SugarPulp Festival 2013

di Arianna Ricci e Giulia Giaccaglia

 

Padova. In una fredda mattina di Ottobre, il Centro San Donato si scalda fin dalle 10:00 ed è in fermento per la seconda giornata dello SugarPulp Festival. Nato come uno degli spin-off dell'omonima Associazione Culturale, durante il Festival annuale che si è svolto dal 4 al 6 Ottobre, è stata promossa una importante serie di rassegne, eventi, conferenze, proiezioni e presentazioni, atte alla diffusione della cultura contemporanea, con particolare attenzione alla letteratura, insieme ai fumetti, all'illustrazione di ogni genere (dal Biomechanical Circus di Giorgio Finamore ai graffiti e alla street-art dell'Associazione Jeos) ed alla cultura cinematografica.

La nostra spedizione ci porta a passare l'intera giornata di Sabato 5 fra le strade di Padova e le le mura del Centro San Gaetano; in mezzo alla grande quantità di spunti interessanti che ci vengono offerti, quattro incontri in particolare attirano la nostra attenzione...



ill. di Giulia Giaccaglia

 

Giovani Italiani da Classifica: come si scrive un bestseller? (A.R.)

Già nel titolo di questo incontro, moderato da Matteo Strukul, è contenuta una delle domande più controverse dell'ambito letterario, per rispondere alla quale vengono chiamati tre giovani scrittori contemporanei che si sono distinti per la pubblicazione di più un romanzo di grande successo: Marcello Simoni, Giuliano Pasini e Francesca Bertuzzi.

Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in Lettere e bibliotecario, vincitore del 60° Premio Bancarella, selezionato al Premio Fiesole 2012 e finalista al Premio Emilio Salgari 2012, ha esordito con il thriller storico Il mercante di libri maledetti, il quale ha superato le 500.000 copie. A questo è seguito La biblioteca perduta dell’alchimista, secondo capitolo della trilogia, e dal 7 novembre il terzo, Il labirinto ai confini del mondo. Al di fuori della trilogia, L’isola dei monaci senza nome ed I sotterranei della cattedrale, che ha venduto oltre 150.000 copie.

Giuliano Pasini, professionista della comunicazione d'impresa, si è presentato sulle scene letterarie nel 2012 con Venti corpi nella neve, vincitore del Premio Massarosa ed in corso di traduzione in Germania. Nell'antologia Alzando da terra il sole compare un suo racconto, intitolato La storia di Primo e di Terzo, il cui ricavato verrà devoluto alla ricostruzione della biblioteca di Mirandola. Quest'anno torna alla carica con il romanzo Io sono lo straniero.

Con un master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino ed un laboratorio di regia diretto da M. Bellocchio e M. Müller alle spalle, Francesca Bertuzzi si è dedicata con successo alla scrittura cinematografica, e dal 2011 diventa anche scrittrice di romanzi con Il Carnefice, con cui consegue il premio Letteratura e Cinema Roberto Rossellini, ed al quale seguono nel 2012 La Paura e nel 2013 Il sacrilegio e La belva.

L'elemento principale messo in evidenza durante l'incontro è che il successo dei loro libri dimostra che c'è un pubblico che non sta perdendo interesse per la lettura, anzi, è assetato di modi diversi di raccontare una storia.

Una delle prime tematiche affrontate è l'ambientazione dei romanzi; Francesca Bertuzzi sottolinea l'importanza che ha avuto la provincia italiana in Il Carnefice, come luogo tranquillo di cui tuttavia affiorano lentamente le ombre nascoste, mentre le Dolomiti come paesaggio per La Belva forniscono un sottofondo di rumori misteriosi.

La trama di Venti corpi nella neve di Giuliano Pasini si svolge a Case Rosse, piccolo borgo nell'Appennino tosco-emiliano, e quella di Io sono lo straniero nella campagna Trevigiana, Giuliano Pasini mette in evidenza la “pietas” per le vittime all'interno delle narrazioni, espressa fin dai due titoli.

