OMAGGIO A LEONARD NIMOY

OMAGGIO A LEONARD NIMOY


di Arianna Ricci


"La vita è come un giardino. I momenti perfetti si possono avere, ma non conservare, eccetto che nei ricordi. Llap"

Leonard Nimoy su Twitter, 23 Febbraio 2015


27 Febbraio 2015. Giunge al mondo la notizia che nessun fan di Star Trek avrebbe mai voluto ricevere: Leonard Nimoy lascia al mondo il ricordo di sé. Su internet, ma anche sui cellulari, i messaggi si accendono come le stelle nello spazio: "L'ho amato come un fratello.

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COMPUTER E CERVELLO

John Von Neumann

COMPUTER E CERVELLO

Milano, Il Saggiatore, 2014

pp. 140, € 14.00 

ISBN 9788842819660 


di Giancarlo Cinini

ill. di Alessandro Spedicato


«Is this testing whether I'm a Replicant or a lesbian, Mr. Deckard?» 

(Blade Runner, 1982)


Marzo 1956, John Von Neumann è seduto su una sedia a rotelle. Le sue condizioni peggiorano, non potrà viaggiare da Washington a New Heaven, tra un mese sarà ricoverato, resterà in ospedale per undici mesi, gli porteranno il manoscritto incompiuto, tenterà di continuarlo, finché l’otto febbraio del 1957 morirà. Ma nel frattempo è seduto su una sedia a rotelle e pensa a questo manoscritto. L’università di Yale l’ha invitato a tenere le prestigiose Lezioni Silliman per la sessione primaverile. L’argomento scelto: Computer e Cervello. Von Neumann ci lavora pressappoco dall’autunno dell’anno precedente, mentre un tumore gli consuma le ossa. Ma è da parecchio tempo – racconta la moglie Klara – che si interessa a questa sfida. Il suo modo di procedere somiglia infatti a quello di un’intensa e silenziosa meditazione sulle cose, durante la quale la mente, pienamente assorta, indaga la questione e architetta il problema. Soltanto in un secondo momento e con precisa spontaneità arriva, quasi per illuminazione, al lavoro trascritto. «Qualunque fosse il problema – descrive lo storico della scienza Steve Heims (John Von Neumann and Norbert Wiener: From Mathematics to the Technologies of Life and Death, 1980, p. 126) – lo scienziato cominciava raccogliendo e organizzando nella sua mente la moltitudine di elementi necessari, così comprendendo nel profondo le loro relazioni strutturali, prima di scrivere o persino di parlarne». Ed è proprio così che assistiamo al dispiegarsi delle idee in questo manoscritto, incompleto ma giunto alla terza edizione, forse per il suo carattere profetico. 

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NIETZSCHE E LA COSTRUZIONE DEL SUPERUOMO

Michel Onfray

NIETZSCHE E LA COSTRUZIONE DEL SUPERUOMO

Milano: Ponte alle grazie, 2014

pp. 320, € 26.00

isbn 978 88 6220 741 6


di Stefano Scrima


«In questo secolo della morte di Dio, e in un certo senso della morte dell’Uomo, due crimini compiuti il primo nel 1841, con L’essenza del cristianesimo di Feuerbach, il secondo nel 1859, con L’origine delle specie, all’individuo, che deve dunque costruire a partire dal reale e non più da finzioni, favole o miti ebraico-cristiani, non resta granché» (p.9). Il campo è libero, l’individuo può sognare grandi cose senza dover rendere conto a nessuno, nasce così l’idea (o forse la necessità) del superuomo, prospettiva di sé che si inquadra in una morale umana che può fare a meno della trascendenza e dell’ideale ascetico.

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DAL CIELO ALLA TERRA

Graziano Ferrari (a cura di) 

DAL CIELO ALLA TERRA. Meteorologia e sismologia dell'Ottocento a oggi

Bologna: Bononia University Press, 2014 

pp. 383, illustrato, € 70

ISBN 978-88-7395-816-1


di Marco Ciardi


Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dal 17 gennaio al 31 maggio 2013 si è tenuta a Firenze, nella Galleria delle Carrozze del Palazzo Medici Riccardi, la mostra Dal Cielo alla Terra, meteorologia e sismologia a Firenze dall'Ottocento a oggi. La mostra, sotto il coordinamento scientifico di Graziano Ferrari e Gianfranco Vannucci dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha presentato 140 strumenti provenienti da 12 sedi italiane ed europee e ha rappresentato un evento unico nel panorama internazionale per qualità, varietà e ampiezza dell'arco cronologico degli strumenti esposti, molti dei quali pezzi unici o prototipi. L'iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione fra l'INGV, la Provincia di Firenze, l'Osservatorio Ximeniano di Firenze, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il CMA del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

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IL DISEGNO DELLA VITA

J. Craig Venter

Il disegno della vita. Dalla mappa del genoma alla biologia digitale: il mio viaggio nel futuro. 

Bergamo: Rizzoli, 2014 

pp. 281, € 18.00

ISBN 9788817070072


di Elisa Baioni


«Quello che non posso creare, non lo comprendo» Richard Feynman «Vivere, sbagliare, cadere, trionfare, ricreare la vita dalla vita» J. Joyce «Vedete le cose non come sono, ma come potrebbero essere» [J. R. Oppenheimer]


Nel 1944 usciva Che cos’è la vita? La cellulla vivente dal punto di vista fisico, saggio scientifico di Erwin Schrödinger, elaborato in seguito a tre lezioni tenute al Trinity College di Dublino. In quelle pagine dense – passaggio obbligatorio per chiunque ami la biologia e la storia della scienza – Schrödinger affrontava i meccanismi fondamentali della vita, ovvero l’ereditarietà e la sua capacità di mantenere ordine, dandone una spiegazione fisica. Era l’alba del secolo delle scienze della vita. «[...][A] quasi settant’anni dalle lezioni originarie di Schrödinger, mi sono ritrovato a Dublino, su invito del Trinity Collage. Mi era stato chiesto di ritornare al grande argomento trattato dal fisico austriaco e cercare di fornire nuove informazioni e risposte, sulla base della scienza moderna, in merito alla definizione di che cosa sia la vita. [...] Durante i 60 minuti successivi, ho spiegato come la vita in definitiva consista di macchine biologiche guidate dal Dna, una sorta di un software che dirige da centinaia a migliaia di “proteine robot”. [...] Nell’arco di una sola generazione, siamo passati dal “cristallo aperiodico” di Schrödinger alla comprensione del codice genetico, fino alla prova, attraverso la costruzione di un cromosoma sintetico e quindi di una cellula sintetica, che il Dna è il software della vita» (pp.15-16). Benvenuti nell’era della biologia digitale.

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ELOGIO DELLA LENTEZZA 

Lamberto Maffei

ELOGIO DELLA LENTEZZA 

Bologna, il Mulino, 2014

pp. 120, € 12,00

ISBN 9788815252753


di Sara Gozza


Elogiare la lentezza sembra, per noi uomini contemporanei, un fatto non troppo bizzarro. Il progresso tecnologico procede freneticamente e le uscite sul mercato dei nuovi prodotti sono talmente ravvicinate l’una all’altra che risulta difficile restare al passo coi tempi. Tutto ciò unito a una quotidianità che ci porta fin da bambini ad avere ritmi, tempi di reazione e di apprendimento sempre molto rapidi. Il desiderio di riscoprire la lentezza è sicuramente molto forte ed è dovuto a questo il successo di slow food, dei centri benessere, delle tecniche di rilassamento e di tutte quelle pratiche e stili di vita la cui lentezza fa da padrona. Ma in una società (in particolare quella occidentale) le cui mode cambiano in pochi mesi e il motto sembra essere “celerità e perfezione”, come può trovare spazio la lentezza? Come può avere fortuna il cosiddetto pensiero lento se il nostro cervello è messo alla stregua di un calcolatore? A queste domande ha cercato di rispondere Lamberto Maffei, professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa e direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, il quale in poche pagine ha riflettuto sui meccanismi cerebrali che riguardano le relazioni rapide dell’organismo umano, sia quelle di origine genetica, sia quelle più lente selezionate dall’evoluzione e dall’uomo stesso con l’evoluzione culturale.

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PERCHÉ LEGGERE I CLASSICI

Italo Calvino

PERCHÉ LEGGERE I CLASSICI

Milano, Mondadori, 2014

pp. 310, 9,50 

ISBN 9788804401407


di Paulo Fernando Lévano


Perché? Prendete in esame Cuore di tenebra del polacco Joseph Conrad: «se a molte cose sue non ho mai creduto, al fatto che fosse un bravo capitano ho creduto sempre, e che portasse nei suoi racconti quella cosa che è così difficile da scrivere: il senso di una integrazione nel mondo conquistata nella vita pratica, il senso dell’uomo che si realizza nelle cose che fa, nella morale

implicita nel suo lavoro, l’ideale di saper essere all’altezza della situazione, sulla coperta dei velieri come sulla pagina» (p. 195). Molto potrebbe dirsi di questa qualità di Conrad di cui Calvino tesse le lodi in uno scritto del 1954, contenuto in questa ristampa di Perché leggere i classici.

