NAUSICA NELLA VALLE DEL VENTO

Hayao Miyazaki
KAZE NO TANI NO NAUSICAÄ (Nausicaä della Valle del Vento)
Film d’animazione, Giappone 1984
Regia: Hayao Miyazaki
Produzione: Isao Takahata
Durata: 116 min.

di Ilenia Puggioni

Nato come manga, Nausicaä della Valle del Vento, comincia ad essere pubblicato nel 1982. Realizzato da Hayao Miyazaki per la rivista mensile di animazione Animage, ha come tema la relazione Uomo-Natura ed è permeato dalla sensibilità ecologica sviluppatasi negli anni Settanta. Ma Nausicaä non è solo ecologismo, in esso troviamo alcuni dei temi più cari all'autore quali la critica alla società industriale e la condanna della guerra.

In seguito al successo del manga, l'editore della rivista chiede a Miyazaki di farne una trasposizione cinematografica e così la pubblicazione viene interrotta per essere poi ripresa e conclusa solo dodici anni dopo, nel 1994. Quando il film esce nelle sale, la storia di Nausicaä è ancora molto lontana dal suo epilogo definitivo e gli anni trascorsi segnano la differenza principale tra il film e il manga, evidente soprattutto nel finale. La visione di Miyazaki, che concluderà la storia della principessa Nausicaä sulla rivista Animage, è resa negli anni sempre più cupa dalla disillusione ideologica dovuta al continuo proliferare dei conflitti, ai crescenti problemi legati all'inquinamento e alla devastazione dell'ambiente. Il film, che viene tratto dalle prime sedici puntate del manga, ne conserva di conseguenza gli elementi ottimistici, terminando all'insegna della rinascita. Il giovane Miyazaki cresce e si forma nel contesto socio-culturale del Giappone del secondo dopo guerra, intriso di ideali di socialismo umanitario, impegnato contro lo sfruttamento dei più deboli e la denuncia al bellicismo e nella lotta ecologica per un ambiente naturale che non debba più subire inquinamenti e contaminazioni. E così anche le sue prime opere sono legate a questi ideali.

In Nausicaä, la violenta e distruttiva relazione Uomo-Natura sembra avere la possibilità di ritornare ad essere armoniosa, quasi arcadica. Profondamente immerso nella cultura degli anni Settanta, Nausicaä viene influenzata dall'ipotesi Gaia formulata nel 1979 da James Lovelock, membro della Royal Society, professore di cibernetica, scrittore e ricercatore ambientalista. Secondo Lovelock la Terra e tutte le sue componenti geofisiche si mantengono in condizioni idonee alla presenza della vita grazie al comportamento e all'azione degli organismi viventi, vegetali e animali. La Terra è un'entità vivente, un sistema olistico dunque fra organismi e ambiente capace di autoregolare il clima e la composizione atmosferica. L'ipotesi Gaia ( dal nome dell'omonima divinità femminile greca nota anche come Gea, dea della Terra) diviene manifesto della nuova sensibilità ecologica. La figura di Nausicaä nasce dalla sintesi tra cultura occidentale e orientale. Deve il suo nome alla principessa dei Feaci cantata da Omero nell'Odissea di cui Miyazaki ammira altruismo e amore per la natura e che egli fonde con La principessa che amava gli insetti protagonista dell'omonimo racconto della raccolta Tsutsumi chunagon monogatari del XII secolo.

Il riferimento al Vento è omaggio alla più antica delle energie pulite, quella eolica, e l'episodio ispiratore è stato l'inquinamento da mercurio del golfo giapponese di Minamata, causato dal rilascio ininterrotto di metilmercurio nelle acque reflue dell’industria chimica Chisso Corporation fra il 1932 e 1968. Il composto chimico altamente tossico si andò accumulando nei molluschi, nei crostacei e nei pesci della baia, entrò nella catena alimentare e fu causa dell’avvelenamento da mercurio degli abitanti del luogo. La sindrome di Minamata, malattia neurologica scoperta nel 1956, ne fu la conseguenza più visibile. I decessi continuarono per più di trent’anni, durante i quali né il governo né la Chisso, che negò la propria responsabilità, si impegnarono perché il disastro fosse evitato. Ciò che colpisce Miyazaki è la capacità delle creature marine di sopravvivere alla violazione del loro habitat da parte dell'uomo e quella della Terra di rigenerarsi , indipendentemente dalle azioni dannose che questi compie. È l’uomo che, scontrandosi con la sua superbia, deve trovare un equilibrio con la natura per non rischiare di soccombere.