Inevitabile per Marcello Simoni parlare dell'ambientazione storica dei suoi romanzi, e del conflitto che può nascere nel momento in cui l'accuratezza deve relazionarsi con l'azione: la nota finale funge da escamotage con cui dare conto di ciò che è vero e ciò che è invenzione, insieme all'inserimento dei passaggi storici all'interno dell'azione stessa rendendo la nozione storica funzionale al racconto, come accade per il funzionamento dell'archibugio in L'Isola dei Monaci senza Nome, descritto all'interno di una battaglia serrata.

Successivamente, i tre scrittori hanno modo di presentare i loro diversi stili nella costruzione deipersonaggi e della storia. Francesca Bertuzzi racconta che si è servita del suo backround da sceneggiatrice nella stesura dei romanzi, dagli spazi chiusi della lunga scena di segregazione in La Paura ai vasti ambienti della Belva, soprattutto nei momenti di suspense poiché, anche come lettrice, le piace “l'improvviso”. Giuliano Pasini, invece, espone l'ossimoro che si trova all'interno di Io sono lo straniero tra un male che si articola su regole precise ed un eroe, l'investigatore Serra, che va spontaneamente contro di esse: Serra, spiega Pasini, è un ANTI-eroe, che desidera principalmente stare tranquillo e che nel corso delle sue indagini rifiuta consapevolmente il metodo scientifico, e la sua profonda umanità è legata a quella stessa “pietas” per le vittime. Anche Simoni sottolinea l'importanza dei personaggi imperfetti, facendo un esempio celebre come Sherlock Holmes, e aggiungendo che il paladino senza macchia e senza paura risulta poco verosimile: nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo. Questi conflitti psicologici che tormentano i suoi protagonisti vengono amplificati dall'atmosfera buia in cui si svolge gran parte dell'azione, e dal confronto con un esoterismo dotto, che rappresenta quella dimensione oscura della nostra cultura e della nostra religione, che non comprendiamo bene o temiamo. A tutti e tre gli autori, alla fine dell'incontro, è dovuto un grande applauso.

 

Il Professor Alchemist: Steampunk e Scienza (G.G.)

Se mai un giorno veniste assaliti da un insolito desiderio di conquistare il mondo, si invita il gentile lettore a consultare il Professor Alchemist, perché senza uno scienziato pazzo nessun piano può veder la luce. Con le istruzioni di questo luminare e l’aiuto della sua assistente, attraverso esperimenti guidati, riuscirete ad ottenere le nozioni scientifiche di base con cui attuare i vostri piani. Avrete la possibilità di conoscere i segreti del fuoco e, persino, di creare il vostro personalissimo tornado infuocato; oppure potreste utilizzare le vostre nuove conoscenze per scopi più casalinghi, come per la costruzione di una lampada da tavolo ad incandescenza con un cetriolo – o una cipollina sott’olio, come più si gradisce. Questi sono solo alcuni dei bizzarri esperimenti che il Professore svolge nel suo laboratorio segreto.

Il Professor Alchemist è Luigi Garlaschelli, chimico e ricercatore presso il Dipartimento di chimica organica dell’Università di Pavia. Alla sua carriera accademica si affianca la collaborazione con il C.I.C.A.P., di cui è socio e responsabile delle sperimentazioni. Il rigore scientifico con cui affronta e indaga i misteri, primo tra tutti quello della Sindone, gli ha valso la fama di essere uno scettico ad oltranza. Questa sua indole scettica ben si coniuga con il suo progetto steampunk, dove in una cornice fantastica si introducono temi scientifici. In questo contesto, come ogni scienziato pazzo che si rispetti, Alchemist ha bisogno di un assistente: ecco, dunque, la misteriosa Sky Lady, interpretata dalla designer Alessandra Carrer, che si occupa delle riprese, della postproduzione e collabora alla sceneggiatura dei video.