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INCONTRI (E SCONTRI) MEDITERRANEI 

Franco Cardini

INCONTRI (E SCONTRI) MEDITERRANEI

Roma, Salerno Editrice, 2014

pp. 125, € 8,90

ISBN 9788884029171

 

di Paulo Fernando Lévano


Questo breve e scorrevole libro è uno studio storico delle due linee di frattura che giacciono alla base dell’idea del Mediterraneo come limite dell’Occidente moderno. Il suo essere breve non impedisce comunque di fare opportunissimi riferimenti a grossi libri scritti in precedenza sull’argomento, veri e propri classici. Classici che chiedono oggi più che mai di venire riproposti e più volte rivisitati, se si vuol prestare fede al luogo comune secondo il quale il dialogo è il miglior modo di conciliare interessi e di evadere i costi distruttivi della guerra. Scritti che, per dirla francamente, sono importanti e completissimi studi su aspetti ben precisi della lunga storia della regione mediterranea, e proprio per la serietà con cui questi studi sono stati condotti, scritti che non sono mai al di sotto delle duecentoventi pagine: parliamo delle opere fondamentali di Fernand Braudel e di Shlomo Dov Goitein, oppure dei più recenti studi di David Abulafia e di Eugenio Di Rienzo.

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LA POLITICA DEGLI ESPERTI

Elisa Grandi, Deborah Paci (a cura di)

LA POLITICA DEGLI ESPERTI. Tecnici e tecnocrati in età contemporanea

Milano, Unicopli, 2014

pp. 265, € 17,00

ISBN 9788840017167


di Paulo Fernando Lévano


«Chiariamoci, campione: non sono qui per dire “per favore”, sono qui per dirti cosa fare. E se un istinto di conservazione ancora lo possiedi, sarà meglio che tu lo faccia, e subito anche. Sono qui per dare una mano, e se il mio aiuto non è apprezzato, tanti auguri signori miei!» (Wolf, Pulp Fiction, 1992).


La politica degli esperti apre la collana Tracce, che sarà dedicata a percorsi di storia

contemporanea, e la scelta del tema inaugurale non potrebbe essere migliore. La tecnocrazia, il governo tecnico dei tecnici, è stata la grande trovata dello scorso secolo, il termine che più salta alla vista nella strada fin qui percorsa; sia che i tecnici siano stati essi stessi capi di stato o funzionari strategicamente posizionati nell’organigramma statale, sia che siano stati semplicemente consulenti, si deve tenere presente che quando si parla di tecnocrazia si parla non solo di tecnici nel governo, ma anche di una tecnica del governo: “governo tecnico dei tecnici”, infatti.

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LA BESTIA DENTRO DI NOI

Adriano Zamperini

LA BESTIA DENTRO DI NOI, smascherare l’aggressività.

Bologna, Il Mulino, 2014.

pp. 179, € 14,00.

ISBN 9788815253583


di Andrea Germani


A lungo si è creduto che gli uomini fossero provvisti di particolari doti naturali che ne condizionassero irreversibilmente il comportamento; gli studi di Cesare Lombroso (1835-1909) in materia ebbero una certa risonanza all’interno delle comunità scientifiche internazionali. Lombroso aveva affermato – dopo anni di osservazioni e comparazioni di tratti somatici, dimensioni e peculiarità delle parti corporee di alcuni soggetti – che alcuni esseri umani fossero nati con una particolare predisposizione a delinquere. Il medico veronese ebbe l’intuizione definitiva, da cui partirà la stesura del suo più importante lavoro, L’uomo delinquente del 1876, mentre studiava il cranio del brigante Villela. A detta di Lombroso, nelle caratteristiche craniche del brigante calabrese erano ben visibili i segni contraddistintivi del natural born killer (per utilizzare un’espressione tanto cara a Hollywood).

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I BENI CULTURALI

Carlo Tosco

I BENI CULTURALI. Storia, tutela, valorizzazione

Bologna, Il Mulino, 2014

pp. 192,  17,50

ISBN 9788815251787

 

di Paulo Fernando Lévano


Man mano che si cresce, la vicinanza del Natale aumenta in noi una certezza a discapito di un’altra: ogni anno, la certezza che sia Babbo Natale a mettere i regali sotto l’albero si dilegua, e si afferma la presenza di un altro grande convitato al mese di dicembre: il cine-panettone. Anteprima onnipresente degli scenari natalizi in ogni città, nulla come il cine-panettone ci rende sicuri che questo è il momento dell’anno in cui la grande industria cinematografica e televisiva pensa ad ognuno di noi. Infatti, ad ogni persona corrisponde un esemplare di cine-panettone: per quanto riguarda me, dovrei dire L’amore davvero (2003) di Richard Curtis, specialmente per un indimenticabile Bill Nighy nei panni di una rockstar ultracinquantenne alla ricerca delle preziose preferenze dei radioascoltatori la sera di Natale. Insomma, niente come un bel finale felice per tutti come criterio selettivo per trovare il film giusto da guardarsi in abbinamento all’ambiente festivo generalizzato. Per quest’anno invece, ho deciso di andare a vedere la première di Giulio, ho perso i beni culturali, regia di Carlo Tosco. La scelta del remake del vecchio classico Mamma, ho perso l’aereo (1990) di Chris Columbus è innanzitutto un omaggio a quella che sembra essere la cifra caratteristica del cine-panettone, cioè il costante riproporre le stesse storie con gli stessi attori e le stesse dinamiche fra i personaggi. Ma non soffermiamoci su questi tecnicismi, via all’allerta di spoiler!

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L'IO COME CERVELLO

Patricia S. Churchland

L'IO COME CERVELLO

Milano, Raffaello Cortina Editore

2014 pp. 307, 28.00

ISBN 9788860306722

 

di Giancarlo Cinini

ill. Alessandro Spedicato


« Wilson stood up and saw the buffalo on his side (...). “Hell of a good bull,” his brain registered automatically» (Ernest Hemingway, The Short Happy Life of Francis Macomber).

Eccovi. Una sfera parte dall’ultimo quarto di un campo d’erba, con traiettoria parabolica. Le vostre orecchie percepiscono migliaia di voci confuse. Sudate molto ma ve ne accorgete solo ora che siete fermi. Molte persone si muovono attorno a voi, a distanze diverse e seguendo traiettorie apparentemente non chiare. La sfera rimbalza e mentre studiate tutto, correte, correte a 25 chilometri orari finché un uomo che riconoscete come amico per i colori della maglia non vi lancia la sfera. Dovrebbe cadere a qualche metro di distanza proprio sul vostro piede e voi questo lo sapete. Toccate la palla e avanzate, osservate, sollevate la gamba destra e la portate indietro, spostate le braccia e il baricentro del corpo intero, non cadete, scagliate la gamba in avanti, guardate lo spazio immaginario sotto il palo e la traversa bianca. Sferzate la palla con il collo del piede e intensità misurabile. Tutti trattengono il fiato. 

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HOMO COMFORT

Stefano Boni

HOMO COMFORT. Il superamento tecnologico della fatica e le sue conseguenze.

Milano, Elèuthera, 2014

pp. 217, € 14,00

ISBN 9788896904572

 

di Andrea Germani

ill. Davide De Rosa

 

Fino a prova contraria, ogni invenzione partorita dalla prolifica mente dei nostri antenati aveva come scopo quello di migliorare l’esistenza dell’inventore e dei suoi simili. Piuttosto scontata come asserzione, non credo nessuno si sia mai applicato per peggiorare la propria esistenza (fino a prova contraria). Sin dai tempi antichi gli uomini hanno escogitato stratagemmi per vivere una vita dedita alle attività piacevoli rifuggendo quelle gravose e debilitanti. Fra le attività che più hanno tenuto impegnata la nostra specie nei millenni, la ricerca della comodità è quella che maggiormente ha messo in moto le menti umane; senza sembrare riduttivi nei confronti della nostra cara specie, si potrebbe dire che le tappe del progresso scientifico hanno coinciso con la scoperta di metodi, o mezzi, atti ad alleviare la fatica. “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici” potete solamente immaginarvi l’importanza che aveva per un contadino medievale rendere meno gravoso l’estenuante lavoro manuale nei campi. Al fine di comprendere il punto di vista di un uomo o di una donna vissuti nelle curtes, si devono prendere in considerazione le tecniche da loro messe in atto per evitare la fatica. Non solo loro, Stefano Boni nel suo saggio Homo Comfort (Elèuthera, 2014) sostiene che il processo evolutivo di tutta l’umanità sia inscindibile dalle invenzioni all’insegna della comodità: «In questo testo sostengo che la comodità è un tratto negletto ma cruciale per comprendere l’umanità degli ultimi secoli, e in particolare degli ultimi decenni» (p.9).

