Tra il dire e il fare c'è di mezzo il dare. Sulla restituzione delle opere d’arte ai paesi d’origine

 

di Bianca Bozzeda

 

Il 12 giugno 2020, un uomo munito di regolare biglietto è entrato nel museo etnografico Quai Branly - Jacques Chirac di Parigi. Filmato da una delle quattro persone che lo accompagnavano, si è poi diretto verso le sale dedicate agli oggetti provenienti dal continente africano. Dopo aver spiegato le proprie intenzioni, si è avvicinato a una scultura funebre del XIX secolo proveniente dall’attuale Ciad; quindi l’ha tolta dal piedistallo e si è avviato verso l’uscita del museo. L’azione è stata interamente registrata e diffusa in rete in un filmato di 33 minuti.

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teleMERENDA #14 — Edoardo Ferrario e Luca Ravenna (stand-up comedy)

 

Abbiamo fatto merenda con Edoardo Ferrario e Luca Ravenna

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teleMERENDA #13 — lingua, errore e educazione linguistica con Nicola Grandi

 

Abbiamo parlato di lingua, errore e educazione linguistica con Nicola Grandi, Professore Ordinario di Linguistica presso l'Università di Bologna.

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Tradurre un premio Nobel: La Rivolta di Władysław Reymont

 

di Sara Quondamatteo

 

Vorrei proporvi l’intervista che ho avuto il piacere di fare a Laura Pillon, ex studentessa dell’Università di Bologna che con la sua recente esperienza nel mondo dell’editoria e nell’ambito della traduzione conferma l’intuizione di Pietro Marchesani secondo cui il lavoro del traduttore costituisce il livello più alto di esegesi di un testo. Nello specifico, nel 2018 è stata pubblicata dalla casa editrice “Edizioni della Sera” la sua traduzione in lingua italiana dell’opera La Rivolta (Bunt) di Władysław Reymont (le uniche altre disponibili sono in croato, tedesco e olandese). Lo scrittore polacco, «l’autodidatta di maggior successo della letteratura polacca» secondo la definizione di Andrea Ceccherelli (Storia della letteratura polacca, p. 345), viene ricordato soprattutto per il romanzo di ambientazione urbana La terra promessa (Ziemia obiecana - 1899), che con la crudezza tipica del naturalismo descrive le vicende di tre protagonisti sullo sfondo di uno sviluppo capitalistico selvaggio, e per l’epopea rurale in quattro libri dal titolo I contadini (Chłopy – 1904/1909), incentrato sulle vicende della comunità del villaggio di Lipce. È soprattutto quest’ultima opera a valergli il Premio Nobel per la Letteratura nel 1924.

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Le pieghe del corpo

 

di Paulo Fernando Lévano 

 

Dialogo e confronto interdisciplinare sono i pilastri di questa collettanea, che raccoglie gli interventi dei partecipanti al convegno Che cosa può un corpo? Saperi e pratiche, organizzato dall’Associazione Leib e tenutosi presso l’Università di Bologna nel febbraio 2018. I saggi che compongono questo itinerario concettuale sono punti di vista volutamente eterogenei che si confrontano con il tema della pedagogia del corpo, quindi, propongono insieme diversi angoli d’attacco sull’educazione fisica, ovvero, su quella quota di apprendimento psicomotorio che il senso comune indica di dover abbinare all’educazione di ciò che non è fisico nella personalità degli individui.

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Digito dunque siamo

di Fabrizio Li Vigni

 

In Digito dunque siamo il filosofo pop Stefano Scrima ci rende un servizio. Descrivendoci con leggiadro sarcasmo l’umanità ai tempi delle reti sociali, ci invita ad un’igiene dell’ego e dell’apparenza in “pubblico”.

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Diario di un umbro in Emilia

So che è passato un Sanremo dalle elezioni in Emilia-Romagna, e questo è un abisso per i tempi dell’informazione, ma fra qualche mese ci saranno delle nuove tornate elettorali, non vorrei ci trovassimo impreparati. Inoltre, vi chiedo di lasciarmi dire la mia opinione su queste ultime due elezioni regionali, perché da ricercatore in teoria politica perugino che vive a Bologna è da quattro mesi che fatico a pensare ad altro. Grazie per la pazienza.

