FACCIAMOCELA RACCONTARE - Ep. 1

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L'UOMO VUOLE SEMPRE IL SUO BENE, MA NON SEMPRE LO VEDE; QUALCHE LIBRO GLI INDICA DOVE GUARDARE.

sab

19

apr

2014

IL CORTIGIANO E L’ERETICO

Matthew Stewart

IL CORTIGIANO E L’ERETICO Leibniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno

Milano: Feltrinelli, 2013

pp. 326, euro 12.00

ISBN: 9788807882777

 

di Andrea Germani

 

 

Il 18 novembre 1676 un giovane cortigiano si apprestava a percorrere i canali che separavano la sua carrozza, che da giorni macinava chilometri, dalla casa di un famoso eretico. Quel giovane cortigiano, piccolo e di aspetto poco gradevole, colpito sin da giovane da una forte miopia che lo costringeva ad avvicinarsi ai fogli in cui stava leggendo fino a sfiorarli con il naso, era la futura promessa della giurisprudenza, della scienza e della diplomazia tedesca, o almeno tale credeva di essere. Come ci dice Stewart «aveva trent’anni e si avviava a rivendicare il titolo di ultimo genio universale d’Europa» (p. 9). Si era già fatto notare per la sua spiccata conoscenza della lingua latina, della giurisprudenza e della matematica e aveva numerosi progetti in cantiere da proporre alle corti e alle associazioni scientifiche di tutta Europa. L’altro, l’eretico, non aveva prospettive tanto rosee per il suo futuro, soprattutto in quel periodo della sua vita. Pochi anni prima aveva assistito alla morte di un caro amico massacrato da una folla inferocita che avrebbe fatto a pezzi anche lui se non fosse riuscito a sottrarsi prima. A ciò si aggiungevano forti problemi polmonari e una salute cagionevole che avrebbero reso difficili gli ultimi mesi della sua vita.

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sab

22

mar

2014

CHE COS'È IL TEMPO?

Mauro Dorato

CHE COS'È IL TEMPO? Einstein, Gödel e l'esperienza comune

Roma: Carocci Editore, 2013

pp. 140, euro 12.00

ISBN 9788843066964

 

di Francesco A. Genco

 

«... when she enquired how he meant to spend his afternoon, he had answered paradoxically: "Oh, I think for a change I'll just save it instead of spending it–”» 

(Edith Wharton, The age of innocence, cap. XXII)

 

Fermatevi: non leggete oltre. Se avete davvero smesso di leggere meritate tutta la mia stima: non è mai facile interrompere, specialmente quando si è invitati a farlo; se invece ora state guardando queste parole, non vi siete fermati e state procedendo nella lettura. Nonostante questo starete probabilmente pensando ad un altro voi, diverso dal voi che ora sta leggendo, che si è fermato al primo punto di questa recensione. Se le cose stanno in questo modo, sarete certo d'accordo nel dire che quell'altro voi, quello che non ha letto la frase che segue il primo punto di questa recensione, non è reale. Egli non esiste: voi esistete, e avete di fatto letto quella frase. Parliamo adesso del voi che prima ha letto 'ora', quando avete letto l''ora' che compare nella terza frase di questa recensione. Quel voi, secondo voi, è reale? «Forse –direte– era reale». Bene, ma ora non lo è più? «No» dirà qualcuno. Ma non lo è come non lo è il voi che non l'ha neanche letto quell''ora'? A questo potreste rispondere: «il primo non è reale adesso, l'altro non lo è mai stato», ma ciò non direbbe molto sul loro non essere reali attualmente. Ma, a dire il vero, non so che cosa gli altri di voi risponderebbero a questa domanda. Vi potrei, però, chiedere: quale voi esiste, allora? Forse quello che ora legge 'ora'? Ma quale delle due parole deve leggere per essere reale? La prima o quella tra virgole? Probabilmente nessuna delle due importerebbe più, ora. Chi può sapere perfino se ci sono dei voi reali, e quanti ce ne sono sparsi per lo spazio e per il tempo?

