IL MEGLIO DI SIMON E KIRBY

Joe Simon, Jack Kirby

IL MEGLIO DI SIMON E KIRBY

Bao Publishing, 2012

 

di Marco Ciardi

 

Tutti conoscono Capitan America. Ma solo gli appassionati di fumetti sanno che i creatori di uno degli eroi di punta della Marvel rispondono al nome di Joe Simon e Jack Kirby. Questo volume raccoglie il meglio della loro produzione. L’edizione italiana, pubblicata da Bao Publishing (una delle realtà più interessanti dell’editoria nazionale), è sicuramente da annoverare come una delle migliori cose uscite nel campo dei comics nel corso del 2012.

Joe Simon, nato nel 1913 e cresciuto a Rochester, nello stato di New York, figlio di un sarto, iniziò la sua carriera creando strisce per i quotidiani. Nel 1938 si trasferì quindi a New York (per un profilo completo di Simon, scomparso nel dicembre 2011, si veda l'articolo di Alberto Becattini su “Fumo di China” n. 201 del febbraio 2012).

Jack Kirby (pseudonimo di Jacob Kurtzberg), più giovane di quattro anni rispetto a Simon, trascorse la giovinezza nel Lower East Side di Manhattan. Come Joe Simon, anch’egli era figlio di un sarto e grande appassionato di film, riviste pulp e strisce a fumetti. Nel 1939 Kirby venne assunto nell’ufficio grafico della Fox Comics e fu lì che incontrò Simon (allora con l’incarico di editor), dando vita a un sodalizio destinato a segnare la storia del fumetto. Dalla loro prima collaborazione scaturì il personaggio di Blue Bolt (Fulmine Blu), un eroe di fantascienza. Meno di un anno dopo crearono Capitan America. Simon divenne il primo editor della Timely Comics, (destinata a diventare nel 1961 la celebre Marvel) e si portò dietro Kirby. I due autori avrebbero spaziato per quasi tutti i generi, creando innumerevoli personaggi e lavorando per molte case editrici, fra le quali spicca naturalmente il nome della DC Comics, per i cui tipi (a quel tempo si chiamava National Comics) avevano visto la luce Superman (giugno 1938) e Batman (maggio 1939)

           

Naturalmente non è questa la sede (e soprattutto non vogliamo togliervi troppo la sorpresa di leggere questo bellissimo volume) per ripercorrere l'affascinante storia del fumetto prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino alla rinascita di Capitan America per volontà di Stanley Lieber, (meglio noto come Stan Lee) il quale si era fatto le ossa, prima della guerra, proprio insieme a Simon e Kirby alla Timely. Lee affidò il personaggio al suo disegnatore originale, Jack Kirby, nel numero 4 degli Avengers, marzo 1964, anche se un test di prova era stato fatto con un Capitan America 'impostore' in un'avventura con la Torcia Umana in Strange Tales n. 114 (novembre 1963). Kirby si era già distinto per aver dato vita, sempre insieme a Stan Lee, alla prima grande creazione dei Supereroi Marvel, i Fantastici Quattro (novembre 1961), e ad altri personaggi destinati a diventare famosissimi, come Hulk, Thor, gli X-Men e i Vendicatori.

Quello che qui ci preme sottolineare, e può risultare d’interesse per i lettori di Deckard, è il rapporto tra scienza e fumetto nelle realizzazioni di Simon & Kirby.

           

Durante la Seconda Guerra Mondiale i due autori ebbero modo di mettere al servizio di scopi scientifici (e ovviamente militari) le loro capacità artistiche e, contemporaneamente, di essere influenzati da questa esperienza nello sviluppo delle loro tecniche sia figurative che narrative. Come racconta Simon nell'introduzione al volume, Kirby, ad esempio, venne ricoverato in un ospedale militare oltreoceano. I superiori, una volta comprese le sue doti di disegnatore, lo misero a dipingere ritratti clinici ad acquerello dei piedi congelati dei pazienti: «Kirby si vantava di realizzare disegni a colori ‘ispirati alla realtà dei fatti’; gli era stato detto di non abbandonarsi all’ispirazione, di non distorcere la realtà in alcun modo e di non accentuarne i toni drammatici. Quella sua attività come ritrattista di piedi risultò molto utile ai dottori dell’esercito visto che, a quell’epoca, non era possibile sviluppare fotografie a colori sui campi di battaglia. E anche se ci avessero provato, la qualità avrebbe lasciato a desiderare». Il realismo ottenuto da Kirby dovette essere davvero notevole: «Quei piedi, ricoperti di piaghe, di vene bluastre, scorticati e purulenti, erano uno spettacolo raccapricciante. I disegni erano dettagliatissimi, fin troppo».

