Sembra che lei non consideri il nostro

lavoro vantaggioso per la comunità
(Rachael)

I replicanti sono come ogni altra macchina: 
possono essere un vantaggio o un rischio.
Se sono un vantaggio non sono un problema mio. 

(Deckard)

 


Nel corso dell'Ottocento alcuni filosofi e scienziati (qualificati in genere come positivisti) pensarono che la crescita e il progresso della scienza avrebbero fatto sparire dalla storia i miti, le superstizioni e le infondate convinzioni di innumerevoli uomini e donne. Oggi sappiamo bene che le cose non stanno affatto in questo modo. Infatti, per quanto possano essere chiare e precise, le dimostrazioni scientifiche non riusciranno mai a convincere chi non è disposto a credere nella loro verità. Questo perché, come era chiaro a Max Weber, la credenza nel valore delle verità scientifiche non deriva dalla natura, ma è lo specifico prodotto di determinate culture. In sostanza, per sviluppare la razionalità non basta semplicemente promuovere e diffondere i risultati della scienza, ma è necessario trasmettere i valori che stanno alla base della scienza. Nonostante il problema sia discusso da anni, questo aspetto continua ad essere colpevolmente trascurato, sia in ambito divulgativo, ma soprattutto didattico.

La conoscenza della storia può contribuire a rendere più chiari gli effettivi valori alla base della nascita della scienza europea nel Seicento, valori che sono il frutto di una conquista, di battaglie che hanno visto combattere sullo stesso fronte uomini come Galileo, Cartesio, Bacone, e molti altri insieme a loro: il rifiuto del principio di autorità, la diffusione di un sapere pubblico, controllabile e verificabile da tutti, perché accessibile a tutti, il ruolo della comunità scientifica, la separazione degli ambiti di competenze fra scienza, religione, letteratura, ecc.

Far capire, partendo dalla scuola primaria e secondaria, e poi proseguendo nell'ambito dell'insegnamento universitario che la scienza moderna è nata per affermare principi che hanno a che fare con la libertà di pensiero e la democrazia, non con il dogmatismo e l’autoritarismo, potrebbe essere di aiuto nello sviluppo di una corretta valutazione dei rapporti, ad esempio, tra scienza, pseudoscienza e magia. Sottolineare questo, naturalmente, non significa in alcun modo negare o nascondere che il sapere scientifico è soggetto al pericolo di condizionamenti politici, ideologici ed economici. Al contrario, è salutare (come sottolinea, con spirito tipicamente baconiano, Rick Deckard nel suo dialogo con Rachel) mettere in evidenza la fragilità della scienza e i rischi ai quali è quotidianamente sottoposta. Infatti, è importante tenere sempre a mente che i valori su cui si fonda la scienza, così come sono stati conquistati, possono essere anche perduti. Tuttavia, è necessario insistere sul fatto che, nonostante tutti i suoi limiti e le sue fragilità, non è stata ancora trovata una forma di sapere, alternativa alla scienza, che garantistica per tutti le stesse possibilità di accesso alla conoscenza e alla comprensione della realtà.

 

Deckard nasce nel 2009 dall’esperienza didattica e di ricerca svolta nell’ambito dei corsi di Storia della scienza e della tecnica (laurea Triennale) e Storia del pensiero scientifico (Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Filosofia - dal 2012 Dipartimento di Filosofia e Comunicazione) dell’Università di Bologna.

L’attenzione rivolta dagli studenti alla presenza e alla diffusione della scienza a livello culturale, e alla sua interazione con altri ambiti del sapere (filosofia, religione, letteratura, cinema, fumetti) ha condotto alla realizzazione di un sito che metta a loro disposizione informazioni e strumenti utili a sviluppare i loro interessi e le loro ricerche, favorendo anche il tentativo di passare da una esperienza didattica a un primo approccio professionale, che si concretizzi in interventi, recensioni, blog e altre forme di comunicazione.

 

Deckard, naturalmente, è rivolto a tutte le persone interessate alle tematiche presentate in questo manifesto. E tutti sono inviati a collaborare, scrivendo alla redazione per suggerimenti e proposte. 

 

Marco Ciardi