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mer

12

mar

2014

LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Edgar Morin

LA MIA PARIGI, I MIEI RICORDI

Milano, Raffaello Cortina, 2013

pp. 241, € 16.00

ISBN 978-88-6030-629-6

 

di Fabrizio Li Vigni

 

Dopo aver ricevuto la medaglia della città di Parigi da parte del sindaco, Bertrand Delanoë, Edgar Morin ci regala uno splendido affresco biografico. Di due vite. Quella di Morin stesso e quella della Parigi che l’autore del “pensiero complesso” ha attraversato nella sua lunga esistenza. Le storie della città e dell’autore si mescolano inoltre alla Storia con la esse maiuscola, raccontata dal “di dentro”. Il libro è un continuo salire e scendere di scale, dall’universale all’intimistico, con immagini di repertorio che integrano l’appassionato racconto dell’autore. L’invasione tedesca, le deportazioni, la Resistenza sono raccontate attraverso gli occhi di un Morin coraggioso e fortunato, che per anni ha dovuto vivere sotto falsa identità, che ha visto amici scomparire e che ha contribuito in prima persona, per esempio, nella distribuzione delle carte d’alimentazione ai clandestini e agli illegali che non potevano riceverne [1].

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mar

18

feb

2014

STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Wolfgang Behringer

STORIA CULTURALE DEL CLIMA

Torino, BollatiBoringhieri, 2013

pp.349, € 26.00

ISBN 978-88-339-2380-2

 

di Edoardo D’Elia

 

Elenco incompleto degli effetti positivi che può avere un inverno atipicamente caldo, come quello che stiamo vivendo, nella parte di mondo che occupiamo: minore utilizzo del riscaldamento domestico con conseguente abbassamento del consumo di energia e quindi minore inquinamento; vita sociale meno costipata, il progresso tecnologico è per buona parte lotta contro i disagi, se diminuiranno i disagi, passeremo meno tempo a lottare; meno traumi dovuti al ghiaccio, meno sistemi immunitari storditi e assideramenti notturni (sia umani che animali); con ogni probabilità, sensibile diminuzione della vendita degli psicotropi antidepressivi; diffusione, se il caldo persiste negli anni, di un’enorme quantità di specie animali nelle zone ora svantaggiate dal freddo perenne.

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gio

13

feb

2014

LA GIOIA DEI NUMERI

Steven Strogatz 

LA GIOIA DEI NUMERI. Viaggio nella matematica da uno a infinito 

Torino, Einaudi, 2013 

pp. 250, euro 27.00 

isbn 9788806206819

 

di Francesco A. Genco

 

Il viaggio «da uno a infinito» di Strogatz non inizia, a dire il vero, né da 1 né da un qualsiasi altro numero. Il viaggio inizia da un albergo di Sesame Street. Qui Humphrey, «un tipo delizioso ma poco sveglio, con la pelliccia rosa e il naso verde» (p. 5), è addetto al centralino della reception. All'improvviso gli giunge un'ordinazione di cibo da una camera di pinguini che recita così:«pesce, pesce, pesce, pesce, pesce, pesce» (p. 5). –Come può iniziare un libro sui numeri con un'ordinazione di pesce?– Vi starete chiedendo. Con un'ordinazione che non contiene neanche un numero, per di più. Sei 'pesce' e neanche un '6' o, quantomeno, un 'sei'. Niente invece, ma come avrete capito è proprio questo il punto: il punto di partenza, nello specifico.

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lun

10

feb

2014

CHI VUOLE CHE I NEUTRINI VADANO PIÙ VELOCI DELLA LUCE?

Ospitiamo l'intervento di Francesco Vissani, ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso sul dibattito che si è sviluppato intorno al libro di Silvano Fuso.

- • -

In questa nota, si esamina il contesto da cui sono nate le ricerche

riguardanti la velocità dei neutrini, cogliendo lo spunto per parlare di

meccanismi all'opera nel mondo della fisica teorica odierna e di alcuni

aspetti critici nel rapporto tra scienza e società. 

- • -

 

di Francesco Vissani (clicca il nome per la scheda personale)

 

W. Pauli, appena ne intuì l'esistenza, si premurò di mettere nero su bianco una inequivocabile previsione della teoria della relatività: il neutrino doveva viaggiare più lentamente della luce, a meno che la sua massa non fosse stata trascurabile. Quando poi si scoprì che la massa del neutrino era davvero minuscola, si concluse che di regola, è un’ottima approssimazione assumere che la sua velocità coincide con quella della luce. Così, si riuscì a prevedere con successo l'emissione di neutrini da parte della supernova SN1987A, una osservazione che valse il premio Nobel per la fisica nel 2002. Per queste ed altre ragioni, gran parte dei fisici pensa che i neutrini si conformino alle aspettative della teoria di Einstein, come le altre particelle.