Se si guardano i protagonisti della scienza moderna (XVIII-XIX secolo), non saranno pochi quelli che ci daranno l’impressione di incarnare il ruolo dello scienziato pazzo di qualche romanzo scientifico. All’epoca, infatti, nella sperimentazione non vi erano limitazioni etiche simili alle odierne: solo una radicata fiducia nel progresso sembrava guidare la ricerca. Ispirandosi a questo clima di indagini scientifiche estreme e quasi assurde, la divulgazione dei principi fisici, spiegati in un qualsiasi e tedioso manuale di fisica, viene collocata all’interno dell’universo steampunk- decisamente differente dall’ambiente accademico - con l’intento di mostrare come la scienza possa essere divertente.

I video divulgativi (e non solo) cercano di mantenersi fedeli allo stile e alla filosofia steampunk. Non si tratta solo di usare costumi ed ambientazioni di ispirazione vittoriana, ma di utilizzare strumentazioni, nel limiti del possibile, costruite dallo stesso Prof. Alchemist, in piena coerenza con lo spirito di autoproduzione del genere. Questa serie di video (canale Steampunk Alchemist di Youtube) ha visto l’appoggio di Scientificast, il primo podcast italiano di scienza, per la produzione dei primi episodi in studio per poi passare ad una realizzazione più casalinga. Ogni esperimento di articoli scientifici per la spiegazione di tutti i principi fisici che concorrono in esso per soddisfare a pieno la curiosità dell’aspirante scienziato pazzo.

 

Cos’è la narrativa steampunk (G.G.)

Attenzione aspiranti scrittori steampunk: non basta indossare o far indossare ai propri personaggi un cilindro, occhialoni e ingranaggi applicati addosso più o meno casualmente, o inserire dirigibili e meccanismi a vapore nella propria storia. Per respirare o far vivere un’atmosfera genuinamente steampunk bisogna cercare di evadere da questi, ormai stereotipati, canoni estetici per approdare ad una dimensione propriamente narrativa. Marco Carrara, editor indipendente specializzato in narrativa fantastica, ci svela gli elementi fondamentali che concorrono a caratterizzare una opera che vuole essere steampunk. L’assenza di un manifesto programmatico di questo sottogenere della letteratura fantascientifica rende impossibile delineare i confini che la narrazione può raggiungere; per un buon lavoro di genere, gli unici dettami da seguire dovrebbero essere frutto di una ragionata ricerca e confronto dei contenuti delle opere già esistenti e degne di nota.

Non si deve mai dimenticare che il nome ‘steampunk compare per la prima volta nel 1987 ad indicare ironicamente tutti quei racconti scritti in “gonzo-historical manner”: è il modo con cui si affronta la questione storica che distingue un buon racconto da uno che pretende solo di usare l’etichetta del genere. Il panorama narrativo presenta quattro approcci differenti: l’avventura - si tratta di entrare in contatto con un universo narrativo nuovo e sconosciuto dopotutto- si può ambientare nel nostro Lungo XIX secolo (circa 1789-1914), oppure, in una visione alternativa di questo periodo, o addirittura in un secolo successivo ancora fortemente legato a quest’abbondante Ottocento. Esiste un ultimo caso, visto con poco di diffidenza da Carrara, che vede la creazione di mondi industriali di ispirazione ottocentesca diversi dalla Terra. È chiaro che, qualsiasi sia l’ambientazione, è fondamentale mantenere un legame con la storia e la cultura dell’Ottocento per poter arricchire la narrazione con elementi retrofurutistici, citazioni della fantascienza (o proto- fantascienza) d’epoca, elementi della cultura popolare ,spesso ad orientamento fantasy, e presenza di personaggi reali o fittizi. Non è necessario che questi elementi siano tutti presenti nella prossima opera steampunk che vedrà la luce; è importante saper tenere bene saldi i piedi in basi storiche e documentazione d’epoca attendibile sulle varie pratiche del quotidiano e non, per poter far volare le mente con speculazione del peso di cosa sarebbe successo se...

