RIPPER STREET. La serie inglese che mette in scena l'ossessione per Jack

RIPPER STREET. La serie inglese che mette in scena l'ossessione per Jack 

 

di Arianna Ricci

 

Red Jack”, “Grembiule di cuoio”, “Jack lo Squartatore” o semplicemente “Squartatore” (“Ripper”): questi e tanti altri i nomi usati per chiamare l'assassino seriale più famoso della storia, che rese celebre con sé il quartiere londinese di Whitechapel, luogo in cui nel 1888 terrorizzò l'intera città con una eco tanto forte da durare fino ad oggi.

Innumerevoli le opere che hanno messo in scena la sua figura, tentando di trovarle un'identità e dare pace una volta per tutte alle “Canoniche Cinque”, le donne vittime di Jack; ad esempio, impossibile non citare il romanzo del 1966 Uno Studio in Nero, dal ciclo di Ellery Queen, in cui nelle mani di Ellery giunge un manoscritto mai pubblicato del Dott. Watson, in cui si racconta di come Sherlock Holmes abbia in realtà scoperto chi si nascondeva dietro la maschera di Jack.



L'8 Dicembre 2013 giunge in Italia la nuova serie della BBC, Ripper Street, andata in onda per la prima volta in Inghilterra il 30 Dicembre 2012. Un titolo, due parole, un pensiero immediato: ecco un'altra serie che tratta l'argomento. Tuttavia, forse cosciente del fatto che questa storia ormai diventata leggenda è stata letta e riletta in innumerevoli modi, lo scrittore ed ideatore della serie Richard Warlow decide di spostare l'attenzione da Jack, all'ossessione che la gente ebbe per lui nella Londra vittoriana dell'Aprile 1889, alcuni mesi dopo l'ultimo dei cinque omicidi.

 

Ripper Street, che nel sondaggio online indetto dalla rivista inglese Radio Times vince il titolo di miglior serie televisiva del 2013, è un mistery-drama in costume, un vero e proprio thriller storico in versione Tv. La velocità delle pellicole di nuova generazione carica gli episodi di suspense in un crescendo che inizia fin dal primo, ma questo non intacca l'accuratezza storica; l'ambientazione vittoriana è espressa nel suo duplice aspetto di grande virtù esteriore che nasconde coscientemente lo squallore: prostituzione, malattia mentale, brama di potere, bareknuckle boxing ("boxe a nocche nude"), e un primo accenno di pornografia e snuff movie, con una strana telecamera antesignana che nasce e muore nel primo episodio, dove viene presentato il filo conduttore: se viene trovata una ragazza uccisa, tutta Londra deduce che Jack sia tornato, e si comporta di conseguenza.

 

Le due figure che meglio impersonano questa ossessione sono il giornalista ficcanaso Fred Best (David Dawson), assetato di notizie sensazionali tanto da permettersi di alterare una scena del crimine nel primo episodio, scrivendo graffiti sul muro che riecheggiano i messaggi di Jack accanto al corpo di una ragazza convinto di sottolineare l'evidente, e l'ispettore Fred Abberline (Clive Russell), personaggio storico realmente esistito, ispettore capo della Polizia Metropolitana di Londra e figura di massimo rilievo durante l'indagine su Jack lo Squartatore. Nella prima stagione, l'ispettore compare in quattro episodi e in ognuno di essi fa tuonare la propria voce per tutta la centrale, nella certezza che la sua nemesi sia tornata o di averla finalmente catturata, ma ogni volta è in errore: ciò che si sottintende è che il suo senso di giustizia si è ormai trasformato in senso di colpa, facendogli perdere la lucidità.

 

In opposizione all'ossessione, c'è il metodo di indagine, grande protagonista della serie e suddiviso fra i tre personaggi principali: il Detective Edmund Reid (Matthew Macfadyen) della Divisione H di Whitechapel, altro personaggio realmente esistito, il suo sergente Bennet Drake (Jerome Flynn), e il Capitano Homer Jackson (Adam Rothenberg), ex-chirurgo dell'esercito americano e agente della Pinkerton National Detective Agency, o per dirla con il gergo dell'epoca, “uno dei Pinks”. Accade nelle serie televisive che, quando il protagonista non è uno soltanto, il ruolo principale sia condiviso da più personaggi, molto spesso tre, ma legati tra loro come fossero uno poiché ognuno possiede un carattere dominante particolare che va a completare quello degli altri; l'Ispettore Reid, il Sergente Drake ed il Dottor Jackson ne sono un esempio lampante.L'ispettore Reid è la mente logica, è la parte razionale del trio: con l'occhio del grande detective, non si lascia sfuggire nessun dettaglio, e fin dai primi sopralluoghi sulle scene del crimine è in grado di elaborare una preliminare ricostruzione dei fatti, suo è l'appannaggio della ricollocazione finale di ogni pezzo dell'enigma. Intuizione ed osservazione gli permettono di scovare il dettaglio mancante, insieme ad una mentalità profondamente aperta che si oppone a quella di Abberline: dopo tutto, è l'insistenza di Reid che permette al dottore americano dall'oscuro passato, di collaborare con la divisione H di Whitechapel.

Ma come talvolta accade a chi usa principalmente logica e ragione, Reid viene spesso accusato di mancanza di sensibilità, soprattutto da sua moglie, con cui condivide il dolore della perdita di una figlia. Le sue debolezze di uomo si svelano soltanto negli episodi finali, insieme ai suoi scheletri nell'armadio...

