Fabrizio Li Vigni è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul Pensiero complesso di Edgar Morin. Ha conseguito un master in Pensiero contemporaneo all’Universidad de Barcelona, Spagna, con una tesi su Nichilismo e Postmodernità, concentrandosi su Gilles Lipovetsky e Gianni Vattimo. Attualmente sta scrivendo una tesi sulla storia delle scienze complesse in Francia dagli anni 1970 a oggi, nel contesto del master in Storia e sociologia delle scienze dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Francia.

 

Sito personale: http://fabriziolivigni.altervista.org/

 

TUTTI I CONTRIBUTI

mar

23

apr

2013

Breve introduzione al METODO di Edgar Morin

di Fabrizio Li Vigni

 

Il metodo di Edgar Morin è composto di sei tomi, scritti e pubblicati nell’arco di un trentennio:

1)    La natura della natura: sulla fisica e la chimica, pubblicato in Francia con la Seuil nel 1977, in Italia con Raffaello Cortina nel 2001.

2)    La vita della vita: sulla biologia e l’ecologia, Seuil 1980, Raffaello Cortina 2004.

3)    La conoscenza della conoscenza: sull’antropologia della conoscenza, Seuil 1986, Raffaello Cortina 2007.

4)    Le idee: habitat, vita, organizzazione, usi e costumi: sull’ecologia della conoscenza, Seuil 1991, Raffaello Cortina 2008.

5)    L’identità umana: sull’antropo-sociologia, Seuil 2001, Raffaello Cortina 2002.

6)    Etica: sull’etica complessa, Seuil 2004, Raffaello Cortina 2005.

 

In questa sede ci occuperemo dei primi due tomi – i più originali, ispirati e lunghi –, poiché il “pensiero complesso” vi viene definito interamente e in rapporto a ciò che interessa il Morin maturo, ovvero le scienze naturali per le quali il sociologo divenuto filosofo propone un nuovo paradigma.

 

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dom

13

gen

2013

EDGAR MORIN - Filosofo della complessità

di Fabrizio Li Vigni

 

Nato a Parigi l’8 luglio 1921, Edgar Morin appartiene a una famiglia di origini ebraiche sefardite. I genitori livornesi fuggirono dall’Italia in favore di Salonicco, città dell’Impero Ottomano, per poi installarsi a Parigi. È soprattutto nel suo splendido libro meticcio – un po’ saggio, un po’ autobiografia –, I miei demoni (Meltemi, 1999), che Morin ripercorre il suo cammino esistenziale e intellettuale a cominciare dall’infanzia. Già allora, dice, i suoi interessi erano vari e sfaccettati, tanto da auto-definirsi a posteriori un «onnivoro culturale». Dai romanzi della grande letteratura alla canzonetta popolare, dal cinema al teatro, dalla passione per aerei e motori alla politica, l’infanzia e l’adolescenza del francese contengono in nuce quella poliedricità di pensiero che caratterizzerà il Morin adulto.

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