La missione di Samantha Cristoforetti: la prima donna italiana nello spazio

ISS 42/43 Futura

La missione di Samantha Cristoforetti: la prima donna italiana nello spazio 

 

di Arianna Ricci

 

 

"Esistiamo per contemplare lo spettacolo del cielo e anche lo spettacolo del nulla, dove sono le nostre radici. L'espressione proverbiale «con i piedi per terra» è terribilmente riduttiva.” Giuseppe Lippi, “Tweet da Lassù”, in 70 ore nel futuro, ed. Rêverie, 2013. Ora più che mai, l'Italia stacca i propri piedi da terra e si volge a contemplare l'infinito: dopo il ritorno dell'astronauta Luca Parmitano, qualcun altro sta per puntare la bandiera tricolore fra le stelle; nel Novembre 2014, l'ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano Samantha Cristoforetti decollerà a bordo della navicella russa Soyuz, verso la Inernational Space Station.

Se già soltanto pensando a questo si desta l'attenzione degli appassionati di tematiche spaziali, tra loro le donne hanno un palpito in più: infatti, Samantha Cristoforetti sarà il settimo astronauta italiano in orbita, ma anche la prima donna italiana nello spazio. Insieme a lei, partiranno dal cosmodromo di Baikonour, in Kazakistan, a bordo della Soyuz TMA-15M, il comandante, cioè il Colonnello dell'Aeronautica Russa e Cosmonauta Anton Nikolaevich Shkaplerov, e il cosmonauta Terry Virts, Astronauta Nasa e Colonnello dell'Aeronautica Americana.

 

Fin dall'inizio, la missione è stata presentata in modo tale da coinvolgere il pubblico, riscontrando un grande successo: il log di Samantha Cristoforetti, la Call for Ideas, che invitava a proporre un nome per la missione ISS 42/43, il conseguente concorso per idearne il logo: “Disegna la missione di Samantha Cristoforetti”, e la conferenza svoltasi nella sala stampa di Palazzo Chigi il 22 Gennaio. Il “captain's log” di Samantha Cristoforetti, il diario online in cui lei “posta” dal 19 Luglio 2013 (http://www.astronautinews.it/tag/logbook/ la traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso, oppure https://plus.google.com/+SamanthaCristoforetti/posts il profilo Google+ di Samantha, in inglese) si presenta con una strana sigla che compare prima del titolo della cronaca di ogni giorno: L seguito da un numero, in progressione decrescente da L-500. Poiché Samantha è un'astronauta, non ci si stupisce sapendo che si tratta di... un conto alla rovescia! Quanti giorni mancano al lancio di Novembre 2014.

 

Nel suo log, Samantha descrive i giorni di addestramento a Star City (Звёздный городо́к) situata a circa 25 km a nord di Mosca: le attività e le esperienze giornaliere che la preparano alla missione, le simulazioni dei guasti a bordo e le immersioni nell'Hydrolab. Ciò che sorprende piacevolmente è che pur trattandosi di racconti dettagliati e tecnicamente specifici, sono resi in modo tale da essere comprensibili e ricchi di informazioni interessanti per chiunque, senza la necessità di avere una preparazione da astronauta, come la sua. In effetti, lo si può definire un vero e proprio “diario di divulgazione scientifica”.

 

La Call for Ideas “Dai un nome alla missione di Samantha Cristoforetti” è stata lanciata dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dall'European Space Agency (ESA) e dall'Aeronautica Militare il 4 Novembre 2013: l'obiettivo dell'iniziativa è stato quello di invitare il grande pubblico e gli appassionati di tematiche spaziali a contribuire all'ideazione del nome italiano ufficiale della Missione ISS 42/43. L'annuncio del concorso è stato dato dalla stessa Samantha Cristoforetti, la quale ha posto alcune parole come tematiche di base per le proposte: ricerca, scoperta, scienza, tecnologia, esplorazione, ispirazione, meraviglia, avventura, viaggio, eccellenza, lavoro di squadra, umanità, entusiasmo, sogno e nutrizione. Con un successo straordinario del concorso, tra più di 1000 proposte, il nome vincitore è FUTURA. A queste stesse tematiche si è ricollegata la seconda iniziativa, lanciata un mese dopo: “Disegna la missione di Samantha Cristoforetti”: dopo il nome, era giunto il momento di trovare il logo ufficiale! Quest'ultimo è stato svelato durante la conferenza del 22 Gennaio a Palazzo Chigi, trasmessa in diretta streaming per il pubblico sul sito www.asitv.it. Alla conferenza hanno presenziato Enrico Saggese, presidente dell'ASI, la Vice-Ministro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, il generale Pasquale Preziosa, Capo di Stato dell'Aeronautica Militare, Volker Liebig, direttore dell'ESA, e, ovviamente, Samantha Cristoforetti. Oltre alla presentazione ufficiale del logo della missione, scoperto di fronte agli occhi dei giornalisti impazienti (quasi quanto noi che stavamo assistendo all'evento da casa!), due tematiche hanno avuto la precedenza: le attività sulla International Space Station, dunque una ulteriore spiegazione della missione, e il ruolo di Samantha Cristoforetti come prima donna Italiana nello spazio.