 

Pensando ad un dottore, ad un medico legale, certamente non ci si immagina una figura come quella di Homer Jackson: lui è il disordine all'interno del trio, lui non si presenta sulle scene del crimine perché sta dormendo, lui ha bevuto tanto da non ricordarsi dove è stato la sera prima, lui risiede nel bordello di Long Susan (il perché di ciò si spiega solo nel settimo episodio!). Ma quando varca la soglia del suo laboratorio, è la scienza che prende il sopravvento sul caos.

Il laboratorio di Jackson, voluto all'interno della centrale dall'Ispettore Reid, è la sede della scienza e dell'esperimento: oltre al tavolo operatorio atto alla dissezione dei corpi, vi si trova una grande quantità di alambicchi, alcuni dei quali sovrastano una fiamma, e sostanze chimiche che il Dottor Jackson usa per far reagire ciò che i corpi portano con sé. Trattandosi di analisi forense di epoca vittoriana, non si trovano di certo le tecnologie stupefacenti di C.S.I.: gran parte del lavoro sta nell'abilità di Jackson, che in più di un episodio si trova non solo a dover diagnosticare la causa di una morte, ma anche a dover ricostruire gli ultimi movimenti di quella persona, basandosi soltanto su ciò che essa ha addosso... Ed egli stesso non fa eccezione: nel secondo episodio, la mattina dopo una pesante sbronza, alla domanda di Long Susan su cosa stesse facendo, Jackson risponde: “Mi sto facendo l'autopsia da solo”.

In un team così composto di logica e di scienza, non possono e non devono mancare l'azione e l'emotività. Tutto ciò è appannaggio del Sergente Drake: peculiarità di questo personaggio è l'essere capace di grande violenza quanto di grande sensibilità e senso del dovere. Lui interroga i sospettati con gli stessi modi con cui pratica la bareknuckle boxing, e poco dopo dichiara il suo amore sincero e disinteressato a Rose (Charlene McKenna), una delle giovani del bordello di Long Susan (MyAnna Buring).

 

La sua parte di emotività sfocia nella superstizione; il tatuaggio che ha sul braccio raffigurante una dea Egiziana, forse Iside, è legato al suo passato di guerra: nel secondo episodio, sappiamo che quel tatuaggio gli è stato fatto da uno sciamano, sostiene il Sergente, per aiutarlo a dormire. Gli aspetti del suo carattere, cioè l'amore per Rose, la violenza insita in lui che tenta di prendere il sopravvento, e la fiducia nelle credenze magiche Egiziane, vengono estremizzati nel quinto episodio, che non a caso è intitolato “Il peso del cuore di un uomo”, con riferimento alla piuma di Maat, che nell'aldilà degli antichi Egizi fungeva da contrappeso sul piatto di una bilancia dove il cuore dell'essere umano veniva pesato per stabilire se in vita egli è stato giusto o malvagio.

Per una volta in una storia ambientata nell'Ottocento, mancano figure di donne svenevoli. Le donne di Ripper Street sono quasi tutte molto forti, ognuna in modo diverso: Long Susan, la direttrice del bordello, che ha abbandonato una vita d'agio e ricchezza per seguire suo marito, e protegge le sue ragazze anche menando le mani quanto un uomo, senza mai perdere la sua eleganza; dolci ma decise sono sia Emily Reid (Amanda Hale) sia Deborah Goren (Lucy Cohu), moglie e amante del Detective Reid, l'una che dedica la propria vita alla beneficenza per soffocare il dolore della perdita, l'altra, ebrea, direttrice di un orfanotrofio, entrambe impegnate in cause importanti e pronte a darvi tutte sé stesse. Una figura forse d'eccezione per l'epoca compare nel settimo episodio, Martha Fanthorpe (Shauna Macdonald). Importanti e rivoluzionari progetti per la costruzione di navi più veloci per la compagnia Argentine Marine portano la firma di suo marito, ma la vera ideatrice è lei, che seppur di nascosto, è in tutto e per tutto un ingegnere di grande talento.

 

Il 4 Dicembre 2013 è stata annunciata in Inghilterra la chiusura definitiva di Ripper Street dopo la seconda stagione, il cui ultimo episodio è andato in onda il 16 Dicembre 2013. Pare che la serie sia stata cancellata poiché non ha riscontrato il successo previsto, dunque i fans, assunto il ruolo di paladini difensori del trio investigativo, si sono immediatamente adoperati con petizioni online, migliaia di post, pagine sull'argomento e l'hashtag #SaveRipperStreet.

 

Ecco dunque come si presenta questa prima stagione: l'età vittoriana nella sua forma tipica, dallo squallore delle strade e chi in modo o nell'altro cerca di ripulirle, all'eleganza delle case Londinesi, insieme allo spirito di inventiva e lo sguardo verso il futuro, insomma il campo da gioco su cui il Detective Reid, il Sergente Drake ed il Dottor Jackson devono fare le loro mosse, all'ombra sempre presente ed inquietante di colui che ancora oggi compare negli incubi di Londra e del mondo intero come nei saggi di criminologia. In Italia, per ora, è giunta su Giallo Tv soltanto la prima stagione, ma in base alla mia esperienza personale e a ciò che si legge su internet, la seconda è attesa con grande trepidazione!