gio
27
dic
2012
Intervista a MAURIZIO FERRARIS sul NUOVO REALISMO
a cura di Stefano Scrima
Maurizio Ferraris è ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il LabOnt (Laboratorio di ontologia). È editorialista di “la Repubblica”, direttore della “Rivista di Estetica”, visiting professor in numerose università europee e americane e conduce con Mario De Caro il programma televisivo "Zettel. Filosofia in movimento", sul canale 146 del digitale terrestre. Il suo ultimo libro è il Manifesto del nuovo realismo (Laterza 2012, Premio Capalbio)
mer
26
dic
2012
LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA
Maurizio Ferraris
(a cura di) F. Visconti e R. Capozzi
LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA
Mimesis, 2012
Quando accettai di stabilirmi qui e pagar l’affitto per queste quattro mura, non mi soffermai troppo sulla bellezza suscitatami dall’edificio, né dall’arredamento interno (quasi inesistente): funziona tutto? Sì. Ci sono buchi nel soffitto? Cadaveri occultati? No. Ok, la prendo. Mi serviva un posto per dormire, che fosse comodo e vicino al supermercato: funzionalità vinse bellezza, ma poi, in realtà, fu tutto un lavoro interiore, inconscio, che non saprei spiegare: se ti trovi a tuo agio in un luogo lo senti e basta. Eppure dietro a queste gelide mura ci sono studi, progetti e pensieri – un po’ come quando leggi Ibsen e ti accorgi che dietro c’è Kierkegaard… no, non è proprio così. Ma dietro ogni edificio sì, c’è sempre un architetto che lo ha progettato, che, prima di divertirsi con calce e mattoni (o guardare gli altri che si divertono), se lo costruisce in testa, sul taccuino, sul computer.
mar
18
dic
2012
MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO
Maurizio Ferraris
MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO
Laterza, 2012
Che dal legno storto di cui è fatto l’uomo non possa costruirsi niente di perfettamente dritto è ormai pacifico. La storia c’inganna, alimenta e puntualmente disillude le speranze d’un progresso morale dell’umanità; mentre Benedetto XVI tuona indefesso il potere salvifico della preghiera, sull’Italia post-berlusconiana (sarà davvero così?) grava una maledizione: debiti pubblici alle stelle, politici ladri e corrotti – destra e sinistra si litigano il primato –, diamanti, lingotti, lauree cadute dal cielo, calcio-scommesse, gossip e reality colorano la nostra fosca quotidianità. Il malcontento cresce – e anche i suicidi a detta dei telegiornali, gli stessi che trenta secondi più tardi mandano in onda servizi sulla pancia della moglie di Alberto II di Monaco nella speranza di una miracolosa gravidanza – e si suole dire, ingenuamente: “non ci sono più valori”; ma per lo stesso motivo di prima – la storia c’inganna – sarebbe bene ricordare ai nostri compatrioti che il vizio italico di non pagare le tasse, di cui solo oggi il paese sembra essere affetto, non è certo un caso isolato della nostra breve storia repubblicana, per non parlare del cosiddetto familismo. La rivoluzione informatica ha infinitamente ridotto le distanze di questo già piccolo pianeta; la differenza è qui: oggi lo scandalo rimane al buio a fatica.
lun
01
ott
2012
BABBO NATALE, GESÙ ADULTO
Maurizio Ferraris
BABBO NATALE, GESÙ ADULTO. In cosa crede chi crede
(Bompiani 2006)*
Alla sera del dodici dicembre ero solito posare sull’uscio di casa una carota accompagnata da una tazza di latte. Sapevo che la mattina seguente avrei ritrovato l’ingresso deserto: era passato l’asinello di Santa Lucia; mentre la padrona disponeva sul divano i miei meritati regali, la tenera bestiola avrebbe fatto una delle tante colazioni di quella lunga nottata passata in giro per il mondo. Mai mi son chiesto perché non ritrovassi nemmeno la tazza vuota, ma una volta entrato in possesso dei doni niente era più importante.
mar
28
ago
2012
IL TUNNEL DELLE MULTE. Ontologia degli oggetti quotidiani
Maurizio Ferraris
IL TUNNEL DELLE MULTE. Ontologia degli oggetti quotidiani
Einaudi, 2008
«Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte?» Morto Dio il caffè non cambia sapore e – fatto inspiegabile – costa sempre cinque centesimi in più di quelli che ho in tasca.
1) Perché se il Dio dell’universo d’improvviso vien a mancare, noi, invece, siamo condannati all’“eterno ritorno” della canzone dei Nomadi? Non era meglio l’Inferno?
2) «Tutto è permesso». Davvero? Ora me lo segno.
gio
26
lug
2012
ANIMA E iPAD
Maurizio Ferraris
ANIMA E iPAD
Guanda, 2011
Mi specchio nell’iPad spento, poi alzo gl’occhi e cerco di scorgermi nelle pupille del mio interlocutore per aggiustarmi l’acconciatura; non so dove sia meglio. Un momento di distrazione e m’accorgo che la sua espressione mi sta parlando, e i muscoli facciali lo aiutano. Il Socrate di Senofonte lo aveva detto – ancor prima che le canzoni e le osterie ne ottenessero i diritti –: gli occhi sono lo specchio dell’anima; più che lo specchio direi l’involucro considerato che in questi, salvo la mia miniatura, non ci vedo proprio niente («“pupilla” è un diminutivo di “pupula”, a sua volta diminutivo di “pupa”, “bambola”») (p. 21).
gio
12
lug
2012
DOVE SEI? Ontologia del telefonino
Maurizio Ferraris
DOVE SEI? Ontologia del telefonino
Bompiani 2005 (II edizione, 2011)
Se fosse vissuto ai giorni nostri, Martin Heidegger, invece che Essere e tempo avrebbe forse scritto Essere e campo? Probabilmente no; ma, a farci la fenomenologia delle trasformazioni del presente, del nesso tra essere ed esser connessi, ci pensa Maurizio Ferraris. Il tempo è scandito dal campo, in mancanza d’esso ci ricordiamo d’esistere, ma entriamo nel panico: siamo isolati, nessuno può più raggiungerci; usciamo dalla galleria e il mondo torna a fluire regolarmente, tra sms amorosi e video- strigliate del capo.









