Promethea e il viaggio cabalistico di Alan Moore

di Marco Lemme

 

Promethea è un’opera che racchiude larga parte delle teorie di Alan Moore riguardanti la magia, l’occulto ed il profondo legame che, secondo l’autore, intercorre tra realtà materiale ed immateriale; non a caso egli stesso la definisce come «a protracted rant about magic» (Clarke 2015). All’interno vi si può individuare uno sterminato elenco di riferimenti alla letteratura che nei secoli è stata accostata a questo genere di studi. Sfogliando le pagine ci si trova davanti ad un condensato di immagini oniriche, personaggi e luoghi che trascendono la realtà fisica, ponendo il lettore di fronte a scenari e oggetti che letteralmente sfidano i limiti dell’immaginazione.

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Roth

 

di Nicolò Rubbi

 

Philip Roth è morto da una settimana, e già il millantato interesse per la sua gigantesca figura sembra esser scemato: e così, come solito, dimostriamo soltanto una infallibile perversione per la dipartita di un uomo celebre, atto cronachistico sempre goloso. 

 

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Piazza della Loggia

 

di Andrea Germani 

 

Questa recensione è stata scritta due anni fa, nel maggio 2016, e mai pubblicata; ho deciso di prenderla nuovamente in mano e proporla a voi senza aggiungere modifiche. Questo perché ritengo che rileggersi e criticarsi dopo molto tempo sia uno dei migliori modi per imparare a diventare i più intransigenti giudici di sé stessi. Non dimentichiamo che Deckard, prima di tutto, è un laboratorio di scrittura. Buona lettura.

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La danzatrice luminosa della Belle Époque

Loie Fuller Dancing ca. 1900 | Samuel Joshua Beckett (1870-1940), MET
Loie Fuller Dancing ca. 1900 | Samuel Joshua Beckett (1870-1940), MET

di Silvia Andreozzi

 

Mary-Louise Fuller, divenuta celebre come Loïe Fuller, fu una delle protagoniste della scena artistica parigina nel periodo in cui la capitale francese si andava guadagnando il titolo di Ville Lumière; la sua danza, che metteva in scena al Folies-Bergère, rivoluzionò il mondo del balletto contribuendo in modo decisivo alla nascita della danza moderna. 

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Amore a prima vista

Duncan Phyfe (1770–1854) ca. 1810–20 | in mostra al MET Gallery 728
Duncan Phyfe (1770–1854) ca. 1810–20 | in mostra al MET Gallery 728

di Sara Quondamatteo

 

Devo ammettere di provare un certo imbarazzo nel recensire la raccolta di Wisława Szymborska Amore a prima vista (Miłość od pierwszego wejrzenia), pubblicata da Adelphi nel 2017. Non tanto per la difficoltà di analisi dei componimenti o per un’eccessiva complessità del contenuto: ormai tutti i suoi fedeli lettori avranno imparato ad apprezzare le acque profonde ma pur sempre limpide della sua poesia. Piuttosto, ciò che sembra ostacolare ogni mio tentativo di presentazione del volumetto è la convinzione che non si tratti propriamente di una raccolta di Wisława Szymborska. 

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