Cos'è Deckard?

Deckard è una piattaforma crossmediale di cultura scientifica e filosofica nata nel Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna. Facciamo divulgazione con tutti i media disponibili. Fare divulgazione significa fare noi

fatica per farne fare meno a voi. Qui sotto tutti gli ultimi contributi.

Qui sopra tutte le sezioni.


INTERVISTA A ANDREA MORO

INTERVISTA A ANDREA MORO

 

 a cura di Giancarlo Cinini

 

«Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un’altra parte, e non ti raccapezzi più»

L. Wittgenstein

 

Andrea Moro è professore di linguistica generale, direttore del NeTS, IUSS Center for Neurolinguistics and Theoretical Syntax e scrittore. Ha risposto alle nostre cinque domande sul linguaggio e noi lo ringraziamo per la grande disponibilità. Con le sue ricerche si è occupato di sintassi e cervello, con il suo libro, I confini di Babele, ci ha appassionato all’esplorazione di questi labirinti di strade.

 

Buongiorno professore. Lei è laureato in Lettere. I suoi studi recenti hanno coinvolto il lavoro di neurobiologi e tecniche come il neuroimaging. Che cosa c’è scritto sulla carta d’identità di Andrea Moro?

 

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GIÙ LE MANI DA LACAN

QUARTA TRASMISSIONE: “L’amome e la filosofia del tossicomane”

 

[F. F.] A volte il desiderio “fa il giro più lungo”. Questa frase la ritrovo nella mia carriera personale; io mi sono avvicinato alla psicologia per mezzo di Freud, ero proprio curioso di indagare nel territorio ignoto dell’inconscio; all’università però sono stato sedotto dalle nuove branche della psicologia “scientifica”, che si progettavano una possibile misurazione dell’inconscio. Ho fatto la magistrale in psicologia cognitiva applicata, una cosa che è alle antipodi rispetto alla psicoanalisi; qualche tempo dopo, in una supervisione, Massimo Recalcati che mi ha fatto deragliare dai binari sui quali viaggiavo: solo dopo questo zig zag ho deciso di iscrivermi alla scuola lacaniana.

 

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Abbiamo intervistato Egidio Eronico, regista del film

Nessuno mi troverà - Majorana Memorandum.

Ora al cinema. E a noi Majorana piace, si sa.

Luisa Cifarelli (direttore scientifico Mostra Enrico Fermi)



L'OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

L’OCCULTISMO DI GIACOMO CASANOVA E ALTRI SAGGI

San Donato (MI), Edizioni PiZeta, 2014

pp. 247, € 15,00 

ISBN 978887625653

 

Di Edoardo Bassetti

 

C’è una premessa che dovrebbe essere sempre chiarita, prima di parlare di Giacomo Casanova. Una premessa quasi scontata, talmente scontata che spesso finisce per essere dimenticata. Una premessa così evidente da diventare sottile: Casanova, a differenza di un Don Giovanni o di altri libertini del nostro immaginario, è stato un uomo reale, storico, e non un personaggio di qualche commedia, film o romanzo. È questo un errore che è stato commesso anche da grandi uomini di lettere come Foscolo, che non poteva fare a meno di pensare a Casanova come ad un personaggio ideale; l’autore de le Ultime lettere di Jacopo Ortis è, però, solo uno dei più celebri di quel nutrito gruppo di critici che misero in dubbio la sua reale esistenza - poi dimostrata ampliamente. Da dove nasce questa sistematica e programmatica avversione nei suoi confronti, volta in qualche modo a sminuirne il valore letterario?

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MICHEL SERRES

Gaspare Polizzi e Mario Porro (a cura di)

MICHEL SERRES

Milano, Marcos y Marcos, 2015

pp. 434, € 25,00

ISBN 9788871686967

 

 di Paulo Fernando Lévano

 

«La filosofia è antropologia in quanto continuo ridimensionamento dell’antropomorfismo» (Enzo Melandri, La linea e il circolo, par. 87)

 

«Sono profondamente convinto che da quando il modello universitario è diventato così importante, la separazione tra le discipline ha assunto un valore filosofico, mentre non è nient’altro che un artefatto sociale» (volume recensito, p. 180).

