INCEPTION. REALTA E SOGNO IN PROGETTO DI CHRISTOPHER NOLAN

di Gabriele Imposimato

 

“Qual è il parassita più resistente? Un batterio, un virus, una tenia intestinale? Un’idea: resistente, altamente contagiosa; una volta che un’idea si è impossessata del cervello e quasi impossibile sradicarla; un’idea pienamente formata pienamente compresa si avvinghia, qui, da qualche parte”

 

Le parole dell’americano Dom Cobb (interpretato da Leonardo DiCaprio) danno voce alla vera essenza di Inception, come afferma Cristopher Nolan (Londra, 30 luglio 1970), regista, sceneggiatore e produttore britannico; il film, infatti, si basa sull'idea che nei sogni ogni percezione appaia reale e che nel subconscio si possano nascondere e di conseguenza scoprire i segreti più nascosti; in questo caso dovremmo meglio dire “rubare” poiché il film parla di un gruppo di “estrattori” capaci di intrufolarsi nei sogni di un soggetto addormentato per sottrargli informazioni, attraverso un macchinario sperimentale creato dall'esercito per allenarsi a combattere in sogni condivisi senza, di fatto, correre il rischio di morire (se si muore nel sogno, ci si sveglia). Dom, il protagonista, accetta un ultimo lavoro commissionato da Saito, un ricco e influente imprenditore giapponese (interpretato da Ken Watanabe) in cambio di un’amnistia per poter rientrare negli Stati Uniti dopo esser stato accusato di aver ucciso la moglie Mal (la bellissima Marion Cottillard). In verità la donna si era suicidata perché posseduta dall’idea che il suo mondo non fosse reale e che, trovandosi ancora in un sogno, l’unico modo per uscirne fosse uccidersi. Chiaramente l’idea era stata “impiantata” attraverso un processo d’innesto - l'opposto dell’estrazione - (inception), dallo stesso Dom per convincere la donna a risvegliarsi con lui, dal momento che la coppia era ormai persa in un sogno condiviso da cinquant'anni (il tempo nei sogni e enormemente dilatato perché la mente durante il sonno lavora più velocemente). L'innesto funziono quindi fin troppo bene; Saito lo venne a sapere e per questo propose a Dom e alla sua squadra di praticarlo nuovamente al figlio di un suo grande rivale in affari per convincerlo a smembrare il grande impero commerciale del padre ormai sul letto di morte.

L'accattivante trama ha dovuto attendere dieci lunghi anni per passare dalla geniale mente di Nolan alla pellicola cinematografica ma ne è davvero valsa la pena: la lampadina si è accesa nel periodo in cui il regista lavorava a Memento (2000), storia di un uomo non più capace di immagazzinare ricordi nella propria memoria (per più di qualche secondo) a causa di un grave trauma. Ciò lo porta a scrivere, tatuare e annotare ogni evento degno di essere ricordato. La tecnica si rivelerò inefficace ma il protagonista si convincerò sempre più della superiorità di questo metodo “oggettivo” rispetto alla memoria “soggettiva” la quale “può cambiare la forma di una stanza, il colore di una macchina[…]; i ricordi possono essere distorti, sono una nostra rappresentazione, non sono la realta[…]”.

 

Il progetto di Inception, però, fu accantonato quando la sceneggiatura era composta da circa ottanta pagine; perché il film generasse il giusto impatto sul pubblico era necessario infatti far trascorrere sufficiente tempo dall'uscita nelle sale cinematografiche di Matrix (1999), dichiarata fonte d'ispirazione, la cui storia ricordava troppo le sue tematiche (binomio realtà/sogno) . Memento e Matrix sono solamente due delle tante fonti alle quali ha attinto e si è ispirato Nolan; durante la conferenza stampa tenutasi presso l'Hotel Hassler di Roma tre giorni prima dell'uscita nelle sale italiane di Inception (24 settembre 2010), il regista ha dichiarato di aver guardato con ammirazione alle idee letterarie dello scrittore argentino Borges che utilizzava l'immagine del labirinto per descrivere la natura del Tempo, infinitamente complesso, dell’esperienza interiore; cinematograficamente si e ispirato a grandi registi come Ridley Scott (Blade Runner, 1982), Satoshi

Kon (Paprika - sognando un sogno, 2007 - la protagonista e stata d'ispirazione per il personaggio della giovane Arianna) e Stanley Kubrick (Nolan si ispira ad una tecnica utilizzata in 2001: Odissea nello spazio, del 1968, per creare set e ambienti in grado di inclinarsi e ruotare a 360° permettendo agli attori di cimentarsi con l'azione in assenza di gravità, senza ricorrere alla computer-generated imagery).