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GLI INGRANAGGI DI DIO

Peter M. Hoffmann

GLI INGRANAGGI DI DIO

Bollati Boringhieri, 2014

pp. 319, € 22,00

ISBN 9788833925059

 

di Gregorio Zanacchi Nuti

ill. di Pietro Boschi


Gli ingranaggi di Dio” segna l’esordio di Peter M. Hoffmann, professore alla Wayne State University, nel mondo della divulgazione scientifica. Dopo la laurea in Fisica e Matematica alla Technische Universität Clausthal in Germania, l’autore si è occupato di osservazioni mediante AFM, un microscopio a forza atomica utilizzato per studiare minuscoli campioni di materia. Grazie a queste ricerche, Hoffmann si è appassionato sempre più allo strapotere del caso su scala atomica e, quando gli è stato proposto di contribuire con le sue conoscenze degli AFM alle ricerche contro il cancro, si è avvicinato alla biologia molecolare. Affascinato dallo studio delle macchine molecolari, ha deciso di dare alle stampe un volume per condividere la sua esperienza e descrivere il rapporto tra ordine e caos che si instaura negli scenari incredibilmente piccoli definiti nanoscale. Hoffmann ci accompagna in questo viaggio alla scoperta delle meraviglie di un minuscolo mondo, tracciando un percorso che, a partire da una grandiosa ouverture all’insegna della natura (“la vita è la danza di un’ape e il ruggito di un leone. E’ l’intrico di una foresta tropicale e la battaglia mortale tra i batteri e l’organismo ospite. La vita è l’ameba e l’elefante, l’evoluzione e l’estinzione; è il potere di trasformare il pianeta.” p.18), arriva a contemplare la danza delle molecole di chinesina lungo le superstrade delle nostre cellule.

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IN PRINCIPIO

Maciej Bielawski

IN PRINCIPIO. Racconti sull’origine del mondo

Milano, Garzanti, 2014

pp. 272, € 14,00

ISBN 9788811651017

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. Davide De Rosa 


«Sento che mi vengono bene specialmente le storie dove c’è il non essere contrapposto a quel che c’è, il vuoto contrapposto al pieno, o altri motivi di questo genere». (Italo Calvino, 22-12-1965)


La cosa che più stupisce di questa simpatica antologia di miti cosmogonici è la presenza di un ultimo capitolo intitolato Big Bang. Sì, il misterioso evento iniziale che prese il nome dal detrattore più famoso della teoria stessa, l’astronomo inglese Fred Hoyle, lo sconfitto della battaglia cosmologica della seconda metà del XX secolo. Può suonare un po’ contro-intuitivo includere la teoria del Big Bang, sarebbe decisamente più consono annoverarla fra quelle che quotidianamente chiamiamo “conquiste della scienza”, che risolve i misteri dell’universo (o almeno li mette in termini ragionevoli, scientifici), ma quando Hoyle coniò la suddetta denominazione nel 1949 non c’era un inizio “scientifico” per l’universo, così come lo intendiamo oggi.

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SOGGETTI SMARRITI

Davide Carnevali

SOGGETTI SMARRITI. Perché innovazione e giustizia non si incontrano (quasi) mai.

Milano, Franco Angeli, 2010

pp. 312, € 34,00

ISBN 9788856835854

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. Davide De Rosa

 

Edoardo D’Elia (il capo redazione di questo sito) mi chiese se fossi stato sicuro di voler recensire Soggetti Smarriti. Il titolo gli aveva suggerito una trattazione più indirizzata verso questioni antropologiche; la copertina inoltre riporta una rappresentazione del Labirinto, quell’infrastruttura mitica che Dedalo, sotto commissione di Minosse, avrebbe costruito per rinchiudere il Minotauro. Ma di sicuro non siamo due persone che giudicano un libro dalla copertina (o dal titolo, in questo caso). Soggetti Smarriti è una raccolta di saggi che passano in rivista gli ultimi vent’anni in materia di telematizzazione della prassi giuridica in Italia. O meglio, i tentativi di telematizzazione della prassi giuridica.

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SULL’ORIGINE DELL’ERMENEUTICA DEL SÉ

Michel Foucault

 

SULL’ORIGINE DELL’ERMENEUTICA DEL SÉ

Napoli, Cronopio, 2012

pp. 114, € 12,50

ISBN 9788889446751

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. di Riccardo Santoro


«Per Heidegger, è stato a causa di una crescente ossessione per la techne, come solo mezzo per arrivare alla comprensione degli oggetti, che l’Occidente ha perso contatto con l’Essere. Rovesciamo la questione e chiediamoci: quali tecniche e pratiche costituiscono la concezione occidentale del soggetto, dandogli la sua caratteristica separazione tra verità ed errore, libertà e costrizione? Io penso che sia qui che troveremo la possibilità reale di costruire una storia di ciò che abbiamo fatto e, al tempo stesso, una diagnosi di ciò che siamo». (p. 37)

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IL PROFESSOR GRAMSCI E WITTGENSTEIN

Franco Lo Piparo

IL PROFESSOR GRAMSCI E WITTGENSTEIN. Il linguaggio e il potere.

Roma, Donzelli, 2014

pp. 185, € 18.00

ISBN 9788868430573

 

di Paulo Fernando Lévano

ill. di Pietro Boschi


«Le espressioni verbali, nella filosofia gramsciana della praxis, non sono né immagini (Bilder) del mondo (tesi sostenuta nel Tractatus) né manifestazioni di una libera e autonoma attività creatrice (filosofie idealistiche). Sono pratiche che concorrono alla formazione delle composite e complesse praxis che Wittgenstein chiamerà giochi linguistici e forme di vita». (p. 77)


Questo libro ha un protagonista, che non è nessuno dei due giganti della filosofia menzionati nel titolo: si tratta invece di un economista, il torinese Piero Sraffa. L’autore lo propone come “traghettatore” di idee, nel duplice ruolo di Sraffa-Wittgenstein e Sraffa-Gramsci; lungi dall’essere «ipotesi peregrina» (p. 37), sembra più che conveniente seguire l’indagine gramsciano-filologica di un intenditore come Franco Lo Piparo, che ha dimestichezza con il mestiere. (I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il labirinto comunista, 2012; L’enigma del quaderno. La caccia ai manoscritti dopo la morte di Gramsci, 2013).

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ALAN TURING. STORIA DI UN ENIGMA

Hodges Andrew

ALAN TURING. STORIA DI UN ENIGMA

Torino, Bollati Boringhieri, 2012

pp. 762, € 15.30

ISBN 9788833923499


di Antonio Scarafone

ill. di Davide De Rosa


Alan Turing. Storia di un enigma è la narrazione meticolosa, intelligente e appassionata della vita di una delle menti più notevoli del Novecento. Alan Turing (1912-1954), così come ce lo descrive Andrew Hodges, appare una persona timida, introversa, a tratti dolce e devota come un bambino, sicuramente geniale e piuttosto eccentrica. L'autore tratta senza reticenze ogni aspetto della vita del grande matematico inglese: il lavoro teoretico e pratico, la concezione della vita in comune e i giudizi sulla politica del tempo, nonché la difficile condizione di omosessuale nell'Inghilterra degli anni Trenta e Quaranta.

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IL BENE NELLE COSE

Emanuele Coccia

IL BENE NELLE COSE. La pubblicità come discorso morale

Bologna, Il Mulino, 2014

pp. 140, € 12,00

ISBN 9788815247964

 

di Paulo Fernando Lévano

 

«l'impuro della casta / imperscrutabilmente regna / su questi sudari di terital / messi in liquidazione / fino a sabato prossimo». (Valerio Magrelli, Saldi, 1999)

 

Chi non ricorda Morgan Spurlock? Nel 2004 usciva Super Size Me, un documentario in cui il regista e protagonista Spurlock scommette di mangiare per trenta giorni i menù completi di una popolarissima catena americana di fast food; poi, nel 2007, usciva POM Wonderful presents: The greatest movie ever sold (2011). In quest’ultima produzione, il provocatorio Spurlock si propone di girare e produrre un documentario sul product placement, finanziando il tutto con i soli contributi delle ditte interessate a parteciparvi. Il concetto è questo: vuoi che il tuo marchio faccia una comparsa nella mia opera cinematografica? Si? Allora sponsorizzami! In nessun modo si tratta di un concetto nuovo: per esempio, in Italia la pratica è codificata dal decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 30 luglio 2004, che mi permette di includere nel mio film inquadrature dei tuoi marchi e prodotti, basta che siano comunque coerenti con il contesto narrativo generale dell’opera.

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INTERVISTA  a Vallori Rasini

INTERVISTA a Vallori Rasini, autrice del libro L’ECCENTRICO. Filosofia della natura e antropologia in Helmuth Plessner


a cura di Francesco A. Genco


L'uomo è stato a lungo lacerato nelle sue parti dagli studi che lo hanno riguardato. Egli è stato attore nelle vicende della terra, sistema mirabile di organi e tessuti, animale privilegiato, portatore di coscienza, origine di ogni discussione, giudizio e studio; e così è stato sovente studiato, giudicato e discusso. Le scienze della natura e le scienze della coscienza l'hanno smembrato e se lo sono spartito, la parte vinta l'hanno adeguata ai bisogni della disciplina. Ma l'Eccentrico tratta di Helmuth Plessner, e Plessner si è impegnato a parlare dell'uomo nella misura in cui esso è esattamente un uomo. 