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ven

07

feb

2014

STORIE NATURALI

Jules Renard

STORIE NATURALI

Roma, Lit Edizioni, 2013

pp. 119, € 10

isbn 9788861923874

 

di Valentina Sordoni

 

Nel 1896 Jules Renard dà alle stampe il magnifico volumetto delle Histoires Naturelles, dopo il successo della sua opera più celebre, Pel di carota, pubblicata nel 1894. Il titolo Histoires naturelles richiama alla mente quello del monumentale sforzo di un’ altra straordinaria personalità francese: il naturalista Buffon, autore della Histoire Naturelle. Tuttavia Renard preferisce il “plurale”: la sua non è una storia naturale, arroccata su rigide sistemazioni compilate con linguaggio analitico, appesantite da certa nomenclatura ; le sue Storie naturali nulla hanno a che vedere insomma con la grande tradizione percorsa dalla storia naturale come scienza. E il suo titolo non deve confonderci.

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gio

30

gen

2014

REPLICA DI SILVANO FUSO

Pubblichiamo con grande piacere la replica finale di Silvano Fuso, autore de La Falsa Scienza, al nostro dibattito a proposito del suo libro.
I due interventi precedenti: 
• L'Ipotesi Scientifica Come Forma d'Azzardo 
di F. Genco;

• Sfumature di Falsa Scienza di E. Bergianti.  

 

 

di Silvano Fuso

 

Innanzi tutto voglio ringraziare gli amici di Deckard per l’attenzione riservata al mio libro e per lo spazio offertomi sul loro sito. In particolare ringrazio Marco Ciardi per l’esauriente e benevola recensione ed Enrico Bergianti e Francesco Genco per le stimolanti osservazioni. Volentieri replico alle loro garbate e costruttive critiche.

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mar

28

gen

2014

SFUMATURE DI FALSA SCIENZA

SFUMATURE DI FALSA SCIENZA. Alcune questioni su episodi che potevano entrare (e non) nel libro di Silvano Fuso

di Enrico Bergianti

Quale criterio insuperabile e infallibile ci permette di distinguere la vera scienza (o scienza) dalla falsa scienza (o pseudoscienza)? Al di là di casi più o meno estremi, è una domanda meno banale di quanto possa apparire. Una questione talmente intricata che ha messo in crisi una delle menti più brillanti della storia del pensiero umano, Platone, che nel Teeteto si pone questa stessa domanda e conclude più o meno con un nulla di fatto. Senza stare a ragionare sui massimi sistemi, è bene ricordare che dal 1600 in avanti il concetto di “scienza” ha finito per indicare non solo “conoscenza vera”, ma anche il metodo e il sistema di riferimento nel quale la conoscenza viene prodotta. Tuttavia, neppure la scienza moderna ha eliminato la sua sorella “oscura”, la pseudoscienza: è esistita prima di Galilei, è esistita con Galilei, ed esisterà sempre dopo. Lo dimostrano brillantemente i casi raccolti da Silvano Fuso nel suo saggio: casi che riguardano tutti episodi dal Settecento in poi.

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sab

25

gen

2014

L'IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D'AZZARDO

L’IPOTESI SCIENTIFICA COME FORMA D’AZZARDO. A proposito del La Falsa Scienza di Silvano Fuso.

 

di Francesco A. Genco

 

Una lezione fondamentale che la lettura de La falsa scienza insegna è che il lavoro di uno scienziato, la scienza che esso produce, è solo in parte l'esito di spirito scientifico e rigore tecnico; fini personali, desideri, credenze, paure, speranze e suggestioni concorrono in egual modo a dirigerne l'opera, anche del più diligente e ben intenzionato. Il processo di sviluppo, conferma e accettazione di una teoria, in modo simile, segue correnti e forze estranee all'ideale di razionalità e purezza che spesso si suppone proprio dell'ambito scientifico.