 

Saggese ha spiegato che la missione durerà sei mesi, periodo molto lungo in cui Samantha Cristoforetti gestirà la Stazione Spaziale insieme ad altri cinque astronauti, tra cui un'astronauta di nazionalità russa, Yelena Serova. Il curriculum di Samantha Cristoforetti, descritto in breve, ma sempre consultabile online (http://www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Samantha_Cristoforetti), mostra la sua grande preparazione, che ha portato alla sua selezione per questo programma spaziale nel 2009 insieme ad altri cinque astronauti: loro sei, gli Shenanigans. Il nome della missione esprime una proiezione verso il futuro, e Saggese pone l'accento sul contenuto di questa missione, e sui sei membri che abiteranno l'ISS in quel momento, i quali appartengono a quattro delle cinque grandi Agenzie che gestiscono la Stazione Spaziale Internazionale: la NASA, l'Agenzia Spaziale Canadese, l'ESA, la Russia ed il Giappone.

 

Il Vice-Ministro Guerra, per prima cosa, appunta il nome di Samantha Cristoforetti al petto del paese e, a ragion veduta, parla di “orgoglio nazionale”, poi sottolinea l'importanza della sua presenza, come donna: “perché le donne hanno l'orgoglio di poter mostrare con il proprio merito e le proprie capacità che sono adattissime a ruoli che storicamente le hanno viste escluse”. Il Vice- Ministro parla dunque del Capitano Cristoforetti come di un modello di “qualcuna, che nonostante gli stereotipi, ce l'ha fatta, e ce l'ha fatta bene, ed è stimata, e parte per una missione importante” e conclude dicendo: “ringrazio Samantha Cristoforetti per aver aperto una strada pionieristica che dice che anche le donne possono andare nello spazio.”

 

Più avanti, nella conferenza, in risposta alla domanda di una dei giornalisti, Samantha presenta la propria opinione riguardo a questo che è un tema così forte e delicato insieme: “Per quanto riguarda il senso di responsabilità, io in realtà la vivo con grande serenità questa cosa; nel senso che nella mia vita quotidiana non è che il fatto di essere donna abbia una qualche influenza rilevante: il mio lavoro non cambia, il mio rapporto con gli altri, al di là dell'elemento di identità chiaramente importante, non cambia nulla. [...] Quindi non mi sento di dover rispondere a chissà quale aspettativa perché non ce ne sono nel mondo professionale dove lavoro, se non quella di essere un buon membro dell'equipaggio. Per altro, il mondo degli astronauti è una comunità molto internazionale, soprattutto con i colleghi della NASA lavoriamo gomito a gomito e lì le astronaute sono tantissime. [...] L'unica cosa di cui mi rendo conto è che questo tipo di visibilità che, comunque, esiste nei confronti del pubblico del mondo esterno, un po' di responsabilità addosso me la mette... Non so se è una responsabilità o, comunque, un'opportunità di essere un role- model, un modello.[...] Se ci sono là fuori giovani donne che sono interessate a questo tipo di lavoro, che può essere il mondo della scienza e della tecnologia, o il mondo del volo militare o il mondo in generale, posso capire che avere un modello relativamente vicino (quindi nel nostro paese, perché se poi  ci si apre e si guarda al mondo di modelli ce ne sono tantissimi!) possa aiutare, [...] quindi questa la vedo come un'opportunità, un privilegio.”