Per capire meglio in che senso l’uomo è esattamente un uomo e per approfondire la conoscenza di questo filosofo della natura e antropologo, abbiamo fatto alcune domande all’autrice Vallori Rasini, che ringraziamo per la disponibilità e la cura con cui ha preparato le risposte.


1. Plessner sembra avere la rara capacità di sintetizzare pensieri altamente complessi in frasi dirette e fortemente suggestive. Se dovesse sceglierne una, particolarmente rappresentativa della novità del suo pensiero, quale sceglierebbe?

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DA ANIMALI A DÈI

Yuval Noah Harari

DA ANIMALI A DÈI. Breve storia dell’umanità.

Milano: Bompiani, 2014.

pp. 531, € 22.00

ISBN (cartaceo) 9788845275906

ISBN (E-book)   9788858766811

 

di Elisa Baioni

 

Se qualcuno vi chiedesse cos’ha di peculiare l’uomo rispetto agli altri esseri viventi, voi cosa rispondereste? È un cervello incredibilmente grande a renderci speciali? Il genoma? Mani con cui compiere operazioni di straordinaria complessità? La capacità di costruire utensili, di maneggiare il fuoco? È la postura eretta? Il linguaggio? Una struttura sociale articolata? Secondo Yuval Noah Harari, docente di Storia del Mondo alla Hebrew University di Gerusalemme, una risposta più che valida potrebbe essere la Storia. In che senso?

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PAOLO ROSSI, UN MAESTRO

A.A. V.V.

PAOLO ROSSI, UN MAESTRO.

Pisa, Edizioni della Normale, 2013

pp. 101, € 12.00

ISBN 9788876424601

 

di Paulo Fernando Lévano


La giornata di studio del 20 ottobre 2012, organizzata dal Centro di Filosofia della Scuola Normale Superiore e dall’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e tenutasi a Firenze negli ambienti di Palazzo Strozzi, è stata dedicata alla memoria di Paolo Rossi, deceduto il 14 gennaio di quello stesso anno; gli atti del convegno compongono questo volumetto, filosofico soltanto nella misura in cui si fa riferimento alla specifica opera di Rossi: altrimenti, la raccolta può far venire in mente il Pensatoio di Harry Potter, un serbatoio di ricordi in cui Michele Ciliberto, Stefano Poggi, Walter Tega, Andrea Battistini, Fulvio Tessitore e Pietro Rossi hanno depositato i loro contributi sotto forma di episodi che videro lo studioso urbinate esprimere le proprie idee sui rapporti che uniscono storia e filosofia. Procediamo a ritroso e cerchiamo di capire come in questa raccolta, attraverso un’opera lunga una vita, ci venga tramandata la più importante lezione di Rossi, con le parole del prof. Tega: la storicità come trincea.

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L’ORDINE LIBERTARIO. Vita filosofica di Albert Camus

Michel Onfray
L’ORDINE LIBERTARIO. Vita filosofica di Albert Camus
Milano: Ponte alle Grazie, 2013
pp. 573, € 28.00
ISBN: 9788862207423

di Edoardo D’Elia

Una sessantina di libri fa, Michel Onfray aveva ventinove anni e si apprestava a spedire per posta il suo primo manoscritto (Il ventre dei filosofi) a tre case editrici: una non rispose, una rispose di no, Grasset rispose subito di sì. L’unico dubbio che aleggiava negli uffici parigini era che la biografia del nuovo autore potesse essere solo una copertura, che Onfray fosse lo pseudonimo di un intellettuale dai trascorsi più tipici. Si presentava così: figlio di un operaio agricolo e di una donna delle pulizie, dopo la morte prematura dei genitori, viene messo in orfanotrofio; a diciassette anni tenta di farsi assumere come autista di treno nella stazione di Argentan, il suo piccolo paese, ma senza successo; frequenta un’università di provincia, non l’Ècole Normale...; a ventott’anni viene colpito da un infarto che va contro ogni immaginabile statistica anagrafica; poi, all’improvviso, scrive un libro di filosofia così brillante. O nascondeva qualcun’altro o era davvero una sorpresa. Onfray prese allora il treno, da passeggero, e andò a Parigi a dimostrare la sua autenticità. L’editore si convinse e colse al volo l’occasione: “Bene, scriva allora un’introduzione autobiografica in cui racconta la sua vita atipica e si presenta al grande pubblico; poi si dimentichi tutto perché d’ora in poi la sua vita è qui a Parigi, tra i rumorosi giornalisti e le lettrici ammiccanti”. Onfray scrisse il capitolo autobiografico in quarantott’ore, però disse che sarebbe rimasto ad Argentan. Gli fu risposto che in quel modo non avrebbe mai fatto carriera.

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GHERARDO CIBO

G. Mangani e L. Tongiorgi Tomasi (a cura di)
GHERARDO CIBO. Dilettante di botanica e pittore di “paesi”. Arte, scienza e illustrazione botanica nel XVI secolo.
Ancona: Il lavoro editoriale, 2013.
pp. 368, € 70,00
ISBN 9788876637254

di Valentina Sordoni

«LA LUNARIA TONDA» E IL «SERPENTE A DUE CODE» : LA NATURA RITROVATA DI GHERARDO CIBO.

Sepolta per quattro secoli da una memoria storica poco generosa, la figura di Gherardo Cibo è stata salvata dall’oblio, cui sembrava destinata, solo agli inizi del Novecento quando Enrico Celani, colto bibliotecario dell’Angelica a Roma, pone il suo sguardo e la sua attenzione da raffinato studioso su alcuni documenti conservati nella biblioteca romana, riconducendo al nome di Cibo la proprietà di quelle testimonianze eccezionali: cinque volumi di un ricchissimo erbario composto da più di mille piante essiccate, insieme a postille e disegni di piante realizzate a tempera che arricchivano il commento a Dioscoride di Pietro Andrea Mattioli del 1548. A questi importanti ritrovamenti e identificazioni da parte di Celani va sommata una quantità significativa di ulteriori disegni successivamente rinvenuti, da poter sostenere oggi che la produzione di Cibo supera quella di ogni altro artista a lui contemporaneo.

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L'ECCENTRICO

Vallori Rasini
L'ECCENTRICO. Filosofia della natura e antropologia in Helmuth Plessner
Milano: Mimesis, 2013
pp. 146, euro 14.00
ISBN 9788857518503

di Francesco A. Genco

L'uomo è stato a lungo lacerato nelle sue parti dagli studi che lo hanno riguardato. Egli è stato attore nelle vicende della terra, sistema mirabile di organi e tessuti, animale privilegiato, portatore di coscienza, origine di ogni discussione, giudizio e studio; e così è stato sovente studiato, giudicato e discusso. Le scienze della natura e le scienze della coscienza l'hanno smembrato e se lo sono spartito, la parte vinta l'hanno adeguata ai bisogni della disciplina. Ma l'eccentrico tratta di Helmuth Plessner, e Plessner si è impegnato a parlare dell'uomo nella misura in cui esso è esattamente un uomo.

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MACHINA MUNDI

Andrea Albini  

MACHINA MUNDI: L'orologio Astronomico di Giovanni Dondi 

CreateSpace Independent Publishing Platform, 2013

ISBN-13: 978-1492752561 

pp. 154, € 12,36 prezzo Kindle € 4,66

 

di Maria Giulia Andretta

 

Quali furono le ragioni che spinsero Giovanni Dondi, medico patavino, a progettare e a realizzare un oggetto tanto particolare che finì con l’essere un vero e proprio strumento politico per i signori del Trecento? Per quale motivo oggetti analoghi al suo astrario non sono mai stati rivenuti su campanili e torri nelle piazze pubbliche, rimanendo confinati al ruolo di meri oggetti da collezione? L’ultimo lavoro di Andrea Albini, esperto di storia della scienza, della tecnica e delle idee, non è solo un semplice trattato su un particolare orologio astronomico medievale, ma rappresenta un saggio dettagliato e puntuale sulla singolare storia di questa particolare macchina.

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ALLUCINAZIONI

Oliver Sacks
ALLUCINAZIONI
Milano: Adelfi, 2013
pp. 325, € 19.00
ISBN 9788845928093

di Matteo Rivetti

[…] È legittimo ravvisare in tutte quelle ardite stravaganze della metafisica, specialmente nelle sue risposte alla domanda sul valore dell’esistenza, in primo luogo e sempre i sintomi di determinati corpi […] Esse costituiscono tuttavia per lo storico e lo psicologo indici tanto più apprezzabili, in quanto sintomi, come si è detto, del corpo.
[Friedrich Nietzsche, Prefazione alla Seconda Edizione de La Gaia Scienza, trad. it. di Ferruccio Masini]

Al principio del Cinquecento, la parola ‘allucinazione’ indicava un vaneggiare, una mente errante. Solo negli anni Trenta dell’Ottocento Jean-Etienne Esquirol, psichiatra francese, diede al termine il significato attuale. In genere esse possono essere definite come «percetti che hanno origine in assenza di una qualsiasi realtà esterna», con tutte le varianti del caso.