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gio

23

gen

2014

LA FALSA SCIENZA

Silvano Fuso

LA FALSA SCIENZA. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi

Roma, Carocci, 2013

pp.300, € 21,00

ISBN: 9788843067053 

 

di Marco Ciardi

 

Silvano Fuso, docente di Chimica nelle scuole medie superiori e divulgatore scientifico, è uno dei soci effettivi e membri storici del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze / http://www.cicap.org). Autore di molti e interessanti libri dedicati al paranormale, al rapporto tra scienza e magia e tra scienza e pseudoscienza, è ora in libreria con la sua ultima fatica, che appena uscita ha già avuto una prima ristampa, La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà del Settecento a oggi, un racconto avvincente di casi “pseudoscientifici”, che tratta di illusioni individuali e collettive, frodi, visioni, abbagli e strani oggetti misteriosi.

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mar

21

gen

2014

PERCHÉ LA FILOSOFIA È NECESSARIA

Jean-François Lyotard

PERCHÉ LA FILOSOFIA È NECESSARIA

Milano, Raffaello Cortina Editorie, 2013

pp. 78, € 9,50

ISBN: 978-88-6030-586-2

 

di Stefano Scrima

 

“Perché la filosofia è necessaria?”, “perché filosofare?”, si chiede Jean-François Lyotard (1924-1998) in queste quattro conferenze tenute agli studenti di Propedeutica filosofica della Sorbona alla fine nel 1964. La risposta non è: “per capire com’è fatto il mondo, per aspirare alla sapienza o a uno stile di vita sano”, ma “perché è impossibile non farlo”.

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lun

13

gen

2014

UN LIBRO FORGIATO ALL’INFERNO. Lo scandaloso Trattato di Spinoza e la nascita della secolarizzazione.

Steven Nadler

UN LIBRO FORGIATO ALL’INFERNO. Lo scandaloso Trattato di Spinoza e la nascita della secolarizzazione.

Torino, Einaudi, 2013

pp. XVIII – 270, € 30,00

ISBN 9788806213268

 

di Andrea Germani

 

«Nel maggio 1670 il teologo tedesco Jacob Thomasius impugnò la penna per scagliare fulmini e saette contro un libro appena pubblicato in forma anonima. Quell’opera, sosteneva Thomasius, era un ‘testo senza Dio’ e doveva essere messa immediatamente al bando in tutti i paesi» (Nadler, p. VII). Con queste parole Steven Nadler, professore di filosofia all’Università del Wisconsin, inizia la prefazione alla sua opera Un libro forgiato all’inferno.

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lun

02

dic

2013

CAPIRE DAVVERO LA RELATIVITÀ

D. F. Styer

CAPIRE DAVVERO LA RELATIVITÀ. Alla scoperta della teoria di Einstein 

Bologna, Zanichelli, 2012 

pp. 272, euro 12.20 

ISBN 9788808194954

 

di Francesco A. Genco

 

Daniel F. Styer vi conduce per mano a comprendere la relatività, davvero, e comincia dalla copertina del libro. Due mele compaiono sotto il titolo: una ferma e grinza, l'altra turgida come appena colta e proiettata in un moto ad alta velocità –forse prossima alla velocità c? Ecco un paradigma del metodo del libro: esempi semplici, significativi, ben pensati e rappresentati con intelligenza.

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ven

22

nov

2013

MATEMATICA, COME FARLA AMARE

Bruno D’Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla

MATEMATICA COME FARLA AMARE

Prato, Giunti, 2012

pp. 190, euro 10, ill.

ISBN 9788809771956

 

di Agnese Berardinelli

 

Che cos’è la matematica? Quando nasce? Da chi? Perché? Domande alle quali l’insegnante stesso non sa rispondere, o non si preoccupa di rispondere. Eppure queste risposte sono fondamentali per aiutare lo studente a conoscere e affrontare nel modo giusto la materia che sta studiando. «Quanti sanno che la matematica ha una storia, che si è evoluta nel tempo, che cambia in continuazione?» (p. 89). 

 

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dom

22

set

2013

COGITAMUS. Sei lettere sull’umanesimo scientifico

Bruno Latour

COGITAMUS. Sei lettere sull’umanesimo scientifico

Il Mulino, 2013

di Andrea Germani

 

 

«La tendenza a mettere in rapporto parole come ”pubblico dibattito“ o ”cittadino“ e termini in apparenza ”puramente tecnici“ quali ”inceneritore“ è veramente tipica della nostra epoca e presuppone, come lei giustamente osserva, un nuovo rapporto con la politica» (p. 46). Così scrive Bruno Latour nel suo Cogitamus, raccolta di sei lettere sull'umanesimo scientifico frutto della corrispondenza dello storico della scienza borgognone (provenienza ricordata con un certo orgoglio in numerose parti dell'opera) con una studentessa tedesca impossibilitata a partecipare alle sue lezioni. 

