L'IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D'AZZARDO

L’IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D’AZZARDO. A proposito del La Falsa Scienza di Silvano Fuso.

 

di Francesco A. Genco

 

Una lezione fondamentale che la lettura de La falsa scienza insegna è che il lavoro di uno scienziato, la scienza che esso produce, è solo in parte l'esito di spirito scientifico e rigore tecnico; fini personali, desideri, credenze, paure, speranze e suggestioni concorrono in egual modo a dirigerne l'opera, anche del più diligente e ben intenzionato. Il processo di sviluppo, conferma e accettazione di una teoria, in modo simile, segue correnti e forze estranee all'ideale di razionalità e purezza che spesso si suppone proprio dell'ambito scientifico.



Una teoria scientifica interessante, solitamente, offre una spiegazione consistente per una classe di fenomeni più ampia rispetto a quelle classi per cui le teorie scientifiche precedenti offrono una spiegazione. Perché questo avvenga, spesso, è necessario introdurre un nuovo modello di interpretazione dei fenomeni e, quindi, superare le visioni del mondo accettate dalla comunità scientifica. È comune che una nuova teoria nasca in conflitto con la tradizione scientifica: se essa è interessante e significativa è probabile che sia difficile da accettare per coloro che sono abituati ai vecchi modelli interpretativi.

 

In qualche modo, di conseguenza, l'ideazione e la formulazione di un'ipotesi scientifica è una forma di azzardo. Osare punti di vista mai sondati può portare intuizioni innovative che rendano conto in maniera eccellente di vaste categorie di fenomeni, ma allo stesso tempo è possibile che recidendo ogni nesso con le spiegazioni attualmente accettate si perda definitivamente il contatto con tutti quei fenomeni già compresi nelle teorie esistenti. Se si rimane legati a vecchi modelli, al contrario, è garantita la spiegazione di quelle classi di fenomeni già spiegate, ma si assottigliano e vincolano le possibilità di spiegarne di nuove. L'azzardo menzionato sopra riguarda direttamente questo bilanciamento, ma non esclusivamente.

 

Che una teoria nasca dalla raccolta di dati sperimentali o che invece nasca, come sostiene Popper, dalle «idee ardite, le anticipazioni ingiustificate e le speculazioni infondate» (K. Popper, La logica della scoperta scientifica: Il carattere autocorrettivo della scienza, Torino: Einaudi, 1998, p. 310), perché essa sia detta scientifica deve passare la prova della conferma empirica: una misura per gradi e mai definitiva derivante da procedimenti di controllo della sua veridicità (R. Carnap, Controllabilità e Significato, in Analiticità, significanza, induzione, Bologna: Il Mulino, 1971). È a questo punto dello sviluppo di una teoria che il suo azzardo caratteristico diviene metodologicamente tale; quiinfatti si scontrano direttamente, per la prima di illimitate volte, la costruzione mentale dello scienziato con il rigore complesso e insindacabile dei fatti. Se la regola proposta interpreta le regolarità osservate con un grado di corrispondenza sufficientemente elevato, la teoria diventa scientifica e la regola légge; e quando avviene l'azzardo è andato a buon fine, formalmente parlando. Questa parte di azzardo riguarda la sfida tra la mente umana e la complessità del reale, il molteplice denso, complesso, caotico e illimitato della realtà fenomenica.

 

Durante questo confronto la mente di un uomo tenta l'imposizione di chiarezza ed esattezza sull'inspiegato e sull'irrazionale; un secondo contrasto nasce dalle pieghe dei metodi che sono stati istituiti per regolamentare e permettere il controllo dell'esito del primo. L'azzardo, a quest'altro livello, avviene contro la tradizione. L'accettazione di una nuova teoria, nonostante possieda un buon grado di conferma, non sempre è un evento semplice e lineare. Numerosi fattori possono indurre i membri della comunità scientifica al rifiuto: questioni di orgoglio o affettive, la scarsa comprensione del nuovo costrutto astratto o la complessità d'uso che esso presenta rispetto alle applicazioni pratiche, per fare alcuni esempi. Come disse Max Planck:

 

A new scientific truth does not triumph by convincing its opponents and making them see the light, but rather because its opponents eventually die, and a new generation grows up that is familiar with it.