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IL CORTIGIANO E L’ERETICO

Matthew Stewart

IL CORTIGIANO E L’ERETICO Leibniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno

Milano: Feltrinelli, 2013

pp. 326, euro 12.00

ISBN: 9788807882777

 

di Andrea Germani

 

 

Il 18 novembre 1676 un giovane cortigiano si apprestava a percorrere i canali che separavano la sua carrozza, che da giorni macinava chilometri, dalla casa di un famoso eretico. Quel giovane cortigiano, piccolo e di aspetto poco gradevole, colpito sin da giovane da una forte miopia che lo costringeva ad avvicinarsi ai fogli in cui stava leggendo fino a sfiorarli con il naso, era la futura promessa della giurisprudenza, della scienza e della diplomazia tedesca, o almeno tale credeva di essere. Come ci dice Stewart «aveva trent’anni e si avviava a rivendicare il titolo di ultimo genio universale d’Europa» (p. 9). Si era già fatto notare per la sua spiccata conoscenza della lingua latina, della giurisprudenza e della matematica e aveva numerosi progetti in cantiere da proporre alle corti e alle associazioni scientifiche di tutta Europa. L’altro, l’eretico, non aveva prospettive tanto rosee per il suo futuro, soprattutto in quel periodo della sua vita. Pochi anni prima aveva assistito alla morte di un caro amico massacrato da una folla inferocita che avrebbe fatto a pezzi anche lui se non fosse riuscito a sottrarsi prima. A ciò si aggiungevano forti problemi polmonari e una salute cagionevole che avrebbero reso difficili gli ultimi mesi della sua vita.

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CHE COS'È IL TEMPO?

Mauro Dorato

CHE COS'È IL TEMPO? Einstein, Gödel e l'esperienza comune

Roma: Carocci Editore, 2013

pp. 140, euro 12.00

ISBN 9788843066964

 

di Francesco A. Genco

 

«... when she enquired how he meant to spend his afternoon, he had answered paradoxically: "Oh, I think for a change I'll just save it instead of spending it–”» 

(Edith Wharton, The age of innocence, cap. XXII)

 

Fermatevi: non leggete oltre. Se avete davvero smesso di leggere meritate tutta la mia stima: non è mai facile interrompere, specialmente quando si è invitati a farlo; se invece ora state guardando queste parole, non vi siete fermati e state procedendo nella lettura. Nonostante questo starete probabilmente pensando ad un altro voi, diverso dal voi che ora sta leggendo, che si è fermato al primo punto di questa recensione. Se le cose stanno in questo modo, sarete certo d'accordo nel dire che quell'altro voi, quello che non ha letto la frase che segue il primo punto di questa recensione, non è reale. Egli non esiste: voi esistete, e avete di fatto letto quella frase. Parliamo adesso del voi che prima ha letto 'ora', quando avete letto l''ora' che compare nella terza frase di questa recensione. Quel voi, secondo voi, è reale? «Forse –direte– era reale». Bene, ma ora non lo è più? «No» dirà qualcuno. Ma non lo è come non lo è il voi che non l'ha neanche letto quell''ora'? A questo potreste rispondere: «il primo non è reale adesso, l'altro non lo è mai stato», ma ciò non direbbe molto sul loro non essere reali attualmente. Ma, a dire il vero, non so che cosa gli altri di voi risponderebbero a questa domanda. Vi potrei, però, chiedere: quale voi esiste, allora? Forse quello che ora legge 'ora'? Ma quale delle due parole deve leggere per essere reale? La prima o quella tra virgole? Probabilmente nessuna delle due importerebbe più, ora. Chi può sapere perfino se ci sono dei voi reali, e quanti ce ne sono sparsi per lo spazio e per il tempo?



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LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Edgar Morin

LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Milano, Raffaello Cortina, 2013

pp. 241, € 16.00

ISBN 978-88-6030-629-6

 

di Fabrizio Li Vigni

 

Dopo aver ricevuto la medaglia della città di Parigi da parte del sindaco, Bertrand Delanoë, Edgar Morin ci regala uno splendido affresco biografico. Di due vite. Quella di Morin stesso e quella della Parigi che l’autore del “pensiero complesso” ha attraversato nella sua lunga esistenza. Le storie della città e dell’autore si mescolano inoltre alla Storia con la esse maiuscola, raccontata dal “di dentro”. Il libro è un continuo salire e scendere di scale, dall’universale all’intimistico, con immagini di repertorio che integrano l’appassionato racconto dell’autore. L’invasione tedesca, le deportazioni, la Resistenza sono raccontate attraverso gli occhi di un Morin coraggioso e fortunato, che per anni ha dovuto vivere sotto falsa identità, che ha visto amici scomparire e che ha contribuito in prima persona, per esempio, nella distribuzione delle carte d’alimentazione ai clandestini e agli illegali che non potevano riceverne [1].



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STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Wolfgang Behringer

STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Torino, BollatiBoringhieri, 2013

pp.349, € 26.00

ISBN 978-88-339-2380-2

 

di Edoardo D’Elia

 

Elenco incompleto degli effetti positivi che può avere un inverno atipicamente caldo, come quello che stiamo vivendo, nella parte di mondo che occupiamo: minore utilizzo del riscaldamento domestico con conseguente abbassamento del consumo di energia e quindi minore inquinamento; vita sociale meno costipata, il progresso tecnologico è per buona parte lotta contro i disagi, se diminuiranno i disagi, passeremo meno tempo a lottare; meno traumi dovuti al ghiaccio, meno sistemi immunitari storditi e assideramenti notturni (sia umani che animali); con ogni probabilità, sensibile diminuzione della vendita degli psicotropi antidepressivi; diffusione, se il caldo persiste negli anni, di un’enorme quantità di specie animali nelle zone ora svantaggiate dal freddo perenne.

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LA GIOIA DEI NUMERI

Steven Strogatz 

LA GIOIA DEI NUMERI. Viaggio nella matematica da uno a infinito 

Torino, Einaudi, 2013 

pp. 250, euro 27.00 

isbn 9788806206819

 

di Francesco A. Genco

 

Il viaggio «da uno a infinito» di Strogatz non inizia, a dire il vero, né da 1 né da un qualsiasi altro numero. Il viaggio inizia da un albergo di Sesame Street. Qui Humphrey, «un tipo delizioso ma poco sveglio, con la pelliccia rosa e il naso verde» (p. 5), è addetto al centralino della reception. All'improvviso gli giunge un'ordinazione di cibo da una camera di pinguini che recita così:«pesce, pesce, pesce, pesce, pesce, pesce» (p. 5). –Come può iniziare un libro sui numeri con un'ordinazione di pesce?– Vi starete chiedendo. Con un'ordinazione che non contiene neanche un numero, per di più. Sei 'pesce' e neanche un '6' o, quantomeno, un 'sei'. Niente invece, ma come avrete capito è proprio questo il punto: il punto di partenza, nello specifico.



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CHI VUOLE CHE I NEUTRINI VADANO PIÙ VELOCI DELLA LUCE?

Ospitiamo l'intervento di Francesco Vissani, ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso sul dibattito che si è sviluppato intorno al libro di Silvano Fuso.


In questa nota, si esamina il contesto da cui sono nate le ricerche

riguardanti la velocità dei neutrini, cogliendo lo spunto per parlare di meccanismi all'opera nel mondo della fisica teorica odierna e di alcuni aspetti critici nel rapporto tra scienza e società. 

 

di Francesco Vissani (clicca il nome per la scheda personale)

 

W. Pauli, appena ne intuì l'esistenza, si premurò di mettere nero su bianco una inequivocabile previsione della teoria della relatività: il neutrino doveva viaggiare più lentamente della luce, a meno che la sua massa non fosse stata trascurabile. Quando poi si scoprì che la massa del neutrino era davvero minuscola, si concluse che di regola, è un’ottima approssimazione assumere che la sua velocità coincide con quella della luce. Così, si riuscì a prevedere con successo l'emissione di neutrini da parte della supernova SN1987A, una osservazione che valse il premio Nobel per la fisica nel 2002. Per queste ed altre ragioni, gran parte dei fisici pensa che i neutrini si conformino alle aspettative della teoria di Einstein, come le altre particelle.


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STORIE NATURALI

Jules Renard

STORIE NATURALI

Roma, Lit Edizioni, 2013

pp. 119, € 10

isbn 9788861923874

 

di Valentina Sordoni

 

Nel 1896 Jules Renard dà alle stampe il magnifico volumetto delle Histoires Naturelles, dopo il successo della sua opera più celebre, Pel di carota, pubblicata nel 1894. Il titolo Histoires naturelles richiama alla mente quello del monumentale sforzo di un’ altra straordinaria personalità francese: il naturalista Buffon, autore della Histoire Naturelle. Tuttavia Renard preferisce il “plurale”: la sua non è una storia naturale, arroccata su rigide sistemazioni compilate con linguaggio analitico, appesantite da certa nomenclatura ; le sue Storie naturali nulla hanno a che vedere insomma con la grande tradizione percorsa dalla storia naturale come scienza. E il suo titolo non deve confonderci.