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gio

22

ago

2013

DIO ESISTE, ME L'HA DETTO KANT

Simone Fermi Berto

DIO ESISTE, ME L’HA DETTO KANT

San Paolo, 2013

di Stefano Scrima

 

 

«Come ci mostra Talete, la ricerca sull’esistenza di Dio è connaturata all’esistenza stessa dell’uomo: nessuna filosofia potrà mai esaurire il mistero di Dio, dirne tutta la bellezza e la profondità, ma non per questo la ragione deve rinunciare a riflettere sull’esistenza di Dio» (p. 8). Così scrive l’autore di Dio esiste, me l’ha detto Kant per giustificare un libro apparentemente ingiustificabile, se non per quel suo carattere storico che incontrerà sempre il beneplacito di qualche lettore appassionato – noi per primi. Leggendo quest’opera, chi non crede in Dio, non cambierà certo idea. Non è ripercorrendo le idee dei filosofi su Dio che si minano le ragioni della libera ragione. Ma prendiamola come occasione per un buon ripasso.

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gio

15

ago

2013

IN PRINCIPIO FU TROIA

Simon Price, Peter Thonemann

IN PRINCIPIO FU TROIA

Laterza, 2013

di Francesco Tosi

 

Per lo storico o per il fruitore di cose storiche, per dirla alla Perec, il nome di Simon Price risulterà familiare, soprattutto per quanto riguarda la sua considerevole produzione di saggi imprescindibili sulla religione d’età classica; forse più sporadica invece sarà la conoscenza di Peter Thonemann, coautore di questo nuovo volume edito da Laterza sulla storia antica.

L’excursus sul passato divulgativo di Price non è soltanto una nota bio-bibliografica, ma un fondamentale punto di partenza per ritrovare in nuce almeno un elemento centrale di “In principio fu Troia”, specificando preliminarmente, con la dovuta attenzione, un particolare non secondario: il passato remoto della storia è un terreno sempre meno battuto dal profano e conseguentemente anche l’ultima saggistica, compreso questo volume, si fa più ampia e interrelata a temi d’interesse di gusto moderno.

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mar

30

lug

2013

PROCESSO ALLA FINANZA

Salvatore Rossi

PROCESSO ALLA FINANZA

Laterza, 2013

di Gianmarco Ghetti

 

Dopo sei anni di crisi economica, decine di summit internazionali indetti allo scopo di trovare una soluzione per uscirne, centinaia di libri e migliaia di articoli scritti su di essa, ancora si fa fatica a scorgere una via di uscita. Si cerca allora un colpevole, un capro espiatorio, un meccanismo che possa essere ritenuto responsabile della condizione di precarietà in cui la società occidentale si trova: il sistema finanziario.

Ritenuto responsabile, appunto, ma se non fosse davvero così? Se fosse solo una caccia alle streghe? Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, intende smascherare i pregiudizi sulla finanza: deve essere istituito un vero e proprio processo, con il giusto spazio per l’accusa e per la difesa, con importanti dati storici e con considerazioni generali conclusive che permettano anche al lettore meno esperto di farsi un’opinione, di elaborare un suo verdetto. 

Solo dopo un attento esame sarà possibile capire se davvero la finanza sia la causa di tutti i nostri mali, o se sia stata ingiustamente scelta come parafulmine su cui far confluire la rabbia delle masse. Nel Medioevo era molto diffusa un’espressione che aveva radici culturali antichissime: foemina instrumentum diaboli si diceva, e sembra che un trattamento simile sia riservato oggi a ciò che viene comunemente chiamato “lo strapotere finanziario delle banche”.