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I bambini di Sion

di Sara Quondamatteo

 

I bambini di Sion. Il viaggio più lungo (Dzieci Syjonu) di Henryk Grynberg, pubblicato da Felici Editore nella traduzione di Francesca Mondani e Marcin Wyrembelski, è il libro di cui il nostro presente aveva bisogno. Storditi dalle inquietanti nostalgie e rivendicazioni politiche di alcuni e dall’ossessione, spesso accecante, di un possibile ritorno del nazi- fascismo di altri, risulta sempre più difficile ricordare la tragedia vissuta dal popolo ebraico poco meno di cent’anni fa. Perché nel delicato passaggio dalla memoria dei superstiti a quella delle generazioni successive incide la perdita di un elemento fondamentale: l’esperienza. Senza di essa noi turisti del passato, incapaci di comprendere fino in fondo la natura e le ragioni di quanto accaduto, non possiamo fare altro che ricorrere ad espressioni patetiche di fronte al silenzio scolpito nei luoghi della memoria. 

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I terrapiattisti hanno poco a che fare con la terra piatta

Mark Sargent in una scena del film, dal sito ufficiale behindthecurvefilm.com
Mark Sargent in una scena del film, dal sito ufficiale behindthecurvefilm.com

di Andrea Germani

 

Qualche giorno fa mi sono casualmente imbattuto su Netflix in un documentario del 2018 diretto e ideato da Daniel J. Clark intitolato Behind the curve, tradotto in italiano, in maniera forse poco ambiziosa, La terra è piatta.

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La vedova Van Gogh

Irises | Vincent van Gogh 1890 | MET Gallery 825 

 

di Gloria Albonetti

 

«Per me è una storia di enigmi. Il legame ombelicale fra Theo e Vincent. Quello fra i tre Vincent. Quello tra ispirazione e follia. Tra un diario intimo e il mondo che evoca».

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Bersek: dal Giappone all'Europa

di Andrea Ravanini

 

Berserk è un manga scritto e illustrato dall'abile mangaka giapponese Kentaro Miura. La prima edizione del manga viene rilasciata in Giappone il 25 agosto 1989 ed arriva in Italia nel 1996 grazie alla Panini Edizioni nella collana Planet Manga.

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Penny Dreadful: un'opera vittoriana riportata sul piccolo schermo

di Francesca Gallesi

 

Penny bloods was the original name for the booklets that, in the 1860s, were renamed penny dreadfuls and told stories of adventure, initially of pirates and highwaymen, later concentrating on crime and detection”[1] 

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Coco, dalle piramidi precolombiane alle gemelle di The Shining

di Giacomo Gallerani

 

Una lettera d'amore al Messico” (Unkrich 2016), sono le parole significative con cui lo stesso regista Lee Unkrich definisce il nuovo lungometraggio di animazione di casa Pixar, Coco. Infatti la cultura messicana è l'effettiva protagonista del film, essa inonda le scene per renderle vibranti con i colori forti e vivi di una tradizione che lo è altrettanto. Anche in questo caso, come è solito al modus operandi della casa d'animazione, l'esperienza della équipe sul campo è stata la più emblematica nella costruzione del bagaglio culturale necessario per la realizzazione dell'opera. 

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White Knwoledge

 

 di Francesco Antonio Zaccarini

 

Terence David John Pratchett nasce il 28 aprile 1948 a Beaconsfield. A 10 anni comincia ad interessarsi di letteratura e si procura un lavoro nella biblioteca locale, la Beaconsfield Public Library, luogo che molti anni dopo indicherà quale fonte principale della sua educazione. Da subito predilige la fantascienza: legge avidamente Isaac Asimov e Arthur C. Clarke, spinto anche da una passione per l’astronomia[1]. 

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L'isola dei morti

di Edoardo Bassetti

 

Pubblichiamo un estratto del racconto del nostro collaboratore Edoardo bassetti, tra i vincitori della Quinta edizione del concorso letterario Cultora, indetto dalla casa editrice Historica Edizioni in collaborazione con il sito Cultora.it. 

Ascolta 

come mi batte forte il tuo cuore. 

(W. Szymborska, Ogni caso)

 

[...]

Ma quel quadro continuava a somigliare ad un amore passato. 

Continuava a somigliare alla sua giovinezza, a quando aveva vent’anni e non era affatto sicuro di quel che faceva e di quello che sarebbe diventato. Quando portava quegli enormi occhiali color tartaruga (che adesso erano tornati di moda), senza i quali il mondo si faceva confuso e sfumato. Sapeva solo una cosa, allora: voleva stare sempre con la sua fidanzata, Laura, perché solo quando era con lei riusciva ad essere sicuro di se stesso, e il mondo si faceva all’improvviso un po’ più nitido, anche senza occhiali. Era quella la sua unica certezza, la messa a fuoco della sua esistenza [...]. 