Lo spirito punk del genere non va tanto ad identificare una divergenza tecnologica dal corso attuale della storia, quanto a dare una visione cinica ed adulta di un mondo diverso da quello che si conosce. Il carattere da gonzo, da punk, dello steampunk sta nel giocare con la storia, guardando al passato con la consapevolezza di un occhio moderno che ha già assistito alla perdita di innocenza della civiltà. Non è raro avvertire in alcune opere un senso di nostalgia per il passato e, allo stesso tempo, per un futuro che non si è realizzato; per tale ragione, il termine punk indica anche una critica verso il nostro modo di vivere, che ben si riassume nella riesumazione tecnologica di macchinari meccanici riparabili, modificabili e in cui la funzionalità primeggia sull’estetica.

Caro futuro scrittore, nel rispetto della verosimiglianza, della coerenze interna ed esterna del racconto, solo con la conoscenza dei fatti e del modo di vivere dell’Ottocento, potrai comprendere come noi siamo gli eredi di quel Lungo Secolo di trasformazioni e potrai chiederti cosa sarebbe successo se...

 

L’expanded universe nelle grandi saghe science fiction: Star Wars e Star Trek a confronto. (A.R.) Uno degli ultimi incontri della giornata promette sorprese fin dal titolo: le due celeberrime saghe fantascientifiche messe a confronto. Ad intervenire, rappresentanti della Crew di Yavin 4 e di EmpiRa, entrambi fanclub italiani di Star Wars, insieme ad un esponente dello STIC (Star Trek Italian Club). Subito dopo una breve presentazione e la spiegazione del termine expanded universe, cioè tutto quel materiale (letteratura, fumetti, web series, videogiochi, etc... ) che si estende al di fuori della trama canonica di una saga mostrata sul grande o sul piccolo schermo, viene abbattuto un famoso e reiterato pregiudizio: non ci saranno scontri epocali a colpi di phaser e spade laser nel bel mezzo del Centro San Gaetano, Star Trek e Star Wars non nascono come saghe concorrenti, perché si sviluppano in ambiti e modi completamente diversi! Dunque tra i fanclub non c'è rivalità, ma piuttosto collaborazione in occasione di diversi eventi a tema fantascientifico.

Anche i due Expanded Universe hanno nature differenti; per quanto riguarda Star Trek, la timeline autentica è solo quella proveniente dal media franchise ufficiale, al di fuori di ciò ai fans è permesso scatenare la propria fantasia ed i propri desideri: romanzi, fumetti, raccolte, novellizzazione degli episodi e, negli ultimi anni, molte webseries di diversa natura che riprendono e mantengono il carattere della serialità: sia quelle semplici ma realizzate con amore, sia quelle dal tono più professionale, con la presenza di attori delle serie originali, come ad esempio Star Trek – Of Gods and Men, in cui compaiono Nichelle Nichols, Walter Koenig, e molti altri. In fine, i giochi di ruolo su internet, di cui il più celebre è Star Trek Online, ambientato nel 25° secolo, trent'anni dopo gli eventi del film del 2002, Star Trek: Nemesis. In STO per i fans è possibile costruire un proprio personaggio, avere un equipaggio ed una nave, diventando protagonisti.

L'expanded universe di Star Wars, invece, è sottoposto allo stretto controllo di George Lucas: i film sono il canone, e le produzioni non cinematografiche devono mantenerne la continuità. Tra il 1983 e il 1999, la pressante richiesta del pubblico ha stimolato la produzione di altro materiale, come la trilogia letteraria di successo Thrawn Trilogy di Timothy Zahn, del 1991. Mentre in conseguenza al fatto che gli ultimi tre film non hanno riscontrato il successo sperato, è nata nel 2008 la serie animata Star Wars: The Clone Wars.

Alla fine dell'incontro, dal pubblico piovono domande di ogni genere, ma... Ahimé, il nostro treno di ritorno sta per partire!