 

Samantha Cristoforetti interviene dicendo quanto sia per lei una grande gioia poter iniziare a

parlare di questa nuova avventura dell'Italia nello spazio e che la missione, con il suo nome FUTURA, è emblema dell'idea di “vincere il futuro”, cioè conquistarlo e costruirlo come esseri umani che vivono con un piede fuori dal proprio pianeta. Spiega che l'addestramento tecnico è già molto avanzato, poiché, anche se la partenza è fissata per Novembre 2014, a fine Maggio si svolgerà una sorta di “prova generale”: l'equipaggio della missione ISS 42/43 sarà la riserva del lancio di fine maggio e fino all'ultimo momento sarà pronto a prendere il posto delle tre persone che partiranno allora (ma tutti sperano non ce ne sia bisogno!).

 

Negli ultimi mesi prima del lancio vero e proprio, l'equipaggio si concentrerà sulla preparazione del programma sperimentale, molto ben definito dall'ASI e di cui Samantha Cristoforetti descrive alcuni esperimenti: uno, in vitro, che studia l'effetto di un certo tipo di nanoparticelle sul tessuto osseo e la loro capacità di bloccare il riassorbimento osseo, con un parallelo tra la decalcificazione ossea a cui sono soggetti gli astronauti in microgravità e i problemi di osteoporosi; uno studio di validazione di un test non invasivo basato sulla saliva per valutare lo stato della decalcificazione ossea; un dimostratore di tecnologia che riguarda la stampante 3D nell'ottica dell'esplorazione spaziale oltre l'orbita bassa e con tragitti più lunghi; un esperimento di studio del ritorno venoso, con paralleli riguardanti le patologie di ritorno venoso dal cervello; uno studio sull'equilibrio e su come reagisce il cervello di soggetti sani, cioè gli astronauti, in un ambiente che porta a trovare strategie di adattamento diverse, come la microgravità, con implicazioni nell'ambito della riabilitazione; ed uno studio sul sonno che analizza le variazioni della frequenza cardiaca e, con un accelerometro a tre assi fissato allo sterno, la meccanica cardiaca, e che permette di trarre conclusioni interessanti sulla struttura del sonno in microgravità con eventuali applicazioni per le persone che soffrono di disturbi del sonno.

 

E se Samantha Cristoforetti sarà la prima donna italiana nello spazio, certo lei non dimentica coloro che l'hanno preceduta, provenienti da diverse nazionalità, come Sally Ride (prima donna statunitense nello spazio, nel 1983) a cui fa riferimento nel suo log, o Valentina Vladimirovna Tereškova, prima donna nello spazio in assoluto. In occasione del cinquantenario del viaggio in orbita di quest'ultima, avvenuto nel 1963, l’associazione culturale Karemaski Multi Art Lab e il suo Circolo di Lettura hanno indetto un concorso letterario di fantascienza, del quale i racconti vincitori sono stati inclusi in un unico volume intitolato 70 ore nel Futuro, nato dall'insieme dei giovani talenti vincitori e dei contributi di grandi personalità: tre affermati scrittori, cioè Alfredo Castelli, Pierfrancesco Prosperi e Nicoletta Vallorani, che hanno dato gli “attacchi” a cui i racconti si riallacciano; il fumettista Fabio Civitelli, autore di Lady Lust e diverse storie di Mister No e Tex, che ha disegnato la copertina; e due astronauti che vivono o hanno vissuto lo spazio in prima persona: Umberto Guidoni, primo europeo a bordo dell'ISS, e Samantha Cristoforetti.

 

Il suo racconto le fa riportare la memoria, con eguale dose di entusiasmo e nostalgia, al primo giorno in cui insieme agli Shenanigans, ha varcato le soglie di Star City nel 2009, descrivendo le personalità che ha incontrato, l'accoglienza che ha ricevuto, per tornare poi alla descrizione dell'oggi e di un giorno di addestramento nell'Hydrolab, facendo sì che anche il lettore si senta partecipe e percepisca il rispetto verso la presenza costante di Jurij Alekseevič Gagarin.

E mi permetto concludere con la celebre esortazione “tri, četyre” dei brindisi russi che si fanno a Star City, con l'auspicio che il tonante “Urrà, urrà, urrà” esploda a Novembre 2014, per Samantha, Anton e Terry.