           

Joe Simon, al contrario, utilizzò il dettaglio realistico e documentario per trasferirlo nei fumetti. Quando era in forza alla Guardia Costiera, venne incaricato di realizzare una serie a fumetti intitolata Adventure is My Career, che veniva venduta nelle edicole con lo scopo di farne un mezzo di reclutamento. Simon si occupò anche di una striscia a colori, dal titolo True Comics, che costituiva una glorificazione degli eroi della Guardia Costiera. Simon fu molto professionale nello svolgere il suo lavoro: «Per le scene di combattimento che descrivevo nelle mie storie mi affidavo agli incredibili resoconti e dossier dei fotografi che ritraevano scene di guerra, sia sui campi da combattimento che sul mare, in Europa e nell’Estremo Oriente».

           

Una simile interazione tra realtà, precisione scientifica e fumetto non deve essere sottovalutata. Irv Novack, il disegnatore di punta della MLJ, avrebbe dichiarato a proposito delle realizzazioni di Simon & Kirby: «Le scene di combattimento avevano un grande impatto. La storia non risiedeva solo nei testi. Grazie a loro capii che, da quel momento in poi, il lettore avrebbe percepito quasi fisicamente il pugno con il quale l’eroe colpiva il criminale di turno; ed era proprio quello che speravano di ottenere. Sono stati Simon e Kirby ad aver inventato i fumetti di azione».

           

Dunque realismo, scienza, ma anche tantissima fantascienza, di cui erano entrambi appassionati, come è testimoniato proprio dal loro primo personaggio, Blue Bolt. Anche in questo caso, però, le creazioni dei due autori non erano lasciate al caso, né risultavano esclusivamente il frutto di un libero esercizio della fantasia. Come ci ricorda Mark Evanier, l’autore dei saggi introduttivi alle diverse sezioni del volume, «Joe e Jack si gettarono a capofitto in ogni possibile genere di storia, non discostandosi però mai troppo dai confini del fantastico. Kirby, in particolare, era un vorace lettore di romanzi di fantascienza e di riviste (Kirby ne conservava in grande quantità nel suo studio), che trattavano le ultimissime scoperte tecnologiche. La maggior parte delle collaborazioni con Simon (e in seguito con Stan Lee) iniziava proprio da Jack, che creava e improvvisava partendo da qualcosa che aveva letto su Scientific American o, più spesso, su una di quelle pubblicazioni che viravano maggiormente verso toni sensazionalistici». Inoltre non va dimenticato il cinema. Kirby era noto per essere un grandissimo lavoratore al tavolo da disegno, «ma se c’era un nuovo film in cui comparivano mostri e uomini dello spazio, riusciva comunque a trovare il tempo per andare a vederlo. Per lui non si trattava di un semplice svago. Per lui, quella, era una forma di documentazione». E, come talvolta accade agli autori di fantascienza, proprio grazie a questa preparazione Simon & Kirby riuscirono ad anticipare la realtà: «Dovevano lavorare sodo e pensare in fretta, se volevano giocare d’anticipo sulla realtà. Quando iniziarono a circolare le prime notizie sui satelliti e sui primi uomini che comunicavano dallo spazio, la sfida si fece sempre più dura. Eppure ce la fecero, anche se per poco. Lo Sputnik 4 venne lanciato solo due anni dopo la pubblicazione (settembre 1958) di La Cosa sullo Sputnik 4». Naturalmente le cose nella realtà non andarono esattamente nello stesso modo descritto da Simon & Kirby. In seguito, dopo lo sbarco sulla Luna da parte della missione Apollo 11 «qualcuno chiese a Kirby che cosa ne pensasse. Lui si limitò a sorridere con una smorfia e rispose: “Mi è piaciuto di più quando l’abbiamo descritto io e Joe anni fa”».

 

E’ sempre bene ricordarlo. Dietro ogni creazione fantastica, c’è spesso un'enorme quantità di lavoro, di fonti, di testi e di documenti dai quali gli autori hanno tratto ispirazione. Da Coleridge a Tolkien, da Leopardi a Simon & Kirby.