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Cinquecento anni di Leonardo

di Lorenzo Battistini

 

La figura di Leonardo da Vinci appartiene a quella categoria di individui che, lungo le diverse epoche, hanno saputo attirare su di loro l’interesse di studiosi ed ammiratori, divenendo l’oggetto di un vero e proprio culto. Ancora oggi il suo profilo e la sua opera sono capaci di evocare in persone anche diversissime sentimenti condivisi: in tutto il mondo Leonardo è infatti l’emblema del genio irregolare (se non del genio italiano), inventore di cose nuove e precursore della modernità. Un personaggio fuori dal tempo, capace di muoversi tra il bestiario medievale e gli odierni mezzi di trasporto. E tutto questo senza dottrina e senza litterae, grazie unicamente ad un intelletto fuori dal comune. Ma le cose stanno veramente così?

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Transazione Economica

 

di Giancarlo Cinini

PARTE PRIMA.

Personalmente (la storia che segue è una confessione personale), c'è soltanto una cosa del momento Natale che, in quanto ex ancora studente, mi affligge anno per anno sempre più. È una transazione economica, un passaggio di denaro che mi dà da pensare parecchio. No, fate anche bene a pensarci ma la questione non è il consumismo, né il far regali comandati. È più sottile. La disegno perché la verità è che me ne vergogno, ma spero comunque di essere compreso.

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Essere una macchina

di Elisa Baioni

 

C’è un sogno, ma forse sarebbe meglio chiamarlo un’ossessione, che accomuna culture e persone diverse, in tempi e in luoghi distanti: è il desiderio di liberarsi della morte, per divenire immortali.

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Kronos

di Sara Quondamatteo

 

Non è semplice recensire un libro deludente: se leggerlo è stato noioso, altrettanto noioso sarà commentarlo. Kronos, invece, rappresenta un’eccezione. Pubblicato da Il Saggiatore nella traduzione di Irene Salvatori, il diario di Witold Gombrowicz stupisce proprio per la sua inaspettata mancanza di spessore culturale e artistico che lo pone in antitesi con l’altro Diario (Dziennik), da molti ritenuto la summa del pensiero letterario e filosofico dell’autore. Basterebbe dare un’occhiata alle prime pagine per accorgersi che Kronos non è altro che un elenco di nomi, frasi brevi, perlopiù nominali, e tante, tante parole. Parole insignificanti, parole importanti, parole sconvenienti, parole opportune; parole che distruggono quell’equilibrio sintattico così raro in questo diario; parole che si inseriscono all’interno di combinazioni del tutto inusuali: «Messico. Il 4 chiacchierata sull’esistenzialismo: bene. Racconti criminali. Calma erotica. Trattativa con Orieta. Firmo il contratto con Julliard. 70 dollari da Free Europe. Di nuovo caldo 34°. Articoli Le Monde, Bela» (p. 208). 

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L'ideologia del nutrizionismo

 

di Paulo Fernando Lévano

 

 

Ormai è una situazione alla quale ci si deve rassegnare: si deve parlare di cibo, non basta più mangiarlo e basta, si viene quasi incoraggiati a masticare con la bocca aperta. Le “grandi narrazioni” non finiranno mai finché vivano indisturbati i “grandi protagonisti”; in questo caso, a masticare con la bocca aperta è la persona nutricentrica. Fra coloro che hanno cercato di tracciare la comparsa sulla scena di questo nuovo giocatore, noi abbiamo già incontrato lo scrittore statunitense Michael Pollan, che potete trovare sugli scaffali delle librerie grazie a Adelphi Edizioni.

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Maurizio Ferraris intorno agli unicorni

di Stefano Scrima

 

Non posso non parlare del nuovo libretto di Maurizio Ferraris, uno dei pochissimi, forse l’unico filosofo in Italia che ha capito come parlare di filosofia a tutti (o meglio, che ha capito che la filosofia deve essere rivolta a tutti, perché ha sempre a che fare con la nostra vita ed è uno dei pochi strumenti che può indicarci una direzione in questo mondo confuso) mantenendo una cattedra all’Università.

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Studi Umanistici e Fake News Scientifiche

Prendete un ritrovamento archeologico eccezionale, come la scoperta di un relitto navale di circa 2400 anni (V-IV secolo a.C.). È senza dubbio un rinvenimento importante, tanto che anche Sciencedecide di dedicarvi un titolo ("Archaeologists uncover world’s oldest shipwreck") e qualche riga di spiegazione. A impreziosire la scoperta è il fatto che modelli di navi simili non si erano mai osservati dal vivo, in uno stato così ben conservato, ma solo in reperti come il Vaso delle Sirene del British Museum. 

