La Terra brucia

Frederick J. Waugh, Wild Weather, 1930, MET

 

di Paulo Fernando Lévano

 

C'è un grosso problema con la libertà di espressione: si è propensi a pensare che si tratti di un problema di contenuti. A mercè di questo trabocchetto, tendiamo a formulare il problema della libertà di espressione nei seguenti termini: “non possono esserci contenuti vietati” ma siccome “ogni contenuto si esprime in una determinata forma” si deve concludere che “nessuna forma può esprimere un contenuto da vietarsi” (supino passivo). 

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Star Wars: The Last Jedi

 

di Elisa Baioni e Arianna Ricci

 

Uscito nelle sale cinematografiche ormai da Natale scorso, Star Wars: The Last Jedi ha riscosso giudizi tra loro contrastanti. Ad essere onesti, entrare nel dibattito interno alla fandom di Star Wars è un po’ come perdersi nella selva oscura: fiere da tutte le parti, e nessun Virgilio in aiuto. Ecco perché questo commento a The Last Jedi è dedicato ai profani, cioè a coloro che hanno visto il film senza ripassare gli episodi precedenti, che non si sono mai interessati alla saga ma hanno dovuto accompagnare al cinema amici o parenti, che hanno percepito il richiamo dei pop corn più che quello della Forza, o che sono cresciuti con Star Wars, senza per questo sentire il bisogno di aderire alla religione Jedi.

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Natura. Utilità, bellezza, armonia

Ralph Waldo Emerson, Nature, 1905, MET

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Ralph Waldo Emerson (1803-1882) era l’esatto opposto del cowboy. Per cowboy naturalmente intendiamo quelli statunitensi, non i butteri della Maremma. Emerson, dicevamo, incarnava molto bene l’immagine del cittadino degli Stati Uniti di America nell’Ottocento: esattamente a metà tra il pioniere e l’eccezionalista.

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Religione cosmica

Henri-Edmond Cross, Landscape with Stars, 1905-1908, MET

 

di Paulo Fernando Lévano

 

Il volume recensito comprende, oltre al discorso Religione cosmica (1930), una serie di conferenze, alcuni aforismi sulla radio e sulla scienza (e qualcosina in più), infine una conversazione con il bardo bengalese Rabindranath Tagore (1861-1941), Nobel per la Letteratura del 1913. I curatori, il prof. Enrico R. A. Calogero Giannetto e la dott.ssa Audrey Taschini, entrambi dell’Università di Bergamo, hanno inoltre incluso una Postfazione in cui viene fatto un invito ai lettori, di proseguire sul ponte che collega la figura di Albert Einstein (1879-1955), Nobel per la Fisica del 1921, con la filosofia di Baruch Spinoza (1632-1677), che era amico di Christiaan Huygens, uno dei supereroi della Rivoluzione Scientifica.

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Libro dei poveri

Ryūryūkyo Shinsai, Books, 19th century, MET

 

di Sara Quondamatteo

 

Inserire la raccolta di poesie Libro dei poveri (Ksiȩga ubogich) di Jarosław Mikołajewski nel novero delle opere di carattere pubblicistico potrebbe suscitare più di una perplessità: non c’è bisogno di disturbare voci autorevoli della critica letteraria per accorgersi dell’enorme differenza che intercorre tra un componimento in versi e un articolo di giornale. Eppure leggendo questo volume, che spicca per il suo colore giallo come il genere tanto amato dall’autore[1], si ha proprio la sensazione di sfogliare le pagine di un quotidiano, alla ricerca di  notizie o di approfondimenti sulle assurde vicende che si susseguono nel mondo intorno a noi e dentro di noi. 

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