GHOST IN THE SHELL    

Masamune Shirow

GHOST IN THE SHELL

Star Comics, 2004

pp.240, € 6,50

ISBN 9788864200064


di Silvia Melia


2029, il Giappone è diventato un immenso agglomerato di industrie e imprese; «nonostante tutto il pianeta sia coperto da uno sterminato complesso commerciale e da luci che ruotano vorticosamente, questo prossimo futuro non si è ancora informatizzato tanto da cancellare popoli e nazioni». A partire da studi universitari del 1998 venne inventato il neurochip Modello Crescita, uno dei nuovi trattamenti medici che utilizzano computer ausiliari composti da micromachine; questi microsistemi computerizzati vennero utilizzati per la produzione di AI (Artificial Intelligence) e robot. A seguito di questi grandi progressi in ambito tecnologico l’uomo ha imparato non solo a sfruttare al meglio le macchine, ma soprattutto a conviverci in maniera più o meno pacifica. È questo lo scenario che fa da sfondo alle vicende narrate da Masamune Shirow nel manga Ghost in the Shell, un lavoro pubblicato in 10 volumi di cui si hanno trasposizioni cinematografiche e televisive e per il quale sono stati programmati due videogiochi. 

L’autore ci porta a seguire le vicende della Sezione di Sicurezza numero 9, una squadra del corpo di polizia che esegue gli ordini del maggiore Motoko Kusanagi, a metà fra una donna e un robot. Il compito di questi agenti, potrebbe sembrare scontato, è la lotta al crimine che in un mondo profondamente trasformato dall’avanzamento della tecnologia, agisce in relazione alle reti informatiche che costituiscono in parte anche gli individui; pertanto le azioni illecite consistono principalmente nel cracking dei sistemi elettronici.


Alle innovazioni in ambito tecnologico si affiancano quelle riguardanti la biotecnologia, le quali hanno permesso agli esseri umani di modificare parti del corpo attraverso l'innesto di organi artificiali; è il caso della maggior parte degli uomini poiché dotata di un cervello cibernetico che consente di operare calcoli facilmente, di immagazzinare o di eliminare un gran numero di informazioni alla stregua dei computer, e di comunicare con altri individui attraverso il pensiero. Questi uomini vengono chiamati cyborg; come spiega lo stesso autore, esso «è un essere umano dotato di una o più parti del corpo artificiali» e quando un individuo modifica il 90% del proprio corpo è definito "cyborg completo"; questo è il caso del maggiore Kusanagi a capo della Sezione 9.


Gli umani con un cyber­cervello e i cyborg possiedono un ghost, cioè un' individualità che li differenzia dalle AI e dai robot; attraverso il ghost l'individuo riesce a provare emozioni e a svolgere le comuni funzioni biologiche atte alla sopravvivenza, cosa che le AI o i robot, pur essendo apparati avanzatissimi e incredibilmente identici a individui dotati di ghost, non possono fare.


Nel suo lavoro Shirow si ispira al saggio di Arthur Koestler intitolato The Ghost in the Machine, che prende le mosse dalla critica al dualismo cartesiano fra mente e corpo del filosofo Gilbert Ryle; anche l’autore del manga non ammette il dualismo, ma considera il ghost come un fenomeno legato alla composizione fisica del corpo, in particolare del cervello.


Sono delle AI i Fuchikoma, macchine che hanno la funzione di trasportare gli agenti della Sezione 9 e dotate di armi per attaccare; riescono persino a rendersi invisibili e pertanto sono utili nelle operazioni segrete delle forze dell'ordine.


Le AI sono in grado di fare dei ragionamenti laboriosi, tuttavia non sono in grado di comprendere la complessità della vita biologica; caratteristico è il dialogo fra Bato, un agente della squadra, e il suo Fuchikoma che non riesce a capire il significato della parola "Dio" e il concetto di vita mortale:

«F.: Nel mondo degli uomini mancano molte cose. Ecco perché loro si rinforzano con i robot e gli AI. B.: Pensando a queste cose, uno poco religioso come me cercherà di recuperare dopo la reincarnazione sporgendo protesta a Dio. F.: Non comprendo il termine "Dio". B.: Già, io potrò scoprire se esiste l'Aldilà quando morirò. Ma tu sei praticamente quasi immortale. F.: Posso morire anch'io se mi cancello la programmazione!».


Significativa è la descrizione della creazione di robot che si avvale dell’uso di fibre ottiche, in particolare di fotoni, per la sintetizzazione di particolari tipi di tessuto, come la pellicola1, che vengono in seguito applicati alle macchine attraverso l’uso di una soluzione; per il viso, la lingua, le dita e gli organi genitali vengono usate invece le cosiddette membrane tattili biotecnologiche, per poter conferire ai tessuti le caratteristiche proprie di un organo naturale.


Ricorrente è dunque il tema del rapporto uomo­macchina; infatti gli sviluppi della tecnologia e della stessa in relazione all’organismo hanno in larga parte migliorato le condizioni di vita degli uomini, ma per altri versi sono diventati un pericolo per l'incolumità degli stessi.


Le azioni criminali di tipo informatico rappresentate nel manga sono principalmente legate all'accesso illecito nelle reti elettroniche di qualunque dispositivo e persino di qualunque uomo.


Di frequente viene violata la morale dei computer attraverso l’induzione di esperienze simulate o sogni allo scopo di manovrare gli esseri umani per fini illeciti, attraverso il controllo del ghost per mezzo di virus che se ne impossessano se raggruppati in un genoma e la sua duplicazione, o il lavaggio del cervello.In ogni episodio viene combattuto un criminale diverso, ma le azioni illecite isolate conducono a un unico grande piano spesso ignoto alle vittime che vengono comandate.


Il più grande dei nemici che Kusanagi e la sua squadra devono affrontare è il Progetto 2501 , anche detto “Marionettista” per la sua capacità di migrare da un corpo a un altro entrando nelle reti neurali degli stessi per manovrarli; esso è un’entità informatica creata inizialmente per il governo, che poi unendosi a dati industriali e videogiochi attraverso la rete ha iniziato a credersi un essere vivente.


Alla rappresentazione della lotta fra Bene e Male l’autore affianca temi etici in relazione all’uso dei robot; in maniera ricorrente viene tirato in causa l’argomento di una probabile presa di coscienza da parte delle macchine del loro immenso potenziale che di conseguenza li indurrebbe a ribellarsi agli uomini, rivendicando maggiori diritti.


Inoltre la presenza del ghost, che rappresenta la capacità degli individui modificati di sentire sensazioni estranee a un qualunque cyborg del tutto artificiale, è concepita per dare importanza all’unicità dell’esistenza umana. Per questo motivo infatti la morale sui computer impedisce ai personaggi della storia la duplicazione del ghost, dal momento che, pur riuscendo a duplicare una grande quantità di informazioni, si è rivelato pericoloso in quanto queste ultime risultavano danneggiate e il ghost duplicato moriva.


Per quanto in un futuro non molto lontano la tecnica, che raggiungerà alti livelli di sviluppo, potrà rivelarsi uno strumento utile al benessere dell’uomo,Shirow nel suo lavoro esaltando il valore positivo del progresso, intende richiamare l’attenzione del lettore al valore inestimabile della vita, ponendosi in questo modo favorevole allo sviluppo della conoscenza e allo stesso tempo critico nei confronti di un probabile uso improprio dell’innovazione.



BIBLIOGRAFIA

-Shirow Masamune, Ghost in the Shell, Star Comics: 2004.

-Koestler Arthur, The Ghost in the Machine, Hutchinson: 1967.