L'azione dell'uomo, per quanto distruttiva, appare comunque impotente e marginale di fronte alla capacità della natura di rinnovarsi, di rigenerare se stessa in forme sempre nuove. L'uomo altro non è che un elemento transitorio in un pianeta di cui non è padrone e al quale deve sottomettersi se vuole sopravvivere. La storia di Nausicaä palesa la sensibilità del suo autore di fronte ai lasciti catastrofici di una guerra mondiale fra superpotenze. Miyazaki nasce da una famiglia agiata la cui ditta, la Miyazaki Airplanes, costruisce componenti per aerei in tempo di guerra e che continua la sua attività anche successivamente. Muovendosi dalla consapevolezza che ciò che per lui è bene, per molti è male, nei suoi film la divisione tra Bene e Male non è manichea. Qualsiasi comportamento, anche il più discutibile, ha la sua logica e le sue ragioni, per questo le persone vanno valutate di volta in volta. A partire da un fatto biografico conflittuale, lo scontro tra principi educativi e comportamenti pratici, Miyazaki arriva a ritenere che nessuno è completamente buono o cattivo, tutti possono cambiare in meglio o in peggio e gli esseri viventi vanno capiti più che giudicati.

Il desiderio profondo di capire le creature viventi accompagna il personaggio di Nausicaä sin da bambina e ciò è evidente nelle sequenze oniriche in cui la piccola cerca di difendere inutilmente un cucciolo di Ohmu dalla volontà distruttiva di suo padre. La figura genitoriale è così portatrice di errore. Il re Jhil, padre di Nausicaä, non riesce a condividere la visione del mondo della figlia e per lui è difficile capire che la foresta, con le sue creature, stia ripristinando la vita piuttosto che seminare morte. È per tutelare il suo popolo e non per crudeltà che allontana la figlia bambina dal piccolo Ohmu. Il fatto biografico che si cela dietro questa sequenza risale probabilmente al 1945: Miyazaki ha quattro anni ed assiste al bombardamento della città in cui vive, Utsunomiya. Suo zio, recuperato il piccolo camion della ditta, porta la famiglia all'aperto nei campi, lontano dalle fiamme che divampano. Mentre si allontanano, una donna con in braccio una bambina chiede un passaggio, ma il camion procede senza fermarsi. Così Miyazaki sperimenta nel pericolo il senso delle contraddizioni umane, dove la morale si scontra con l'istinto di sopravvivenza, ed egli si chiede perché né lui né suo fratello siano stati capaci di chiedere ai genitori di fermarsi. Crescendo Miyazaki comprende le ragioni degli adulti e l'istinto di protezione verso i propri figli che hanno fatto sì che il senso di pericolo rendesse lo
zio, la madre e il padre sordi a qualsiasi richiesta d'aiuto: fermandosi la gente avrebbe potuto prendere d'assalto il camion impedendo la fuga.

Nel 1984 esce dunque in Giappone il lungometraggio Kaze no Tani no Nausicaä di cui Miyazaki è regista e sceneggiatore e Takahata produttore. Trascorsi mille anni dal conflitto che ha devastato la Terra, I Sette Giorni di Fuoco, il pianeta presenta uno scenario post-apocalittico, dominato in gran parte da un'immensa giungla, la Giungla Tossica, in cui vivono enormi e mostruosi insetti prodotti dal mutamento e le piante rilasciano nell'atmosfera delle spore velenose e. I sopravvissuti vivono in piccoli regni isolati di stampo medievale, ma con retaggi tecnologici dell'antica civiltà. In uno di questi regni, la Valle Del Vento, vive Nausicaä, abile guerriera che tuttavia non persegue la violenza, ama la natura ed è dotata di poteri telepatici che le permettono di comunicare con gli animali. Suo padre è il re Jhil, sovrano benvoluto, vittima di un morbo causato dalle spore. Per cercare di curarlo Nausicaä crea una serra con le piante della Giungla Tossica e scopre che esse cessano di essere velenose se crescono in un'ambiente non contaminato. Nausicaä è convinta che la natura liberi le tossine solo per proteggersi e, se trattata in modo rispettoso, possa essere riconvertita in una giungla sana, non nociva per l'uomo. Nonostante la sua natura pacifica e il suo desiderio di studiare e capire i misteri che si celano nel Mar Marcio (la Giungla Tossica), Nausicaä , abile domatrice del vento con il suo aliante, è costretta ad abbandonare la ricerca per fermare la guerra tra le Nazioni che rischia di distruggere ciò che resta del pianeta.

