La scienza nelle opere di Hergé

di Beatrice Barone

 

La biografia di Hergé, fumettista e creatore di uno dei più famosi personaggi dei fumetti del Novecento, attraversa tutto il secolo. Georges Remi nasce nel 1907 a Ettebeek, in Belgio. Il suo pseudonimo deriva dalla lettura francese dell’inversione delle sue iniziali: R.G. Fin da piccolo si dedica con passione al disegno e incomincia a pubblicare fumetti nel giornalino del suo gruppo di scout. Il personaggio di Tintin, che renderà immortale la figura di Hergé nel panorama del fumetto mondiale, compare per la prima volta il 10 gennaio del 1929 sulla rivista “Le Petit Vingtième” con l’avventura in bianco e nero di “Tintin nel Paese dei Soviet”. Seguiranno altri ventitré albi legati alle avventure di Tintin: l’ultimo, non terminato dall’autore che morirà nel 1983, sarà “Tintin e l’alph-art”. 

 

Ogni storia, per Hergé, era credibile solamente se ancorata ad una realtà certa e verificabile: dietro ad ogni avventura, ad ogni albo di circa 60 pagine, si cela una documentazione vastissima e una continua ricerca di perfezionamento. Molti personaggi, luoghi e oggetti che costellano il mondo variegato di Tintin sono stati ispirati da eventi storici reali o da personaggi esistenti all’epoca in cui l’autore scriveva. Per tutta la vita Hergé collezionò immagini e articoli presi da riviste scientifiche o storiche, formando così un vasto archivio da dove attingere per creare le sue avventure. Per molto tempo fu un abbonato della rivista National Geographic: molti dei paesaggi esotici e lontani che compaiono nei suoi fumetti derivano dalle illustrazioni della celebre rivista, come quelle del Tibet, dell’Egitto o dell’Amazzonia. Il suo archivio conteneva una sezione detta “Astronomia” che includeva articoli scientifici e immagini di telescopi e di osservatori (la foto dell’osservatorio del quartiere di Uccle a Bruxelles ispirò la costruzione nelle prime pagine de “La stella misteriosa”) e una detta “Laboratorio atomico”, con macchinari che riprese nell’albo “Obiettivo luna” del 1953.

Il rapporto di Hergé con la scienza è profondo sin dall’infanzia: nelle sue letture compaiono prima libri d’avventura (come “Robinson Crusoe”, “Tre uomini in barca” e I tre moschettieri”) poi in seguito l’interesse del giovane Georges Remi si sposta verso l’esotismo e la scienza, attraverso i giornali per ragazzi dell’epoca. Al sapere scientifico viene iniziato da veri esperti del settore : il criptozoologo Bernard Heuvelmans, il vulcanologo Haroun Tazieff e lo specialista di astronautica Alexandre Ananoff, che pubblicherà nel 1950 il saggio “Astronautique”. Proprio a lui e a Heuvelmans, all’epoca cronista scientifico di alcune importanti riviste del Belgio, Hergé si affiderà per il vasto progetto del viaggio di Tintin sulla Luna, della durata di due albi e ben quattro anni di pubblicazione, dal 1950 al 1954. L’interesse per la criptozoologia porterà invece l’autore a inserire nell’albo “Tintin in Tibet” la figura leggendaria dello Yeti, presenza reale nelle montagne dell’Himalaya dove Tintin si avventura per cercare l’amico Tchang.

Nel periodo che segue la pubblicazione di “Obiettivo luna” e “Uomini sulla luna” la gloria di Hergé è al suo culmine: sulla scia di Cyrano de Bergerac, Jules Verne e Méliès anche Tintin raggiunge la Luna a bordo di un missile, dalla peculiare decorazione a scacchi bianchi e rossi, progettato dal Professor Girasole (ben quindici anni prima della missione lunare dell’Apollo 11!). Proprio questa figura porta Tintin a contatto con il mondo della scienza in tutti gli albi in cui appare. Il professor Trifone Girasole è uno dei personaggi portati dell’architettura di Hergé: è il prototipo dello scienziato e inventore geniale, ma allo stesso tempo timido e goffo, caratterizzato da una semi-sordità che lo rende protagonista di alcuni dei momenti più comici dell’intera opera del fumettista belga. Hergé creò questo personaggio sul modello del fisico svizzero Auguste Piccard (1884-1962), inventore del batiscafo di profondità. Infatti, anche il suo corrispettivo nel fumetto è un inventore dalle doti incredibili: costruirà per Tintin dei progetti che lo porteranno in fondo all’oceano alla ricerca di galeoni affondati (“Il tesoro di Rakam il Rosso”) e fin sulla Luna. 