 

In quell’annus horribilis dell’età contemporanea che fu il 1968, vennero pubblicati due libri di filosofia dalla portata epocale, quelli di cui uno normalmente, per spiegarsi la loro scarsa diffusione negli odierni corsi universitari, dice: “va bene, erano troppo avanti per il loro tempo”; uno in italiano e l’altro in francese. Stiamo parlando de La linea e il circolo di Enzo Melandri e de Il sistema di Leibniz e i suoi modelli matematici di Michel Serres, autore al quale è dedicato questo trentacinquesimo numero della collana Riga.

 

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Siamo andati a decorare di blu il muro grigio

di Blu con le nostre 50 sfumature di Blu.

50 Sfumature di Blu

50 sfumature di Blu.

 

La Street Art legale esiste.

 

La Street Art illegale esiste.

 

La Street Art illegale non è necessariamente un male.

 

La Street Art legale non è necessariamente bella.

 

Se faccio un gesto illegale per scuotere il trono, ma il sovrano mi frega e fa i soldi col mio gesto, mi rimane solo da inventarmi un gesto nuovo, sperando che sia efficace e al più presto.

 

La giungla è la giungla. La mostra è lo zoo. Questa è un po’ criptica, lo so.

 

Non tutta la Street Art ha una funzione estetica.

 

Non tutta l’arte è politica. Però, fare politica staccando un muro,

è un po’ un’opera d’arte.

 

Alcune forme di Street Art contengono anche un messaggio politico.

 

Alcune forme di Street Art contengono un messaggio politico solo perché sono illegali: quelle brutte ma intelligenti, per intenderci. Che, come è noto, non le ha mai volute nessuno.

 

Questa era al limite.

 

Il moralismo è parte integrante di alcune forme di muralismo.

 

L’unico motivo per affiancare moralismo e muralismo è l’effetto retorico del gioco di parole.

 

Strappare la Street Art illegale dal muro su cui nasce è per lo meno una forma di megalomania. Comportarsi come Napoleone è da megalomani, riconosciamolo.

 

Se di un’opera di Street Art non ti interessa il messaggio ma il copyright, paghi. O incassi.

 

Il medium è il messaggio. Il copyright è l’omaggio.

 

L’unico senso della proporzione tra messaggio e omaggio è l’effetto retorico del gioco di parole.

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INTERVISTA A ROBERTA RIZZO

Roberta Rizzo, in arte Moony Witcher, è scrittrice e giornalista per L'Espresso. È inoltre amministratrice della Sesta Luna Srl, società che svolge laboratori e corsi di scrittura creativa. Noi di Deckard le abbiamo posto alcune domande sulla sua saga più famosa: Nina e la bambina della sesta luna.

 

1. Lei è laureata in Filosofia: quali filosofi hanno maggiormente influenzato la stesura della saga di Nina e perché?

 

I filosofi che maggiormente amo e che sono fonte di continua ispirazione e riflessione anche nella stesura della trama di Nina sono: Heidegger, Kant, Nietzsche, Aristotele, Platone, Eraclito e Parmenide. In tutti, benché con le ovvie differenze di epoca e tesi e contro-tesi, trovo l'infinita potenzialità del pensiero dell'uomo. Leggere i testi di questi filosofi significa immergersi nella luce della nostra origine come esseri umani. Un'origine che deve destare sempre meraviglia e coscienza. Nina attraversa la sua avventura come se dovesse non solo compiere azioni ma capire l'importanza dei valori etici e morali, comprendere il limite e oltrepassarlo. Vivere nel kaos (nel senso greco del termine) e trarne bellezza.

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LA CASA DELLE PAROLE

Cécile Coulon

LA CASA DELLE PAROLE

Rovereto, Keller, 2015

pp.148, € 14,00

ISBN 9788889767818

 

di Francesco Brizzi

 

La fantascienza, e in particolare la sua fertile “regione” letteraria delle distopie, è l’unico genere che ci permette di sfruttare al massimo l’immaginazione di uno scrittore per creare mondi futuri, mondi-specchio con i quali confrontare il nostro presente, le nostre emozioni. Cécile Coùlon è una sorprendente viaggiatrice di questi mondi. Crea e plasma le sicurezze umane sulla società e il nostro vivere un mondo così costruito culturalmente. E in questo caso lo fa questionando il ruolo della letteratura nella nostra vita in rapporto con le emozioni, per così dire, fondamentali.