Una notte, mentre la sciamana della Valle Del Vento narra a Nausicaä un’antica profezia, un’astronave in difficoltà, infestata dagli insetti giganti, sopraggiunge nella Valle del Vento e precipita infuocandosi. A nulla serve l’intervento della principessa Nausicaä che si alza in volo nel vano tentativo di guidarla a terra. A bordo del velivolo c'è la principessa di Pejite in catene, ostaggio dei Tolmekiani, che muore fra le braccia di Nausicaä nella convinzione che il carico della nave sia andato distrutto insieme ad essa. Sopraggiungono quindi altre navi dell'esercito Tolmekiano che, dopo aver messo la Valle Del Vento sotto assedio, recupera il carico della nave distrutta . Si tratta di un Soldato Invincibile, sottratto ai Pejitiani, ultimo superstite dei titani termonucleari protagonisti dei Sette Giorni di Fuoco. I Tolmekiani intendono servirsene nella guerra contro i Pejitiani, ma quest'arma si rivelerà inutile e, dopo aver esploso pochi colpi fiacchi, si accascerà a terra. Il re della Valle Del Vento viene ucciso dal generale Kurtowa e questo provoca l'ira di Nausicaä. La strage viene evitata grazie all'intervento di Lord Yupa, suo mentore, e di Kushana sovrana di Tolmekia che, presa la ragazza in ostaggio, la porta con sé. Poco dopo aver lasciato la Valle del Vento, il convoglio Tolmekiano viene preso d'assalto da un caccia nemico pilotato da Asbel, principe di Pejite. Questi cerca vendetta per la distruzione della sua città e la morte della sorella gemella. Abbattuto, Asbel viene portato in salvo da Nausicaä con il suo aliante dentro la Giungla Tossica. L'incontro con la giovane principessa lo trasforma ed egli si prodigherà per fermare l'ondata di violenza. A questo punto si presenta una delle scene più significative dell'anime: Nausicaä e Asbel, risucchiati dalle sabbie mobili, perdono conoscenza e al risveglio la ragazza si ritrova in un luogo meraviglioso, una caverna piena di alberi pietrificati nelle cui fibre scorre l'acqua. Si tratta del cuore ancora puro ed incontaminato della giungla, dove l'aria è pulita e respirabile, segno che nei livelli più profondi della giungla il processo di purificazione si è compiuto.

Forti di questa scoperta, Asbel e Nausicaä raggiungono la città di Pjite, ma qui vengono a conoscenza del piano di attacco che i Pejitiani superstiti vogliono mettere in atto contro i Tolmekiani. Questi intendono servirsi dei mostri-tarlo, gli Ohmu, giganteschi insetti che abitano la Giungla Tossica, per annientare l'esercito Tolmekiano e fermare il risveglio del Soldato Invincibile. I Pejitiani guidano l'avanzata inferocita dei mostro-tarli verso la Valle Del Vento, in cui l’esercito nemico è stanziato, sfruttando un piccolo mostro-tarlino ferito come esca. Nausicaä, che interviene nel tentativo di salvarlo, rimane ferita a sua volta e, travolta dall’ondata di mostro-tarli, perde la vita. L'avanzata a questo punto si placa e i mostro- tarli, guidati dal cucciolo, si radunano attorno a Nausicaä curandone le ferite con i loro sensori e restituendole la vita. La Gran Dama, sciamana della Valle del Vento, comprende allora che Nausicaä è la figura leggendaria, il salvatore vestito di blu che riporterà l'equilibrio tra il genere umano e la natura. Il film si chiude con la partenza dei soldati e il ritorno della pace nella Valle del Vento, mentre nel profondo della giungla, fra la sabbia e gli alberi pietrificati, nasce il germoglio di una nuova pianta.

L'ideazione della Giungla Tossica si fonda su una scrupolosa documentazione scientifica. Basandosi in particolare su uno studio di Sasuke Nakao sulle origini della coltura delle piante e dell'agricoltura, Miyazaki ricostruisce una sorta di fantascienza ecologica, innescata dalle attività e dall'ambiente costruito dall'uomo che interagiscono fortemente con il sistema Gaia, modificandone i fattori limitanti l'inquinamento.

Se il film si conclude in maniera in certo senso ottimistica, nel manga Nausicaä auspica ancora che l'umanità saprà adattarsi di nuovo ad un mondo pulito e senza veleni, ma scoprirà che probabilmente l'uomo non riuscirà a sopravvivere alla fine della giungla tossica, alla quale si è assuefatto per un millennio.
«Si potrebbe dire di Nausicaä ciò che Lovelock dice di Gaia “è un alternativa alla visione pessimistica che considera la natura come una forza primitiva da soggiogare e conquistare” ». Ciò che rende Nausicaä il liberatore leggendario è proprio il suo diverso approccio con la natura. La Giungla Tossica, diversa e ostile, non va combattuta ma compresa. Il successo dell'anime spinge la coppia Miyazaki-Takahata a fondare un loro nuovo studio di animazione, lo Studio Ghibli. Nome significativo che indica il vento caldo che soffia attraverso il deserto del Sahara e con cui vennero chiamati alcuni aeroplani italiani durante la Seconda guerra mondiale.ù

 

 

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• Bibliografia
- A. Bencivenni, Hayao Miyazaki. Il dio dell'anime, Genova, Le Mani - Microart's Edizioni , 2005.
- M.T. Trisciuzzi, Hayao Miyazaki. Sguardi oltre la nebbia,
Roma, Carocci editore, 2013.
- A. Antonini, L'incanto del mondo. Il cinema di Miyazaki Hayao, Milano, Il principe costante Edizioni, 2005.

•Sitografia
http://www.nausicaa.net