(T. S. Kuhn, The Structure of Scientific Revolutions, Chicago: University of Chicago Press, 1962, pp. 33-34.)

 

Se ci si spinge a considerare, come fa Fuso, anche i casi in cui gli eccessi di passione vengono sostituiti dalla pura ambizione risulta evidente che la scienza può rappresentare e ha rappresentato un potente strumento a disposizione di coloro che inseguono il successo personale, la fama, il potere o la ricchezza per vie poco oneste. Il caso dello scienziato sovietico Trofim Denisovič Lysenko, raccontato nel libro, mostra esemplarmente come la scienza possa servire maligni intenti, se è deviata dalla sua via diritta e priva di fini e viene piegata a servire ideali politici. Egli iniziò il proprio lavoro sviluppando tecniche agricole dall'incerto successo e quando riuscì, stando a quanto sostenne, a trasformare una varietà di frumento invernale in una varietà primaverile passò dall'agraria alla genetica. Criticando il concetto stesso di cromosoma, mosse contro la genetica classica e presentò ipotesi secondo le quali è possibile che gli individui vengano radicalmente mutati dall'ambiente e che le loro mutazioni siano trasmesse per eredità. Lysenko giunse persino a sostenere che si potesse rendere segale il frumento, e che quindi si potesse trasformare una specie in un'altra.

 

Ovviamente l'appoggio che ricevette dal partito comunista non

riguardava per nulla la scienza, esso semplicemente assecondò delle idee capaci di condurre all'integrazione di alcune teorie genetiche all'interno dell'ideologia marxista. Le teorie di Darwin e di Mendel, di conseguenza, cominciarono ad essere considerate generate dell'idealismo borghese, con non pochi problemi per i genetisti sovietici che non condividevano le idee di Lysenko. Lo sfruttamento improprio della scienza genetica sembra avere forte affinità con le forme di governo totalitarie, lo indica anche l'Aktion T4: piano nazista di purificazione del patrimonio genetico tedesco. Come racconta Fuso esso portò a centinaia di migliaia di morti sfruttando il sistema ospedaliero tedesco, numerose delle atrocità commesse per portarlo a termine furono fatte passare per ricerche scientifiche o terapie mediche sperimentali.

 

Non solo la politica, ovviamente, è capace di scatenare simili deviazioni dello spirito scientifico: il desiderio di vendere e la brama di denaro, ad esempio, hanno spesso causato simili distorsioni dell'uso della forza che tramite la scienza si può esercitare. Ne sono un esempio i falsi resoconti del lavoro di Sir John Herschel che il quotidiano «New York Sun» ha pubblicato nel 1835. Attraverso essi, facendo leva sull'atavica curiosità umana verso i corpi celesti, la rivista tentò un'operazione di vendita che risultò in un considerevole successo. La paternità di alcune delle descrizioni fantastiche di creature lunari che accentrarono l'attenzione sulle scoperte rivelate dal giornale fu reclamata, addirittura, dallo scrittore Edgar Allan Poe.

 

La scienza è un mezzo dal potere immenso capace di condurre a numerosi fini, molti dei quali impropri. Allo stesso tempo, come si è detto, essa è un complesso di possibilità, costrizioni, promesse, bisogni, impegni e soddisfazioni nel quale, con immensa facilità, anche l'uomo risoluto e onesto si perde per inseguire sogni e illusioni. Sono molti gli scienziati che hanno vissuto e lavorato nell'inganno prodotto da speranze vane e dalla loro ingenuità; e la prima parte del libro di Fuso è dedicata propri ad essi. Qui si può leggere di Percival Lowell che si convinse che Marte era completamente ricoperta di canali d'irrigazione ad opera di creature intelligenti, o di Wilhelm Reich che credeva di poter comandare le nuvole con l'energia delle emozioni. 