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mar

23

lug

2013

LA FILOSOFIA DI TOPOLINO

Giulio Giorello (con Ilaria Cozzaglio)

LA FILOSOFIA DI TOPOLINO

Guanda, 2013

di Giulia Giaccaglia

 

Probabilmente a qualcuno sarà sfuggito, ma chi ha un poco di confidenza con il mondo del fumetto e dei fumettofili non avrà potuto ignorare tutto lo spazio che è stato dato alla celebrazione dell’anniversario del topo più famoso delle edicole (senza nulla togliere a fumetterie e librerie!). In Italia, Topolino ha tagliato l’importante traguardo del numero 3000. Se ci si pensa, è un numero imponente di volumi, una longevità seriale che probabilmente occupa intere stanze di collezionisti ed appassionati. Al di là delle simpatie personali, nessuno si può esimere dal conoscere Topolino e colleghi, che nel tempo si sono guadagnati il ruolo di icone pop. Forse è un caso che nel 2013, l’anno del numero 3000, oltre a tutte le varie riedizioni e raccolte dei numeri storici, sia uscito un volume che rivela l’atteggiamento filosofico di Mickey Mouse. Forse è meno casuale che a scegliere di trattare l’argomento siastato Giulio Giorello, con la collaborazione di Ilaria Cozzaglio.

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lun

08

lug

2013

NON È UN MONDO PER VECCHI. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

Michel Serres

NON È UN MONDO PER VECCHI. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

Bollati Boringhieri, 2013

di Fabrizio Li Vigni

 

L’ideologia di Internet come mezzo per la democrazia diretta – non solo politica, ma anche cognitiva, sociale ed economica –, che da qualche tempo alcuni soggetti politici europei d’avanguardia propugnano, chiama in gioco quelli che il filosofo francese, Michel Serres, ha affettuosamente soprannominato Pollicini, per la loro capacità a scrivere messaggi di testo con movimenti fulminei delle dita.

In uno dei suoi ultimi libri, Petite Poucette[1] (Le Pommier, 2012 – pubblicato quest’anno in Italia da Bollati Boringhieri sotto il titolo di Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere), il pensatore analizza la forma mentis delle nuove generazioni. Pamphlet agevole e poetico, Petite Poucette porta avanti una tesi semplice ma importante: un nuovo modo di pensare e di gestire il sapere si fa strada e non precede le nuove tecnologie, ma è da esso indotto.

 
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mar

02

lug

2013

NON PER PROFITTO

Martha Nussbaum

NON PER PROFITTO

Il Mulino, 2011

di Gianmarco Ghetti

 

“Sono in corso radicali cambiamenti riguardo a ciò che le società democratiche insegnano ai loro giovani, e su tali cambiamenti non si riflette abbastanza. Le nazioni sono sempre più attratte dall’idea del profitto; esse e i loro sistemi scolastici stanno accantonando, in maniera del tutto scriteriata, quei saperi che sono indispensabili a mantenere viva la democrazia” (p.21). Secondo Martha Nussbaum (New York, 1947) la crisi economica globale, iniziata nel 2008 con il crollo finanziario della Lehaman Brothers, rappresenta soltanto uno degli aspetti più evidenti del profondo cambiamento in cui è coinvolta la realtà contemporanea: parallelamente ad essa, favorita dalla frenesia del sistema economico e dalla necessità di ottimizzare la produzione, si è definitivamente realizzata quella che potremmo chiamare crisi silenziosa dell’istruzione.

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sab

25

mag

2013

IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Michel Onfray

IL VENTRE DEI FILOSOFI. Critica della ragion dietetica

Ponte alle Grazie, 2012

di Edoardo D’Elia

 

La vita mediterranea col suo corollario di esperienze culinarie condivise: condimenti oleosi, sughi saporosi e soffritti permalosi, che appena li ignori - quale oltraggio! - bruciano per vendetta. Osservare le donne di casa sempre sedute sulla punta della sedia - libere da ogni comodità che intralcerebbe lo sparecchiamento. Tritare l’aglio per “dare una mano”, come un apprendista assunto esclusivamente per le mansioni più ripetitive, per poi sentirselo nelle mani a un età in cui gli altri scartano merendine e magari neanche le mangiano. E la cantilena paternalistica che graffia i timpani di ogni bambino: “Ah, ingrato! Non ti va mai di fare la spesa, però poi vuoi mangiare!”. Questi frammenti di un’autobiografia alimentare, secondo Onfray, non sono inutili, perché «se non un mondo, ogni cucina rivela un corpo e al tempo stesso uno stile» (p.9).