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REPLICA DI SILVANO FUSO

Pubblichiamo con grande piacere la replica finale di Silvano Fuso, autore de La Falsa Scienza, al nostro dibattito a proposito del suo libro.
I due interventi precedenti: 
• 
L'Ipotesi Scientifica Come Forma d'Azzardo di F. Genco;

• Sfumature di Falsa Scienza di E. Bergianti.  

 

 

di Silvano Fuso

 

Innanzi tutto voglio ringraziare gli amici di Deckard per l’attenzione riservata al mio libro e per lo spazio offertomi sul loro sito. In particolare ringrazio Marco Ciardi per l’esauriente e benevola recensione ed Enrico Bergianti e Francesco Genco per le stimolanti osservazioni. Volentieri replico alle loro garbate e costruttive critiche.



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SFUMATURE DI FALSA SCIENZA

SFUMATURE DI FALSA SCIENZA. Alcune questioni su episodi che potevano entrare (e non) nel libro di Silvano Fuso

di Enrico Bergianti

Quale criterio insuperabile e infallibile ci permette di distinguere la vera scienza (o scienza) dalla falsa scienza (o pseudoscienza)? Al di là di casi più o meno estremi, è una domanda meno banale di quanto possa apparire. Una questione talmente intricata che ha messo in crisi una delle menti più brillanti della storia del pensiero umano, Platone, che nel Teeteto si pone questa stessa domanda e conclude più o meno con un nulla di fatto. Senza stare a ragionare sui massimi sistemi, è bene ricordare che dal 1600 in avanti il concetto di “scienza” ha finito per indicare non solo “conoscenza vera”, ma anche il metodo e il sistema di riferimento nel quale la conoscenza viene prodotta. Tuttavia, neppure la scienza moderna ha eliminato la sua sorella “oscura”, la pseudoscienza: è esistita prima di Galilei, è esistita con Galilei, ed esisterà sempre dopo. Lo dimostrano brillantemente i casi raccolti da Silvano Fuso nel suo saggio: casi che riguardano tutti episodi dal Settecento in poi.



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L'IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D'AZZARDO

L’IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D’AZZARDO. A proposito del La Falsa Scienza di Silvano Fuso.

 

di Francesco A. Genco

 

Una lezione fondamentale che la lettura de La falsa scienza insegna è che il lavoro di uno scienziato, la scienza che esso produce, è solo in parte l'esito di spirito scientifico e rigore tecnico; fini personali, desideri, credenze, paure, speranze e suggestioni concorrono in egual modo a dirigerne l'opera, anche del più diligente e ben intenzionato. Il processo di sviluppo, conferma e accettazione di una teoria, in modo simile, segue correnti e forze estranee all'ideale di razionalità e purezza che spesso si suppone proprio dell'ambito scientifico.



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LA FALSA SCIENZA

Silvano Fuso

LA FALSA SCIENZA. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi

Roma, Carocci, 2013

pp.300, € 21,00

ISBN: 9788843067053 

 

di Marco Ciardi

 

Silvano Fuso, docente di Chimica nelle scuole medie superiori e divulgatore scientifico, è uno dei soci effettivi e membri storici del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze / http://www.cicap.org). Autore di molti e interessanti libri dedicati al paranormale, al rapporto tra scienza e magia e tra scienza e pseudoscienza, è ora in libreria con la sua ultima fatica, che appena uscita ha già avuto una prima ristampa, La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi, un racconto avvincente di casi “pseudoscientifici”, che tratta di illusioni individuali e collettive, frodi, visioni, abbagli e strani oggetti misteriosi.



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PERCHÉ LA FILOSOFIA È NECESSARIA

Jean-François Lyotard

PERCHÉ LA FILOSOFIA È NECESSARIA

Milano, Raffaello Cortina Editorie, 2013

pp. 78, € 9,50

ISBN: 978-88-6030-586-2

 

di Stefano Scrima

 

Perché la filosofia è necessaria?”, “perché filosofare?”, si chiede Jean-François Lyotard (1924-1998) in queste quattro conferenze tenute agli studenti di Propedeutica filosofica della Sorbona alla fine nel 1964. La risposta non è: “per capire com’è fatto il mondo, per aspirare alla sapienza o a uno stile di vita sano”, ma “perché è impossibile non farlo”.



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UN LIBRO FORGIATO ALL’INFERNO. Lo scandaloso Trattato di Spinoza e la nascita della secolarizzazione.

Steven Nadler

UN LIBRO FORGIATO ALL’INFERNO. Lo scandaloso Trattato di Spinoza e la nascita della secolarizzazione.

Torino, Einaudi, 2013

pp. XVIII – 270, € 30,00

ISBN 9788806213268

 

di Andrea Germani

 

«Nel maggio 1670 il teologo tedesco Jacob Thomasius impugnò la penna per scagliare fulmini e saette contro un libro appena pubblicato in forma anonima. Quell’opera, sosteneva Thomasius, era un ‘testo senza Dio’ e doveva essere messa immediatamente al bando in tutti i paesi» (Nadler, p. VII). Con queste parole Steven Nadler, professore di filosofia all’Università del Wisconsin, inizia la prefazione alla sua opera Un libro forgiato all’inferno.



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CAPIRE DAVVERO LA RELATIVITÀ

D. F. Styer

CAPIRE DAVVERO LA RELATIVITÀ. Alla scoperta della teoria di Einstein 

Bologna, Zanichelli, 2012 

pp. 272, euro 12.20 

ISBN 9788808194954

 

di Francesco A. Genco

 

Daniel F. Styer vi conduce per mano a comprendere la relatività, davvero, e comincia dalla copertina del libro. Due mele compaiono sotto il titolo: una ferma e grinza, l'altra turgida come appena colta e proiettata in un moto ad alta velocità –forse prossima alla velocità c? Ecco un paradigma del metodo del libro: esempi semplici, significativi, ben pensati e rappresentati con intelligenza.



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MATEMATICA, COME FARLA AMARE

Bruno D’Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla

MATEMATICA COME FARLA AMARE

Prato, Giunti, 2012

pp. 190, euro 10, ill.

ISBN 9788809771956

 

di Agnese Berardinelli

 

Che cos’è la matematica? Quando nasce? Da chi? Perché? Domande alle quali l’insegnante stesso non sa rispondere, o non si preoccupa di rispondere. Eppure queste risposte sono fondamentali per aiutare lo studente a conoscere e affrontare nel modo giusto la materia che sta studiando. «Quanti sanno che la matematica ha una storia, che si è evoluta nel tempo, che cambia in continuazione?» (p. 89). 

 



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COGITAMUS. Sei lettere sull’umanesimo scientifico

Bruno Latour

COGITAMUS. Sei lettere sull’umanesimo scientifico

Il Mulino, 2013

di Andrea Germani

 

 

«La tendenza a mettere in rapporto parole come ”pubblico dibattito“ o ”cittadino“ e termini in apparenza ”puramente tecnici“ quali ”inceneritore“ è veramente tipica della nostra epoca e presuppone, come lei giustamente osserva, un nuovo rapporto con la politica» (p. 46). Così scrive Bruno Latour nel suo Cogitamus, raccolta di sei lettere sull'umanesimo scientifico frutto della corrispondenza dello storico della scienza borgognone (provenienza ricordata con un certo orgoglio in numerose parti dell'opera) con una studentessa tedesca impossibilitata a partecipare alle sue lezioni. 

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DIO ESISTE, ME L'HA DETTO KANT

Simone Fermi Berto

DIO ESISTE, ME L’HA DETTO KANT

San Paolo, 2013

di Stefano Scrima

 

 

«Come ci mostra Talete, la ricerca sull’esistenza di Dio è connaturata all’esistenza stessa dell’uomo: nessuna filosofia potrà mai esaurire il mistero di Dio, dirne tutta la bellezza e la profondità, ma non per questo la ragione deve rinunciare a riflettere sull’esistenza di Dio» (p. 8). Così scrive l’autore di Dio esiste, me l’ha detto Kant per giustificare un libro apparentemente ingiustificabile, se non per quel suo carattere storico che incontrerà sempre il beneplacito di qualche lettore appassionato – noi per primi. Leggendo quest’opera, chi non crede in Dio, non cambierà certo idea. Non è ripercorrendo le idee dei filosofi su Dio che si minano le ragioni della libera ragione. Ma prendiamola come occasione per un buon ripasso.