Proprio l’avventura sulla Luna segna uno dei momenti più scientifici di Hergé: il razzo lunare X-FLR 6 viene modellato su di un missile tedesco, il modello V-2, ideato da Wernher Von Braun, illustre scienziato esperto di missilistica. L’autore fece costruire un modello del razzo di piccole dimensioni per lo studio, soprattutto per rendere fedele la descrizione degli interni nel volume “Uomini sulla Luna”. Una delle immagini presenti nel testo “Astronautique”, raffiguranti un oblò dal quale si poteva osservare la sfera lunare, fu ripresa direttamente nel fumetto, pur raffigurando il globo terrestre osservato da Tintin e dal suo amico il capitano Haddock durante l’allunaggio. L’interesse nella precisione e nell’esattezza dei riferimenti spinse Hergé a documentarsi per raffigurare la superficie lunare: scelse infatti delle note illustrazioni di Chesley Bonestell, che venivano pubblicate su collane scientifiche e fantascientifiche degli anni ’50.  

Hergé fece sempre molta attenzione alla rappresentazione dei macchinari e delle invenzioni del professor Girasole, soprattutto di quelle contenute e create nel suo laboratorio: il riflettore parabolico (il cui furto darà il via all’avventura de “L’affare Girasole”) venne copiato dall’autore da una fotografia in bianco e nero del libro di Leslie E. Simon, “German Research in World War II”, sulla cui copertina svetta proprio un razzo a scacchi rossi e bianchi. Il libro stesso compare a pagina 23 dell’albo “L’affare Girasole”, pubblicato nel 1956. Un’altra delle brillanti invenzioni del professore è la televisione a colori, presentata ne “I gioielli della Castafiore”, per la quale Hergé si documentò accuratamente con immagini e progetti dai primi esperimenti ai più sofisticati sviluppi. Molte tavole vennero inoltre ridisegnate dall’autore, dal passaggio dal bianco e nero al colore, per renderle più simili alla realtà del tempo (come per esempio la stazione radio sulla nave Speedol Star de “Tintin nel paese dell’oro nero”).

L’autore belga si occupò con molta passione della descrizione dettagliata dei mezzi di trasporto utilizzati da Tintin e dai suoi compagni in tutte le avventure: Hergé raffigurò circa 72 tipi di macchine diverse, avendo lui stesso una passione profonda per i motori. Riservò la stessa cura anche alle navi (come il Karaboujan de “Il granchio d’oro”, prima nave comandata dal Capitano Haddock e la Sirius, la nave della spedizione scientifica nel mare artico de “La stella misteriosa”) e ai mezzi volanti, come l’idrovolante giallo di “Coke in stock” e il Boeing 707 di “ Volo 714 Destinazione Sydney”, fino ad arrivare al razzo lunare. Negli archivi del Museo Hergé, che si trova a Ouvain-la-Neuve, in Belgio, sono conservate molte fotografie che ritraggono l’autore intento a studiare le planimetrie e le strutture dei transatlantici nel porto di Anversa.

Hergé si interessò anche di pseudoscienza: fu incuriosito infatti dall’esoterico e dal cosmologico di Jaques Bergier, autore de “Il mattino dei maghi”, personaggio che compare in veste di telepata nell’albo “Volo 714 Destinazione Sydney “. Questo volume, uscito nel 1968, è l’opera dell’autore più impregnata di esoterismo e di mistero, una delle più enigmatiche: sono presenti, infatti, molte tematiche mai affrontate prima, come la presenza degli extra-terrestri e la telepatia. Nel 1982 gli fu dedicato un asteroide di 15 chilometri di diametro, orbitante tra Marte e Giove, dalla Società astronomica belga, segno dell’importanza di Hergé e della sua opera anche nel campo della divulgazione scientifica.



BIBLIOGRAFIA

-Hergé, La stella misteriosa, Roma, Editrice Comic Art, 1989

-Hergé, L’affare Girasole, Roma, Editrice Comic Art, 1991

-Hergé, Obiettivo luna, Roma, Editrice Comic Art, 1990

-Hergé, Uomini sulla luna, Roma, Editrice Comic Art, 1990

-Hergé, Volo 714 Destinazione Sidney, Roma, Editrice Comic Art, 1990

-Michel Daubert, Tintin, l’arte di Hergé, Milano, Edizione L’Ippocampo, 2013 -Yves Horeau, Tintin, Haddock et les bateaux, Bruxelles,éditions Moulinsart, 1999

-AA. VV. , Les personnages de Tintin dans l’histoire, Bruxelles,Le Point Historia, èditions Moulinsart, 2011