IL VENTESIMO SECOLO: LA GUERRA NEL XX SECOLO (1887)

Albert Robida 

IL VENTESIMO SECOLO: LA GUERRA NEL XX SECOLO (1887). La vita elettrica (1890). Inediti in Italia

Senigallia: Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare, 2013

pp. 176, € 35

ISBN 9788897952084

libro illustrato


di Marco Ciardi


Se Jules Verne ha provato a raccontarci il futuro, Albert Robida ha cercato di vederlo. E le sue illustrazioni, ancora oggi, destano ammirazione e meraviglia. Ma se ognuno di noi sa dire qualcosa a proposito di Verne, altrettanto potremmo dire di essere in grado di fare per Robida? Albert Robida nasce a Compiègne, una cittadina appena a valle della confluenza dei fiumi Oise e Aisne, a circa 60 chilometri da Parigi, il 18 marzo 1848. Poco meno di un mese prima, il 22 febbraio, era scoppiata nella capitale la Rivoluzione che avrebbe dato vita alla “Primavera dei Popoli” in tutta l'Europa. Figlio di un falegname, studia per diventare notaio. Ma la sua passione consiste nel disegnare e fare caricature. E così a 19 anni i genitori gli consentono di andare a Parigi. In breve tempo diventa collaboratore di numerose riviste satiriche e d'attualità dell'epoca. Nel corso della sua carriera illustrerà almeno 200 libri, di tutti i generi, e collaborerà a circa 70 riviste, realizzando 60.000 disegni. Cronista della guerra Franco-Tedesca del 1870 (che sancirà la nascita definitiva della Germania), dopo aver lavorato per alcuni anni come giornalista-illustratore corrispondente, nel 1876 si stabilisce definitivamente a Parigi con la famiglia.

I libri di Jules Verne sono ormai da tempo in circolazione, e con grande successo. Robida cerca di seguirne le orme, ma differenziandosi per i tratti ironici che introduce nei suoi romanzi. Ad esempio, Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul (1879) intende essere una chiara presa in giro dei celebri “Viaggi straordinari” di Verne. A questo proposito, nei riquadri di presentazione del libro si riporta giustamente una citazione di Antonio Faeti che indica Robida come “il più affascinante parodista di Verne e Salgari (A. Faeti, Storia dei miei fumetti, Roma, Donzelli, 2013, p. 385). Il libro è comunque diventato una dei classici della letteratura per ragazzi, ristampato innumerevoli volte, e tradotto immediatamente anche in Italia (Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola, 1884).


Ma la fantasia visionaria di Robida ebbe modo di dispiegarsi appieno con la trilogia dei romanzi d'anticipazione, precursori della moderna fantascienza: Le Vingtième Siècle (1884), La Guerre au vingtième siècle (1887) e Le Vingtième Siècle. La vie électrique (1890). Come scrive Gianni Brunoro in uno degli ottimi saggi di presentazione del volume (gli altri sono di Edgardo Rodia e Franco Spiritelli; quest'ultimi hanno curato anche le traduzioni), queste opere «fanno di Robida un altro Jules Verne, spesso addirittura più audace». Perché a differenza di quest'ultimo, egli immagina invenzioni integrate alla vita quotidiana e non creazioni di “scienziati pazzi”; e inoltre prospetta le conseguenze delle sue invenzioni sul piano sociale: qualcuna anche sorprendente per il tempo, come per esempio, «l'avanzata delle donne, che indossano pantaloni, fumano, rivestono ruoli importanti come dottoresse, notai, avvocati; e addirittura partecipano alle elezioni sia come candidate sia in quanto elettrici». Inoltre, «sul piano comportamentale, viene da lui prospettato il turismo di massa, mentre le città devono affrontare i problemi dell'inquinamento» (p. 17).

Cosa si vuole di più da un romanzo di anticipazione di fine Ottocento? Il di più sta nella straordinaria bellezza ed inventiva delle illustrazioni. Ci sono macchine volanti e case sospese nel cielo, che tanto ispireranno il movimento steampunk dei nostri giorni; e soprattutto, tante invenzioni tecnologiche, di cui sicuramente la più sorprendente ed attuale è il “Telefonoscopio”, una via di mezzo tra il cinematografo e la televisione, ma anche simile ai media interattivi, vista la possibilità che esso offre di seguire corsi a distanza e altre cose del genere. Non manca, naturalmente, un tentativo di prevedere ciò che la tecnologia potrà fornire al potere distruttivo delle armi militari: se guerra chimica e batteriologica erano forse nell'aria, certo ancora non erano accadute, e Robida le descrive con precisione.


Non si pensi però che Robida abbia visto davvero il futuro (magari perché imbarcato su una macchina del tempo). Come sappiamo bene, il futuro non è in alcun modo prevedibile, anche se certe intuizioni lasciano a volte meravigliati. Andrebbero tuttavia sempre comparate con ciò che non è stato previsto e non si è verificato. E così, anche in Robida, come nella quasi totalità dei suoi contemporanei, manca l'aspetto che più ha caratterizzato la società del Novecento: l'avvento del petrolio e delle tecnologie su di esso basate, a partire dall'automobile. In quegli anni, infatti, di fronte ai timori suscitati da una economia e una società basate interamente sul carbon fossile (che preoccupava sia per la sua futura disponibilità, sia per la qualità di vita che offriva alle grandi città), si ipotizzava l'utilizzo su larga scala di nuove fonti di energia (come il solare) e il dominio incontrastato dell'elettricità. Non è un caso, quindi, che il mondo futuro di Robida sia un mondo interamente dominato dall'elettricità. Come sappiamo, le cose sono andate ben diversamente. Ciò, ovviamente, non toglie niente al fascino di opere che possono continuare ad essere lette con profitto sotto molto punti di vista, ludico e sociologico, artistico e storico.

Per questo motivo non si può che esprimere un sincero ringraziamento alla  Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare per aver promosso e realizzato la pubblicazione, per la prima volta in Italia de La guerra nel XX secolo e La vita elettrica. Infatti, se il Ventesimo secolo aveva visto un'immediata traduzione anche in Italia, nel 1885, per i tipi della casa editrice Sonzogno, gli altri due volumi della trilogia non erano mai stati tradotti nel nostro paese. E' dunque un'occasione straordinaria quella che si presenta ai lettori italiani. Il volume è disponibile al costo di 35 euro e si può acquistare attraverso il sito della Fondazione o scrivendo a info@fondazionerosellini.it


A questo primo volume dedicato alla “Proto-Fantascienza”, la Fondazione Rosellini sta pensando di far seguire un secondo testo intitolato I salgariani alla conquista degli astri. Proto-Fantascienza italiana dagli anni '80 del XIX secolo agli anni '50 del XX secolo, che si collega anche a un volume già edito nel 2011 su Salgari e i salgariani.

Speriamo di poterlo recensire presto su Deckard.