Anniversari

di Sara Gozza

illustrazione Riccardo Santoro

 

Come ogni anno il mondo del cinema e della letteratura festeggia anniversari di ogni genere, così anche il 2014 ha goduto di due importanti celebrazioni: il sessantesimo anniversario della prima pubblicazione del Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien (1892-1973) e il trentesimo anniversario dell’uscita di Ghostbusters di Ivan Reitman. Certo, si parla di due produzioni artistiche molto diverse ma sicuramente da annoverare tra i capolavori, il primo della letteratura fantasy contemporanea, il secondo del cinema. Entrambi giustamente hanno fatto molto parlare di sé ed è per questo che descrivere nuovamente le trame e i temi che li attraversano sarebbe poco interessante; molto più accattivante sarà scoprirne le curiosità che si celano dietro alla carta e alla pellicola. Il primo scritto con estrema lentezza e precisione, il secondo girato e divulgato nelle sale in pochi mesi, l’uno inventò gli Hobbit della Contea, l’altro lo zaino protonico. 

ill. Riccardo Santoro
ill. Riccardo Santoro

Partiamo da Tolkien. L’autore de Il Signore degli Anelli (in lingua originale The Lord of the Rings), prima della pubblicazione delle celeberrime opere non era un famoso scrittore ma comunque uno stimato professore di letteratura medioevale e filologia, all’università di Oxford. Durante la correzione del compito di uno studente, scarabocchiò su un foglio «In un buco nel terreno viveva un Hobbit». La frase gli sembrò così affascinante che di lì a poco iniziò a scrivere precisamente Lo Hobbit seguito poi dal Signore degli Anelli. Certo, gli hobbit non erano del tutto estranei alla cultura nordica ma venivano molto più spesso assimilati ai folletti, agli gnomi e alle creature magiche dei boschi più che ai simpatici e burloni mezz’uomini descritti da Tolkien. Se l’input della storia non fu programmato, anche la divisione in tre libri differenti (La compagnia dell’Anello, Le due Torri e Il ritorno del Re) non fu una scelta decisa direttamente da Tolkien. Il secondo conflitto mondiale aveva impoverito enormemente le case editrici e pubblicare nel 1954 un libro con più di mille pagine risultò, per l’editore, un rischio economico non indifferente, per questo si decise di dividerlo in tre parti. La compagnia dell’Anello ebbe da subito un incredibile successo e dunque si decise di lanciare sul mercato anche le parti successive. Sicuramente l’estenuante lavoro di Tolkien, come lui stesso raccontò per il New York Time, venne ricompensato. Estenuante sia perché impiegò circa 14 anni per completare il lavoro, sia perché completò l’intera opera a mano senza l’impiego della macchina da scrivere, ma a rendere il compito ancora più arduo e lento fu il suo peculiare metodo di scrittura basato sull’impugnatura a due dita.


Tolkien non accolse calorosamente l’idea di adattare al grande schermo il suo capolavoro nemmeno in seguito alla strampalata proposta dei Beatles. L’idea era quella di far interpretare ai membri del gruppo i personaggi principali, dunque: Paul McCartney sarebbe stato Frodo, Ringo Starr il fedele compagno Sam, George Harrison il saggio Gandalf e Lennon niente meno che Gollum. L’idea però non piacque né all’autore né a Stanley Kubrick, ingaggiato dalla stessa band come regista. Nel 1973, alla morte del professore, gli eredi di Tolkien divennero molto protettivi nei confronti dello sfruttamento delle sue opere, risultando una spina nel fianco per molte case cinematografiche che puntarono da subito gli occhi in particolare sul Signore degli Anelli. L’opera in ogni caso venne animata nel 1978 dalla BBC Radio mentre nel 2001 uscì La Compagnia dell’Anello diretta magistralmente da Peter Jackson, completata rispettivamente nel 2002 e nel 2003 dagli altri due episodi.

Lo stesso Ghostbusters si potrebbe definire un lavoro estenuante, in questo caso non tanto per la meticolosità e la lentezza nel portarlo al termine, quanto per la rapidità e la fretta cui fu sottoposto l’intero cast; i tempi di produzione, infatti, furono estremamente ridotti poiché i permessi per l'inizio dei lavori arrivarono nell'ottobre '83 e l'uscita era prevista nelle sale americane per il giugno '84 (in Italia arrivò il 24 novembre) ma in entrambi i casi la fatica venne ricompensata da un successo straordinario. Ghostbusters divenne da subito film cult di una generazione che vide una rivoluzione cinematografica non indifferente. Nel giro di pochi anni vennero proiettate pellicole con effetti speciali fino ad allora impensabili come Ritorno al Futuro (1985) e Aliens – Scontro finale (1986). Al contrario dell’opera di Tolkien, che dovette aspettare diversi anni prima di diventare un colossal cinematografico, la trama di Ghostbusters venne pensata da subito come copione per il cinema. La sceneggiatura nacque dalle ceneri di quella che doveva essere un'altra commedia fantascientifica che prevedeva come protagonista Dan Aykroyd, il quale però propose una serie di variazioni importanti tra cui la presenza di scienziati a caccia di fantasmi. Il primo script di 40 pagine presentate da Aykroyd prevedeva solo tre acchiappafantasmi (Dan Aykroyd, Eddy Murphy e John Belushi) e tutta una serie di differenze a livello di storia, come il fatto che i protagonisti dovessero viaggiare nel tempo. Con la scomparsa di Belushi nell''82 e il rifiuto da parte di Murphy della parte, furono necessarie delle variazioni nella sceneggiatura e nel cast.


I tempi estremamente ridotti non permisero una sufficiente cura della pellicola, per questo sono individuabili diversi errori tecnici (cavi e trucchi visibili, effetti speciali incompleti, ecc) e nel caso si guardi il film in lingua originale, si può notare una sostanziale differenza con i dialoghi in italiano, in quanto spesso al copione si preferì l'improvvisazione. Anche la colonna sonora venne registrata in tempi di record (si dice addirittura in un week-end) da Ray Parker Jr., la quale divenne un successo planetario; l'orecchiabilità del motivetto, unita alla bravura e alla simpatia dei protagonisti e alla grande attesa venutasi a creare già un anno prima dell'uscita (New York venne tappezzata dal noto simbolo del fantasma dietro ad un divieto di accesso) resero Ghostbusters uno dei film più visti e amati di questi ultimi trent'anni. Ciò che contraddistingue Signore degli Anelli e Ghostbusters, rendendoli degni di nota anche a distanza di decenni dalla loro uscita, è la rivoluzione che portarono, l’uno nella letteratura, l’altro nel cinema. Impensabili risultavano sia le terre lontane di Tolkien sia gli effetti speciali portati sul grande schermo da Reitman. Eppure loro li resero possibili, ed è per questo che nonostante siano nati nuovi generi letterari e la tecnologia digitale abbia preso il sopravvento continuano a rimanere dei caposaldi della letteratura e del cinema.