 

Lunghi anni di lavoro per strutturare la trama di Inception hanno dato modo al regista di cimentarsi in un arguto e ben ingegnato sistema di riferimenti artistici e culturali di grande spessore che gli ha permesso di ricevere le nominations per gli Oscar “direzione artistica” e “effetti visivi”. Partiamo dai nomi di alcuni personaggi. Il nome del protagonista Cobb si riferisce a Henry N. Cobb (nato nel 1926), famoso architetto di grattacieli americano; la citazione e magistralmente rafforzata attraverso la visione del mondo onirico creato da Cobb e Mal costituito essenzialmente da alti grattacieli. Arianna (interpretata da Ellen Page) alla quale è affidato il compito di progettare la struttura labirintica dei vari scenari onirici in cui il team verrà catapultato, è una citazione all'Arianna mitologica, figlia del re Minosse, che aiutò Teseo ad uscire dal labirinto del minotauro. E infatti un diagramma di questo labirinto è proprio ciò che la giovane ragazza architetto disegna per superare il test di Cobb (“Disegnami un labirinto in un minuto che ne richieda due per risolverlo”). Il personaggio di Eames porta il nome del noto designer e architetto americano James Eames recentemente scomparso (1917-2010); infine il nome del ricco imprenditore rivale di Saito, Maurice, è in omaggio all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, la cui arte è stata dichiaratamente fonte d’ispirazione per le illusioni ottiche immaginate e impiegate nei sogni dal personaggio di Joseph Gordon-Levitt, James; stiamo parlando della scala di Penrose, anche nota come scala infinita o impossibile, utilizzata da Escher nella litografia Klimmen en dalen (Salita e discesa, marzo 1960).

 

I riferimenti artistici del regista sono appena iniziati! Chritopher Nolan ha dichiarato, infatti, che lo scenario sulle montagne innevate nel terzo livello di sogno è ispirato al suo film preferito di James Bond Agente 007 - Al servizio di Sua Maestà (1969). Inoltre l'aspetto esterno della fortezza di Fisher è ispirato interamente alla Geisel Library della University of California, progettata dal celebre architetto futurista americano William L. Pereira (nato nel 1909).

 

E ancora: quando Arthur (Gordon-Levitt) spiega a Saito le difficoltà di un innesto di idee gli dice “non pensare a un elefante”, inducendolo di conseguenza a farlo. La battuta è un esplicito riferimento al titolo di un famoso libro di semantica cognitiva scritto da George Lakoff (Don’t think of an elephant!, 2005, Chelsea Green Publishing). L'autore sintetizza le sue idee politiche nella struttura concettuale della suggestione che producono le parole nella mente di un ascoltatore; ad esempio utilizzando l’espressione “sgravo fiscale” (tax relief) si può impiantare l'idea che le tasse siano un peso, cosi da conferire un'accezione negativa.

 

Inoltre, nelle prime scene del film, durante un dialogo tra Mal e Cobb in una stanza del castello di Saito, la donna commenta un dipinto appeso alla parete; Cobb risponde che Saito “ha un debole per i pittori inglesi del dopoguerra”. La frase si riferisce all'artista irlandese Francis Bacon (1909- 1992), pittore d’avanguardia, molto amato dal regista e già citato in Batman, The dark knight (2008). Il quadro in questione e Study for Head of George Dyer (1967), personalissimo ritratto dell’ultimo amante di Bacon, morto di overdose.

 

Le riprese di  questo promettente e costosissimo film (160.000.000 $) sono cominciate a Tokio il 19 giugno 2009; ma si può dire che sia stato un lavoro intercontinentale poiché il cast si è spostato dapprima in Inghilterra per girare le scene dell’incontro tra Cobb e Arianna, promettente architetto, nella Galleria Flaxman all’University College di Londra; poi in Francia dove il celebre Pont de Bir-Hakeim, situato sulla Senna, rappresenta uno degli esperimenti creati da Arianna durante la sua “prima lezione” di architettura mentale in un sogno condiviso; a Los Angeles (Usa) invece, presso gli studi della Warner Bros., sono stati costruiti gli interni delle scene iniziali in cui si vede il castello di Mr. Saito, scenari ispirati al castello Nijō, costruito a partire dal 1601 per volere di Tokugawa leyasu, primo shogun del periodo Edo, e completato nel 1626 da Tokugawa lemitsu.

 

Le riprese più difficoltose si sono svolte in Canada sul rilievo montano vicino alla località di Banff, in Alberta, dopo che la troupe dello scenografo Guy Hendrix Dyas era riuscita a trovare una pista sciistica inutilizzata in quel periodo (Fortress Mountain).

 

Dopo questa analisi possiamo affermare con certezza che Christopher Nolan abbia pensato ad ogni dettaglio della complessa sceneggiatura di Inception, unendo tutti gli elementi in un perfetto mix di fantascienza e cultura; la ricchezza di questo grande film, d'altronde, sta nel suo intelligente sistema di richiami e citazioni che, inevitabilmente, intriga e appassiona lo spettatore più attento e, forse, anche lo storico più curioso.

 

Sitografia 

- Castello Nijō in Wikipedia.

- ChristopherNolan: Director – Inception Interview in Youtube.

- Film meets Art ‐ Chris Nolan inspired by Francis Bacon in Youtube.

- Giancarlo Zappoli, Tra sogno e realtà, un sapiente distillato delle alchimie più segrete del cinema, in MYmovies, Mo-Net Srl.

- Giordano Rampazzi, Intervista: Christopher Nolan.

- Inception in Wikipedia.

- Inception in Warner Bros., Official Site.

- Inception in Internet Movie Database, IMDb.com Inc

- Inception in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.

- Inception in Metacritic, CBS Interactive Inc.

- Inception in AllMovie, All Media Network.

- Inception in Movieplayer.it, CR Publishing srl

- Inception in CineDataBase, Rivista del Cinematografo.

- Inception Behind the Scenes – Escher Staircase (2010) Leonardo DiCaprio, Tom Hardy Movie HD in Youtube.

- Jeff Shesol, Book review: The All New Don’t Think of an Elephant! by George Lakoff in The Washington post.

- Scala di Penrose in Wikipedia.