma anche le insidie che si nascondono dietro l'anonimato. Se da un lato Facebook viene usato dai volontari per comunicare le necessità dei centri di raccolta per i terremotati, contemporaneamente il celebre sito è anche il perfetto palcoscenico per gli inganni della rete. Ed è forse giocando su questa idea che un utente misterioso, l'antagonista principale dell'intera vicenda, ha scelto il proprio nickname: il Ragno, che aggiunge fra gli amici cinque persone, per poi ucciderle una ad una. Il più recente dei suoi contatti è Nick Mangone.


Trattandosi di uno dei principali fili conduttori della narrazione, l'analisi dei social media in generale, e Facebook in particolare, ritorna a più riprese, soprattutto nella misura in cui viene messo in discussione il fatto che la perdita della privacy è un prezzo che molti sono disposti a pagare, a favore della popolarità, della possibilità di nutrire il proprio ego e mostrare al mondo che la propria vita è interessante e degna di essere vissuta.


Nick Mangone non è la classica figura dell'investigatore. Anzi, in realtà non è nemmeno un investigatore: è un ricercatore universitario, un “amator detective”, ed il motore principale della sua indagine, che si dipana lungo tutta la storia, oltre all'istinto di sopravvivenza, è la curiosità. Lo shock del terremoto lascia lo spazio ad una nuova visione della realtà, una rivalutazione del presente: la realtà di Nick si divide tra un padre che soffre di Alzheimer e una fidanzata lontana con la quale ha un rapporto difficile, e la macabra avventura in cui si trova suo malgrado coinvolto prende forma gradualmente nel suo pensiero, finché tutti i pezzi dell'enigma non trovano una collocazione. In tutto questo, però, Nick non è un eroe, né un anti-eroe: è umano, nel senso più autentico. A parte i termini scientifici con cui ama definire gli animali (come Atrax RobustusSidney funnelweb spider, il ragno dei cunicoli australiani che compare nell'avatar del killer), è letteralmente “uno di noi”.


L'indagine è descritta dal punto di vista del protagonista, lontana dall'ufficialità delle forze dell'ordine e molto più concentrata sul ragionamento operato da Nick, sui rischi che quest'ultimo decide di correre, sullo scontro tra le necessità reali di una vita che è stata squassata da un disastro naturale e la volontà di approfondire un'intuizione.


«Il rumore delle campanelle mi dà sollievo. Segna il passaggio da una dimensione onirica e misteriosa, la mia indagine sul Ragno, a una più reale e concreta, anche se non per questo meno carica di minacce.» (p. 99)


Procedendo sulle note di canzoni come Five Leaves Left di Nick Drake che il protagonista ritrova nel suo portatile, il tempo è scandito dalla pubblicazione degli stati del Ragno, la cui psicosi sembra crescere inesorabilmente giorno dopo giorno.


Anche se Nick Mangone non è un detective professionista, questo non esclude che non possa avere un compagno di avventura, anzi, una compagna dal ruolo estremamente attivo e che in più di un'occasione non esita a tirarlo fuori dai guai. Si tratta di Xiumei, una giovane hacker cinese che in pochi istanti riesce ad introdursi nei profili Facebook altrui, facendo riflettere Nick sulla naturalezza con cui invade la privacy. Xiumei si presenta come italiana tanto quanto il protagonista, è indipendente, esile, ma dal carattere forte, con uno zaino che contiene ogni sorta di oggetto pronto per ogni evenienza. Mary Poppins incontra l'Oriente tecnologico. 


Attraverso le parole di Fiona, ricercatrice del dipartimento di Filosofia che Nick ha conosciuto durante un convegno da lei coordinato, l'autore dà una descrizione della società contemporanea nel paragone con il comportamento degli animali e la reazione dei cittadini al terremoto:


«[...] Una volta vivevamo come i lupi o, se preferisci, come gli orsi. Piccoli branchi coesi, con un leader forte e ingombrante, sempre vicino. Ora invece siamo più simili agli insetti. Grandi gruppi di perfetti sconosciuti che vivono l'uno accanto all'altro ignorandosi. Nei campi di prima accoglienza c'è stata una trasformazione improvvisa, un ritorno a una vita di condivisione di dolore e spazi esistenziali.» (p. 84)


La cornice principale che avvolge questo insieme di tematiche è l'idea di metamorfosi. Dalla citazione delle Metamorfosi di Kafka a pag. 84, al radicale cambiamento di Sara (una delle cause scatenanti dell'intera vicenda), dalla trasformazione del protagonista, che si evolve con la risoluzione dell'indagine, alla regressione di suo padre Ivo a causa della malattia. Volti oscuri che in un modo o nell'altro diventano risorse utili alla soluzione, volti amici che rivelano una natura nascosta completamente diversa, sin anche il sogno giunge a confondere la visione della realtà delle cose. L'unico elemento che rimane, inesorabile, è la tragedia (quella scatenata dal Ragno e quella reale del terremoto) e la disperata lotta per la sopravvivenza.