 

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mar

23

apr

2013

Breve introduzione al METODO di Edgar Morin

di Fabrizio Li Vigni

 

Il metodo di Edgar Morin è composto di sei tomi, scritti e pubblicati nell’arco di un trentennio:

1)    La natura della natura: sulla fisica e la chimica, pubblicato in Francia con la Seuil nel 1977, in Italia con Raffaello Cortina nel 2001.

2)    La vita della vita: sulla biologia e l’ecologia, Seuil 1980, Raffaello Cortina 2004.

3)    La conoscenza della conoscenza: sull’antropologia della conoscenza, Seuil 1986, Raffaello Cortina 2007.

4)    Le idee: habitat, vita, organizzazione, usi e costumi: sull’ecologia della conoscenza, Seuil 1991, Raffaello Cortina 2008.

5)    L’identità umana: sull’antropo-sociologia, Seuil 2001, Raffaello Cortina 2002.

6)    Etica: sull’etica complessa, Seuil 2004, Raffaello Cortina 2005.

 

In questa sede ci occuperemo dei primi due tomi – i più originali, ispirati e lunghi –, poiché il “pensiero complesso” vi viene definito interamente e in rapporto a ciò che interessa il Morin maturo, ovvero le scienze naturali per le quali il sociologo divenuto filosofo propone un nuovo paradigma.

 

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lun

11

mar

2013

SEMPRE PIÙ VELOCI

Ugo Amaldi

SEMPRE PIÙ VELOCI

Zanichelli, 2012

 

di Francesco A. Genco

 

 

«Il Main Auditorium è al primo piano dell'edificio centrale del CERN. Costruito nel 1954, ha mantenuto fino al 2011 gli stessi tavolini ribaltabili di legno e le stesse lunghe lavagne, sbiancate dalle troppe cancellature» (p. 178). Anche i fisici cancellano, anche i fisici sbagliano. A dire il vero, a dispetto del sentore comune, le scienze nascono e vivono a tutti gli effetti sull'errore; e la fisica è una scienza, forse addirittura la scienza. L'accettazione dell'errore è indispensabile alla possibilità del miglioramento e della correzione, quindi del progresso. L'immobilismo che si riscontra nell'arredamento del Main Auditorium del CERN e la precarietà delle scritte sulle lavagne di quell'edificio contrastano in maniera interessante con il forte dinamismo che trasmette ogni pagina del libro di Amaldi: la sicurezza del progresso. Le verità scientifiche poggiano incerte sulla prassi, indissolubilmente legate all'errore e al falso, ma esiste una parte della fisica che è completamente immune alle cancellature, una fisica che non usa le lavagne, una scienza che non sbaglia perché non asserisce: fa.

 

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dom

13

gen

2013

EDGAR MORIN - Filosofo della complessità

di Fabrizio Li Vigni

 

Nato a Parigi l’8 luglio 1921, Edgar Morin appartiene a una famiglia di origini ebraiche sefardite. I genitori livornesi fuggirono dall’Italia in favore di Salonicco, città dell’Impero Ottomano, per poi installarsi a Parigi. È soprattutto nel suo splendido libro meticcio – un po’ saggio, un po’ autobiografia –, I miei demoni (Meltemi, 1999), che Morin ripercorre il suo cammino esistenziale e intellettuale a cominciare dall’infanzia. Già allora, dice, i suoi interessi erano vari e sfaccettati, tanto da auto-definirsi a posteriori un «onnivoro culturale». Dai romanzi della grande letteratura alla canzonetta popolare, dal cinema al teatro, dalla passione per aerei e motori alla politica, l’infanzia e l’adolescenza del francese contengono in nuce quella poliedricità di pensiero che caratterizzerà il Morin adulto.

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mer

26

dic

2012

LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA

Maurizio Ferraris

(a cura di) F. Visconti e R. Capozzi

LASCIAR TRACCE: DOCUMENTALITÀ E ARCHITETTURA

Mimesis, 2012

 

di Stefano Scrima

 

Quando accettai di stabilirmi qui e pagar l’affitto per queste quattro mura, non mi soffermai troppo sulla bellezza suscitatami dall’edificio, né dall’arredamento interno (quasi inesistente): funziona tutto? Sì. Ci sono buchi nel soffitto? Cadaveri occultati? No. Ok, la prendo. Mi serviva un posto per dormire, che fosse comodo e vicino al supermercato: funzionalità vinse bellezza, ma poi, in realtà, fu tutto un lavoro interiore, inconscio, che non saprei spiegare: se ti trovi a tuo agio in un luogo lo senti e basta. Eppure dietro a queste gelide mura ci sono studi, progetti e pensieri – un po’ come quando leggi Ibsen e ti accorgi che dietro c’è Kierkegaard… no, non è proprio così. Ma dietro ogni edificio sì, c’è sempre un architetto che lo ha progettato, che, prima di divertirsi con calce e mattoni (o guardare gli altri che si divertono), se lo costruisce in testa, sul taccuino, sul computer.