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IN PRINCIPIO FU TROIA

Simon Price, Peter Thonemann

IN PRINCIPIO FU TROIA

Laterza, 2013

di Francesco Tosi

 

Per lo storico o per il fruitore di cose storiche, per dirla alla Perec, il nome di Simon Price risulterà familiare, soprattutto per quanto riguarda la sua considerevole produzione di saggi imprescindibili sulla religione d’età classica; forse più sporadica invece sarà la conoscenza di Peter Thonemann, coautore di questo nuovo volume edito da Laterza sulla storia antica.

L’excursus sul passato divulgativo di Price non è soltanto una nota bio-bibliografica, ma un fondamentale punto di partenza per ritrovare in nuce almeno un elemento centrale di “In principio fu Troia”, specificando preliminarmente, con la dovuta attenzione, un particolare non secondario: il passato remoto della storia è un terreno sempre meno battuto dal profano e conseguentemente anche l’ultima saggistica, compreso questo volume, si fa più ampia e interrelata a temi d’interesse di gusto moderno.

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PROCESSO ALLA FINANZA

Salvatore Rossi

PROCESSO ALLA FINANZA

Laterza, 2013

di Gianmarco Ghetti

 

Dopo sei anni di crisi economica, decine di summit internazionali indetti allo scopo di trovare una soluzione per uscirne, centinaia di libri e migliaia di articoli scritti su di essa, ancora si fa fatica a scorgere una via di uscita. Si cerca allora un colpevole, un capro espiatorio, un meccanismo che possa essere ritenuto responsabile della condizione di precarietà in cui la società occidentale si trova: il sistema finanziario.

Ritenuto responsabile, appunto, ma se non fosse davvero così? Se fosse solo una caccia alle streghe? Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, intende smascherare i pregiudizi sulla finanza: deve essere istituito un vero e proprio processo, con il giusto spazio per l’accusa e per la difesa, con importanti dati storici e con considerazioni generali conclusive che permettano anche al lettore meno esperto di farsi un’opinione, di elaborare un suo verdetto. 

Solo dopo un attento esame sarà possibile capire se davvero la finanza sia la causa di tutti i nostri mali, o se sia stata ingiustamente scelta come parafulmine su cui far confluire la rabbia delle masse. Nel Medioevo era molto diffusa un’espressione che aveva radici culturali antichissime: foemina instrumentum diaboli si diceva, e sembra che un trattamento simile sia riservato oggi a ciò che viene comunemente chiamato “lo strapotere finanziario delle banche”.

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LA FILOSOFIA DI TOPOLINO

Giulio Giorello (con Ilaria Cozzaglio)

LA FILOSOFIA DI TOPOLINO

Guanda, 2013

di Giulia Giaccaglia

 

Probabilmente a qualcuno sarà sfuggito, ma chi ha un poco di confidenza con il mondo del fumetto e dei fumettofili non avrà potuto ignorare tutto lo spazio che è stato dato alla celebrazione dell’anniversario del topo più famoso delle edicole (senza nulla togliere a fumetterie e librerie!). In Italia, Topolino ha tagliato l’importante traguardo del numero 3000. Se ci si pensa, è un numero imponente di volumi, una longevità seriale che probabilmente occupa intere stanze di collezionisti ed appassionati. Al di là delle simpatie personali, nessuno si può esimere dal conoscere Topolino e colleghi, che nel tempo si sono guadagnati il ruolo di icone pop. Forse è un caso che nel 2013, l’anno del numero 3000, oltre a tutte le varie riedizioni e raccolte dei numeri storici, sia uscito un volume che rivela l’atteggiamento filosofico di Mickey Mouse. Forse è meno casuale che a scegliere di trattare l’argomento siastato Giulio Giorello, con la collaborazione di Ilaria Cozzaglio.

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NON È UN MONDO PER VECCHI. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

Michel Serres

NON È UN MONDO PER VECCHI. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

Bollati Boringhieri, 2013

di Fabrizio Li Vigni

 

L’ideologia di Internet come mezzo per la democrazia diretta – non solo politica, ma anche cognitiva, sociale ed economica –, che da qualche tempo alcuni soggetti politici europei d’avanguardia propugnano, chiama in gioco quelli che il filosofo francese, Michel Serres, ha affettuosamente soprannominato Pollicini, per la loro capacità a scrivere messaggi di testo con movimenti fulminei delle dita.

In uno dei suoi ultimi libri, Petite Poucette[1] (Le Pommier, 2012 – pubblicato quest’anno in Italia da Bollati Boringhieri sotto il titolo di Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere), il pensatore analizza la forma mentis delle nuove generazioni. Pamphlet agevole e poetico, Petite Poucette porta avanti una tesi semplice ma importante: un nuovo modo di pensare e di gestire il sapere si fa strada e non precede le nuove tecnologie, ma è da esso indotto.

 
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NON PER PROFITTO

Martha Nussbaum

NON PER PROFITTO

Il Mulino, 2011

di Gianmarco Ghetti

 

“Sono in corso radicali cambiamenti riguardo a ciò che le società democratiche insegnano ai loro giovani, e su tali cambiamenti non si riflette abbastanza. Le nazioni sono sempre più attratte dall’idea del profitto; esse e i loro sistemi scolastici stanno accantonando, in maniera del tutto scriteriata, quei saperi che sono indispensabili a mantenere viva la democrazia” (p.21). Secondo Martha Nussbaum (New York, 1947) la crisi economica globale, iniziata nel 2008 con il crollo finanziario della Lehaman Brothers, rappresenta soltanto uno degli aspetti più evidenti del profondo cambiamento in cui è coinvolta la realtà contemporanea: parallelamente ad essa, favorita dalla frenesia del sistema economico e dalla necessità di ottimizzare la produzione, si è definitivamente realizzata quella che potremmo chiamare crisi silenziosa dell’istruzione.

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IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Michel Onfray

IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Ponte alle Grazie, 2012

di Edoardo D’Elia

 

La vita mediterranea col suo corollario di esperienze culinarie condivise: condimenti oleosi, sughi saporosi e soffritti permalosi, che appena li ignori - quale oltraggio! - bruciano per vendetta. Osservare le donne di casa sempre sedute sulla punta della sedia - libere da ogni comodità che intralcerebbe lo sparecchiamento. Tritare l’aglio per “dare una mano”, come un apprendista assunto esclusivamente per le mansioni più ripetitive, per poi sentirselo nelle mani a un età in cui gli altri scartano merendine e magari neanche le mangiano. E la cantilena paternalistica che graffia i timpani di ogni bambino: “Ah, ingrato! Non ti va mai di fare la spesa, però poi vuoi mangiare!”. Questi frammenti di un’autobiografia alimentare, secondo Onfray, non sono inutili, perché «se non un mondo, ogni cucina rivela un corpo e al tempo stesso uno stile» (p.9). 

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Breve introduzione al METODO di Edgar Morin

di Fabrizio Li Vigni

 

Il metodo di Edgar Morin è composto di sei tomi, scritti e pubblicati nell’arco di un trentennio:

1)    La natura della natura: sulla fisica e la chimica, pubblicato in Francia con la Seuil nel 1977, in Italia con Raffaello Cortina nel 2001.

2)    La vita della vita: sulla biologia e l’ecologia, Seuil 1980, Raffaello Cortina 2004.

3)    La conoscenza della conoscenza: sull’antropologia della conoscenza, Seuil 1986, Raffaello Cortina 2007.

4)    Le idee: habitat, vita, organizzazione, usi e costumi: sull’ecologia della conoscenza, Seuil 1991, Raffaello Cortina 2008.

5)    L’identità umana: sull’antropo-sociologia, Seuil 2001, Raffaello Cortina 2002.

6)    Etica: sull’etica complessa, Seuil 2004, Raffaello Cortina 2005.

 

In questa sede ci occuperemo dei primi due tomi – i più originali, ispirati e lunghi –, poiché il “pensiero complesso” vi viene definito interamente e in rapporto a ciò che interessa il Morin maturo, ovvero le scienze naturali per le quali il sociologo divenuto filosofo propone un nuovo paradigma.

 

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SEMPRE PIÙ VELOCI

Ugo Amaldi

SEMPRE PIÙ VELOCI

Zanichelli, 2012

 

di Francesco A. Genco

 

 

«Il Main Auditorium è al primo piano dell'edificio centrale del CERN. Costruito nel 1954, ha mantenuto fino al 2011 gli stessi tavolini ribaltabili di legno e le stesse lunghe lavagne, sbiancate dalle troppe cancellature» (p. 178). Anche i fisici cancellano, anche i fisici sbagliano. A dire il vero, a dispetto del sentore comune, le scienze nascono e vivono a tutti gli effetti sull'errore; e la fisica è una scienza, forse addirittura la scienza. L'accettazione dell'errore è indispensabile alla possibilità del miglioramento e della correzione, quindi del progresso. L'immobilismo che si riscontra nell'arredamento del Main Auditorium del CERN e la precarietà delle scritte sulle lavagne di quell'edificio contrastano in maniera interessante con il forte dinamismo che trasmette ogni pagina del libro di Amaldi: la sicurezza del progresso. Le verità scientifiche poggiano incerte sulla prassi, indissolubilmente legate all'errore e al falso, ma esiste una parte della fisica che è completamente immune alle cancellature, una fisica che non usa le lavagne, una scienza che non sbaglia perché non asserisce: fa.