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Un oceano tra di noi

Arthur B. Davies, Ocean Swells, Gift of A. W. Bahr, 1958

 

di Sara Quondamatteo

 

C’è un aggettivo, tanto insolito quanto efficace, che più di molti altri riesce a definire l’esistenza e la poesia di Anna Frajlich in modo esaustivo: ‘asintotico’. Tale termine, desunto dal linguaggio scientifico, ha il duplice merito di aiutare il lettore non solo a comprendere, ma anche a tradurre in immagine un percorso unico ed irripetibile come quello della poetessa.

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Beyoncé mezza nuda al Louvre

 

di Bianca Bozzeda

 

Basta molto poco per aggiungersi al coro di chi storce il naso alla vista dell’ultimo video di Beyoncé e JAY-Z, girato di notte nelle sale del Louvre tra il 31 maggio e il 1° giugno scorso. 

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La Ragione Ecologica

di Paulo Fernando Lévano

 

Recentemente, l’autore di questa raccolta di saggi ha curato un’intervista molto interessante a Serge Latouche, uscita sul quarto numero delle Officine Filosofiche, che senza posa promuovono la discussione filosofica come chiave di lettura del presente. Proprio qui e ora, in questi tempi strani in cui la vista e l’udito dello spettatore minimamente interessato alla problematica vengono sovente esposti, non si sa fino a che punto in buona fede, a discorsi deliranti.

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Promethea e il viaggio cabalistico di Alan Moore

di Marco Lemme

 

Promethea è un’opera che racchiude larga parte delle teorie di Alan Moore riguardanti la magia, l’occulto ed il profondo legame che, secondo l’autore, intercorre tra realtà materiale ed immateriale; non a caso egli stesso la definisce come «a protracted rant about magic» (Clarke 2015). All’interno vi si può individuare uno sterminato elenco di riferimenti alla letteratura che nei secoli è stata accostata a questo genere di studi. Sfogliando le pagine ci si trova davanti ad un condensato di immagini oniriche, personaggi e luoghi che trascendono la realtà fisica, ponendo il lettore di fronte a scenari e oggetti che letteralmente sfidano i limiti dell’immaginazione.

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Roth

 

di Nicolò Rubbi

 

Philip Roth è morto da una settimana, e già il millantato interesse per la sua gigantesca figura sembra esser scemato: e così, come solito, dimostriamo soltanto una infallibile perversione per la dipartita di un uomo celebre, atto cronachistico sempre goloso. 

 

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Piazza della Loggia

 

di Andrea Germani 

 

Questa recensione è stata scritta due anni fa, nel maggio 2016, e mai pubblicata; ho deciso di prenderla nuovamente in mano e proporla a voi senza aggiungere modifiche. Questo perché ritengo che rileggersi e criticarsi dopo molto tempo sia uno dei migliori modi per imparare a diventare i più intransigenti giudici di sé stessi. Non dimentichiamo che Deckard, prima di tutto, è un laboratorio di scrittura. Buona lettura.

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La danzatrice luminosa della Belle Époque

Loie Fuller Dancing ca. 1900 | Samuel Joshua Beckett (1870-1940), MET
Loie Fuller Dancing ca. 1900 | Samuel Joshua Beckett (1870-1940), MET

di Silvia Andreozzi

 

Mary-Louise Fuller, divenuta celebre come Loïe Fuller, fu una delle protagoniste della scena artistica parigina nel periodo in cui la capitale francese si andava guadagnando il titolo di Ville Lumière; la sua danza, che metteva in scena al Folies-Bergère, rivoluzionò il mondo del balletto contribuendo in modo decisivo alla nascita della danza moderna. 

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Amore a prima vista

Duncan Phyfe (1770–1854) ca. 1810–20 | in mostra al MET Gallery 728
Duncan Phyfe (1770–1854) ca. 1810–20 | in mostra al MET Gallery 728

di Sara Quondamatteo

 

Devo ammettere di provare un certo imbarazzo nel recensire la raccolta di Wisława Szymborska Amore a prima vista (Miłość od pierwszego wejrzenia), pubblicata da Adelphi nel 2017. Non tanto per la difficoltà di analisi dei componimenti o per un’eccessiva complessità del contenuto: ormai tutti i suoi fedeli lettori avranno imparato ad apprezzare le acque profonde ma pur sempre limpide della sua poesia. Piuttosto, ciò che sembra ostacolare ogni mio tentativo di presentazione del volumetto è la convinzione che non si tratti propriamente di una raccolta di Wisława Szymborska. 

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