 

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mar

18

dic

2012

MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO

Maurizio Ferraris

MANIFESTO DEL NUOVO REALISMO

Laterza, 2012

 

di Stefano Scrima

 

Che dal legno storto di cui è fatto l’uomo non possa costruirsi niente di perfettamente dritto è ormai pacifico. La storia c’inganna, alimenta e puntualmente disillude le speranze d’un progresso morale dell’umanità; mentre Benedetto XVI tuona indefesso il potere salvifico della preghiera, sull’Italia post-berlusconiana (sarà davvero così?) grava una maledizione: debiti pubblici alle stelle, politici ladri e corrotti – destra e sinistra si litigano il primato –, diamanti, lingotti, lauree cadute dal cielo, calcio-scommesse, gossip e reality colorano la nostra fosca quotidianità. Il malcontento cresce – e anche i suicidi a detta dei telegiornali, gli stessi che trenta secondi più tardi mandano in onda servizi sulla pancia della moglie di Alberto II di Monaco nella speranza di una miracolosa gravidanza – e si suole dire, ingenuamente: “non ci sono più valori”; ma per lo stesso motivo di prima – la storia c’inganna – sarebbe bene ricordare ai nostri compatrioti che il vizio italico di non pagare le tasse, di cui solo oggi il paese sembra essere affetto, non è certo un caso isolato della nostra breve storia repubblicana, per non parlare del cosiddetto familismo. La rivoluzione informatica ha infinitamente ridotto le distanze di questo già piccolo pianeta; la differenza è qui: oggi lo scandalo rimane al buio a fatica. 


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lun

10

dic

2012

IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Andrea Segrè, Luca Falasconi (a cura di)

IL LIBRO BLU DELLO SPRECO IN ITALIA: L’ACQUA

Edizioni Ambiente, 2012

 

di Edoardo D'Elia

 

Il pianeta Terra è composto per la maggior parte di acqua, salata. L’acqua dolce, qualificabile come risorsa idrica utile ai bisogni dell’uomo, rappresenta lo 0,5% del totale. Al netto delle perdite che si hanno nel processo di estrazione, lavorazione e trasporto, solo lo 0,001% è effettivamente a disposizione del consumo umano. Inoltre, l’acqua non si crea - né in natura né tantomeno per mano dell’uomo -, ma è sempre la stessa, da sempre, che segue un ciclo chiuso di rigenerazione. Perciò, se le necessità di consumo aumentano, non si può “aumentare” l’acqua, si può solo tentare di ottimizzarne al meglio lo sfruttamento. L’acqua è più preziosa del petrolio, ma costa molto meno, quindi chi ce l’ha la spreca e chi non ce l’ha...c’è qualcuno che non ce l’ha?

 

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mar

13

nov

2012

IL RISVEGLIO DELLA STORIA. Filosofia delle nuove rivolte mondiali

Alain Badiou

Il risveglio della Storia. Filosofia delle nuove rivolte mondiali

Ponte alle Grazie, 2012

 

di Stefano Scrima


Naufraghi della “modernizzazione” non abbaiamo altra scelta che costruirci da noi la nostra zattera anti-squalo;

sempre che si voglia sopravvivere, chiaro.

In mare aperto, con poche assi di legno marcio, manteniamo l’equilibrio sul filo dell’acqua.

Che se fosse solo un filo

lo spezzeremmo con un dito.

 

È amarezza quella di Badiou. Si parla sempre di “modernizzazione”, che il mondo si evolve e con esso il nostro spirito, o meglio, è quest’ultimo a doversi adeguare al cambiamento, pena una vita fuori moda, “inadeguata” – appunto – alle nuove condizioni di sviluppo economico-spirituale, e questo nella migliore delle ipotesi, oppure misera e arrancante nella peggiore.

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