 

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EDGAR MORIN - Filosofo della complessità

di Fabrizio Li Vigni

 

Nato a Parigi l’8 luglio 1921, Edgar Morin appartiene a una famiglia di origini ebraiche sefardite. I genitori livornesi fuggirono dall’Italia in favore di Salonicco, città dell’Impero Ottomano, per poi installarsi a Parigi. È soprattutto nel suo splendido libro meticcio – un po’ saggio, un po’ autobiografia –, I miei demoni (Meltemi, 1999), che Morin ripercorre il suo cammino esistenziale e intellettuale a cominciare dall’infanzia. Già allora, dice, i suoi interessi erano vari e sfaccettati, tanto da auto-definirsi a posteriori un «onnivoro culturale». Dai romanzi della grande letteratura alla canzonetta popolare, dal cinema al teatro, dalla passione per aerei e motori alla politica, l’infanzia e l’adolescenza del francese contengono in nuce quella poliedricità di pensiero che caratterizzerà il Morin adulto.

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LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA

Maurizio Ferraris

(a cura di) F. Visconti e R. Capozzi

LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA

Mimesis, 2012

 

di Stefano Scrima

 

Quando accettai di stabilirmi qui e pagar l’affitto per queste quattro mura, non mi soffermai troppo sulla bellezza suscitatami dall’edificio, né dall’arredamento interno (quasi inesistente): funziona tutto? Sì. Ci sono buchi nel soffitto? Cadaveri occultati? No. Ok, la prendo. Mi serviva un posto per dormire, che fosse comodo e vicino al supermercato: funzionalità vinse bellezza, ma poi, in realtà, fu tutto un lavoro interiore, inconscio, che non saprei spiegare: se ti trovi a tuo agio in un luogo lo senti e basta. Eppure dietro a queste gelide mura ci sono studi, progetti e pensieri – un po’ come quando leggi Ibsen e ti accorgi che dietro c’è Kierkegaard… no, non è proprio così. Ma dietro ogni edificio sì, c’è sempre un architetto che lo ha progettato, che, prima di divertirsi con calce e mattoni (o guardare gli altri che si divertono), se lo costruisce in testa, sul taccuino, sul computer.

 

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MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO

Maurizio Ferraris

MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO

Laterza, 2012

 

di Stefano Scrima

 

Che dal legno storto di cui è fatto l’uomo non possa costruirsi niente di perfettamente dritto è ormai pacifico. La storia c’inganna, alimenta e puntualmente disillude le speranze d’un progresso morale dell’umanità; mentre Benedetto XVI tuona indefesso il potere salvifico della preghiera, sull’Italia post-berlusconiana (sarà davvero così?) grava una maledizione: debiti pubblici alle stelle, politici ladri e corrotti – destra e sinistra si litigano il primato –, diamanti, lingotti, lauree cadute dal cielo, calcio-scommesse, gossip e reality colorano la nostra fosca quotidianità. Il malcontento cresce – e anche i suicidi a detta dei telegiornali, gli stessi che trenta secondi più tardi mandano in onda servizi sulla pancia della moglie di Alberto II di Monaco nella speranza di una miracolosa gravidanza – e si suole dire, ingenuamente: “non ci sono più valori”; ma per lo stesso motivo di prima – la storia c’inganna – sarebbe bene ricordare ai nostri compatrioti che il vizio italico di non pagare le tasse, di cui solo oggi il paese sembra essere affetto, non è certo un caso isolato della nostra breve storia repubblicana, per non parlare del cosiddetto familismo. La rivoluzione informatica ha infinitamente ridotto le distanze di questo già piccolo pianeta; la differenza è qui: oggi lo scandalo rimane al buio a fatica. 


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IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Andrea Segrè, Luca Falasconi (a cura di)

IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Edizioni Ambiente, 2012

 

di Edoardo D'Elia

 

Il pianeta Terra è composto per la maggior parte di acqua, salata. L’acqua dolce, qualificabile come risorsa idrica utile ai bisogni dell’uomo, rappresenta lo 0,5% del totale. Al netto delle perdite che si hanno nel processo di estrazione, lavorazione e trasporto, solo lo 0,001% è effettivamente a disposizione del consumo umano. Inoltre, l’acqua non si crea - né in natura né tantomeno per mano dell’uomo -, ma è sempre la stessa, da sempre, che segue un ciclo chiuso di rigenerazione. Perciò, se le necessità di consumo aumentano, non si può “aumentare” l’acqua, si può solo tentare di ottimizzarne al meglio lo sfruttamento. L’acqua è più preziosa del petrolio, ma costa molto meno, quindi chi ce l’ha la spreca e chi non ce l’ha...c’è qualcuno che non ce l’ha?

 

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IL RISVEGLIO DELLA STORIA. Filosofia delle nuove rivolte mondiali

Alain Badiou

Il risveglio della Storia. Filosofia delle nuove rivolte mondiali

Ponte alle Grazie, 2012

 

di Stefano Scrima


Naufraghi della “modernizzazione” non abbaiamo altra scelta che costruirci da noi la nostra zattera anti-squalo;

sempre che si voglia sopravvivere, chiaro.

In mare aperto, con poche assi di legno marcio, manteniamo l’equilibrio sul filo dell’acqua.

Che se fosse solo un filo

lo spezzeremmo con un dito.

 

È amarezza quella di Badiou. Si parla sempre di “modernizzazione”, che il mondo si evolve e con esso il nostro spirito, o meglio, è quest’ultimo a doversi adeguare al cambiamento, pena una vita fuori moda, “inadeguata” – appunto – alle nuove condizioni di sviluppo economico-spirituale, e questo nella migliore delle ipotesi, oppure misera e arrancante nella peggiore.

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IL CORPO INCANTATO. Una genealogia faustiana

Michel Onfray

IL CORPO INCANTATO. Una genealogia faustiana.

Ponte alle Grazie, 2012

 

 

di Edoardo D'Elia


Michel Onfray è un filosofo edonista francese di successo: scrive molto e vende tanto; è fuori dal circuito accademico, ma le sue lezioni all’Universitè populaire (da lui fondata nel 2002) sono costantemente seguite da le più varie parsone; nonostante si definisca edonista, ateo e postanarchico, è popolare in Francia e in Italia; viene spesso criticato da giornalisti impegnati e da intellettuali di stazza, però dice di ricevere quotidianamente e-mail di ammiratori-discepoli che lo ringraziano perché lui ha davvero cambiato la loro vita, che hanno letto un suo libro per caso, poi subito un altro e poi tutti e ora sono più felici - l’amarezza delle critiche si diluisce nel conforto dell’ammirazione.

 

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QUESTA EUROPA È IN CRISI

Jürgen Habermas

QUESTA EUROPA È IN CRISI

Laterza, 2012

 

di Stefano Scrima

 

 

A leggere il nuovo “libello” del «maggiore filosofo tedesco vivente» (terza di copertina) sembra che Kant non sia mai passato di moda.

Due i pilastri della raccolta di articoli, che va sotto il nome di Questa Europa è in crisi, proposta al pubblico italiano da Laterza:

 1) la dignità umana, verso il cosiddetto “regno dei fini” kantiano: agisci in modo da trattare l’uomo, in te come negli altri, sempre anche come fine, non mai solo come mezzo (Critica della ragion pratica);

 2) e l’abolizione universale della violenza, il che riecheggia non poco l’ottimistico Per la pace perpetua del filosofo di Königsberg.

 

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TAUROETICA

Fernando Savater 

TAUROETICA 

Laterza, 2012

 

di Stefano Scrima 

 

Dica la verità, non trova che l’amo è più subdolo

e perversamente barbaro dell’espadrilla?

Raymond Queneau, I fiori blu

 

Qual è il fondamento dell’etica? La possibilità di agir bene o male, secondo o contro natura: è la libertà. Perché noi siamo liberi di non ascoltare i nostri bisogni primari – e che cosa sarebbero i precetti religiosi se non tentativi di strappar l’uomo al suo suolo? –, di capitalizzar l’esperienza per l’azione, di vivere per noi o sacrificarci per gli altri. I codici etici storicamente formatisi nelle associazioni umane regolano i rapporti tra esseri razionali in perenne “lotta” con istinto e sentimento. E gli animali? Sono liberi? «Sono esseri umani allo stesso modo in cui gli esseri umani sono animali?» (p. 12) Oppure seguono quella cieca necessità che fa loro correre – come nel caso della leonessa – cento metri in quattro secondi, aggiudicarsi una zebra che voleva solo bere un po’ d’acqua, chiamare il branco famelico per completar l’opera, e infine rimettersi a dormire al riparo d’un albero che duella col sole (anch’esso cieco) della savana?

 

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L'UOMO VUOLE SEMPRE IL SUO BENE, MA NON SEMPRE LO VEDE; QUALCHE LIBRO GLI INDICA DOVE GUARDARE.