 

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CIBO

di Arianna Ricci

13 Dicembre, h. 16:00 all'ExForno MamBo: ecco il terzo appuntamento con La Merenda, il format di divulgazione dal vivo di Deckard. 

 

Dopo aver passeggiato per le vie di Bologna ed essersi fermati ad ascoltare i suoi suoni e la sua musica, ci vuole un momento per rifocillarsi ed ecco il principale argomento della nostra discussione. Le ospiti di questa settimana sono Nike Baragli, allieva del Prof. Massimo Montanari (uno dei maggiori esperti mondiali di storia dell'alimentazione)  e collaboratrice di Foodzine Dispensa, e Sara Liparesi, responsabile di Gestione FICO Eataly World.

 

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PUNTATA  29.11.15

 29 novembre 2015 -  puntata live de La Merenda. O: il convitato di Deckard presso l'ExForno MAMbo (Bologna). Abbiamo parlato della musica di Bologna con FEDERICO FERRI (direttore d'orchestra) e con FEDERICA PATTI (responsabile sezione audio video roBOt Festival - a casa con la febbre). 


Come promesso in questa intervista e dopo un anno di proiezioni al cinema e di rigidissima privacy su Vimeo, ecco pubblicato l'Episodio1: La Scelta di Ettore Majorana. Fatelo vedere a tutti i vostri conoscenti, anche quelli che vi stanno antipatici. 

Noi si sta già lavorando sul prossimo, naturalmente.


migliori elaborati del corso

IO SONO L'ULTIMO MARZIANO

Io sono l’ultimo marziano.


di Maria Elena Corrias


So we’ll go no more a roving So late into the night, Though the heart be still as loving, And the moon be still as bright.1 (George G. Byron)


La raccolta Cronache Marziane, pubblicata nel 1950, contiene ventotto racconti scritti da Ray Bradbury - molti dei quali già usciti su riviste di narrativa fantascientifica - inseriti nella medesima cornice narrativa, la colonizzazione di Marte: l’autore stesso ha definito Cronache Marziane “un libro di storie che finge di essere un romanzo”2. La struttura del volume, in cui ciascuna delle vicende - che si svolgono tra il 1999 e il 20263 - ha un tono e un genere proprio, si presta ad accogliere una notevole varietà di temi: dalla critica all’imperialismo e al razzismo alla polemica contro la burocrazia e la censura, dalla psicologia dei rapporti familiari alla guerra, al rispetto per l’ambiente, per il passato e per la cultura, dall’odio per la violenza e la guerra, alla riflessione su Dio, sulla scienza, sull’arte. Bradbury affronta questi temi, attuali in ogni epoca, con lo sfondo dei paesaggi marziani, tra razzi da vacanza ed esseri multiformi, ma conservando sempre un’atmosfera, fatta di gesti, comportamenti e reazioni, squisitamente umana; si volge così ad illustrare il complicato significato di “essere uomo”: non è mai chiaro chi sia veramente degno dell’attributo di “umano”, se i marziani o gli abitanti della Terra.

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PUNTATA #2

Con la seconda puntata entriamo in un tratto abbandonato e asciutto dell'acquedotto Romano di Bologna. Il cunicolo non è agevole e altre forme di vita, poco invitanti, ne popolano le pareti. Una volta dentro, possiamo vedere i suggestivi segni delle picconate con cui è stato scavato a mano l'Acquedotto più di duemila anni fa.


Guidati dal GSB (Gruppo Speleologico Bolognese) ci accingiamo a riscoprire un aspetto importantissimo della storia della nostra città.


di Alessandro Spedicato
di Alessandro Spedicato

L'ultima illustrazione pubblicata, cliccala per andare all'articolo.


Qui sono raccolte le illustrazioni più belle create per i nostri testi.


Carson | Ferraris | Latouche |Latour | Lyotard | Onfray | Morin Savater 

Nell'archivio ci sono le sezioni dedicate a pensatori di rilievo su cui abbiamo scritto parecchio. Si infoltirà sempre più, quindi leggete da subito altrimenti rimanete indietro. È solo un consiglio, ma poi non dite che non ve l'avevamo detto.


illuminismo | romanticismo | finanzcapitalismo