 

Ritengo invece necessario spendere qualche parola in più riguardo alla scienza del paranormale e alle teorie fantastiche. Credo che sia meglio riflettere a fondo prima di giudicare come folli, o sciocchi, coloro che inseguono prospettive o idee esterne al condiviso impianto scientifico: molti dei concetti e degli ambiti di ricerca attualmente considerati scientifici sono nati tra le misteriche e incontrollate brume della magia. È forse più corretto considerare l'ambito dei fenomeni paranormali come una sfera che la scienza ancora non ha spiegato piuttosto che come ciò che diverge dal materiale scientifico quanto alla sua natura. Come si è detto all'inizio di questo articolo: le teorie scientifiche possono nascere da idee e da intuizioni di natura estranea alla tradizione scientifica accettata. Ovviamente questo non significa che le teorie fantasiose o riguardanti il paranormale siano scientifiche: per diventarlo esse devono ottenere conferma empirica e passare seri controlli di metodo.

 

È forse la falsa solidità della struttura sociale su cui la scienza si regge che annebbia la mente di molti scienziati. Non parlo di struttura sociale per sminuire o screditare gli immensi risultati della scienza. Di fatto, però, l'opera scientifica è un'opera umana, ed è l'uomo a decidere di essa; sul giudizio dell'uomo, di conseguenza, si fonda la verità della scienza. I casi di riviste scientifiche di prestigio che hanno commesso errori clamorosi sono diversi, alcuni di questi si possono ritrovare anche nel libro di Fuso. È facile, però, attribuire la colpa alla fallibilità umana e alla poco attenta gestione di alcune di queste riviste; ma come si può spiegare il fatto che alcune leggi fisiche globalmente e univocamente accettate dalla comunità scientifica non siano esatte in assoluto? Le leggi del moto formulate da Newton, ad esempio, valgono solo per velocità sufficientemente minori rispetto alla velocità della luce, per altre velocità è necessario considerare la teoria della relatività. Questo dovrebbe far riflettere sulla natura delle leggi scientifiche, e La falsa scienza offre una grande quantità di materiale su cui riflettere; il terreno sottostante la scientificità, quel livello appena prima della scienza che è stata confermata ed accettata, viene ampiamente documentato e descritto nel libro di Fuso. Nonostante gli avvenimenti ed i personaggi scelti per la narrazione siano volutamente fuori dalla norma e dotati di particolare propensione allo spettacolo, le vicende riportate sono di quel tipo di cui consiste lo sviluppo della scienza stessa: se è vero, come è scritto sopra, che il lavoro dello scienziato è un lavoro d'azzardo, allora in questo libro potete trovare quegli azzardi finiti male che non si sono meritati un posto nella storia della scienza ufficiale. Si deve, però, considerare che anche questi fallimenti contribuiscono a formare la scienza. Si può dire che lo facciano, ma per complemento: la scienza è tale anche grazie al contributo in negativo di questi tentativi vani. 

 

Come ogni esperimento che manca il suo obiettivo serve a definire i confini della possibilità per gli esperimenti futuri, così tutti questi voli del pensiero finiti tra gli scarti della ricerca servono a delineare i confini della ricerca stessa; e ancor di più sono fatti di grande interesse per comprendere il borbottio irrazionale che costituisce il terreno grezzo della comprensione umana e che di tanto in tanto fornisce concime per le idee innovatrici che rivoluzionano la scienza. Anche Popper lo afferma chiaramente eleggendo ad unici stimoli positivi per la scienza contemporanea quelle «anticipationes naturae (quia res temeraria est et praematura)» (F. Bacon, Novum Organum, 1620, libro I, 26) che Bacone aveva nominato originariamente ma in senso negativo (K. Popper, La logica della scoperta scientifica: Il carattere autocorrettivo della scienza, Torino: Einaudi, 1998, p. 308).